Climatemonitor - Un modo nuovo di leggere l'informazione meteorologica e climatologica.

Blog
  • Il nuovo Climatemonitor

Innanzitutto ringrazio vivamente chi in questi giorni ci ha segnalato una serie di fastidiosi bug all’interno del nostro nuovo CMS. Come già spiegato da Guido Guidi, siamo stati costretti a cambiare la piattaforma CMS dalla notte alla mattina e questo, ovviamente, ha causato qualche problema. Al momento siamo arrivati alla risoluzione quasi totale dei bug e speriamo di arrivare all’eliminazione totale entro pochi giorni.

Continue reading “Aggiornamento tecnico” »

E’ con grande piacere che lanciamo il primo concorso non competitivo di fotografia, patrocinato da Climatemonitor. Non si vince nulla, ma le 3 foto prime classificate riceveranno ampia visibilità sia sul sito Climatemonitor che qui sul gruppo Facebook, che è un modo simpatico per condividere la vostra passione per la fotografia. Dal momento che molti di voi sono in vacanza o stanno per partire, perchè non approfittarne per scattare qualche bella foto inerente uno dei seguenti temi:

  1. Nuvole
  2. Fenomeni atmosferici
  3. Paesaggi.

La giuria è composta dagli amministratori del sito e il giudizio è insindacabile. Fate girare questo annuncio anche a vostri conoscenti appassionati di fotografia. Le foto possono essere inviate a info@climatemonitor.it con oggetto “Primo concorso non competitivo di fotografia – Climatemonitor“. Nel testo della mail autorizzate Climatemonitor.it a pubblicare le vostre foto in caso di vittoria e dichiarate inoltre di essere gli autori della foto stesse.

E’ consentito un invio massimo di 2 foto per autore e queste non necessariamente devono essere scattate nel mese di agosto. L’importante, ovviamente, è che le foto rispettino il tema del concorso. Questa “competizione” non vuole essere altro che un incentivo ad alzare il naso verso il cielo (ma anche verso Terra!) e dare libero sfogo alla propria creatività.

Insieme ai nostri affezionati lettori del sito, parteciperanno anche i lettori del nostro gruppo Facebook , cui vi invitiamo a iscrivervi nel caso non l’abbiate già fatto.

Grazie a tutti e buona fotografia!!

La Groenlandia è davvero un luogo interessante e non sto parlando degli splendidi paesaggi. Da qualche anno a questa parte è diventata la frontiera per lo studio del Global Warming antropico. Fondamentalmente è stata assurta a paradigma dell’incalzante riscaldamento globale. Diciamo che lo stato dell’arte della climatologia ci parla di una Groenlandia i cui ghiacciai scivolano in mare a velocità mai viste fino ad oggi. Questo chiaramente è direttamente correlato alle temperature crescenti del pianeta. Non dimentichiamo che la Groenlandia ci ha regalato l’unico altro set di carotaggi glaciali così estesi e dettagliati a disposizione degli scienziati. L’altro proviene dall’Antartide.

E proprio utilizzando i dati provenienti dal sito più elevato in Groenlandia, il GISP2, un gruppo di scienziati e ricercatori ha condotto una nuova indagine sui campioni di aria intrappolati nel ghiaccio. La carota utilizzata ha consentito di ricostruire con estrema accuratezza la temperatura della neve (attenzione, non dell’aria) negli ultimi 4000 anni. Va detto fin da subito che i ricercatori utilizzano una nuova metodologia che sfrutta il rapporto tra isotopi di azoto e argon. Il gruppo di ricerca è capitanato da Takuro Kobashi del National Institute of Polar Research di Tokyo.

Continue reading “Attenzione alla Groenlandia” »

Diciamola tutta: questa storia sembra uscita dalla penna del visionario H.P. Lovecraft. Gli ingredienti ci sono tutti: un misterioso continente, l’Antartide, un relitto geologico vecchio di milioni di anni, esploratori coraggiosi e paure ancestrali. Di seguito l’indimenticabile incipit di “At the Mountain of Madness” (“Alle montagne della follia”, nell’edizione italiana):

Sono costretto a parlare perché gli uomini di scienza hanno deciso di ignorare i miei avvertimenti senza approfondirne le ragioni. Contro la mia volontà, dunque, esporrò i motivi per i quali mi oppongo alla prevista invasione dell’antartico, e in particolare alla ricerca di fossili su larga scala,alla fusione delle antiche calotte polari e all’interruzione della sterminata monotonia di quelle regioni.

