Facili previsioni

A volte capita che le previsioni si avverino, soprattutto quelle facili. Era facile infatti immaginare che con la contrazione delle attività produttive che sta scuotendo il mondo da un paio d’anni avrebbe lasciato il segno anche sulle emissioni di anidride carbonica in atmosfera. Lo avevamo detto qui e così è stato, forse anche oltre le aspettative.

Da Zeroemission:

3 settembre 2010 – Per la prima volta nell’ultimo decennio, l’anno scorso le emissioni di CO2 nel mondo sono diminuite. Lo afferma uno studio del Center for International Climate and Environmental Research (CICERO) di Oslo, secondo cui il calo è stato dell’1,3 per cento, anche se Cina e India hanno aumentato molto le loro emissioni, rispettivamente del 9 e del 6 per cento. Nella ‘classifica degli inquinatori’ stilata dagli esperti norvegesi la Cina è saldamente al primo posto, con il 24 per cento delle emissioni di CO2 mondiali, seguita dagli Usa con il 17 per cento e dall’Ue con l’11 per cento. Una fetta rilevante, pari a quella della Cina, è dovuta ai paesi emergenti come il Brasile (grafico accanto).

“La diminuzione delle emissioni va di pari passo con la crisi dell’economia – spiega Gunnar Myhre, uno degli autori dello studio pubblicato da Environmental Research Letters – ma Cina e India fanno registrare una tendenza opposta. Ciò è dovuto agli ingenti investimenti in settori come l’acciaio e il cemento che sono fortemente inquinanti”. In generale, i cali maggiori nelle emissioni riguardano i paesi ricchi occidentali, maggiormente colpiti dalla crisi finanziaria: l’Usa ha fatto registrare un calo del 7 per cento, e di questa entità anche la riduzione rilevata nell’Ue. Il trend aveva preso il via nel 2008, con un incremento delle emissioni molto contenuto rispetto ai cinque anni precedenti. Poi l’anno scorso il calo, il primo degli ultimi dieci anni.

Una riduzione “ampiamente attesa” dal momento che “la registrazione delle emissioni riguarda l’anno precedente” e che è in grande parte un effetto della crisi economica, spiega Sergio Castellari, focal point Ipcc per l’Italia. Anche l’Italia, a guardare i dati dell’inventario nazionale sui gas serra messo a punto dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), registra un calo delle emissioni: per il 2008 il decremento rispetto al 2007 è stato del 2 per cento, mentre i dati preliminari relativi al 2009 indicano un’accelerazione fino al meno 9 per cento, che diventa più evidente se raffrontata con le serie storiche degli ultimi 4-5 anni. Si tratta, però di “un calo momentaneo. Finita la crisi, ci potrebbe essere un aumento improvviso”, ammonisce Mariagrazia Midulla, responsabile Clima del Wwf.

Questo è quanto, cui mi preme aggiungere qualcosa.

Dal momento che le dinamiche di assorbimento/emissione naturale di CO2 da parte del sistema non sono ben definite, la prima cosa da fare sarebbe quella di cercare di estrarre un segnale climatico da questo recente cambiamento, perché sarebbe utilissimo per definire con maggiore precisione la sensibilità del sistema alle variazioni della concentrazione di CO2. Non credo sfugga a molti infatti che, nonostante questa contrazione della concentrazione di anidride carbonica in atmosfera, l’anno in corso dicono si avvii ad essere tra i più caldi da quando si fanno delle misurazioni oggettive. C’è senz’altro di mezzo El Niño, che ha guidato l’impennata recente delle temperature, e pare che quanto accaduto in atmosfera non abbia avuto alcun peso. Possibile? Se sì sarebbe davvero una bella notizia.

Meno bella di quella che arriva alla fine del pezzo di Zeroemission e rientra anch’essa nel novero delle facili previsioni. Ma piuttosto che star seduti ad aspettare “giorni migliori”, non sarebbe il caso di capire cosa sta succedendo?

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Author: Guido Guidi

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6 Comments

  1. Perdonate.. mi sorge un sospetto.
    Sappiamo che rispetto alla CO2 prodotta naturalmente, l’uomo contribuisce in maniera marginale.

