La saturazione dell’AGW

Uno degli argomenti più dibattuti, nell’ambito della discussione dell’effetto antropico sul clima è certamente quello che riguarda il peso effettivo dell’anidride carbonica nelle dinamiche dell’effetto serra. In sostanza c’è ancora parecchia incertezza sul ruolo che questo gas svolge effettivamente. Certamente non è in discussione la capacità  di interagire a livello molecolare con il calore riemesso dal pianeta e regolarne la presenza in atmosfera, tuttavia, non essendo l’unico gas ad avere queste proprietà, il peso della sua azione schermante non è facilmente quantificabile. Allo stesso tempo però, la CO2 è di gran lunga in testa alla classifica degli elementi che, pur essendo largamente presenti allo stato naturale, sono anche massicciamente derivati dalle nostre attività produttive.

Al riguardo, la letteratura scientifica non fornisce ancora informazioni univoche. Per l’anidride carbonica si passa attraverso stime che gli attribuiscono un peso che va dal 2% al 22% del totale dell’effetto serra, pur essendoci una certa convergenza di opinioni attorno alla percentuale del 15%. Questi numeri sono però riferiti a tutta l’anidride carbonica in atmosfera, la cui componente di origine naturale è largamente superiore a quella di origine antropica. Però, trascurando le dinamiche interne al sistema che hanno da sempre regolato i livelli di questa concentrazione, si suppone che il trend di aumento di questo gas in atmosfera sia interamente attribuibile alle attività umane, anche se i numeri non sembrano essere dello stesso parere.

Ogni anno vengono immesse in atmosfera circa 7Gt (Miliardi di tonnellate) di CO2, delle quali 6Gt sono immediatamente riconducibili ad attività produttive di vario genere, mobilità e produzione energetica su tutte, e 1Gt sarebbe invece il prodotto della deforestazione e del comparto agricolo. Il rateo medio di crescita della concentrazione di CO2 in atmosfera è di circa 1.5PPmv all’anno cioè, in termini di massa circa 3.5Gt. A conti fatti ne manca all’appello un buon 50% che, a quanto pare, il sistema pianeta è in grado di gestire/assorbire all’interno delle sue dinamiche. il punto è che ancora non sappiamo gran che di come questo avvenga, mentre questa informazione è invece indispensabile per comprendere quale impatto possa avere sull’intero sistema questa inarrestabile tendenza all’aumento.

E’ noto che alcune componenti del sistema possono essere sia sequestratori (capaci di immagazzinare la CO2) sia emettitori. Tra questi gli oceani, le cui temperature di superficie, condizionate dalla radiazione solare e dalle correnti superficiali o di profondità, regolano il bilancio di assorbimento/emissione dei 3/4 del pianeta. Il rimanente 25% spetta alla biosfera, e qui entrano in gioco altri meccanismi di rilascio/cattura a loro volta soggetti a dinamiche di retroazione o feed-back estremamente complessi. Diverse e più abbondanti concentrazioni di anidride carbonica nel terreno operano infatti una concimazione carbonica che stimola l’attività vegetale e quindi i processi di fotosintesi, aumentando (feed-back negativo) la capacità di assorbimento. Proviamo a prendere ad esempio le enormi distese della tundra artica; secondo uno studio dell’Università della Tuscia di Viterbo, attualmente, quella parte della vegetazione artica è un grande emettitore, mentre in effetti ci si aspetterebbe il contrario.

Ma la complessità di questi meccanismi passa per certi aspetti in secondo piano rispetto ai seguenti interrogativi: quanto calore può essere effettivamente trattenuto dalla CO2 presente in atmosfera? E quanto questo calore può aumentare se aumenta la concentrazione dell’anidride carbonica?