Ormai è notizia nota, in quanto risale a qualche giorno fa, noi di CM abbiamo preferito attendere un po’ prima di parlarne, nella speranza che oltre allo scarno annuncio offerto in rete, potesse emergere qualche dettaglio e così purtroppo non è stato.

Continue reading “Raggiunto il lago Vostok” »

Ci saremmo arrivati, lo sapevate voi e lo sapevamo anche noi: è stata individuata la data precisa di inizio della Piccola Era Glaciale. Come la scuola anglosassone ci insegna, in questo caso lo studio è nordamericano, possiamo e dobbiamo mettere una etichetta a tutto. In questo caso il fondamentale dato che mancava al panorama paleoclimatologico era la precisa data di inizio della PEG. Lo studio condotto dal professor Gifford Miller1 della UCB (University of Colorado at Boulder) non si limita solamente a individuare quando e perchè si sarebbe innescata la PEG, ma grazie a nuovi e potenti modelli matematici ci spiega anche come sia possibile una durata così lunga nel tempo. E le conclusioni, credetemi, sono davvero stupefacenti, ma ne parleremo più avanti.

Continue reading “L’inizio della Piccola Era Glaciale” »

  1. http://www.agu.org/pubs/crossref/2012/2011GL050168.shtml []

In Inghilterra proprio in questi giorni sta accadendo qualcosa che rasenta il surreale. Nel tentativo di catturare il nuovo inafferrabile antieroe moderno (FOIA) e metterlo alla gogna per aver divulgato la corrispondenza alla base del Climategate, le autorità britanniche stanno operando ai confini della realtà, verrebbe da dire. In effetti siamo proprio ai margini delle normali leggi in tempo di pace. Hanno scatenato tutto l’armamentario legislativo, utilizzato abitualmente per dare la caccia addirittura ai terroristi, nei confronti di George Watson, presidente di una associazione inglese (European Platform Against Wind Farms, EPAW) che protesta contro l’installazione selvaggia delle pale eoliche. In poche parole vengono utilizzati gli speciali poteri conferiti alle autorità dal Regulation of Investigatory Powers Act (RIPA 2000), specificamente pensato per la lotta al terrorismo. Non abbiamo al momento strumenti per comprendere se sia un eccesso di zelo, sull’onda dilagante della Green Police, o se effettivamente ci sia altro. Certamente vi terremo informati.

Qui trovate il link al comunicato stampa di George Watson.

AGGIORNAMENTO

Il comunicato stampa è scomparso dal sito dell’associazione EPAW. Il caso si complica o è una bufala montata ad arte?

E’ appena stato pubblicato il nuovo outlook su stratosfera e indici teleconnettivi. Lo trovate qui.

Buonasera a tutti, come avrete notato nelle ultime 24 ore CM è rimasto offline. Abbiamo subito un notevole inconveniente tecnico che però è stato sistemato. Insomma, tra attacchi hacker, spam cinese, sfratti, traslochi di server, restyle e incidenti vari… rieccoci di nuovo online.

Come recita l’antico adagio: l’erba cattiva non muore mai!

Perfetto, oggi è il giorno di chiusura della conferenza sul clima a Durban. Già dalle prime ore dell’alba, i media italiani facevano rimbalzare la notizia che l’accordo fosse stato raggiunto. Singolare la posizione dei media italiani (solita eccezione Il Foglio che ne ha scritto in abbondanza) che, per ben quindici giorni, hanno ignorato questa conferenza. E’ come il tifoso ormai stanco e pigro che guarda la partita della propria squadra del cuore, soltanto alla fine, a risultato consolidato.

Continue reading “Ce l’hanno fatta sì o no?” »

Se domani vi sveglierete e guadagnerete di più (ok, è solo un esempio…) ci saranno dei beni che non acquisterete più (la vostra domanda di quel bene diminuisce), ma ci saranno anche dei beni che finalmente potrete acquistare o acquisterete in quantità superiore (la vostra domanda di quel bene aumenta). In economia si distinguono varie tipologie di bene, nella fattispecie stiamo parlando di beni normali e di beni inferiori.

Continue reading “L’economia va giù, le emissioni invece no” »