Climatemonitor - Un modo nuovo di leggere l'informazione meteorologica e climatologica.

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Gianroberto Casaleggio è il curatore del blog di Beppe Grillo nonchè suo consigliere, ed ha un ruolo importante nel neonato Movimento 5 Stelle. Cito a proposito Giovanni Favia, consigliere regionale in Emilia Romagna per il Movimento 5 Stelle:

 

“Casaleggio prende per il culo tutti, perché da noi la democrazia non esiste. Grillo è istintivo, io lo conosco bene, non sarebbe mai stato in grado di pianificare una cosa del genere. I politici, Bersani, non lo capiscono che c’è una mente freddissima, molto acculturata, molto intelligente dietro, che di organizzazione, di dinamiche umane e di politica, se ne intende”.

 

Questa mente freddissima e pianificatrice dietro la programmazione del movimento 5 stelle sarebbe il Casaleggio che però e si è lanciato in una previsione sul futuro talmente intrisa di scemenze che che Maurizio Crozza ne ha fatto giustamente una parodia.

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di Claudio Costa

Ice è un film Tv che Rocco Smitterson definirebbe genere “de paura”.

Cito la sinossi:

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“un disaster movie di epiche proporzioni ambientato in un futuro prossimo in cui l’umanita’ dovra’ fronteggiare l’imminente pericolo di una catastrofe ambientale, causata dalla sua stessa incuria nei confronti della natura”

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Il film in onda su Sky (replica domenica sera) è diviso in due parti ed è ambientato  nel 2020 al largo della Groenlandia, su una piattaforma petrolifera, e in Inghilterra in una tenuta vitivinicola (come se in Inghilterra non si facesse vino già nel medioevo).

Il clima nel film è molto più caldo di ora ed è tutta colpa dei petrolieri e di chi mangia la carne, in tutto il mondo ci sono disordini e rivolte perchè mancano il petrolio e il cibo, ci sono milioni di profughi climatici che fanno pressione sulle frontiere dei paesi del nord europa che però sono chiuse ( si parla addirittura di microchip per riconoscere gli extra).

Lo so, lo so, dovrebbe essere un film di fantascienza, non potrebbe essere che tale visto che è ambientato solo tra 8 anni, (ed è impossibile che tra 8 anni ci siano questi scenari), ma oggi su Radiomontecarlo ho sentito che nel 2050 non ci sarà più grano nel mondo a causa della siccità dovuta ai cambiamenti climatici ovviamente indotti dall’uomo (niente pizza e niente pasta pauraaaaa).

Quindi la paura viaggia ancora molto sui media.

Trama. Una compagnia petrolifera facendo trivellazioni nell’artico apre delle cosidette bocche idrotermiche (non so nemmeno se sia possibile) che sciolgono l’artico e i ghiacciai della Groenlandia e in un anno il livello dei mari sale di 7 metri, questo causerà il blocco della corrente del golfo che avrà come conseguenza finale la glaciazione…sempre per colpa dell’uomo.

Lo scienziato cassandra nel film si chiama stranamente Archer come uno dei catastrofisti cliamtici più attivi.

Critica. Mezza stella, da perdere. Degno di nota solo il catastrofismo …..raggelante.

La terra vista dallo spazio (The big picture) è un film documentario di National Geographic che mi è piaciuto davvero molto per le immagini satellitari e per le ricostruzioni grafiche delle perturbazioni, del campo geomagnetico, della ionosfera,  del nastro trasportatore oceanico, dell’evoluzione stagionale del ghiaccio antartico ecc.

Qui il trailer e  la sinossi che cito:

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di Claudio Costa

Il titolo dell’articolo è una citazione di Crozza che prende in giro Conte, e mi è sembrata appropriata perché sui media, per introdurre l’ennesima conferenza circo climatica di DOHA 2012, sta serpeggiando la paura climatica che ha dei veri e proprio mandanti.

Il primo è Yvo De Boer, l’ex segretario esecutivo della  Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici  UNFCCC che appunto organizza le conferenza sul clima COP che ha detto

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“ il prossimo rapporto dell’Onu sul clima «Spaventerà a morte tutti», ma i dati drammatici che rivelerà dovrebbero anche dare la spinta necessaria perché finalmente i Paesi del mondo firmino un accordo per affrontare davvero il global warming. «La supertempesta Sandy può stimolare maggiormente gli americani, ed anche gente altrove, a prendere in considerazione i rischi del cambiamento climatico», ….«E’ un po’ come essere scioccati e smettere di fumare quando ti è stato detto che hai un cancro terminale».”

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Il professor Ugo Bardi ha scritto sul blog “Mondi sommersi” questa frase:

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Ugo Bardi 08 settembre 2012 14:55

Eemiano….. ? Sarebbe bello se il collasso si arrestasse con qualcosa di simile all’Eemiano. Purtroppo, la quantità di CO2 che c’è oggi nell’atmosfera è molto superiore a qualsiasi valore riscontrato nel passato milione di anni. L’Eemiano passa con un rumore tipo “whoooosh” mentre ci dirigiamo a tutta forza verso il PETM.

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Per chi non lo sapesse; come non lo sapevo io,  whoosh vuol dire scivolare velocemente, è onomatopeico:  il suono della parola imita il rumore degli sci che scivolano sulla neve.