[photopress:Vibrations_on_carbon_dioxide.jpg,thumb,pp_image] Andiamo con ordine, la terra emette calore sottoforma di radiazioni infrarosse con una lunghezza d’onda di circa 15µ. I cosiddetti gas serra, hanno la capacità di intercettare e riemettere la radiazione con questa lunghezza d’onda attraverso una reazione chimica che comporta delle modifiche temporanee o permanenti ai loro legami molecolari. Sono modifiche definite vibrazionali che, nel caso della CO2, “tendono” o “flettono” i legami tra le molecole di ossigeno e quelle di carbonio. Se si tratta di tensione, l’assorbimento avviene soltanto se questa è asincrona, ovvero se uno dei legami diventa più corto e l’altro più lungo, ma questo accade per frequenze di radiazione più basse di quelle alle quali avviene la massima emissione di calore da parte della terra (circa 4.3µ). Quando il legame flette invece, le due molecole di ossigeno oscillano rispetto alla posizione baricentrica della molecola di Carbonio ed avviene l’assorbimento.

[photopress:Spettro_di_assorbimento.jpg,thumb,pp_image]Nel grafico accanto è rappresentata l’emissione termica del pianeta. Si nota come la CO2, che possiede un moto vibro-rotazionale asimmetrico, sia altamente efficace nel trattenere la radiazione prossima a 15.7µ ma, sempre dal grafico, si evince anche che tale efficienza, che aumenta quanto più la frequenza di flessione e la lunghezza d’onda della radiazione sono simili per effetto risonanza, è sufficiente a catturare la quasi totalità di questa emissione. In pratica la CO2 fa già quasi tutto quello che potrebbe fare e difficilmente un ulteriore aumento della sua concentrazione potrebbe aumentare questa efficienza al punto di provocare un eccesso di calore che presenti i numeri delle attuali stime delle prognosi climatiche.

E’ anche vero che si deve tener conto dei feed-back cui abbiamo accennato in precedenza, che possono accentuare o diminuire non solo l’aumento della temperatura, ma la stessa concentrazione della CO2. E’ infatti probabile che quest’anno una delle conseguenze del persistere di una fase fredda delle temperature di superficie dell’Oceano Pacifico tropicale, sia stato proprio il rallentamento del rateo di crescita della concentrazione di anidride carbonica in atmosfera. Non solo, il ruolo forse più importante è quello del Vapore Acqueo, ovvero della sua concentrazione in atmosfera, che varia al variare della temperatura e che regola la quantità di copertura nuvolosa, la quale a sua volta ha un effetto raffreddante se si forma a bassa quota, mentre accresce l’effetto serra se si forma più in alto. Sarà bene fermarsi, ma in effetti ci sarebbero da citare anche molti altri meccanismi di causa-effetto-variazione della causa-nuovo effetto che accrescono la complessità del sistema.

Dunque l’atmosfera è realmente satura dal punto di vista della capacità di assorbimento della CO2? Anche in questo caso esistono più tesi, sulle quali proveremo a fare un pò di luce.

Visitando questo link, troverete un’interessante lettura che fornisce una sorta di risposta preconfezionata, un kit della lotta allo scettico, da sfoderare con quanti dovessero sostenere quanto abbiamo appena finito di discutere. In sostanza, dato che l’assorbimento non avviene ad un solo livello (come per i vetri di una serra) ma lungo tutto l’asse verticale, ci sarebbe ancora spazio per trattenere parecchio calore. In questo post, abbiamo già in parte discusso delle dinamiche del bilancio radiativo, e non sembra che la spiegazione che trovate nel kit risolva la questione nei suoi aspetti salienti.

Se la reazione di assorbimento provoca un riscaldamento dello strato dove essa avviene, perchè la troposfera si scalda così poco, specialmente al livello dove comincia a diminuire sensibilmente il vapore acqueo e si dovrebbe aprire la “via di fuga” al calore ormai sempre più difficoltosa? L’aumento della CO2 bloccherebbe questa via di fuga, ci dovrebbero essere più reazioni chimiche da assorbimento e riemissione del calore e quindi un aumento della temperatura nello strato. Ma questo in realtà non avviene e le osservazioni parlano chiaro.

