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	<title>Commenti a: AAA Panteismo Naturalistico Cercasi</title>
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		<title>Di: Duepassi</title>
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		<dc:creator>Duepassi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 10:27:29 +0000</pubDate>
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		<description>Personalmente sarei ben contento di poter rottamare l&#039;auto. Cammino volentieri a piedi, e ho l&#039;abbonamento annuale a tutti i mezzi. 
Sono capace di andare al supermercato con i mezzi, trascinandomi dietro sei, sette buste stracolme (si finisce sempre per comprare piÃ¹ di quanto si era previsto) e prendendomela con me stesso per non aver preso l&#039;auto, con le braccia dolenti per il peso.
Ma la spesa al supermercato non Ã¨ l&#039;unica occasione in cui serve l&#039;auto.
Vado in vacanza nella mia villa in costiera, dove ho un orto in cui coltivo (ad essere onesti, coltivano) limoni, e altri alberi da frutta, pomodori, zucchine, e via dicendo. Tutta roba squisita, coltivata con il solo sterco di capra (che non puzza), e che ha un sapore (la roba coltivata) d&#039;altri tempi.
Si, perÃ² non basta nemmeno per noi, e nemmeno per la sola estate.
Per avere una produzione in grado di sfamare la mia famiglia, dovrei avere un orto decisamente piÃ¹ grande, ed in cittÃ  questo non Ã¨ possibile. GiÃ  Ã¨ un miracolo che abbia un orto a pochi metri (saranno dieci ?) dalla piazza principale del paese.
Mi rimane la soddisfazione di essere al centro del paese, di avere gli alimentari sotto casa (se facessi un buco in terrazza mi troverei nel negozio) e di sentirmi in campagna quando cammino nell&#039;orto. E&#039; veramente una sensazione impagabile, per chi, come me, ama la natura.
Per quanto il pino secolare che ho nella villa faccia cadere ogni tanto delle pigne, la quantitÃ  di biomassa da ardere non Ã¨ nemmeno sufficiente a concedermi un barbecue.
Raggiungere la villa, e portarci le cose che servono per passarvi l&#039;estate, mi obbliga a tenere un&#039;auto.
Se anche decidessi di usare un taxi, che, data la distanza, mi costerebbe l&#039;ira di Dio, non avrei la consolazione di salvare il pianeta, perchÃ© il taxi inquinerebbe lui per me.
Se poi fosse questione di un&#039;andata e un ritorno, si potrebbe anche prendere la cosa in considerazione, ma i viaggi sono sempre tanti, anche per andare a prendere all&#039;aereoporto parenti vari.
GiÃ , una societÃ  senza aerei, renderebbe molto piÃ¹ problematica la mobilitÃ .
Ma la mobilitÃ  Ã¨ legata alla ricchezza del Paese, non Ã¨ vero Gravina ? ...e piÃ¹ aumenta, piÃ¹ aumenta la ricchezza del Paese, o sbaglio ?
No, non ci sto al congelamento delle capacitÃ  di trasposto e della mobilitÃ . 
Non ci sto al de-sviluppo, tanto invocato da Mercalli ed altri.
Non ci sto alla distruzione degli argini per far correre liberi i fiumi, come ha invocato un ambientalista.
(Se volete cerco il link, che al momento non ho sotto mano)
Non ci sto all&#039;impronta ecologica, che premia i boscimani e gli uomini di Neandertal, e castiga gli Americani.
Non ci sto a riprodurre uno stile di vita che garantiva, nella preistoria, una vita media di 15 anni (portata dal &quot;cattivo&quot; progresso a oltre 80) e una popolazione, in Italia, di duecentomila uomini affamati.
Che ne faremmo degli altri 60 milioni, che non troverebbero cibo ?
E che dire del fatto che le fonti di cibo, allora, erano essenzialmente la caccia, la pesca, e la raccolta.
Se dovessimo dar retta agli ambientalisti che sono contro caccia e pesca, rimarrebbe la sola raccolta, e quindi dovremmo drasticamente ridurre quei 200 mila...
