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	<title>Commenti a: Kyoto, tra qualche mese la verità </title>
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		<title>Di: L&#8217;accordo non c&#8217;Ã¨ ma c&#8217;Ã¨ la crisi &#124; Climate Monitor</title>
		<link>http://www.climatemonitor.it/?p=1209&#038;cpage=1#comment-4399</link>
		<dc:creator>L&#8217;accordo non c&#8217;Ã¨ ma c&#8217;Ã¨ la crisi &#124; Climate Monitor</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 09:01:38 +0000</pubDate>
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		<description>[...] primo post avevamo fatto tre ipotesi che potete leggere per intero qui, ma che ora vi [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] primo post avevamo fatto tre ipotesi che potete leggere per intero qui, ma che ora vi [...]</p>
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		<title>Di: MarcoB.</title>
		<link>http://www.climatemonitor.it/?p=1209&#038;cpage=1#comment-1453</link>
		<dc:creator>MarcoB.</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 19:38:03 +0000</pubDate>
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		<description>Ringrazio per il chiarimento, effettivamente l&#039;argomento Ã¨ molto piÃ¹ complesso di quanto sembra e presenta molte variabili....ribadisco che nn sono un&#039;esperto che manco di basi tecniche in quanto ho seguito altri tipi di studi....mi piace perÃ² osservare e imparare cose nuove^^</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio per il chiarimento, effettivamente l&#8217;argomento Ã¨ molto piÃ¹ complesso di quanto sembra e presenta molte variabili&#8230;.ribadisco che nn sono un&#8217;esperto che manco di basi tecniche in quanto ho seguito altri tipi di studi&#8230;.mi piace perÃ² osservare e imparare cose nuove^^</p>
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		<title>Di: Maurizio Morabito</title>
		<link>http://www.climatemonitor.it/?p=1209&#038;cpage=1#comment-1450</link>
		<dc:creator>Maurizio Morabito</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 13:24:18 +0000</pubDate>
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		<description>Guidi&#039;s text is available in English at the links below:

http://www.staff.livjm.ac.uk/spsbpeis/guidi.htm
http://omniclimate.wordpress.com/2009/02/16/kyoto-and-sons-of-kyoto-a-few-months-then-the-truth/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Guidi&#8217;s text is available in English at the links below:</p>
<p><a href="http://www.staff.livjm.ac.uk/spsbpeis/guidi.htm" rel="nofollow">http://www.staff.livjm.ac.uk/spsbpeis/guidi.htm</a><br />
<a href="http://omniclimate.wordpress.com/2009/02/16/kyoto-and-sons-of-kyoto-a-few-months-then-the-truth/" rel="nofollow">http://omniclimate.wordpress.com/2009/02/16/kyoto-and-sons-of-kyoto-a-few-months-then-the-truth/</a></p>
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		<title>Di: Massimo Bassini</title>
		<link>http://www.climatemonitor.it/?p=1209&#038;cpage=1#comment-1449</link>
		<dc:creator>Massimo Bassini</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 12:26:01 +0000</pubDate>
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		<description>Ho l&#039;impressione che il trend che pare si sia innescato nelle forzanti naturali invece che aiutare a chiarire la situazione la ingarbuglierÃ  ancora di piÃ¹ ...
Come ha giÃ  detto Sergio in un commento precedente la crisi economica e la conseguente diminuzione delle emissioni andrÃ  a &quot;sommarsi&quot; con l&#039;entrante fase negativa delle forzanti oceaniche.
Se la PDO pare oramai essere entrata in periodo negativo Ã¨ probabile che a (relativamente) breve tocchi anche alla AMO.
Nel momento in cui i 2 eventi (calo delle emissioni e PDO-/AMO-) dovessero effettivamente sovrapporsi temo che il volume delle voci dei 2 &quot;partiti&quot; aumenterÃ  anzichÃ¨ diminuire.
Mettiamoci un eventuale serie di cicli solari &quot;tranquilli&quot; e sarÃ  la &quot;fine&quot;. ;-)

