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	<title>Commenti a: Il falso mito dei lavori verdi</title>
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		<title>Di: La Green Economy e l&#8217;Italia in uno studio dell&#8217;Istituto Bruno Leoni &#124; Climate Monitor</title>
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		<dc:creator>La Green Economy e l&#8217;Italia in uno studio dell&#8217;Istituto Bruno Leoni &#124; Climate Monitor</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 May 2010 06:01:50 +0000</pubDate>
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		<description>[...] un anno fa Claudio Gravina ha affrontato su queste pagine il tema delle cosiddette &#8220;job opportunities&#8221; collegate all&#8217;implementazione della [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] un anno fa Claudio Gravina ha affrontato su queste pagine il tema delle cosiddette &#8220;job opportunities&#8221; collegate all&#8217;implementazione della [...]</p>
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		<title>Di: Filippo</title>
		<link>http://www.climatemonitor.it/?p=2831&#038;cpage=1#comment-5018</link>
		<dc:creator>Filippo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 18:53:14 +0000</pubDate>
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		<description>Sono daccordo con quanto scrive max.
E poi scusate....qui si tratta di fare un&#039;analisi costi-benefici.
E&#039; chiaro che la ricerca e la riconversione di settori produttivi sono costose, ma bisogna sottrarvi i benefici in termini ambientali (minore incidenza sulla salute ecc ecc.), ai quali va assegnato un valore economico. Altrimenti risultano solo spese</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono daccordo con quanto scrive max.<br />
E poi scusate&#8230;.qui si tratta di fare un&#8217;analisi costi-benefici.<br />
E&#8217; chiaro che la ricerca e la riconversione di settori produttivi sono costose, ma bisogna sottrarvi i benefici in termini ambientali (minore incidenza sulla salute ecc ecc.), ai quali va assegnato un valore economico. Altrimenti risultano solo spese</p>
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		<title>Di: Marco</title>
		<link>http://www.climatemonitor.it/?p=2831&#038;cpage=1#comment-4931</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 19:25:35 +0000</pubDate>
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		<description>Si, leggetelo. E&#039; un capolavoro di luoghi comuni del negazionismo. E capirete perchÃ© il povero ex ministro economico di Margaret Thatcher ha faticato a trovare un editore. In confronto Lomborg Ã¨ un accademico dei Lincei.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si, leggetelo. E&#8217; un capolavoro di luoghi comuni del negazionismo. E capirete perchÃ© il povero ex ministro economico di Margaret Thatcher ha faticato a trovare un editore. In confronto Lomborg Ã¨ un accademico dei Lincei.</p>
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		<title>Di: giuseppe</title>
		<link>http://www.climatemonitor.it/?p=2831&#038;cpage=1#comment-4137</link>
		<dc:creator>giuseppe</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 19:19:21 +0000</pubDate>
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		<description>Che Barack Obama ingurgiti dosi industriali di fandonie ambientaliste e le rigetti sotto forma di asserti assoluti noo mi stupisce oltre tanto,vista la vicinanza ad Al Gore,premio Nobel(sic) dai contorni sospetti.Per il resto consiglio il libro di Nigel Lawson&quot;Nessuna emergenza clima,libro questo la cui pubblicazione Ã¨ stata rifiutata,sono parole dell&#039;autore,&quot;da ogni editore inglese cui Ã¨ stato sottoposto-ed Ã¨ stato presentato a parecchi&quot;,perchÃ¨ &quot;sfida l&#039;ortodossia prevalente e sarebbe molto difficile trovare un ampio mercato(sic.sic.sic)&quot;!Desolante che in un Paese come l&#039;Inghilterra vi siano parecchi editori con il dichiarato intento di accodarsi alla moda strombazzante facezie pseudoscientifiche proni al&quot;QUOD PRINCIPI PLACUIT LEGIS HABET VIGOREM&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che Barack Obama ingurgiti dosi industriali di fandonie ambientaliste e le rigetti sotto forma di asserti assoluti noo mi stupisce oltre tanto,vista la vicinanza ad Al Gore,premio Nobel(sic) dai contorni sospetti.Per il resto consiglio il libro di Nigel Lawson&#8221;Nessuna emergenza clima,libro questo la cui pubblicazione Ã¨ stata rifiutata,sono parole dell&#8217;autore,&#8221;da ogni editore inglese cui Ã¨ stato sottoposto-ed Ã¨ stato presentato a parecchi&#8221;,perchÃ¨ &#8220;sfida l&#8217;ortodossia prevalente e sarebbe molto difficile trovare un ampio mercato(sic.sic.sic)&#8221;!Desolante che in un Paese come l&#8217;Inghilterra vi siano parecchi editori con il dichiarato intento di accodarsi alla moda strombazzante facezie pseudoscientifiche proni al&#8221;QUOD PRINCIPI PLACUIT LEGIS HABET VIGOREM&#8221;.</p>
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		<title>Di: Marco</title>
		<link>http://www.climatemonitor.it/?p=2831&#038;cpage=1#comment-3420</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 12:06:35 +0000</pubDate>
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		<description>Non Ã¨ tutto verde quello che sembra verde. Ma non Ã¨ tutto vero quello che sembra critico.