E se poi dessimo retta a quelli che pretendono che, si, si puÃ² raccogliere la frutta, ma solo quella caduta, perchÃ© gli alberi non bisogna disturbarli...
Scusate, faccio bene o no a chiamare questa gente &quot;brioscisti&quot; della peggior specie ?
Secondo me.
Guido Botteri</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Personalmente sarei ben contento di poter rottamare l&#8217;auto. Cammino volentieri a piedi, e ho l&#8217;abbonamento annuale a tutti i mezzi.<br />
Sono capace di andare al supermercato con i mezzi, trascinandomi dietro sei, sette buste stracolme (si finisce sempre per comprare piÃ¹ di quanto si era previsto) e prendendomela con me stesso per non aver preso l&#8217;auto, con le braccia dolenti per il peso.<br />
Ma la spesa al supermercato non Ã¨ l&#8217;unica occasione in cui serve l&#8217;auto.<br />
Vado in vacanza nella mia villa in costiera, dove ho un orto in cui coltivo (ad essere onesti, coltivano) limoni, e altri alberi da frutta, pomodori, zucchine, e via dicendo. Tutta roba squisita, coltivata con il solo sterco di capra (che non puzza), e che ha un sapore (la roba coltivata) d&#8217;altri tempi.<br />
Si, perÃ² non basta nemmeno per noi, e nemmeno per la sola estate.<br />
Per avere una produzione in grado di sfamare la mia famiglia, dovrei avere un orto decisamente piÃ¹ grande, ed in cittÃ  questo non Ã¨ possibile. GiÃ  Ã¨ un miracolo che abbia un orto a pochi metri (saranno dieci ?) dalla piazza principale del paese.<br />
Mi rimane la soddisfazione di essere al centro del paese, di avere gli alimentari sotto casa (se facessi un buco in terrazza mi troverei nel negozio) e di sentirmi in campagna quando cammino nell&#8217;orto. E&#8217; veramente una sensazione impagabile, per chi, come me, ama la natura.<br />
Per quanto il pino secolare che ho nella villa faccia cadere ogni tanto delle pigne, la quantitÃ  di biomassa da ardere non Ã¨ nemmeno sufficiente a concedermi un barbecue.<br />
Raggiungere la villa, e portarci le cose che servono per passarvi l&#8217;estate, mi obbliga a tenere un&#8217;auto.<br />
Se anche decidessi di usare un taxi, che, data la distanza, mi costerebbe l&#8217;ira di Dio, non avrei la consolazione di salvare il pianeta, perchÃ© il taxi inquinerebbe lui per me.<br />
Se poi fosse questione di un&#8217;andata e un ritorno, si potrebbe anche prendere la cosa in considerazione, ma i viaggi sono sempre tanti, anche per andare a prendere all&#8217;aereoporto parenti vari.<br />
GiÃ , una societÃ  senza aerei, renderebbe molto piÃ¹ problematica la mobilitÃ .<br />
Ma la mobilitÃ  Ã¨ legata alla ricchezza del Paese, non Ã¨ vero Gravina ? &#8230;e piÃ¹ aumenta, piÃ¹ aumenta la ricchezza del Paese, o sbaglio ?<br />
No, non ci sto al congelamento delle capacitÃ  di trasposto e della mobilitÃ .<br />
Non ci sto al de-sviluppo, tanto invocato da Mercalli ed altri.<br />
Non ci sto alla distruzione degli argini per far correre liberi i fiumi, come ha invocato un ambientalista.<br />
(Se volete cerco il link, che al momento non ho sotto mano)<br />
Non ci sto all&#8217;impronta ecologica, che premia i boscimani e gli uomini di Neandertal, e castiga gli Americani.<br />
Non ci sto a riprodurre uno stile di vita che garantiva, nella preistoria, una vita media di 15 anni (portata dal &#8220;cattivo&#8221; progresso a oltre 80) e una popolazione, in Italia, di duecentomila uomini affamati.<br />
Che ne faremmo degli altri 60 milioni, che non troverebbero cibo ?<br />
E che dire del fatto che le fonti di cibo, allora, erano essenzialmente la caccia, la pesca, e la raccolta.<br />
Se dovessimo dar retta agli ambientalisti che sono contro caccia e pesca, rimarrebbe la sola raccolta, e quindi dovremmo drasticamente ridurre quei 200 mila&#8230;<br />
E se poi dessimo retta a quelli che pretendono che, si, si puÃ² raccogliere la frutta, ma solo quella caduta, perchÃ© gli alberi non bisogna disturbarli&#8230;<br />
Scusate, faccio bene o no a chiamare questa gente &#8220;brioscisti&#8221; della peggior specie ?<br />
Secondo me.<br />
Guido Botteri</p>
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		<title>Di: Duepassi</title>
		<link>http://www.climatemonitor.it/?p=6169&#038;cpage=1#comment-6488</link>
		<dc:creator>Duepassi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 09:51:42 +0000</pubDate>
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		<description>Sbaglio o bruciando legna si emette CO2 ?