Ancora, sempre nel kit si asserisce che la CO2 è ben presente lungo tutto l’asse verticale, mentre il vapore acqueo è concentrato nei bassi strati. Innanzi tutto di queste affermazioni è vera soltanto la seconda, ma anche ammettendo la veridicità della prima, se la profondità ottica dell’atmosfera si sposta sempre più in alto, vuol dire che la temperatura deve aumentare anche negli strati più alti, ossia nella stratosfera, mentre sappiamo che quest’ultima ha invece subito nel lungo periodo una fase di raffreddamento. Senza contare che la teoria dell’AGW (Anthropogenic Global Warming) di origine antropica prevede anche che essendo tutto il calore intrappolato in basso nella troposfera è giusto che la stratosfera subisca un raffreddamento. Sembra che al riguardo la situazione non sia molto “trasparente”.

Chiudiamo con qualche numero. Abbiamo definito l’atmosfera “quasi satura” ma non comletamente tale. Torniamo indietro nel tempo e scopriamo che un aumento di 90PPmv di CO2 rispetto all’era pre-industriale avrebbe provocato un aumento di temperatura di 0.7°C. Al netto di qualsiasi effetto di feed-back, che si ripresenterebbe comunque in varie forme, ma che non possiamo valutare perchè soggetto ad uno scarso livello di comprensione scientifica, ci vorrebbero, con l’attuale rateo di crescita dell’anidride carbonica, altri 60 anni circa per aggiungere altre 100PPmv, traducibili in ulteriori 0.8°C di aumento della temperatura. Molti di più invece sarebbero gli anni necessari a raddoppiare la concentrazione della CO2 sempre rispetto all’era pre-industriale. In questo lasso di tempo dovremo aver trovato il petrolio su Marte ed esserci traferiti lì, altrimenti non è chiaro come si potrebbe arrivare a quei livelli di concentrazione ovvero a quei valori di temperatura.

Nota: Un sentito ringraziamento a Carlo Colarieti per gli spunti di riflessione e la ricerca redazionale.

Zemanta Pixie
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Author: Guido Guidi

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33 Comments

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  2. È scontato che l’indice diossina sia Gtc e non le tonnellate di anidride carbonica, è definito tale in molti papers… Ad es nel rapporto AR4 dell’IPCC nel capitolo 7 cito:

    “Processi naturali, come la fotosintesi, respirazione, decadimento superficie del mare e lo scambio di gas, determina l’effetto massicce di scambi massicci,tra le fonti e pozzi di assorbimento di CO2 tra la terra e l’atmosfera stimato a ~ 120 GTC an-1) e l’oceano e l’atmosfera.

    pensate che il colonnello Guidi non sappia la differenza tra GTC e GTCO2?

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  3. @ Lorenzo
    Nel testo:

    “[…]In pratica la CO2 fa già quasi tutto quello che potrebbe fare e difficilmente un ulteriore aumento della sua concentrazione potrebbe aumentare questa efficienza al punto di provocare un eccesso di calore che presenti i numeri delle attuali stime delle prognosi climatiche[…]”.

    Cioè, lo spazio per aumentare l’efficienza sembra esserci, ma è molto poco per innescare le presunte catastrofi da frittura (le stime).
    PS: la frequenza è 15.7um, non 17um.
    gg.

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  4. Ripensavo al grafico verde dello ‘spettro di emissione’ della Terra con relativi assorbimenti:

    l’articolo afferma che nella banda di assorbimento relativa alla Co2 cioè a circa 17um si già tutto il massimo assorbimento possibile: in realtà così non sembra visto che l’assorbimento raggiunge il limite superiore della curva che a sua volta rappresenta l’energia emessa dall’atmosfera all’altezza della tropopausa cioè quell’energia proveniente dal suolo che l’atmosfera non è riuscita a trattenere…
    quindi a me non sembra che ci sia piena saturazione dell’assorbimento inteso come assorbimento totale dell’energia proveniente da Terra…ma si paventi invece l’ipotesi di un ulteriore possibile assorbimento dovuto ad incremento di Co2 o di altri gas-serra per l’energia residua che esce dalla tropopausa…

    Come la vede Guidi?