Certo ... C&#039;Ã¨ anche la possibilitÃ  che la crisi sia passeggera e che il calo delle emissioni non influenzi il trend di fondo della concentrazione di CO2 (e altri GHG).
Nel qual caso non resta che aspettare ... Facciamo 30 anni?
Non sono pochi ...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho l&#8217;impressione che il trend che pare si sia innescato nelle forzanti naturali invece che aiutare a chiarire la situazione la ingarbuglierÃ  ancora di piÃ¹ &#8230;<br />
Come ha giÃ  detto Sergio in un commento precedente la crisi economica e la conseguente diminuzione delle emissioni andrÃ  a &#8220;sommarsi&#8221; con l&#8217;entrante fase negativa delle forzanti oceaniche.<br />
Se la PDO pare oramai essere entrata in periodo negativo Ã¨ probabile che a (relativamente) breve tocchi anche alla AMO.<br />
Nel momento in cui i 2 eventi (calo delle emissioni e PDO-/AMO-) dovessero effettivamente sovrapporsi temo che il volume delle voci dei 2 &#8220;partiti&#8221; aumenterÃ  anzichÃ¨ diminuire.<br />
Mettiamoci un eventuale serie di cicli solari &#8220;tranquilli&#8221; e sarÃ  la &#8220;fine&#8221;. <img src='http://www.climatemonitor.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Certo &#8230; C&#8217;Ã¨ anche la possibilitÃ  che la crisi sia passeggera e che il calo delle emissioni non influenzi il trend di fondo della concentrazione di CO2 (e altri GHG).<br />
Nel qual caso non resta che aspettare &#8230; Facciamo 30 anni?<br />
Non sono pochi &#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Angelo</title>
		<link>http://www.climatemonitor.it/?p=1209&#038;cpage=1#comment-1432</link>
		<dc:creator>Angelo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 08:49:51 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Guido, 
Scusa se esco dalla linea dei precedenti commenti, ma mi sto sempre piÃ¹ convicendo che quello che Ã¨ successo col protocollo di kyoto, pur concesso che sia nato anche da buone intenzioni, si sia attuato e consolidato in una struttura che oramai non viaggia piÃ¹ consolidata dalla razionalitÃ , ma solo dagli interessi politici ed economici.

Mi dispiace dirlo perchÃ© in tal modo do&#039; fondo al cini-pessimismo che circa queste tematiche alberga in me da qualche anno.

Quei signori troveranno sempre buoni motivi per alimentare quello che hanno creato e sono convinto che riusciranno ad avere soldi sia dal &quot;riscaldamento globale&quot; che dal &quot;raffreddamento globale&quot; anche passando attraverso il &quot;temperamento globale&quot; se il mantenimento costante delle temperature globali fosse l&#039;effetto dei prossimi anni.

Essendo un frutto della politica solo la politica lo puÃ² distruggere, perchÃ© la scienza o, parte di questa, si puÃ² facilmente dominare a proprio piacimento attraverso i fondi destinati ad essa oppure accarezzando le vanitÃ  politiche dei suoi membri.

Se anche tu avessi in mano i meccanismi climatici in modo certo conoscendo alla perfezione le sue regole, se anche tu avessi in mano il modello climatico completo e perfetto, chi ti ascolterebbe?

Chi, di loro, se la sentirebbe di dire: ci siamo sbagliati?

E&#039; giusto parlarne e creare opinione ma i frutti arriveranno nell&#039;arco forse di diversi anni se non decenni: man mano che il &quot;pubblico sentire&quot;  sposterÃ  la propria &quot;emozione&quot; su altri fronti, piano piano la politica sposterÃ  i propri interessi sui nuovi fronti e, conseguentemente, canalizzerÃ  i propri fondi su altri problemi ed il tutto si squaglierÃ  come neve al sole. L&#039;IPCC sarÃ  trasformato in qualcos&#039;altro ...ma rimarrÃ , perchÃ© il potere si conserva come l&#039;energia nel &quot;principio di conservazione dell&#039;energia&quot;...