A dir la veritÃ , dato che la demonizzazione della CO2 mi puzza, la cosa non mi scandalizza, personalmente, ma gli ambientalisti si rendono conto delle loro contraddizioni ?
Consiglierei di leggere il libro &quot;L&#039;illusione dell&#039;energia dal sole&quot; di Franco Battaglia, il cui sesto capitolo parla ampiamente del problema delle biomasse.
mi limiterÃ² a citare la seguente frase, a pag. 76
&quot;Per produrre, bruciando legna da ardere, il 10% dell&#039;energia elettrica che l&#039;Italia consuma, avremmo bisogno di raccogliere legna da ardere da 120.000 km2 di superficie boschiva.
naturalmente non abbiamo 120.000 km2 di superficie boschiva&quot;
In effetti l&#039;intera superficie dell&#039;Italia Ã¨ di 300.000 km2, per cui questi comportamenti io li classificherei sotto il termine di &quot;brioscismo&quot;.
Cos&#039;Ã¨ il brioscismo ? E&#039; l&#039;atteggiamento mentale che porta persone che non approfondiscono i problemi a tirar fuori soluzioni non sufficientemente pensate, e quindi spesso assurde, come risolvere il problema della fame del popolo francese, che chiedeva pane, distribuendo brioche...
Purtroppo ho l&#039;impressione che di brioscisti ce ne sia attualmente un gran numero, pensatori della domenica, pronti a partire in quarta a risolvere i problemi del mondo, ma senza tentare seriamente di capirli.
Secondo me.
Guido Botteri</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sbaglio o bruciando legna si emette CO2 ?<br />
A dir la veritÃ , dato che la demonizzazione della CO2 mi puzza, la cosa non mi scandalizza, personalmente, ma gli ambientalisti si rendono conto delle loro contraddizioni ?<br />
Consiglierei di leggere il libro &#8220;L&#8217;illusione dell&#8217;energia dal sole&#8221; di Franco Battaglia, il cui sesto capitolo parla ampiamente del problema delle biomasse.<br />
mi limiterÃ² a citare la seguente frase, a pag. 76<br />
&#8220;Per produrre, bruciando legna da ardere, il 10% dell&#8217;energia elettrica che l&#8217;Italia consuma, avremmo bisogno di raccogliere legna da ardere da 120.000 km2 di superficie boschiva.<br />
naturalmente non abbiamo 120.000 km2 di superficie boschiva&#8221;<br />
In effetti l&#8217;intera superficie dell&#8217;Italia Ã¨ di 300.000 km2, per cui questi comportamenti io li classificherei sotto il termine di &#8220;brioscismo&#8221;.<br />
Cos&#8217;Ã¨ il brioscismo ? E&#8217; l&#8217;atteggiamento mentale che porta persone che non approfondiscono i problemi a tirar fuori soluzioni non sufficientemente pensate, e quindi spesso assurde, come risolvere il problema della fame del popolo francese, che chiedeva pane, distribuendo brioche&#8230;<br />
Purtroppo ho l&#8217;impressione che di brioscisti ce ne sia attualmente un gran numero, pensatori della domenica, pronti a partire in quarta a risolvere i problemi del mondo, ma senza tentare seriamente di capirli.<br />
Secondo me.<br />
Guido Botteri</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: filipporiccio</title>
		<link>http://www.climatemonitor.it/?p=6169&#038;cpage=1#comment-6117</link>
		<dc:creator>filipporiccio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 18:10:32 +0000</pubDate>
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		<description>Hai perfettamente ragione, ma di solito, oltre ad andare dal contadino, devi comunque andare anche al supermercato, no? E&#039; vero che ogni caso Ã¨ diverso (e quindi ognuno dovrebbe farsi i conti per sÃ©), ma un viaggio fatto appositamente per acquistare un determinato prodotto locale di solito si aggiunge a qualsiasi viaggio tu faccia per la tua normale spesa, non lo sostituisce.
