Salta al contenuto

Grandi Laghi bolliti

Quello che ho letto in quest’articolo di John O’Sullivan, pubblicato su climatechangefraud ha dell’incredibile, e stento a crederlo. Mi auguro di aver frainteso, ma se ciò che leggo fosse vero e fosse quello che capisco io, prima ancora di essere indignato, sarei scioccato.

L’articolo originale potete trovarlo al link che vi ho indicato, dove potrete fare tutte le vostre verifiche, mentre maggiori notizie sul satellite NOAA 16 le potete trovare qui. Vi faccio qui una sintesi di quanto scritto nell’articolo, lasciando al suo autore la paternità e la responsabilità di queste affermazioni clamorose.

Secondo l’autore dell’articolo, il Governo Americano avrebbe ufficialmente ammesso che alcune letture satellitari di temperatura sono “degradate”. Le temperature lette potrebbero essere 10-15 gradi (Farenheit) più alte di quelle reali. Il Program Coordinator della NOAA, Chuck Pistis avrebbe confermato che questa storia che si sta diffondendo velocemente sarebbe vera. Gli utenti del servizio satellitare della zona dei Grandi Laghi avrebbero notato per primi che le letture mostravano dei valori di temperatura decisamente impossibili per essere veri.

Quelli del NOAA avrebbero ammesso che le letture generate dalla macchina non sarebbero monitorate con continuità, così che potrebbero essere nascoste false temperature assurdamente alte in mezzo al grosso delle letture automatizzate. [ commento mio: una tale ammissione, se vera, è veramente clamorosa, a mio parere, e grave per la credibilità futura dei dati ] A questo punto vengono riportate le parole che avrebbe detto Pistis:

“I just relooked and (sic) the image again AND IT IS in my archive. I do not know why the temperatures were so inaccurate (sic). It appears to have been a malfunction in the satellite. WE have posted thousands if (sic) images since the inauguration of our Coastwatch (sic) service in 1994. I have never seen one like this.”

(“Ho semplicemente riguardato di nuovo l’immagine ed è effettivamente nel mio archivio. Non so perché le temperature fossero così inaccurate. Sembra che ci sia stato un malfunzionamento nel satellite. Abbiamo pubblicato migliaia di immagini dall’inaugurazione del nostro servizio Coastwatch nel 1994. Non ne ho mai vista una simile.”)

Ma il portavoce del Michigan Sea Grant Extension, un partner della NOAA in ‘Coastwatch’, avrebbe confessato che le pagine web che erano state nascoste in tutta fretta conterrebberoero dozzine di temperature 3 o 4 volte più alte di quelle normali per la stagione. NOAA avrebbe declinato ogni commento sull’ipotesi che questi errori avessero potuto portar su le temperature per l’intera parte nordorientale degli USA di un 10-15 gradi Fahrenheit, non essendo stati scoperti per un lungo periodo di tempo.

Coloro che visiteranno il sito www.coastwatch.msu.edu troveranno questo messaggio ufficiale (ho controllato e lo riporto dal sito stesso, e non dall’articolo):

NOTICE (8/11/2010): Due to degradation of a satellite sensor used by this mapping product, some images have exhibited extreme high and low surface temperatures. Please disregard these images as anomalies. Future images will not include data from the degraded satellite and images caused by the faulty satellite sensor will be/have been removed from the image archive.

[Avviso (8/11/2010): A causa della degradazione del sensore di un satellite usato da questo mapping product, alcune immagini hanno esibito temperature superficiali estremamente alte e basse. Vi preghiamo di non tener conto di queste immagini, che sono anomalie. Le immagini future non includeranno dati da satelliti degradati e immagini causate da sensori satellitari fallaci saranno/sono state rimosse dall’archivio delle immagini.]

Pare che la NOAA abbia detto di prendersela con le nuvole e non con loro (no comment) e avrebbe ulteriormente spiegato che la copertura nuvolosa potrebbe causare errori nella lettura dei dati satellitari.

L’autore dell’articolo fa però osservare che Pistis ha mancato di spiegare quanta nuvolosità sia significativa o a che punto le letture diventino inutilizzabili. Ogni giorno che passa vede nuove scoperte di errori grossolani ed omissioni. Un commento su www.climatechangefraud.com fa notare:

“è generalmente inteso che l’acqua si scalda più lentamente della terra, e si raffredda più lentamente. Comunque, nei numeri della NOAA abbiamo identificato almeno due set di dati che si comportano al contrario di questo noto effetto fisico.”

Concludo con un mio commento:

Tutto ciò, se si confermerà vero (e l’avviso su quel sito mi fa pensare che sia vero), lancia ombre inquietanti sulla credibilità e l’affidabilità dei dati satellitari che ci hanno raccontato. Saranno mica stati sensibili al gioco imprevedibile delle nuvole in cielo? E che sarà successo là dove si sia aperto un piccolo squarcio tra le nuvole? Con un allegro e gioioso raggio di sole, sarà forse giunto a terra anche un fuorviante errore di misura?

Se credete, leggete l’intero articolo, che qui è stato necessariamente abbreviato.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...Facebooktwitterlinkedinmail
Published inAttualitàNews

5 Comments

  1. agrimensore g

    Secondo questa storia mette in luce, non solo l’errore in se stesso quanto il bias che deriva, in fase di controllo, quando il misuratore ha già una sua idea di quello che deve aspettarsi, anche se è in perfetta buona fede.
    Mi spiego: se uno collezione delle misure senza idee preconcetta allora le rileva, le controlla, le espone.
    Viceversa, se uno ha idea di cosa andrà a trovare, controlla 10 volte (tanto per fare un esempio) il dato che non corrisponde alle sue attese, e 0 volte quello che si aspetta. Questo non perchè voglia frodare, ma perchè è naturale soffermarsi su dati inattesi.
    Se la stazione del Sudan fornisse -40C, contrellerei decine di volte per sapere se per caso è sbagliato il segno e non sia +40C. Solo che la stessa cosa devo fare quando la stazione finlandese mi dà +20C in pieno inverno…
    Questo problema, secondo me, esiste anche al di fuori della climatologia.

    • Guido Botteri

      Non mi preoccupa l’errore in sé, perché sbagliare è umano. Anche i migliori sbagliano.
      Mi preoccupa il clima di tensione,la politica, l’ideologia che distorce e drammatizza il contesto.
      E mi preoccupo quando per giustificare un errore si dice che è colpa delle nuvole.
      Ma un sistema per il calcolo delle temperature dovrebbe essere preparato all’esistenza di nuvole…non è nato per funzionare solo col cielo sereno !
      Secondo me.

  2. Bestia Bugblatta

    Ho trovato questo post di hide the decline, in cui si fa notare come in diverse zone i dati del NOAA sono notevolmente più alti di quelli forniti da UNISYS e da SMHI (per la zona della Danimarca e del Baltico) http://hidethedecline.eu/pages/posts/noaa—hottest-in-europe-177.php. I dati sono del 3 maggio 2010.
    Si può risalire a quale satellite ha fornito le misure, per capire se è sempre NOAA 16?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Categorie

Termini di utilizzo

Licenza Creative Commons
Climatemonitor di Guido Guidi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso info@climatemonitor.it.
scrivi a info@climatemonitor.it
Translate »