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Cari amici e lettori di CM, dopo circa sei mesi torniamo ad aggiornarvi sulla situazione del Ciclo Solare 24, non per ignavia o per disaffezione alla materia ma perchè in questa fase del ciclo solare non si registrano eventi degni di un monitoraggio stretto.

Il sole prosegue il suo cammino in linea con le previsioni stilate circa 18 mesi fa dagli scienziati di NASA e NOAA, i quali dopo aver sovrastimato in maniera netta le potenzialità dell’attività solare in questo ciclo 24 hanno trovato un giusto equilibrio tra i diversi modelli sperimentali impiegati per predire il numero di macchie solari che diverranno evidenti sulla superficie della nostra stella e di conseguenza cercare di stimare il livello di attività del sole.

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Da giovedì scorso su vari mezzi di informazione nazionali ed internazionali vengono riferite notizie riguardanti quella che è stata definita la più potente tempesta solare degli ultimi cinque anni. La notizia ha riempito anche le prime pagine di quotidiani nazionali on-line e delle agenzie di stampa.

Dalle pagine di CM non abbiamo dato molto risalto alla cosa, anche se seguiamo da molti anni e con molta attenzione l’evolversi dei cicli solari. Non vi abbiamo dato conto di questa notizia, non perché siamo scettici impenitenti che vogliono negare anche la fase di maggior attività solare che stiamo vivendo in questo ultimo anno, ma perché ogni giorno andiamo alle fonti, alla NOAA e alla NASA, e verifichiamo lo stato del “meteo spaziale”. Bene giovedì un “alert” NOAA avvisava di una possibile tempesta geomagnetica G3, una tempesta di discreta entità dovuta all’arrivo di un’onda di particelle espulsa durante un’eruzione solare. Di tempeste G3 in media ne osserviamo 200 in un ciclo solare come quelli ai quali siamo stati abituati fino al 2006, oggi la famosa tempesta G3 sarebbe stata la n. 2 ( due ) del ciclo solare 24 a cinque anni dal suo inizio, quando in media ne avremmo dovute già avere almeno 75; forse la notizia importante era questa.

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Un potente solar flare ha sconvolto la superficie solare. Si tratta del maggior brillamento solare dal 2005. Il brillamento è stato accompagnato da un’ eruzione solare di discreta entità che ha puntato sul nostro pianeta.

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Il sole e il ciclo solare 24 non smettono di regalare agli studiosi della materia nuovi spunti per la ricerca e quesiti sulle conoscenze finora raggiunte. L’ultimo in serie cronologica di questi spunti può venire da alcuni dati che descrivono l’andamento del ciclo solare. Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un graduale aumento del numero delle macchie solari e del flusso solare sulla lunghezza d’onda dei 10,7 cm. Nei cicli passati tale incremento andava di pari passo con un aumento di un indice geomagnetico l’indice AP.

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L’ imponente eruzione solare che vedete nella foto ha avuto luogo la notte scorsa e in una posizione tale che non avra’ influenza sul nostro pianeta. La fonte sembra essere quel grande filamento che vi avevamo segnalato qualche giorno fa. Per questa volta ci ha mancato, vedremo se sarà così anche nei prossimi 12 -18 mesi.

A presto!

Due grandi filamenti solari sono visibili oggi sulla superficie della nostra stella, se la grande energia e le miliardi di tonnellate di materia raccolte in queste strutture si separeranno dal sole in maniera violenta dirigendosi verso la terra potremmo assistere ad una delle tempeste solari più intense degli ultimi anni. Non esistono al momento possibilità di prevedere tali fenomeni oltre le 24-48 ore quindi se qualcosa di fuori dal comune avverrà provvederemo ad informarvi, per ora vi lascio guardare la superficie solare e lo spettacolo che offre.

Questi filamenti sono presenti sulla superficie solare da circa 5 giorni, in questi giorni si stanno posizionando in modo tale che se dessero luogo a espulsioni di massa coronale ( CME ) le particelle espulse avrebbero grandi possibilità di essere dirette verso il nostro pianeta.