Per cui, quando sostituisci un prodotto &quot;importato&quot; e comprato al supermercato con un prodotto locale comprato direttamente da te, l&#039;inquinamento in meno che hai Ã¨ nel trasporto (evitato) del prodotto dal produttore al supermercato (fatto, in modo efficiente, da navi/camion); l&#039;inquinamento in piÃ¹ che hai Ã¨ nel trasporto privato del prodotto del contadino  (fatto, solitamente, in modo 100/1000 volte meno efficiente in macchina).
Certo se vai dal contadino in bici o coi mezzi il ragionamento non vale... ma quanti casi sono?
Resta la conclusione: se vai a fare la spesa in macchina (cosa che non tutti fanno), il modo migliore per ridurre l&#039;inquinamento Ã¨ smettere di andare in macchina (scegliendo un negozio piÃ¹ vicino, magari, o facendosi consegnare la spesa a casa) e non certo non comprare i kiwi neozelandesi sostituendoli con le pesche italiane &quot;del contadino&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hai perfettamente ragione, ma di solito, oltre ad andare dal contadino, devi comunque andare anche al supermercato, no? E&#8217; vero che ogni caso Ã¨ diverso (e quindi ognuno dovrebbe farsi i conti per sÃ©), ma un viaggio fatto appositamente per acquistare un determinato prodotto locale di solito si aggiunge a qualsiasi viaggio tu faccia per la tua normale spesa, non lo sostituisce.<br />
Per cui, quando sostituisci un prodotto &#8220;importato&#8221; e comprato al supermercato con un prodotto locale comprato direttamente da te, l&#8217;inquinamento in meno che hai Ã¨ nel trasporto (evitato) del prodotto dal produttore al supermercato (fatto, in modo efficiente, da navi/camion); l&#8217;inquinamento in piÃ¹ che hai Ã¨ nel trasporto privato del prodotto del contadino  (fatto, solitamente, in modo 100/1000 volte meno efficiente in macchina).<br />
Certo se vai dal contadino in bici o coi mezzi il ragionamento non vale&#8230; ma quanti casi sono?<br />
Resta la conclusione: se vai a fare la spesa in macchina (cosa che non tutti fanno), il modo migliore per ridurre l&#8217;inquinamento Ã¨ smettere di andare in macchina (scegliendo un negozio piÃ¹ vicino, magari, o facendosi consegnare la spesa a casa) e non certo non comprare i kiwi neozelandesi sostituendoli con le pesche italiane &#8220;del contadino&#8221;.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Mauro M.</title>
		<link>http://www.climatemonitor.it/?p=6169&#038;cpage=1#comment-6115</link>
		<dc:creator>Mauro M.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 16:16:33 +0000</pubDate>
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		<description>Posso essere daccordo sui conti effettuati, ma ritengo non siano pienamente applicabili alla realtÃ  quotidiana del consumantore tipo.