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  5. Però caro Guido se dovremo necessariamente farlo,
    dovremo anche imparare a discutere senza avere l’arroganza di essere solo noi nel giusto.
    E devo riconoscere che il tuo Blog usa i toni giusti.
    Troppi invece si ergono e salvatori del pianeta…
    ma lasciamo perdere che è meglio!

    ciao

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  6. Mi trovi concorde Aldo, prima o poi su queste mine dovremo imparare a camminarci però.
    gg.

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  7. Caro Guido,
    io penso che la puntualizzazione di Luca fosse giusta ma fuori tema. Ho trovato solo un po’ eccessivo l’utilizzo di aggettivi come grossolano e banale.
    Però tale critica non tocca il cuore del problema molto interessante da te ben illustrato.
    Il focus dell’articolo era: la banda di assorbimento della CO2 rigardo agli infrarossi.
    Ebbene, questo tema è oggi molto dibattutto, e secondo me estremamente interessnte per i motivi esposti.
    Che in sostanza sono questi:
    1. Se la banda di assorbimento della CO2 riguardo ai raggi infrarossi è stata già saturata o quasi, allora la questione del GW andrebbbe comlpletamente rivista.
    2. Se invece tale capacità di assorbimento si esplica su tutta la colonna troposferica, allora bisognerebbe spiegare perchè il GW vero si sta avendo solo in bassa troposfera.
    3. Poi ci sono i feed back, e qui si entra in un terreno minato…

    ciao

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  8. Beh, mettiamola così.
    La puntualizzazione di Luca è corretta. Dal punto di vista formale l’analisi potrebbe quindi apparire grossolana, ma siccome di fatto il problema non si sposta di una virgola, la polemica sarebbe stata banale.
    Luca ha arricchito l’informazione e quindi, per me, lo scopo è raggiunto. Non credo inoltre che una mia risposta diretta avrebbe aggiunto molto al fatto che mi assumo in toto la responsabilità di quanto scrivo. Del resto nel merito ha risposto Carlo, che ha collaborato con me a scrivere questo pezzo. A proposito di merito, trovo sia più interessante il fatto che non ci siano state critiche concettuali. Ancora una volta questo mi sembra importante oltre che positivo.
    Tu piuttosto Aldo, cosa ne pensi?
    gg

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  9. Trovo abbastanza, come dire, curioso che un affermato meteorologo come Lombroso scriva “c’è un errore grossolano e banale” nell’articolo di un altro affermato meteorologo come Guidi e che Guidi non risponda direttamente…

    Intanto io mi elggerò attentamente il pezzo di Guidi, e poi deciderò se c’è questo banale e grossolano errore…

    saluti

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  10. @ Alessio
    Grazie Alessio, cerchiamo semplicemente di non pubblicare per il solo gusto di farlo. Questi argomenti richiedono sempre molti approfondimenti e non è facile essere sempre presenti.
    Cercheremo di esserlo di più comunque.
    gg

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  11. Grazie Alessio per l’attenzione. Credo che prima della pausa estiva, pubblicheremo ancora diversi articoli, ci sono ancora alcuni interessanti argomenti che verranno trattati da qui a luglio. Sicuramente la ripresa post-estiva sarà molto importante, innanzitutto per capire in che direzione stia andando il Niño e la Pacific Decadal Oscillation (argomenti, come avrà capito, molto seguiti in questo blog).

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  12. complimenti x il blog…davvero interessante…vi leggo da un po! ma proprio xè ci tengo vorrei chiedervi come mai gli aggiornamenti si sono ridotti così drasticamente? 🙁

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  13. @ Lorenzo
    Tutti hanno diritto di dire la loro. Se non reputi interessante un intervento ti pregherei di ignorarlo semplicemente, infatti bollarlo come “stupidaggine da forum”, non fa che alimentare, questo sì, una discussione “stupida”. E questo non è lo scopo di questo spazio. Da questo passereste ad una trattazione personale e ad altri probabili convenevoli, costringendoci a moderare sul serio i vostri interventi.
    gg.

