Ammazza che botta! – Aggiornamento

Quante volte abbiamo scritto che tutto il chiasso che si fa attorno alle dinamiche del clima ed alla loro presunta anomala evoluzione oltre che molto appetibile per i media e molto poco scientifico è soprattutto propedeutico ad una nuova ed alquanto creativa branca della finanza internazionale?

Bene, cioè male, specialmente per chi ci è magari suo malgrado rimasto coinvolto, per chi in buona fede ha deciso di investire e soprattutto per chi in questo mercato ci si è dovuto infilare per legge. Quello che segue è il deprimente grafico dell’andamento del prezzo dei crediti di carbonio e del volume di traffico degli ultimi cinque anni al CCX (Chicago Climate Exchange).

Direi che è piuttosto interessante il picco del 2008, sul quale mi piacerebbe sapere quanto possa aver influito l’onda emozionale del 4° Rapporto dell’IPCC giunta contestualmente all’inizio del quadriennio di implementazione del Protocollo di Kyoto. Molto meno interessante, anzi, decisamente preoccupante e chiarificatorio invece, è l’andamento -se così si può chiamare una retta che non va proprio da nessuna parte- dell’ultimo anno.

Galeotta fu senz’altro la crisi, ma almeno qualcuno nel frattempo avrà allargato gli occhi, mentre qualcun altro sta presumibilmente stringendo altro, perché è in procinto di fare il botto.

Tra questi, i cui panieri si vanno facendo sempre più leggeri, potrebbe forse figurare più di qualche volenteroso donatore di questa o quella associazione ambientalista che, dimentica del proprio mandato, ha deciso di dedicarsi a tempo pieno al terrore climatico. Ad esempio ho letto di recente che a Greenpeace, con un budget annuale di 270 mln di dollari, ne servono 700.000 al giorno per esistere. In un modo che non so se considerare ipocrita o paradossale, nella lista dei donatori compaiono molte fondazioni di ricchissime dinastie proprietarie di mezzo mondo, oltre ad un notevole numero di “consumisti” di professione, cantanti, attori e star di vario genere. Pare proprio che combattendo a spada tratta un certo sistema, qualcuno sia in procinto di accoppare la propria gallina dalle uova d’oro. O forse no, alla gallina basta far finta di suonargliele per continuare ad esistere.

Aggiornamento

Non mi pare che il mercato abbia preso tanto bene la notizia della pubblicazione del rapporto IAC, forse chi si dimostra così ottimista sul fatto che un giudizio “tutto sommato positivo” non celi piuttosto qualcos’altro dovrebbe rifletterci su. Il clima e tutto il movimento attorno ad esso sono entrati nei salotti buoni della finanza con il Rapporto Stern nell’epoca delle vacche grasse, anzi, obese. Ora che le suddette stringono la cinghia, più o meno con le stesse modalità con cui è entrato, ne sta uscendo, anche piuttosto velocemente.

Ieri l’altro al Chicago Climate Exchange (la borsa della CO2 d’oltreoceano), la tonnellata del venefico cibo per piante ha perso ben il 50% del suo valore, già prossimo al pavimento. Per dirla con Antony Watts, a meno di non passare ai centesimi, il prossimo numero che si dovrà usare per rappresentare il prezzo di scambio di una tonnellata di CO2 sarà zero.

Nel frattempo la borsa chiude e non riaprirà per il trading prima del 7 settembre, ammesso che per allora ci sia ancora qualcosa da scambiare.

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Author: Guido Guidi

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5 Comments

  1. Non è che gli amici di Gore, di GreenPeace e del Panel stanno diventando un tantino nervosi? Effetto IAC? Comunque grazie di esistere, Guidi e colleghi.

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  2. Credibili, chi lo sa…

    Sicuramente siamo coerenti.

    Lei, invece, che si nasconde dietro mail e nome fittizio?

    CG

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  3. Quindi GreenPeace non puo’ essere ritenuta credibile, perchè lotta contro gli inquinamenti ma prende dei soldi dagli inquinatori.
    Ok, e voi che fate il gioco degli inquinatori gratis, invece, siete credibili?

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    • Caro DFN (ti piace? Sembra quasi una cosa seria…),
      per tua informazione, noi facciamo solo il gioco nostro, cioè diciamo e facciamo quello che ci passa per la testa perché ci piace così e perché ne abbiamo una. E non è gratis, ce lo paghiamo da soli. Anche i bit che usi tu per dire queste stupidaggini paghiamo, ma siccome siamo masochisti lo facciamo comunque volentieri.
      Enjoy CM!
      gg

    • …e voi pseudoambientalisti da chi siete pagati?…forse da chi ha le
      mani in pasta nelle energie rinnovabili?(peraltro alcune efficaci,altre no).

Trackbacks/Pingbacks

  1. Il Carbon Trading chiude. Fate piano, nessuno se ne deve accorgere... | Climate Monitor - [...] scambiata (o meglio, non scambiata) vale esattamente zero, proprio come qualcuno aveva previsto in questo articolo di qualche settimana…

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