Provo a spiegarmi meglio: se io mi reco al supermercato che, ipoteticamente, si trova a quei famosi 5-10 km di distanza, oppure mi reco dal contadino, ipoteticamente alla stessa distanza, per acquistare quello che mi serve per cibarmi, non vedo dove sta l&#039;inquinamento in piÃ¹! Inoltre se decido di spostarmi in bicicletta o con un mezzo pubblico dal contadino, credo che non ci sia paragone in termini di inquinamento per l&#039;ambiente e di salute migliore per il cittadino, in confronto al recarmi al supermercato con la mia auto.
Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Posso essere daccordo sui conti effettuati, ma ritengo non siano pienamente applicabili alla realtÃ  quotidiana del consumantore tipo.<br />
Provo a spiegarmi meglio: se io mi reco al supermercato che, ipoteticamente, si trova a quei famosi 5-10 km di distanza, oppure mi reco dal contadino, ipoteticamente alla stessa distanza, per acquistare quello che mi serve per cibarmi, non vedo dove sta l&#8217;inquinamento in piÃ¹! Inoltre se decido di spostarmi in bicicletta o con un mezzo pubblico dal contadino, credo che non ci sia paragone in termini di inquinamento per l&#8217;ambiente e di salute migliore per il cittadino, in confronto al recarmi al supermercato con la mia auto.<br />
Saluti</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Simone82</title>
		<link>http://www.climatemonitor.it/?p=6169&#038;cpage=1#comment-6079</link>
		<dc:creator>Simone82</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 17:57:16 +0000</pubDate>
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		<description>Interessante... Ãˆ di oggi la notizia che un altro studio ha confermato come il particolato (quello che si sviluppa dalle stufe a legna, dal letame combusto, etc., detto anche &quot;black carbon&quot;) contribuisce piÃ¹ della CO2 al riscaldamento del clima, addirittura nella zona dell&#039;Himalaya si parla di 5 volte tanto rispetto alla presenza della sola CO2 a causa del particolato sviluppato dal continente africano (che lÃ¬ vi arriva per lo spostamento delle correnti d&#039;aria).
Questo signore, ben lontano dal lavorare per la Terra, contribuisce a distruggerla: salviamo il mondo dagli ambientalisti, altro che CO2!!!

Ovviamente queste politiche partono dall&#039;idea di una mezza estinzione di massa: il nemico Ã¨ l&#039;uomo, abbattiamo l&#039;uomo, torniamo a 2-300 milioni di persone in tutto, torniamo all&#039;epoca dei Romani o giÃ¹ di lÃ¬, e saremmo tutti felici e contenti, la terra pulita, etc. etc. Benissimo dico io: comincino a liberare del loro peso i signori ambientalisti, sono abbastanza per dare una bella regolata al clima terrestre direi...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante&#8230; Ãˆ di oggi la notizia che un altro studio ha confermato come il particolato (quello che si sviluppa dalle stufe a legna, dal letame combusto, etc., detto anche &#8220;black carbon&#8221;) contribuisce piÃ¹ della CO2 al riscaldamento del clima, addirittura nella zona dell&#8217;Himalaya si parla di 5 volte tanto rispetto alla presenza della sola CO2 a causa del particolato sviluppato dal continente africano (che lÃ¬ vi arriva per lo spostamento delle correnti d&#8217;aria).<br />
Questo signore, ben lontano dal lavorare per la Terra, contribuisce a distruggerla: salviamo il mondo dagli ambientalisti, altro che CO2!!!</p>
<p>Ovviamente queste politiche partono dall&#8217;idea di una mezza estinzione di massa: il nemico Ã¨ l&#8217;uomo, abbattiamo l&#8217;uomo, torniamo a 2-300 milioni di persone in tutto, torniamo all&#8217;epoca dei Romani o giÃ¹ di lÃ¬, e saremmo tutti felici e contenti, la terra pulita, etc. etc. Benissimo dico io: comincino a liberare del loro peso i signori ambientalisti, sono abbastanza per dare una bella regolata al clima terrestre direi&#8230;</p>
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	</item>
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		<title>Di: Luca Fava</title>
		<link>http://www.climatemonitor.it/?p=6169&#038;cpage=1#comment-6074</link>
		<dc:creator>Luca Fava</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 17:12:43 +0000</pubDate>
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		<description>Senza contare che non importare piÃ¹ niente dall&#039;Africa significherebbe dare un&#039;ulteriore mazzata a quelle economie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Senza contare che non importare piÃ¹ niente dall&#8217;Africa significherebbe dare un&#8217;ulteriore mazzata a quelle economie.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: filipporiccio</title>
		<link>http://www.climatemonitor.it/?p=6169&#038;cpage=1#comment-6073</link>
		<dc:creator>filipporiccio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 16:10:45 +0000</pubDate>
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		<description>Il motivo di base Ã¨ molto semplice: tu in macchina porti una spesa dell&#039;ordine dei 10kg, un camion porta tonnellate, e una nave molte migliaia di tonnellate. Anche solo in termini di peso, la tua macchina viaggia con un carico che Ã¨ di 1/100 del suo peso, mentre il camion e la nave viaggiano con carichi superiori al loro peso a vuoto.