    ZICHICHI, aumento CO2 imputabile a uomo soloper il 10%
    Mi sembra esagerato ma prendiamlo per buono, non è un climatologo, ma certo non vende pizza.

    Vengo al punto.
    Noi misuriamo la percentuale complessiva in ppm.
    Ossia parti per milione.

    Disquisiamo di un 100 ppm di incremento complessivo di CO2.(ossia infintesimo sul globale)dichiarando che questo 100 ppm in più ci porterà alla catastrofe.

    Prendendo per buono quanto sopra ora il calo è stato dell’1,3% sempre sulla EMISSIONE ANTROPICA e non sul globale.

    Quindi è calato 1’3% sul 10% della massa complessiva.

    Considerando che vi furono sbalzi di 7000 ppm e la temperatura costante o addirittura in controtendenza sscendeva….

    Di che cosa parliamo? DEL “NULLA COSMICO”?

    Ci ammonisce Mariagrazia Midulla, responsabile Clima del Wwf.

    Bene chiarisca lei se è vero quanto leggo:

    Christopher Booker del Telegraph. .Da molto tempo l’Amazzonia è in testa alla lista delle preoccupazioni ambientali mondiali, non solo perché ovviamente ospita la foresta pluviale più vasta e ricca di biodiversità del mondo, ma anche perché i suoi miliardi di alberi rappresentano il più grande deposito naturale di CO2. Quindi ogni minaccia alla foresta rappresenterebbe anche un contributo all’aumento del riscaldamento globale.

    E’ emersa però un’agenda nascosta circa la preservazione di questa parte di foresta che consiste nel permettere al WWF ed ai suoi partners di condividere la vendita di crediti di emissione di anidride carbonica per un valore di 60 MILIARDI DI DOLLARI, per permettere alle compagnie industriali di continuare ad emettere CO2 esattamente come nel passato..ecc.ecc.

    Fonte:http://www.inganno-ambientalista.it/content/view/181/2/

    Forse invece di giocare con le percentuali, sarebbe il caso di chiarire che “chi” è in evidentissimo conflitto di interessi, ci ammorba quotidianamente di eco-catastrofiche previsioni.

    Cordialmente

    PIERO IANNELLI

    Reply
    Piero, come sempre l’evidenza di quanto sostieni è tale in quanto tua personale opinione. La mia, di opinione personale, è che puntando il dito l’un l’altro non si va da nessuna parte. Aggiungo anche che 100ppm non sono un’infinitesima parte, sono una cospicua percentuale rispetto al periodo pre-industriale. Sugli effetti che questo può avere abbiamo scritto e scriveremo ancora fiumi di parole, ma i numeri vanno presentati per quello che sono.
    gg

    Post a Reply
    • Certamente concordo con Lei e tutto voglio fuorchè polemizzare, ma converrà che misurare quantità di 100 su un milione comporta anche difficoltà di precisione.

      Non di meno leggevo tempo fà questo art. riguardo la CO2, che le sottopongo in relazione alla discussione riguardo la concentrazione di CO2:

      Recenti studi condotti presso il Dipartimento di Scienza della Terra dell’Università di Bristol hanno dimostrato, contrariamente a quanto ci viene gridato da tutte le parti, che il valore dell’anidride carbonica presente nell’atmosfera NON è variato assolutamente negli ultimi 150 anni.

      http://go2.wordpress.com/?id=725X1342&site=daltonsminima.wordpress.com&url=http%3A%2F%2Fwww.astronomia.com%2F2010%2F01%2F01%2Funa-notizia-bomba-che-non-ci-daranno-mai%2F&sref=http%3A%2F%2Fdaltonsminima.wordpress.com%2F2010%2F02%2F15%2Fevviva-lipcc-ha-scoperto-lacqua-calda%2F

      /————-/

      Son certo che ne era a conoscenza, ma lo inserisco per sapere se è stato sconfessato o criticato.

      Grazie per il Suo impegno e la serietà che puntualmente dimostra.

      Cordialmente.