Scusate la digressione. Buon We a tutti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Guido,<br />
Scusa se esco dalla linea dei precedenti commenti, ma mi sto sempre piÃ¹ convicendo che quello che Ã¨ successo col protocollo di kyoto, pur concesso che sia nato anche da buone intenzioni, si sia attuato e consolidato in una struttura che oramai non viaggia piÃ¹ consolidata dalla razionalitÃ , ma solo dagli interessi politici ed economici.</p>
<p>Mi dispiace dirlo perchÃ© in tal modo do&#8217; fondo al cini-pessimismo che circa queste tematiche alberga in me da qualche anno.</p>
<p>Quei signori troveranno sempre buoni motivi per alimentare quello che hanno creato e sono convinto che riusciranno ad avere soldi sia dal &#8220;riscaldamento globale&#8221; che dal &#8220;raffreddamento globale&#8221; anche passando attraverso il &#8220;temperamento globale&#8221; se il mantenimento costante delle temperature globali fosse l&#8217;effetto dei prossimi anni.</p>
<p>Essendo un frutto della politica solo la politica lo puÃ² distruggere, perchÃ© la scienza o, parte di questa, si puÃ² facilmente dominare a proprio piacimento attraverso i fondi destinati ad essa oppure accarezzando le vanitÃ  politiche dei suoi membri.</p>
<p>Se anche tu avessi in mano i meccanismi climatici in modo certo conoscendo alla perfezione le sue regole, se anche tu avessi in mano il modello climatico completo e perfetto, chi ti ascolterebbe?</p>
<p>Chi, di loro, se la sentirebbe di dire: ci siamo sbagliati?</p>
<p>E&#8217; giusto parlarne e creare opinione ma i frutti arriveranno nell&#8217;arco forse di diversi anni se non decenni: man mano che il &#8220;pubblico sentire&#8221;  sposterÃ  la propria &#8220;emozione&#8221; su altri fronti, piano piano la politica sposterÃ  i propri interessi sui nuovi fronti e, conseguentemente, canalizzerÃ  i propri fondi su altri problemi ed il tutto si squaglierÃ  come neve al sole. L&#8217;IPCC sarÃ  trasformato in qualcos&#8217;altro &#8230;ma rimarrÃ , perchÃ© il potere si conserva come l&#8217;energia nel &#8220;principio di conservazione dell&#8217;energia&#8221;&#8230;</p>
<p>Scusate la digressione. Buon We a tutti</p>
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	<item>
		<title>Di: Giancarlo (tivÃ n)</title>
		<link>http://www.climatemonitor.it/?p=1209&#038;cpage=1#comment-1431</link>
		<dc:creator>Giancarlo (tivÃ n)</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 00:01:39 +0000</pubDate>
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		<description>@MarcoB
Il problema Ã¨ che non sappiamo quanto interagiscono le eventuali variabili che determinano aumenti o diminuzioni di T in troposfera.
E&#039; possibile interpretare un aumento di T dopo un mese di drastica diminuzione di consumo di petrolio o di qualche altra fonte che finisca per portare in atmosfera una importante minore quantitÃ  di CO2, ma restano parecchi dubbi.
I risultati non potranno essere affidabili, perchÃ¨ alcuni ingredienti importanti che potrebbero interagire con la T potrebbero non essere valutati correttamente quando  non Ã¨ ancora noto se il loro comportamento produce effetti proporzionali/lineari al variare di altri fattori in camppo come per esempio un minimo solare. Le correnti oceaniche hanno  oscillazioni biennali e altri fenomeni conosciuti ma non sembrano essere sincronizzati necessariamente con quello che ci arriva dallo spazio .
Anzi , lo saranno  di certo , ma non ci Ã¨ noto come!
Anche le altre variabili , non si manifestano sempre seguendo ritmi precostituiti o del tutto noti , inoltre sono talmente tante che difficilmente in un breve periodo di tempo , potremmo tracciare un quadro affidabile solo potendo scegliere di controllarne su uno solo di essi, anche se si trattasse di una controllata diminuzione di emissione di CO2.
Occorrerebbe parecchio tempo e potremmo essere ingannati da una prima risposta e credere di aver capito , ma ...
il pragmatismo e l&#039;impazienza dettata dai ritmi ben diversi di quelli naturali, che escono dalle nostre frenesie, faranno muovere i politici in maniera forse inversamente proporzionale al progresso del sapere scientifico ;-))