Il Rapporto delle Nazioni unite sui Green Jobs (chi vuole puÃ² scaricarlo dal sito dell&#039;Unep, Ã¨ gratis) fuga tutti questi dubbi e mette il tema dei green jobs nella giusta prospettiva.
L&#039;affermazione che i lavori verdi risolvano il problema della disoccupazione Ã¨ un&#039;affermazione fuorviante e semplificatoria al limite dell&#039;errore perchÃ© altre sono le virtÃ¹ ricercate negli ecolavori. E se Ã¨ vero che alcune conversioni richiederanno minore forza lavoro, altre ne chiederanno di piÃ¹ (per esempio l&#039;agricoltura biologica e di qualitÃ ).
Al solito le cose vanno analizzate nel loro complesso, nei meccanismi sociali e ambientali che creano, mettono in moto e nei quali si inseriscono.
I green jobs, infatti, non solo sono lavori sostenibili per l&#039;ambiente e per gli individui, ma sono una stringente necessitÃ . Gli attuali modelli produttivi non sono infatti piÃ¹ sostenibili nÃ© in termini economici nÃ© in termini di prelievo e trasformazione delle materie. Una riconversione non solo Ã¨ auspicabile, ma necessaria.
I green jobs rappresentano questo nuovo complesso corso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non Ã¨ tutto verde quello che sembra verde. Ma non Ã¨ tutto vero quello che sembra critico.<br />
Il Rapporto delle Nazioni unite sui Green Jobs (chi vuole puÃ² scaricarlo dal sito dell&#8217;Unep, Ã¨ gratis) fuga tutti questi dubbi e mette il tema dei green jobs nella giusta prospettiva.<br />
L&#8217;affermazione che i lavori verdi risolvano il problema della disoccupazione Ã¨ un&#8217;affermazione fuorviante e semplificatoria al limite dell&#8217;errore perchÃ© altre sono le virtÃ¹ ricercate negli ecolavori. E se Ã¨ vero che alcune conversioni richiederanno minore forza lavoro, altre ne chiederanno di piÃ¹ (per esempio l&#8217;agricoltura biologica e di qualitÃ ).<br />
Al solito le cose vanno analizzate nel loro complesso, nei meccanismi sociali e ambientali che creano, mettono in moto e nei quali si inseriscono.<br />
I green jobs, infatti, non solo sono lavori sostenibili per l&#8217;ambiente e per gli individui, ma sono una stringente necessitÃ . Gli attuali modelli produttivi non sono infatti piÃ¹ sostenibili nÃ© in termini economici nÃ© in termini di prelievo e trasformazione delle materie. Una riconversione non solo Ã¨ auspicabile, ma necessaria.<br />
I green jobs rappresentano questo nuovo complesso corso.</p>
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		<title>Di: max</title>
		<link>http://www.climatemonitor.it/?p=2831&#038;cpage=1#comment-3332</link>
		<dc:creator>max</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 07:16:26 +0000</pubDate>
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		<description>http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/articolo/1338720</description>
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		<title>Di: Claudio Gravina</title>
		<link>http://www.climatemonitor.it/?p=2831&#038;cpage=1#comment-3195</link>
		<dc:creator>Claudio Gravina</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 09:20:24 +0000</pubDate>
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		<description>@ Lorenzo

Non credo sia la strada giusta per portare avanti il ragionamento. Mi riporti qualche studio che lega energia e fame nel mondo, e ne possiamo riparlare. Semmai la soluzione al problema fame, passa piÃ¹ facilmente dagli OGM, ma questo Ã¨ un altro discorso e non voglio assolutamente affrontarlo in questo articolo che parla di tutt&#039;altro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Lorenzo</p>