    Post a Reply
  14. Certi commenti andrebbero moderati: ad esempio andrebbero inseriti solo commenti e critiche tecniche…il resto sono stupidaggini da forum…

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  15. in verita ,nessuno ,anche il piu grande scienziato in fisica dell,atmosfera puo sbilanciarsi su equazioni che tutti o nessuno possono smentire se non la NATURA in se suprema in tutto,quindi ci potranno pur dire milioni di teorie e tra 100 anni essere ancora qua ,ma la verita assoluta nessuno la potra mai dare ,se non il creatore (PER CHI CI CREDE)ma qua non scrive certamente….(PS) per guidi,non sono affatto deluso ci mancherebbe ,io continuo a stimarla,mi creda…ma da qua ai TEMPI DI (BERNACCA E BARONI)di acqua sotto i ponti ce ne passa

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  16. @ Antenore
    Lei ha certamente ragione, è proprio quello che faccio e spero vorrà perdonarmi i pessimi risultati. Quanto a quella che lei definisce una sentenza, io la chiamo opinione (il “secondo me” non è un intercalare). Padrone di condividerla, confutarla o ignorarla. Nei primi due casi benvenuto nella discussione, nel terzo, se preferisce continuare a pagare i costi di una policy che va nella direzione opposta a quella che dichiara di perseguire faccia pure, però…insomma…
    gg

    Post a Reply
  17. Caro Guidi
    ma visto che lei fa quegli errori clamorosi che Lombroso ha mostrato qui di sopra, non è che magari è meglio che studia un po’ di piu’ e ci pensa un po’ prima di scrivere sentenze come “l’AGW è secondo me indifendibile, nella forma e con le giustificazioni con cui ce lo propinano.”
    Insomnma…

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  18. @ Lorenzo
    Beh, questa è la base dell’AGW, il “caldo” sta tutto sotto perchè la CO2 lo trattiene. Poi leggi Real Climate, le cui posizioni sono chiare e non certo “scettiche” e scopri che secondo loro la CO2 è equamente distribuita lungo la verticale; poi vai a vedere la fisica del bilancio radiativo e scopri che l’hot spot è necessario per far tornare i conti dell’effetto serra nel GCM; poi guardi le serie dei dati osservati e l’hot spot non c’è. In sostanza l’AGW è secondo me indifendibile, nella forma e con le giustificazioni con cui ce lo propinano.
    gg

    Post a Reply
  19. Scusate, ma io la intendo così:
    se uno strato è saturo può voler dire due cose:
    1)che ha raggiunto il massimo di assorbimento per la quantità di Co2 o gas-serra che ha, il che accade sempre visto che la natura non si risparmia, ma fa tutto quello che è in suo potere.
    Ciò non toglie però che un’ulteriore aumento di gas serra nello strato non ne aumenti il potere assorbente fino alla ‘saturazione’ intesa questa volta come assorbimento di tutta l’energia emessa dalla Terra in quello spettro di assorbimento della molecola.
    2)che ha assorbito tutta l’energia emessa dalla terra in quello spettro e che quindi ulteriori aumenti di gas serra non alterino il bilancio energetico; inoltre con tale saturazione gli strati superiori non assorbendo nulla sono più freddi di quelli inferiori…

    In ogni caso la curva di assorbimento e quella di temperatura sarebbero logaritmiche perchè prevederebbero comunque la possibile saturazione teorica di tutta l’energia emessa in quello spettro di frequenze di assorbimento dei gas serra…

    Penso inoltre che la misurazione dello spettro di emissione della Terra a distanza di 30 anni avrebbe certamente tolto in dubbio sull’aumento o meno dell’assorbimento dei gas-serra…perchè non è stata fatta una cosa così semplice?

    L’unico modo inoltre per interpretare correttamente tutti i dati sperimentali, ovvero l’aumento di temperature globali al suolo e la diminuzione di quelle in quota, è ammettere un’assorbimento maggiore al suolo proprio in virtù dell’aumento di gas serra ed una parallela diminuzione dell’assorbimento negli strati superiori perchè non raggiunti dalla radiazione maggiormente assorbita nei bassi strati; ciò giustificherebbe anche l’assenza di ‘hot spots’ in quota, ma ammetterebbe anche una ‘profondità ottica’ minore visto il diminuito spessore di atmosfera che si riscalda…
    Secondo me la questione diventa allora un fatto di corretta intepretazione del bilancio radiativo con i dati sperimentali…

    La storia invece delle forzanti naturali non troverebbe conferma nell’ultimo psot del blog di Pasini_ ‘la Forza della Scienza’…

    Che ne pensa Guidi?