Giancarlo

Giancarlo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@MarcoB<br />
Il problema Ã¨ che non sappiamo quanto interagiscono le eventuali variabili che determinano aumenti o diminuzioni di T in troposfera.<br />
E&#8217; possibile interpretare un aumento di T dopo un mese di drastica diminuzione di consumo di petrolio o di qualche altra fonte che finisca per portare in atmosfera una importante minore quantitÃ  di CO2, ma restano parecchi dubbi.<br />
I risultati non potranno essere affidabili, perchÃ¨ alcuni ingredienti importanti che potrebbero interagire con la T potrebbero non essere valutati correttamente quando  non Ã¨ ancora noto se il loro comportamento produce effetti proporzionali/lineari al variare di altri fattori in camppo come per esempio un minimo solare. Le correnti oceaniche hanno  oscillazioni biennali e altri fenomeni conosciuti ma non sembrano essere sincronizzati necessariamente con quello che ci arriva dallo spazio .<br />
Anzi , lo saranno  di certo , ma non ci Ã¨ noto come!<br />
Anche le altre variabili , non si manifestano sempre seguendo ritmi precostituiti o del tutto noti , inoltre sono talmente tante che difficilmente in un breve periodo di tempo , potremmo tracciare un quadro affidabile solo potendo scegliere di controllarne su uno solo di essi, anche se si trattasse di una controllata diminuzione di emissione di CO2.<br />
Occorrerebbe parecchio tempo e potremmo essere ingannati da una prima risposta e credere di aver capito , ma &#8230;<br />
il pragmatismo e l&#8217;impazienza dettata dai ritmi ben diversi di quelli naturali, che escono dalle nostre frenesie, faranno muovere i politici in maniera forse inversamente proporzionale al progresso del sapere scientifico <img src='http://www.climatemonitor.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> )</p>
<p>Giancarlo</p>
<p>Giancarlo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giancarlo (tivÃ n)</title>
		<link>http://www.climatemonitor.it/?p=1209&#038;cpage=1#comment-1429</link>
		<dc:creator>Giancarlo (tivÃ n)</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 21:04:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.climatemonitor.it/?p=1209#comment-1429</guid>
		<description>Sarebbe interessante ma credo che alla prima variazione, i governi saranno impazienti e saranno decise risposte pragmatiche che seguiranno molto piÃ¹ le variabili dell&#039;opportunismo politico-economico, proprio come sta accadendo adesso.
L&#039;impazienza NON sarÃ  dettata da una urgenza conprovata dalla scienza. 
Niente di nuovo sotto il Sole!
Saluti Giancarlo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbe interessante ma credo che alla prima variazione, i governi saranno impazienti e saranno decise risposte pragmatiche che seguiranno molto piÃ¹ le variabili dell&#8217;opportunismo politico-economico, proprio come sta accadendo adesso.<br />
L&#8217;impazienza NON sarÃ  dettata da una urgenza conprovata dalla scienza.<br />
Niente di nuovo sotto il Sole!<br />
Saluti Giancarlo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Claudio Gravina</title>
		<link>http://www.climatemonitor.it/?p=1209&#038;cpage=1#comment-1428</link>
		<dc:creator>Claudio Gravina</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 20:53:15 +0000</pubDate>
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		<description>@MarcoB.

Ho usato il termine inerzia per essere piÃ¹ comprensibile, ad una persona che si Ã¨ auto-qualificata come &quot;non esperto&quot;. Dalle Sue obiezioni mi sembra, perÃ², che proprio cosÃ¬ inesperto non sia. Ottimo, quindi approfondisco la mia risposta. Nel caso della CO2 l&#039;inerzia la possiamo chiamare saturazione dell&#039;anidride carbonica e ciclo vitale in atmosfera (la molecola singola ha una sua vita piÃ¹ o meno ben definita nella libera atmosfera, aggiungere/sottrarre CO2 non Ã¨ detto che porti a qualcosa nell&#039;immediato, dipende, appunto, dal livello di saturazione, a tal proposito: http://www.climatemonitor.it/?p=113 ). Il sistema climatico ha sempre e comunque un&#039;inerzia termica, quali che siano le fonti di trasmissione di energia. La CO2 di per sÃ¨ Ã¨ un &quot;filtro&quot; che si frappone tra il sistema e la fonte di energia principale. Quindi accoppiare entrambi i fenomeni non Ã¨ per niente banale come spesso ci spiegano in televisione. 

In ultima analisi, l&#039;inerzia riferita alla CO2 rende l&#039;idea in quanto: vi Ã¨ una saturazione di banda che eventualmente non Ã¨ possibile eliminare/raggiungere in tempi rapidi. Se puÃ² farle piÃ¹ piacere, da un punto di vista formale, non guardi questa inerzia da un punto di vista fisico, ma da un punto di vista semplicemente lessicale.

E concludo dicendo che il dibattito climatologico si accende proprio su questo tema, perchÃ¨ questa latenza (tanto per utilizzare un altro termine) della molecola di CO2 crea ancora parecchia incertezza nella determinazione delle cause e degli effetti. Sebbene noi si sappia che l&#039;IPCC Ã¨ ormai certa che sia la CO2 a generare aumenti di temperatura, e non viceversa.