I conti, e le fonti, li trovi nel mio commento (l&#039;ultimo) a questo post su ecoblog.it:
http://www.ecoblog.it/post/8882/eat-real-eat-local-la-campagna-canadese-a-favore-del-cibo-a-km-zero/last?message=accepted#add_comment
E&#039; chiaro che sono necessariamente approssimativi: se fai una spesa da 100kg, la situazione diventa piÃ¹ favorevole, ma d&#039;altra parte, solo una piccola parte della tua spesa arriva da molto lontano, per cui sostituire quei pochi prodotti andando a cercare prodotti locali appare ancora piÃ¹ dannoso all&#039;ambiente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il motivo di base Ã¨ molto semplice: tu in macchina porti una spesa dell&#8217;ordine dei 10kg, un camion porta tonnellate, e una nave molte migliaia di tonnellate. Anche solo in termini di peso, la tua macchina viaggia con un carico che Ã¨ di 1/100 del suo peso, mentre il camion e la nave viaggiano con carichi superiori al loro peso a vuoto.<br />
I conti, e le fonti, li trovi nel mio commento (l&#8217;ultimo) a questo post su ecoblog.it:<br />
<a href="http://www.ecoblog.it/post/8882/eat-real-eat-local-la-campagna-canadese-a-favore-del-cibo-a-km-zero/last?message=accepted#add_comment" rel="nofollow">http://www.ecoblog.it/post/8882/eat-real-eat-local-la-campagna-canadese-a-favore-del-cibo-a-km-zero/last?message=accepted#add_comment</a><br />
E&#8217; chiaro che sono necessariamente approssimativi: se fai una spesa da 100kg, la situazione diventa piÃ¹ favorevole, ma d&#8217;altra parte, solo una piccola parte della tua spesa arriva da molto lontano, per cui sostituire quei pochi prodotti andando a cercare prodotti locali appare ancora piÃ¹ dannoso all&#8217;ambiente.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Carlo Colarieti Tosti</title>
		<link>http://www.climatemonitor.it/?p=6169&#038;cpage=1#comment-6072</link>
		<dc:creator>Carlo Colarieti Tosti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 16:08:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.climatemonitor.it/?p=6169#comment-6072</guid>
		<description>Cari lettori, il problema non Ã¨ nella quantitÃ  ma nella qualitÃ .