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sette greenE’ uscito un numero speciale di un magazine abbinato al Corriere della Sera che si chiama Settegreen. Un tripudio di catastrofismo climatico. Per capirlo basta il titolo in copertina : Aiuto, il nostro mondo va in tilt. Il clima impazzisce. La terra reagisce come può. E l’uomo? Se non corre ai ripari fa la fine dei dinosauri”.

Ne sentivate la mancanza vero? Il mondo non è in tilt, il clima non è impazzito, la terra o meglio, la vita sulla terra si adatta come sempre e l’uomo non si estinguerà come i dinosauri.  Non c’è da stupirsi che un giornalista che probabilmente nulla sa di clima visto ciò che scrive, faccia quattro errori di fila in una sola frase e affermi che l’uomo rischia l’estinzione a causa del riscaldamento antropogenico. Del resto la stessa scemenza l’ha scritta uno dei climatologi più importanti ed influenti del mondo e cioè James Hansen. Ma all’interno del settimanale c’è l’intervista a Vittorio Canuto che di errori non dovrebbe farne perché  è un climatologo. Lo citerò in corsivo con in grassetto le domande:

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Ultimamente mi sono imbattuto in una ricerca indiana sulcontributo dei raggi cosmici sul riscaldamento globale.

Contribution of changing galactic cosmic ray flux to global warming – (pdf)

La rivista non è molto conosciuta ma è inseritra nella lista ISI.

Cito:

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La correlazione ben consolidata tra il livello delle nuvole basse e l’intensità dei raggi cosmici, che fungono da nuclei di condensazione per le nuvole, mostra chiaramente che una diminuzione dell’intensità dei raggi cosmici si traduce in un minore copertura nuvolosa bassa. La riduzione dell’albedo, a causa della minore nuvolosità a bassa quota, comporta un aumento della temperatura superficiale sulla terra perché diminuisce la radiazione riflessa nello spazio.

L’estrapolazione della intensità della radiazione cosmica galattica sulla base delle misure in 10Be proxy delle carote di ghiaccio, mostra chiaramente che l’intensità dei raggi cosmici è diminuito del 9% nel corso degli ultimi 150 anni, a causa del continuo aumento dell’attività solare. Presentiamo elementi atti a dimostrare che la componente della forzatura radiativa dovuta alla diminuzione dell’intensità dei raggi cosmici nel corso degli ultimi 150 anni è di 1,1 Wm-2, che è circa il 60% di quella dovuta all’aumento del CO2. Concludiamo che la previsione futura del riscaldamento globale presentato da IPCC4 richiede una revisione per tener conto dell’effetto dovuto ai cambiamenti a lungo termine dell’intensità dei raggi cosmici galattici.

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Il titolo è un gioco di parole ovviamente ma non è molto lontano dalla realtà che sta emergendo dalle ultime ricerche sulla concentrazione del metano atmosferico. Su Nature dei ricercatori americani hanno pubblicato un paper dove abbinano il declino della concentrazione di etano atmosferico a quella del rateo della concentrazione di metano atmosferico, evidenziando il fatto che i due trend sono strettamente correlati.

Quello che segue è il titolo del paper, da cui estraiamo la figura 4.

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Un articolo del prof. Carlo Rovelli pubblicato inizialmente sul Sole24ore del 1 luglio rappresenta il concentrato del catastrofismo climatico più cieco.

Estraggo alcuni tra i passaggi più significativi dell’articolo:

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“La domanda giusta non è se siamo sicuri che succederà una catastrofe. La domanda giusta è quanto valutiamo probabile la catastrofe, allo stato attuale del nostro sapere. Purtroppo, la risposta a questa domanda è chiara. Lo era meno anni fa. Ma oggi è chiarissima. Oggi non vi è più alcun dubbio che il riscaldamento climatico sia in atto. I mari si sono alzati, i ghiacci dei poli si sono sciolti, i ghiacciai dei monti si sono ritirati, il clima è già cambiato in diverse aree del pianeta. Tutte le misure concordano. Non vi è praticamente più alcun dubbio neanche sulla profonda incidenza dell’attività umana su questo cambiamento. E le probabilità che questo possa non portare conseguenze devastanti per l’umanità appaiono sempre più esigue. Il problema è reale ed è molto serio”….

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C’è una  novità ( Esper 2012, qui su CM) sui metodi di analisi delle temperature del passato che riescono a smussare la divergenza restituendoci un periodo caldo medioevale più che mai nitido e marcato. La divergenza si manifesta tra la temperatura stimata dagli anelli di alcuni alberi nelle ultime decadi che risulta essere inferiore a quella strumentale. Il problema fu risolto da Mann tagliando le serie che presentavano la divergenza e innestando il dato strumentale. Questo metodo, oltre che essere sbagliato, sottostima pesantemente il periodo caldo medioevale.

Il noto paleoclimatologo Jan Esper e i suoi coautori per ricostruire le temperature del passato hanno analizzato la densità degli anelli degli alberi (MXD), oltre alla larghezza degli anelli, (TRW). Il nuovo metodo è stato testato solo su serie prvenieenti dalla Scandinavia e smussa la divergenza degli ultimi decenni alzando di fatto la stima della temperatura nel periodo caldo medioevale e in quello romano. E’ però altamente probabile che tutte le ricostruzioni delle Temperature che hanno presentato il problema della divergenza finora, se rifatte con questo nuovo metodo finiscano per alzare la stima del periodo caldo medioevale ovunque, perchè se la divergenza c’è negli ultimi decenni c’era anche nel medioevo e se la stima si alza negli ultimi decenni si alzerà anche nel medioevo.

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