C.Gravina</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@MarcoB.</p>
<p>Ho usato il termine inerzia per essere piÃ¹ comprensibile, ad una persona che si Ã¨ auto-qualificata come &#8220;non esperto&#8221;. Dalle Sue obiezioni mi sembra, perÃ², che proprio cosÃ¬ inesperto non sia. Ottimo, quindi approfondisco la mia risposta. Nel caso della CO2 l&#8217;inerzia la possiamo chiamare saturazione dell&#8217;anidride carbonica e ciclo vitale in atmosfera (la molecola singola ha una sua vita piÃ¹ o meno ben definita nella libera atmosfera, aggiungere/sottrarre CO2 non Ã¨ detto che porti a qualcosa nell&#8217;immediato, dipende, appunto, dal livello di saturazione, a tal proposito: <a href="http://www.climatemonitor.it/?p=113" rel="nofollow">http://www.climatemonitor.it/?p=113</a> ). Il sistema climatico ha sempre e comunque un&#8217;inerzia termica, quali che siano le fonti di trasmissione di energia. La CO2 di per sÃ¨ Ã¨ un &#8220;filtro&#8221; che si frappone tra il sistema e la fonte di energia principale. Quindi accoppiare entrambi i fenomeni non Ã¨ per niente banale come spesso ci spiegano in televisione. </p>
<p>In ultima analisi, l&#8217;inerzia riferita alla CO2 rende l&#8217;idea in quanto: vi Ã¨ una saturazione di banda che eventualmente non Ã¨ possibile eliminare/raggiungere in tempi rapidi. Se puÃ² farle piÃ¹ piacere, da un punto di vista formale, non guardi questa inerzia da un punto di vista fisico, ma da un punto di vista semplicemente lessicale.</p>
<p>E concludo dicendo che il dibattito climatologico si accende proprio su questo tema, perchÃ¨ questa latenza (tanto per utilizzare un altro termine) della molecola di CO2 crea ancora parecchia incertezza nella determinazione delle cause e degli effetti. Sebbene noi si sappia che l&#8217;IPCC Ã¨ ormai certa che sia la CO2 a generare aumenti di temperatura, e non viceversa.</p>
<p>C.Gravina</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: MarcoB.</title>
		<link>http://www.climatemonitor.it/?p=1209&#038;cpage=1#comment-1427</link>
		<dc:creator>MarcoB.</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 18:03:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.climatemonitor.it/?p=1209#comment-1427</guid>
		<description>Secondo il mio modesto parere nn si puÃ² applicare parlare di &quot;inerzia&quot; quando si parla di quantita di Co2.
Mi spiego meglio, considerando che la comunitÃ  scientifica almeno ufficialmente propende per la tesi che sia la Co2 a causare l&#039;aumento della temperatura, certifica che sia una &quot;quantita&quot; a causare l&#039;aumento di &quot;energia&quot;, ora l&#039;&quot;inerzia&quot; per definizione si applica all&#039;energia nn alle quantitÃ , quindi una diminuzione di quantitÃ  (co2) immessa nel sistema per inerzia potrebbe giustificare un continuo aumento di temperatura, ma mai una progressione di quantita di Co2 in atmosfera, e come dire che una locomotiva a vapore in accellerazione mantiene la progressione costante anche se il fuochista mette 3 blocchi a palata al posto dei soliti 5.. VERISSIMO l&#039;accelerazione della locomotiva continua per inerzia ma il carbone presente nella caldaia avrÃ  sempre 2 blocchi in meno NON 2 blocchi in piu^^
Certo il discorso vale se si pensa che sia la co2 ad aumentare la temperature e nn viceversa, in questo caso l&#039;inerzia avrebbe un valore assuluto in quanto Ã¨ l&#039;energia a determinare le quantita e nn il contrario.
Cmq ripeto Ã¨ presto per parlare, l&#039;osservazione e troppo limitata per avere un valore teoricoa....se il trend sarÃ  questo cmq si prospetta uno scenario interessante ..vabbe^^</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo il mio modesto parere nn si puÃ² applicare parlare di &#8220;inerzia&#8221; quando si parla di quantita di Co2.<br />