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  20. @ Alessandro
    Hai ragione, rispondo a chi mi pare, quando mi pare e, soprattutto, non rispondo quando sono in (ahimè brevi) ferie. Perchè sì, questa dannata materia oltre ad essere la mia passione è anche la mia professione, ed ogni tanto la mollo pure. Perciò lungi da me “scampare” come dici tu alla logica del profitto, purchè sia rispettata l’unica regola di CM: dire la verità su quello che si sa o che si ritiene di sapere, accettando le critiche e le (speriamo rare) smentite. Che ne dici sono stato sincero o ritieni che abbia accresciuto la tua delusione?
    gg.

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  21. siamo gia in un periodo di riscaldamento dalla fine del PEG su questo non ci piove ..

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  22. Ho l’impressione però che i meccanismi esatti dell’effetto serra, in termini di bilancio radiativo, siano ancora poco conosciuti ovvero piuttosto approssimati…

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  23. D’accordo Sig.Colarieti: giustamente se comprimo un gas la sua temperatura aumenta se però il sistema è ‘isolato’, visto che invece isolato non è, il calore ‘generatosi’ verrebbe dissipato verso lo spazio; ne consegue dunque che l’equilibrio termico del pianeta risulta unicamente determinato dalla differenza tra energia entrante e energia uscente con particolare enfasi sulla capacità dello stesso di trattenere il calore attraverso l”effetto serra’.

    Le dò ragione sul fatto che su Venere la diversa Costante Solare potrebbe fare la differenza, ma io non lo darei per scontato scartando del tutto l’ipotesi ‘effetto serra’…

    Vabbè torniamo a parlare di Clima terrestre che è meglio per tutti…

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  24. ultimamente da quando sono su internet,mi hanno deluso molti meteoman…una volta lo facevano con passione ,orac sento puzza di professione per soldi e basta…mi dispiace,ma anche guido non scampa da cio

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  25. ma che venere !!pensiamo invece che sulla terra ci stiamo un attimo,BASTA METEODISNEYLAND

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  26. tanto guido ,risponde a chi gli pare….qua o di la o sono tutti scettici o scaldisti,in parole povere tutti fenomeni ma la verita nessuno la sa..il clima fa quello che gli pare,e con i carotaggi possono dirci quello che vogliono ,ma chio smentisce millenni d,anni …siamo alle solite,sappiamo tutti ma non sappiamo niente….l,unica cosa reale??.a casa mia da 20 anni di neve ne vedo poca…non dico piu altro,a voi fenomeni l,ardua sentenza…viva la meteo ,ma ai tempi di bernacca e baroni…ALTRI TEMPI

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  27. Gentile Lorenzo Fiori, il grafico di cui fa menzione si riferisce alle recenti condizioni di concentrazione di CO2, ma questo non cambia la questione. Il problema della saturazione della CO2 è piuttosto complesso e comunque segue una curva logaritmica il cui grado di affidabilità statistico della curva di regressione rispetto all’andamento reale è decisamente alto e pari a 0,997 (max=1). Seguendo tale curva logaritmica è possibile affermare che un raddoppio di CO2 rispetto agli originali valori pre-industriali di ~280ppmv comporterebbero una forzante in grado di provocare un aumento di temperatura intorno al grado centigrado (decimo più, decimo meno) al netto di feedback difficilmente quantificabili a meno di non attribuirne un valore (o peso) a priori. In tal senso voglio solo ricordare che nei modelli utilizzati per le simulazioni climatiche il vapore acqueo è considerato quale elemento di feedback. Se concettualmente può avere una sua logica, non mi dilungo qui a descriverne i motivi, introduce non pochi problemi nella sua reale gestione. La “forbice” di previsione che ne esce, quella sì stratosferica, compresa tra circa 1°C e 5°C è emblematica. In sostanza non si conosce bene cosa succede al vapore acqueo e alla formazione delle nubi e il ruolo che queste hanno nella retroazione climatica.
    Per quanto riguarda Venere vs Terra è un po’ come “pesare le mele con le pere”. Cominciamo col dire che la costante solare (~1367 W/mq per la Terra) diminuisce quadraticamente all’aumentare della distanza dal Sole, quindi, risulterebbe di circa 2600 W/mq per Venere. Però il pianeta emette come corpo nero come se avesse una T di circa –39°C grazie al suo altissimo albedo (la terra emette come corpo nero come se avesse una T di –18°C). L’enorme ΔT venusiano è dato, seguendo la legge dei gas perfetti nella quale la pressione è strettamente relazionata alla temperatura, dall’altissima densità della sua atmosfera che fa sì che la pressione al suolo sia circa 92 volte quella terrestre. Consiglio comunque di mantenere i piedi per “terra”, ci sono già molti problemi nel capire come funziona il sistema dove viviamo figuriamoci quello a noi lontano dove le ipotesi vanno ancora per la maggiore.

