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Fede e scienza: un incontro proficuo

Sabato 3 luglio ad Arpino si terrà la presentazione del libro di Luigi Iafrate, un caro amico che mi ha fatto l’onore di invitarmi all’evento. Un testo di testimonianze storiche, un testo nel quale si respira la storia della nostra materia e si rivivono le fatiche e la dedizione di quanti hanno compiuto i primi importantissimi passi perché ci fosse consegnata per quello che oggi è, una scienza appassionante.

L’interesse per i fenomeni atmosferici nasce con l’uomo. Furono i greci ad interrompere la lunga tradizione dell’astro-meteorologia e della meteorologia empirica dell’antichità, per raccogliere in forma organica le conoscenze sull’atmosfera fino allora acquisite ed elevarle alla dignità di filosofia naturale. Ben duemila anni dovettero però trascorrere prima che la meteorologia perdesse il suo carattere qualitativo e divenisse quantitativa.
È proprio con l’invenzione dei principali strumenti meteorologici e l’organizzazione delle prime reti osservative che, annoverando molti italiani tra gli innovatori, la meteorologia diviene scienza. La nuova capacità d’indagine e la precisione della nuova strumentazione è quasi sempre un “potenziamento” della mente (non dei sensi), della capacità dell’uomo di studiare la realtà.  Nel libro  di Iafrate si approfondisce proprio l’avvincente e poco nota storia di come si giunge a questa fase innovativa ed ai suoi sviluppi, descrivendo, in particolare, quello che fu lo straordinario contributo fornito da credenti impegnati in tale campo scientifico. Tutto questo avviene nell’ambito della religione cristiana secondo la quale “Dio ha tutto disposto secondo peso, calcolo e misura” (libro della Sapienza). Si crede ad un ordine naturale ed accessibile alla mente umana: l’uomo nasce libero e responsabile, Dio si è fatto uomo, dando così a questo la massima dignità. L’uomo è il vertice della Creazione visibile, dove si congiunge e coabita la parte visibile ed invisibile, materia e spirito. L’umanesimo assimila e permette la compenetrazione dei concetti greci di physis, epistème e techne, contribuendo in modo spesso determinante al passaggio dall’epoca del pressappoco all’epoca della precisione, e dunque alla nascita della “meteorologia moderna”1.

Luigi Iafrate è laureato in lettere con Indirizzo Geografico presso l’Università degli Studi di Roma Tre.  Ha svolto attività di ricerca presso il CNR e l’UCEA. È autore del libro “Dalla meteorologia antica alle origini italiane della meteorologia moderna” ed è coautore del testo “Il mistero del tempo e del clima”. Attualmente è docente presso l’Università Europea di Roma.

Qui trovate la locandina dell’evento in formato pdf.

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  1. http://www.uprait.org/index.php?option=com_chronoconnectivity&connectionname=Libreria_Scheda&id=7 []
Published inMeteorologiaNews

4 Comments

  1. Il libro è in vendita in tutte le cartolibrerie?

  2. guglielmo guerreri

    Caro col. Guidi, le scrivo un commento che non c’entra nulla con l’articolo. Ho sentito ieri sera ed anche oggi alle 14,30 le sue previsioni in Rai e volevo farle un piccolo appunto. Lei fa un lavoro in cui le parole hanno una grossa importanza, quindi se usa una parola in maniera errata può causare confusione, che nel caso delle previsioni meteo e comunque in ambito scientifico non è accettabile. La parola “piuttosto” è una congiunzione avversativa, non è una congiunzione disgiuntiva. Quindi lei non può dire: sarà sereno in Lombardia, “piuttosto” che in Piemonte, perchè significherebbe che in Piemonte NON sarà sereno, mentre lei chiaramente intendeva dire che sarà sereno in tutte e due le regioni. Questa moda del “piuttosto” usata come congiunzione disgiuntiva ormai è inarrestabile e cercare di fermarla è una guerra persa, però in ambito scientifico è ancora più fastidiosa. Cordiali saluti, Guglielmo Guerreri

    Farò tesoro del suo suggerimento grazie. Se ne avesse altri la pregherei di scrivermi sulla mail indicata nella pagina “chi siamo”….”piuttosto” che usare lo strumento dei commenti. 🙂
    gg

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