Mi spiego meglio, considerando che la comunitÃ  scientifica almeno ufficialmente propende per la tesi che sia la Co2 a causare l&#8217;aumento della temperatura, certifica che sia una &#8220;quantita&#8221; a causare l&#8217;aumento di &#8220;energia&#8221;, ora l&#8217;&#8221;inerzia&#8221; per definizione si applica all&#8217;energia nn alle quantitÃ , quindi una diminuzione di quantitÃ  (co2) immessa nel sistema per inerzia potrebbe giustificare un continuo aumento di temperatura, ma mai una progressione di quantita di Co2 in atmosfera, e come dire che una locomotiva a vapore in accellerazione mantiene la progressione costante anche se il fuochista mette 3 blocchi a palata al posto dei soliti 5.. VERISSIMO l&#8217;accelerazione della locomotiva continua per inerzia ma il carbone presente nella caldaia avrÃ  sempre 2 blocchi in meno NON 2 blocchi in piu^^<br />
Certo il discorso vale se si pensa che sia la co2 ad aumentare la temperature e nn viceversa, in questo caso l&#8217;inerzia avrebbe un valore assuluto in quanto Ã¨ l&#8217;energia a determinare le quantita e nn il contrario.<br />
Cmq ripeto Ã¨ presto per parlare, l&#8217;osservazione e troppo limitata per avere un valore teoricoa&#8230;.se il trend sarÃ  questo cmq si prospetta uno scenario interessante ..vabbe^^</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Sergio Musmeci (Copernicus64)</title>
		<link>http://www.climatemonitor.it/?p=1209&#038;cpage=1#comment-1426</link>
		<dc:creator>Sergio Musmeci (Copernicus64)</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 17:21:12 +0000</pubDate>
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		<description>Gentile col. Guidi, certo, sarebbe veramente una grande occasione di studio se la co2 iniziasse a diminuire grazie alla crisi economica globale. Finalmente una controprova! come accade quotidianamente con tutti gli altri forcing naturali. Per quanto riguarda il terzo punto perÃ², personalmente mi son fatto l&#039;idea che siamo solo alla vigilia di un inversione di tendenza dei forcing naturali (sole e oceani) dopo la pdo- forse tra un pÃ² si aggiungerÃ  la AMO, mentre il sole, come emerso da molteplici studi, sembra voglia prendersi un periodo di vacanza di almeno 2 cicli solari (potrebbe verificarsi un minimo simile a quello di Dalton, come agli inizi dell&#039;800). Quindi potrebbe essere difficile discriminare tra i 2 effetti (naturale e antropico). D&#039;altra parte in quest&#039;ottica, un eventuale abbassamento o meno della T globale, dovrebbe saggiare se &quot;l&#039;ipotesi nulla&quot; riguardo alla co2 Ã¨ vera nel caso in cui quest&#039;ultima continuasse ad aumentare. CÃ¨ da dire, come ha giustamente esposto nel blog che un eventuale calo anche lieve della T globale potrebbe aumentare sensibilmente la capacitÃ  di uptake degli oceani e quindi si verificherebbe, indipendentemente dalla crisi, uno stop o quantomeno un rallentamento nel trend all&#039;aumento della co2. E&#039; comunque una bella occasione per capirci qualcosa in piÃ¹, Aspettiamo e vediamo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile col. Guidi, certo, sarebbe veramente una grande occasione di studio se la co2 iniziasse a diminuire grazie alla crisi economica globale. Finalmente una controprova! come accade quotidianamente con tutti gli altri forcing naturali. Per quanto riguarda il terzo punto perÃ², personalmente mi son fatto l&#8217;idea che siamo solo alla vigilia di un inversione di tendenza dei forcing naturali (sole e oceani) dopo la pdo- forse tra un pÃ² si aggiungerÃ  la AMO, mentre il sole, come emerso da molteplici studi, sembra voglia prendersi un periodo di vacanza di almeno 2 cicli solari (potrebbe verificarsi un minimo simile a quello di Dalton, come agli inizi dell&#8217;800). Quindi potrebbe essere difficile discriminare tra i 2 effetti (naturale e antropico). D&#8217;altra parte in quest&#8217;ottica, un eventuale abbassamento o meno della T globale, dovrebbe saggiare se &#8220;l&#8217;ipotesi nulla&#8221; riguardo alla co2 Ã¨ vera nel caso in cui quest&#8217;ultima continuasse ad aumentare. CÃ¨ da dire, come ha giustamente esposto nel blog che un eventuale calo anche lieve della T globale potrebbe aumentare sensibilmente la capacitÃ  di uptake degli oceani e quindi si verificherebbe, indipendentemente dalla crisi, uno stop o quantomeno un rallentamento nel trend all&#8217;aumento della co2. E&#8217; comunque una bella occasione per capirci qualcosa in piÃ¹, Aspettiamo e vediamo!</p>
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