Stay tuned!

All’inizio del suo mandato presidenziale il presidente Obama aveva indicato alcune aziende come modelli di sviluppo della nuova società economica americana, tra queste troviamo la Solyndra. Questa azienda produce, o meglio produceva, pannelli solari nell’assolata California, dico produceva perché a quanto apprendiamo dall’ANSA l’azienda in oggetto sarebbe fallita lasciando a casa 1100 dipendenti. L’amministrazione americana, inoltre, era passata dalle parole ai fatti concedendo un prestito di oltre 500 milioni di dollari alla società oggi apparentemente fallita. Naturalmente i repubblicani non si lasceranno scappare l’occasione di evidenziare un clamoroso buco nell’acqua, pardon nel silicio.

Se questo è il modello di sviluppo che ci salvera dalla crisi ho già i brividi lungo la schiena e non certo per l’emozione. Sarebbe interessante capire perchè questa azienda non è riuscita a sopravvivere e generare profitto, forse è stata solo sfortuna o forse, senza poderosi oneri a carico della comunità come accade nel nostro Paese, non c’è oggi futuro per il fotovoltaico costruito al di fuori di quel paese dove la manodopera costa zero il cui nome è Cina.

Se volete approfondire andate qui, sul NYT.

Aggiornamento:

La notizia approda anche sulle pagine di Repubblica. Particolari poco edificanti che stanno emergendo per effetto delle indagini avviate dopo la comunicazione del fallimento.

Non è un classico esempio del fatto che ‘tutto il mondo è paese’, non è la dimostrazione del fatto che pompare quattrini in attività che esistono solo in ragione di quel sostegno è sbagliato, non è la dimostrazione del fatto che la green economy è ben lungi dall’essere quella panacea di tutti i mali che vorrebbero farci credere. No, è solo colpa della ‘troppa fretta di rilanciare la crescita‘.

Dopo tanti giorni di attività solare di moderata oggi registriamo uno dei più intensi brillamenti solari degli ultimi dieci anni l’origine è la macchia 1263 una delle più complesse ed organizzate di questo ciclo solare.

Qui trovate una breve spiegazione e la classificazione di questi eventi.

L’attività solare prosegue la sua lenta ascesa verso la fase di massimo. Questi episodi rimangono comunque ancora episodi relativamente isolati ed in linea con le ultime previsioni riguardanti il ciclo solare 24.

Previsioni che a questo link della NASA trovate aggiornate agli ultimi giorni. Cercando indietro nel tempo si può anche vedere come siano state continuamente aggiornate al ribasso, inseguendo un’attività solare che, malgrado questi eventi episodici, continua ad essere decisamente bassa.

Un brillamento solare di classe M ( inferiore solo alla classe X ) e un’eruzione solare sono avventi martedì sulla superficie solare, origine del fenomeno è la regione 1226 nell’emisfero sud alla latitudine di 21°. L’eruzione potrà generare tempeste magnetiche anche a latitudini al di sotto del circolo polare artico.

Nessuna conseguenza è prevista per le reti elettriche il GPS o le comunicazioni satellitari. Le capacità fotografiche di SDO ( Solar Dynamics Obseratory ) ci regalano uno spettacolo mai visto prima da occhio umano.

A questo link tutte le informazioni.

Come molti di voi hanno avuto modo di sentire in questi giorni, la Germania ha annunciato la rinuncia nel medio-lungo termine all’energia nucleare. In tempi di campagna referendaria i “nuovi” profeti della galassia ambientalista ci stanno ripetendo in tutte le salse che la Germania, patria delle energie pulite, capofila della svolta antinuclearista, terra di avanguardisti e politici coraggiosi, si rivolgerà certamente al fotovoltaico e all’eolico per garantire energia costante e sicura alla popolazione e alle industrie di quella che un tempo era definita la locomotiva dell’Europa. Forse la Germania è ancora la Locomotiva d’Europa, sicuramente sarà una Locomotiva a carbone.