Se tutti seguissero il modo di vita scelta dal Fattori significherebbe per l&#039;umanitÃ  un salto nel passato che nessuno, dico proprio nessuno, sarebbe in grado di vivere. L&#039;uomo moderno Ã¨ talmente intrinsecamente legato alla tecnologia e all&#039;energia che vive senza ormai neppure accorgersene dando queste conquiste per scontate. Non câ€™Ã¨ nulla di scontato. Per tornare al passato basta veder cosa succede in presenza di un temporaneo distacco dalla rete elettrica. Sembra che non sappiamo piÃ¹ cosa fare. Ogni nostra azione sembra impossibile senza energia elettrica. Se rappresentassimo in grafico il grado di benessere (anche sotto il profilo della salute) e ricchezza raggiunta grazie al diffuso uso dellâ€™energia, ci accorgeremmo che sarebbe rappresentato come una lineetta verticale compresa tra una linea orizzontale piatta che rappresenta il passato e il futuro se non si troverÃ  unâ€™alternativa energetica di pari livello. Chi oggi sarebbe in grado di sfamarsi senza andare al supermercato? Chi sopravviverebbe senza neppure unâ€™aspirina? Queste due semplici domande sembrano assurde ma questi due semplici esempi sono anchâ€™essi il frutto dellâ€™uso quotidiano dellâ€™energia. Eâ€™ assurdo non porsi queste domande. 
Il vero pericolo per lâ€™umanitÃ  Ã¨, a mio modesto avviso, non riuscire a trovare unâ€™adeguata alternativa, entro un tempo sufficientemente breve, alle fonti fossili. Credo anche che non sia immaginabile un futuro fatto di pannelli solari con energia disponibile solo in presenza del sole o centrali eoliche che erogano un poâ€™ di energia se tira vento (e non deve neanche essere troppo). Non ritengo neppure possibile continuare a fare promosse da pinocchio, che al giorno dâ€™oggi sono nel migliore dei casi poco piÃ¹ che buone intenzioni, di diminuire del 30-40-50-70-90% (e chi piÃ¹ ne ha, piÃ¹ ne metta) le emissioni di CO2 entro i prossimi 30-50 anni. Se non ci svegliamo la realtÃ  sarÃ  ben piÃ¹ triste della fantasia perchÃ© le emissioni tra 30 o 50 anni saranno ridotte quasi a zero non per volontÃ  dellâ€™umanitÃ , per conseguenza di accordi presi oggi, ma perchÃ© le fonti fossile saranno esaurite oppure la loro estrazione, e raffinazione in caso del petrolio, avrÃ  costi cosÃ¬ elevati da non poter essere piÃ¹ facilmente supportati dal consumo. La conversione energetica non Ã¨ cosa semplice, non Ã¨ come spegnere un interruttore e accenderne contemporaneamente un altro. Il passaggio dovrÃ  essere necessariamente graduale perchÃ© i costi di conversione saranno elevatissimi e necessiteranno anni, forse decenni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cari lettori, il problema non Ã¨ nella quantitÃ  ma nella qualitÃ .<br />
Se tutti seguissero il modo di vita scelta dal Fattori significherebbe per l&#8217;umanitÃ  un salto nel passato che nessuno, dico proprio nessuno, sarebbe in grado di vivere. L&#8217;uomo moderno Ã¨ talmente intrinsecamente legato alla tecnologia e all&#8217;energia che vive senza ormai neppure accorgersene dando queste conquiste per scontate. Non câ€™Ã¨ nulla di scontato. Per tornare al passato basta veder cosa succede in presenza di un temporaneo distacco dalla rete elettrica. Sembra che non sappiamo piÃ¹ cosa fare. Ogni nostra azione sembra impossibile senza energia elettrica. Se rappresentassimo in grafico il grado di benessere (anche sotto il profilo della salute) e ricchezza raggiunta grazie al diffuso uso dellâ€™energia, ci accorgeremmo che sarebbe rappresentato come una lineetta verticale compresa tra una linea orizzontale piatta che rappresenta il passato e il futuro se non si troverÃ  unâ€™alternativa energetica di pari livello. Chi oggi sarebbe in grado di sfamarsi senza andare al supermercato? Chi sopravviverebbe senza neppure unâ€™aspirina? Queste due semplici domande sembrano assurde ma questi due semplici esempi sono anchâ€™essi il frutto dellâ€™uso quotidiano dellâ€™energia. Eâ€™ assurdo non porsi queste domande.<br />