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  28. Gentile Luca Lombroso, che sia carbonio o CO2 equivalente nei termini non cambia molto. Infatti le 7 Gt di carbonio, in effetti erroneamente considerate di CO2, corrisponderebbero a circa 25,6 Gt di CO2 equivalente e così per il resto come anche la crescita media annuale di 3,5 Gt pari, quindi, a 12,8 Gt di CO2. Ma di fatto, come può constatare, il risultato finale del ragionamento non viene meno che sia carbonio o CO2.
    In ogni caso grazie ancora per l’opportuna sottolineatura.

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  29. Bene, siamo tornati a toni meno accesi e più dialettici…

    Mi chiedevo se il grafico dello spettro di emissione dell’atmosfera misurato si riferisse alle concentrazioni attuali di Co2 o meno, cioè quelle antecendenti o per qualche altro valore arbitrario.
    Se così fosse nulla vieterebbe di pensare ad un riscaldamento dovuto ad assorbimento da CO2 almeno fino ad oggi cioè fino ai livelli attuali di concentrazione di tale gas-serra, mentre sarebbe del tutto legittimo ammettere un’arresto del GW da qui in poi per la raggiunta saturazione…

    Un’altra questione, che io sappia ancora irrisolta, e che potrebbe giocare a favore dell’AGW è l’Effetto Serra su Venere che ammetterebe come unica spiegazione della temperatura superficiale di circa 400°C proprio gli elevetatissimi valori di concentrazione di Co2, e che quindi lascierebbe pensare che sulla Terra siamo ben lungi dalla saturazione…

    Che ne pensa Guidi?

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  30. Caro Guido

    c’è un errore grossolano e banale nel tuo articolo: quando dici
    Ogni anno vengono immesse in atmosfera circa 7Gt (Miliardi di tonnellate) di CO2, delle quali 6Gt sono immediatamente riconducibili ad attività produttive di vario genere,

    ti confondi con le emissioni calcolare in CARBONIO. Ovvero, alle emissioni riferite al solo “peso” del carbonio.

    Le emissioni in CO2 sono MOLTO più elevate, circa se non ricordo male 27 miliardi di tonnellate, che diventano una quarantina ragionando in CO2 EUIVALENTE ovvero rapportando il potere serra degli altri gas serra (metano, N2O, HCFC, HS6, ecc) alla cO2 e trasformando le loro emissioni in un equivalente in CO2.

    stando sempre al rapporto con i flussi naturali, sono un 3% dei flussi annui. Ovvero, un 3% in più, che si va a sommare alla quantità esistente.

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  31. complimenti, analisi corretta , anche per la parte dedicata al vapore acqueo

    continuare così , siamo sempre di +

    C.

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  32. Sono un lettore del suo blog e questa volta non posso esimermi dal complimentarmi con lei Guidi e il suo collega Colarieti.
    Finalmente un articolo serio che fa chiarezza sulle dispute inerenti l’anidride carbonica e sulla sua importanza nel computo del riscaldamento globale.
    Peccato che nel web non siano così diffusi i siti come il suo.
    Ancora complimenti.

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