La Germania, infatti, possiede grandi riserve carbonifere, riserve che con l’azzeramento delle richieste di carbone per il riscaldamento domestico e la diminuita richiesta delle industrie pesanti risultano essere una risorsa disponibile a basso costo e non sfruttata. Da qui l’idea della Sig.ra Merkel di prendere i cosiddetti due piccioni con una fava: consenso politico da parte dell’elettore medio (o meglio, un’arma in meno in mano all’opposizione populista e opportunista) e lo sfruttamento di una risorsa naturale di cui la Germania dispone, che oggi non trova piena utilizzazione, e che libera la nazione dalla dipendenza estera, Russa o Mediorientale che sia.

Ma il carbone e la sua combustione con gli standard attuali, non è certo una scelta sicura per le popolazioni e gli animali che si trovano a vivere e alimentarsi nelle vicinanze di questi impianti per la produzione di energia. Ne sono esempi vari lavori scientifici pubblicati su riviste internazionali che mettono in evidenza alcuni rischi connessi a questo tipo di tecnologia e, visto che va di moda, oggi parliamo della radioattività ambientale che deriva dalla combustione del carbone.

Il 20 maggio scorso è stato pubblicato su Enviromental Health un articolo a firma di ricercatori Malesi che evidenzia l’inquinamento di prodotti ittici destinati ad alimentazione umana nella vicinanza della costa dove sorge una importate centrale Malese a Carbone1. L’imputato in questione è uno di quelli che fa rumore: si chiama Polonio 210. Il polonio 210 è un elemento radioattivo alfa-emittente praticamente innocuo se si trova all’esterno del nostro organismo, letale se viene inalato o peggio ingerito (potete approfondire le caratteristiche di base dei radionuclidi e dei loro effetti in questo precedente post); ricordate quell’ex agente del KGB – FSB di nome Alexander Litvinenko? Bene, fu assassinato nel Regno Unito con una massiccia dose di PO210 che qualcuno a sua insaputa gli fece ingerire.

In questo lavoro peer reviewed si dimostra che il pesce pescato nelle acque in prossimità della centrale a carbone ha concentrazioni di Po210 superiori a quelle registrate in aree lontane dalla centrale in oggetto (per carità, nulla a che fare con le dosi usate per uccidere il Sig. Litvinenko) e che il rischio calcolato di sviluppare un tumore supera gli standard US-EPA. Inoltre il lavoro si chiude con questa frase:

Results presented here suggest that the area around the Kapar Power station is susceptible to some contamination and people living near the area are exposed to higher alpha radiation through seafood consumption. These findings suggest that appropriate action needs to be done to mitigate possible risks to human and environmental health.

I risultati presentati suggeriscono che l’area intorno alla centrale di Kapar è suscettibile di possibile contaminazione e le persone che vivono nell’area vicina sono esposti a maggiori dosi di radiazioni alfa attraverso il consumo di prodotti ittici. Questi riscontri suggeriscono che appropriate azioni devono essere intraprese per mitigare i rischi possibili per la salute umana ed ambientale.

Vorrei comunque ricordare che in natura la maggior parte di Po210 deriva del decadimento del Radon che quindi è un importante fattore confondente in quanto non possiamo escludere, è una mia deduzione, una fonte di radon naturale in quella zona di oceano; eventuali approfondimenti di fisici nucleari (che spesso leggono le nostre pagine) sono sempre ben accetti.

Oggi non ci fermiamo qui ma vi proponiamo un altro studio pubblicato sull’American Journal of Epidemiology dal titolo2:

Environmental arsenic exposure from a coal-burning power plant as a potential risk factor for nonmelanoma skin carcinoma: results from a case-control study in the district of Prievidza, Slovakia.

Esposizione ambientale ad arsenico derivante da una centrale elettrica a carbone come potenziale rischio per carcinoma cutaneo: risultati di uno studio caso-controllo nel distretto di Prievidza Slovacchia.