Il vero pericolo per lâ€™umanitÃ  Ã¨, a mio modesto avviso, non riuscire a trovare unâ€™adeguata alternativa, entro un tempo sufficientemente breve, alle fonti fossili. Credo anche che non sia immaginabile un futuro fatto di pannelli solari con energia disponibile solo in presenza del sole o centrali eoliche che erogano un poâ€™ di energia se tira vento (e non deve neanche essere troppo). Non ritengo neppure possibile continuare a fare promosse da pinocchio, che al giorno dâ€™oggi sono nel migliore dei casi poco piÃ¹ che buone intenzioni, di diminuire del 30-40-50-70-90% (e chi piÃ¹ ne ha, piÃ¹ ne metta) le emissioni di CO2 entro i prossimi 30-50 anni. Se non ci svegliamo la realtÃ  sarÃ  ben piÃ¹ triste della fantasia perchÃ© le emissioni tra 30 o 50 anni saranno ridotte quasi a zero non per volontÃ  dellâ€™umanitÃ , per conseguenza di accordi presi oggi, ma perchÃ© le fonti fossile saranno esaurite oppure la loro estrazione, e raffinazione in caso del petrolio, avrÃ  costi cosÃ¬ elevati da non poter essere piÃ¹ facilmente supportati dal consumo. La conversione energetica non Ã¨ cosa semplice, non Ã¨ come spegnere un interruttore e accenderne contemporaneamente un altro. Il passaggio dovrÃ  essere necessariamente graduale perchÃ© i costi di conversione saranno elevatissimi e necessiteranno anni, forse decenni.</p>
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	<item>
		<title>Di: MaUrO</title>
		<link>http://www.climatemonitor.it/?p=6169&#038;cpage=1#comment-6071</link>
		<dc:creator>MaUrO</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 15:39:27 +0000</pubDate>
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		<description>Rimango allibito ancora di piÃ¹!
&quot;I conti dicono che, approssimativamente, andare a fare una spesa da 10kg a 5km di distanza in macchina emette tanta CO2 quanto far arrivare la stessa spesa da 5000km di distanza via nave.&quot;
Mi sembra veramente un&#039;affermazione paradossale!!sarei curioso di sapere quali fattori hanno tenuto conto per arrivare ad una conclusione del genere.
Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rimango allibito ancora di piÃ¹!<br />
&#8220;I conti dicono che, approssimativamente, andare a fare una spesa da 10kg a 5km di distanza in macchina emette tanta CO2 quanto far arrivare la stessa spesa da 5000km di distanza via nave.&#8221;<br />
Mi sembra veramente un&#8217;affermazione paradossale!!sarei curioso di sapere quali fattori hanno tenuto conto per arrivare ad una conclusione del genere.<br />
Saluti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: MaUrO</title>
		<link>http://www.climatemonitor.it/?p=6169&#038;cpage=1#comment-6070</link>
		<dc:creator>MaUrO</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 15:34:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.climatemonitor.it/?p=6169#comment-6070</guid>
		<description>Quoto pienamente, non oso immaginare quanto inquinamento in piÃ¹ il tuo amico abbia causato rispetto a te, tenendo conto anche dell&#039; intero processo di produzione necessario per costruire tre auto!
Ti propongo inoltre una semplice associazione: &quot;problema clima&quot;+automobili=profitto case automobilistiche=&gt;problema inquinamento incrementato=economia capitalistica in buona salute=&gt;spinta verso accordi di Co2penaghen=&gt;carbon tax.
Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quoto pienamente, non oso immaginare quanto inquinamento in piÃ¹ il tuo amico abbia causato rispetto a te, tenendo conto anche dell&#8217; intero processo di produzione necessario per costruire tre auto!<br />
Ti propongo inoltre una semplice associazione: &#8220;problema clima&#8221;+automobili=profitto case automobilistiche=&gt;problema inquinamento incrementato=economia capitalistica in buona salute=&gt;spinta verso accordi di Co2penaghen=&gt;carbon tax.<br />
Saluti</p>
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