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L’allegra brigata

Per la verità più che altro si tratta di una compagine piuttosto lugubre. Si fosse trattato di maghi e santoni di professione lo avrei capito. Ma i nomi di quelli che compaiono in questa simpatica lista di “opere” letterarie, dove si elencano i meccanismi che potrebbero portare l’umanità all’estinzione in un cinquantennio, sono tutte teste di serie, ognuno per il proprio settore di applicazione. Godiamoci qualche titolo.

  • “The Long Summer” di Brian Fagan (Modifiche ai venti e oceani più caldi avrebbero già indotto siccità e inondazioni)
  • “Collapse” di Jared Diamond (Il calore in eccesso ha già causato delle morti)
  • “Six Degrees” di Mark Lynas (Quello della carestia e delle esplosioni di metano)
  • “Under a Green Sky” di Peter D. Ward (bolle di idrogeno solforato)
  • “Climate Code Red” di David Spratt e Philip Sutton (il riscaldamento nel lungo periodo sarà almeno il doppio di quello del breve periodo, non siamo ancora morti –fermi con le mani!– ma dobbiamo darci da fare)
  • “Storms of My Grandchildren” di James Hansen (la terra come Venere)
  • “The Vanishing Face of Gaia” di James Lovelock (nove gradi centigradi di riscaldamento per 450ppm di CO2)

Tra tutte, l’ipotesi più gettonata per questa prematura estinzione è la carestia, ma anche le esplosioni spontanee di metano sono in buona posizione. Spiccano le bolle di idrogeno solforoso rilasciate da un oceano a temperature da zuppa di pesce. Un pianeta destinato a diventare come Venere, con colonie su Marte destinate a non farcela perché pure quello è un pianeta morto da troppo tempo è anche un’ipotesi ben piazzata.

Scrittori, saggisti, scienziati, ambientalisti, tutti con molte cose in comune, centinaia di migliaia di copie delle loro “opere” vendute e una innata vocazione per l’ottimismo. Ah, dimenticavo, è tutta gente che quando parla trova pure chi li sta a sentire. Per fortuna, altrimenti chi starebbe mai a sentir noi che siamo ancora più scellerati perché non ci crediamo?

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2 Comments

  1. Alvaro de Orleans-B.

    Domanda: chissà perché la fantascienza (fantasia+scienza) “ufficiale” (classe Arthur C. Clarke, per intenderci) ha sempre sofferto di un profondo “biasimo ufficiale” come categoria di letteratura, mentre i libri indicati nel post sopra , spesso (fantasia^2+scienza^-2), sono “ufficialmente” molto più apprezzati?

    Offro un suggerimento lateral thinking… consultate:

    http://thinkexist.com/quotes/robert_heinlein/

    Estratto da lì: “non spaventate un piccolo uomo, vi ucciderà”.

    Dov’è finito lo straordinario ma sobrio ottimismo esistenziale di quella generazione?

    Perché, adesso, pensiamo in tanti come Obelix, “…le ciel nous tombe sur la tête?”

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