L’articolo dimostra la maggior incidenza, rispetto ad una popolazione di controllo, di alcune neoplasie cutanee in un’area limitrofa ad una centrale a carbone in Slovacchia, ma, evidentemente, anche questo fatto non terrorizza e quindi non fa notizia. L’indagine epidemiologica è stata rigorosa ed è stata pubblicata da una delle più importanti riviste al mondo, non dimenticando gli eventuali fattori confondenti, come ad esempio la presenza di altri poli produttori di inquinamento in cui sorgono industrie chimiche presenti nella stessa area della centrale; gli stessi fattori confondenti che limitano in maniera importante le valutazioni epidemiologiche circa gli effetti degli incidenti alle centrali nucleari.

Vorrei inoltre chiudere questo breve post con un problema quasi filosofico per chi lotta contro il riscaldamento globale accusando unicamente la CO2. La fonte nucleare è una fonte che, di fatto, non emette CO2 mentre ottenere energia dal carbone è la modalità di produzione di energia che a parità di quantità di energia prodotta genera più CO2. Quindi cosa fare? Continuare nella lotta al nucleare anche se questo aumenterà e di molto le emissioni di anidride carbonica oppure avere il coraggio fino a quando le energie alternative (parlo della fusione, accumulatori a basso costo e non inquinanti e ogni fonte che ci permetta di avere energia senza inquinare) saranno pronte, di proseguire con la fissione nucleare?

Questo aspetto nella retorica politica non emerge, anzi è quasi sottaciuto. Certo è molto semplice sparare a raffica una serie di no: no alle centrali nucleari, no alla CO2, no alle centrali a carbone, no alle linee ferroviarie, no alle dighe. Questo gruppo di persone dovrebbe chiamarsi il comitato del NO, la vera essenza, nei fatti, dello spirito conservatore, quello miope, che non vuole abbandonare la nave nemmeno quando affonda. Le scelte vanno fatte e le decisioni vanno prese. A volte non decidere e rimanere immobili o farsi trascinare è peggio di sbagliare, ricordate Dante? Ricordate gli ignavi? Ecco, i componenti del comitato del NO sono i moderni ignavi, non decidono, si lasciano trasportare, seguono la corrente, il Mainsteam direbbe oggi il Poeta, non meritano certo il Paradiso anzi, peggio, non meritano neanche l’Inferno.

P.S. Non vi preoccupate ad informarmi che esiste il cosiddetto “carbone pulito” lo so già, ma aspetto di vederlo alla prova dei fatti, aspetto di vedere dove stoccheranno le tonnellate di polveri e residui che questa tecnologia comporta, aspetto di vedere i costi nella realtà, aspetto anche di vedere se i depositi sotterranei della CO2 prodotta saranno sicuri o se andranno ad acidificare in modo grave e per lunghissimi periodi le falde acquifere profonde3. Verificati questi aspetti parleremo anche del “carbone pulito”.

  1. Environ Health. 2011 May 20; 10(1):43. [Epub ahead of print] Natural radionuclide of Po210 in the edible seafood affected by coal-fired power plant industry in Kapar coastal area of Malaysia Alam L, Mohamed CA []
  2. Am J Epidemiol. 2002 May 1; 155(9):798-809. Environmental arsenic exposure from a coal-burning power plant as a potential risk factor for nonmelanoma skin carcinoma: results from a case-control study in the district of Prievidza, Slovakia. Pesch B, Ranft U, Jakubis P, Nieuwenhuijsen MJ, Hergemöller A, Unfried K, Jakubis M, Miskovic P, Keegan T. Source Medical Institute for Environmental Hygiene at Heinrich Heine University of Düsseldorf, Düsseldorf, Germany. beate.pesch@uni-duesseldorf.de []
  3. American Water Works Association. July 29, 2008. http://www.awwa.org/publications/MainStreamArticle.cfm?itemnumber=39815 Retrieved 2008-08-27. []