<p>Non credo sia la strada giusta per portare avanti il ragionamento. Mi riporti qualche studio che lega energia e fame nel mondo, e ne possiamo riparlare. Semmai la soluzione al problema fame, passa piÃ¹ facilmente dagli OGM, ma questo Ã¨ un altro discorso e non voglio assolutamente affrontarlo in questo articolo che parla di tutt&#8217;altro.</p>
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	<item>
		<title>Di: Lorenzo</title>
		<link>http://www.climatemonitor.it/?p=2831&#038;cpage=1#comment-3194</link>
		<dc:creator>Lorenzo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 08:52:06 +0000</pubDate>
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		<description>@ Gravina

puÃ² darsi che il problema energetico e quello dei morti per fame non siano cosÃ¬ slegati e che la soluzione del primo sia anche la soluzione del secondo. Addirittura, forse, l&#039;unica soluzione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Gravina</p>
<p>puÃ² darsi che il problema energetico e quello dei morti per fame non siano cosÃ¬ slegati e che la soluzione del primo sia anche la soluzione del secondo. Addirittura, forse, l&#8217;unica soluzione.</p>
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		<title>Di: Teo Georgiadis</title>
		<link>http://www.climatemonitor.it/?p=2831&#038;cpage=1#comment-3191</link>
		<dc:creator>Teo Georgiadis</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2009 20:37:57 +0000</pubDate>
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		<description>@ Monti
Infatti, sempre rimanendo nel puro bilancio economico, bisognerebbe computare anche le esternalita&#039;: se non le si includono allora un sacco di cose diventano competitive, peccato che poi i danni li debba pagare tutta la comunita&#039;. Questa pero&#039; non e&#039; ne&#039; black ne&#039; green economy, neppure AGW o negazionismo, e&#039; semplice principio di responsabilita&#039;. E costruire citta&#039;che non prevedano spostamenti di centinaia di migliaia di autovetture sarebbe ancora meno impattante che introdurre auto ibride.
Ma l&#039;indice e&#039; il PIL e se i ladri mi rubano il televisore e ne compro un&#039;altro si scopre che i ladri hanno fatto un piacere all&#039;economia.
Qui siamo tra l&#039;a-morale e l&#039;im-morale prima di arrivare al morale ne passa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Monti<br />
Infatti, sempre rimanendo nel puro bilancio economico, bisognerebbe computare anche le esternalita&#8217;: se non le si includono allora un sacco di cose diventano competitive, peccato che poi i danni li debba pagare tutta la comunita&#8217;. Questa pero&#8217; non e&#8217; ne&#8217; black ne&#8217; green economy, neppure AGW o negazionismo, e&#8217; semplice principio di responsabilita&#8217;. E costruire citta&#8217;che non prevedano spostamenti di centinaia di migliaia di autovetture sarebbe ancora meno impattante che introdurre auto ibride.<br />
Ma l&#8217;indice e&#8217; il PIL e se i ladri mi rubano il televisore e ne compro un&#8217;altro si scopre che i ladri hanno fatto un piacere all&#8217;economia.<br />
Qui siamo tra l&#8217;a-morale e l&#8217;im-morale prima di arrivare al morale ne passa.</p>
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		<title>Di: Luca Galati</title>
		<link>http://www.climatemonitor.it/?p=2831&#038;cpage=1#comment-3190</link>
		<dc:creator>Luca Galati</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2009 15:59:22 +0000</pubDate>
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		<description>Effettivamente la risoluzione al problema energetico Ã¨ cosa ben piÃ¹ importante dell&#039;economia che ne deriva...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Effettivamente la risoluzione al problema energetico Ã¨ cosa ben piÃ¹ importante dell&#8217;economia che ne deriva&#8230;</p>
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