      Piero iannelli

      Reply
      Piero, “recenti studi” non dice molto. C’è qualcosa di pubblicato? Se puoi procuracelo e cercheremo di capire. Quanto all’aumento della CO2, non è che ci sia gran che da calcolare, si tratta di misure e neanche così complesse. Quello che sappiamo (e sono anche notizie di prima mano perché l’Osservatorio del Cimone ha la serie Europea più datata) è che la concentrazione è aumentata. Credo che questo sia incontrovertibile. Ripeto, senza leggere qualcosa di definito (che probabilmente è stato male interpretato) non credo ci sia molto da aggiungere.
      gg

      Post a Reply
      • Sig Iannelli,

        per puntializzare: nell’articolo che si cita (malamente) in quel pezzo, e pubblicato su GRL nel 2009 (http://www.agu.org/pubs/crossref/2009/2009GL040613.shtml), si parla chiaramente della frazione residente in atmosfera rispetto al totale delle emissioni antropogeniche di CO2. Nel paper si cerca di capire in pratica se i pozzi naturali di CO2 (oceani per la maggior parte) abbiano cambiato la capacita’ di assorbire parte delle emissioni antropogeniche. Del totale emesso dall’uomo, un 40% risiede in atmosfera. Nel paper cercano di capire se quel 40% e’ costante o no. E le loro conclusioni sono che si, la percentuale di CO2 che risiede in atmosfera sarebbe costante (all’interno della variabilita’ del segnale) e che i dati attualmente disponibili e la loro accuratezza non permettono una risposta definitiva circa cali nell’efficienza dei “pozzi” di CO2.

        Che e’ ben diverso dal dire che la CO2 ASSOLUTA non e’ aumentata da 150 anni.

        A.

        Post a Reply
  2. Il fatto che ci sia molta più CO2 nell’aria la ritrovo anche nella mia memoria: da bambino notavo cadere le foglie secche ad ottobre, adesso le foglie ingialliscono e cadono un mese dopo.
    Stessa cosa per i germogli che sono anticipati rispetto a 25 anni fa.

    Alessandro

    Post a Reply
    • …che cosa c’entra la CO2 con la caduta delle foglie,e l’arrivo
      dell’autunno!Dipende da che tempo fa,ad esempio quest’anno vi sono
      molte piante ingiallita da giorni!

      Post a Reply
  3. @Guido.
    In fondo all’art. che ho postato c’è un ulteriore link.

    Ma basta cercae con google:( Wolfgang Knorr dell’Università di Bristol)  

    In altre parole, gli oceani e le piante hanno continuato e continuano a svolgere tranquillamente il loro lavoro, senza dar segni di sofferenza. Eppure ci dicono che da anni e anni questo valore è in continua salita e ci porterà alla distruzione del nostro povero pianeta. 
    http://www.tmgnow.com/repository/global/planetophysical.htmlCurrent PlanetoPhysical alterations of the Earth are becoming irreversible. Strong evidence exists that these transformations are being caused by highly charged material and energetic non-uniformity’s in anisotropic interstellar space which have broken into the interplanetary area of our Solar System. This “donation” of energy is producing hybrid processes and excited energy states in all planets, as well as the Sun. Effects here on Earth are to be found in the acceleration of the magnetic pole shift, in the vertical and horizontal ozone content distribution, and in the increased frequency and magnitude of significant catastrophic climatic events.  ecc.

     Non sono un esperto di climatologia, di interazioni fra CO2 ed effetto serra, ma sempre senza polemica, vorrei varvi notare che l’aumento della concentrazione di Co2 contribuisce ad incrementare la produttività in serra.

    Una pratica colturale ben nota. 
    La concimazione carbonica consiste nell’arricchimento artificiale dell’atmosfera delle serre con l’anidride carbonica, alimento primario per piante e vegetali, impiegata per migliorare i livelli produttivi, sia sotto l’aspetto qualitativo che quantitativo. 

    In sintesi, i vegetali non “lavorano” fissando carbonio in maniera lineare, ma incrementano in funzione della presenza della CO2, ammortizzando considerevoli incrementi percentuali. 

    Riguardo  la la mia asserzione “infintesimo sul globale” non mi riferivo semplicemente all’aumento percentuale ma soprattutto al fatto che con sbalzi di 7000 ppm anticamente la temperatura rimaneva costante.

    Mi ci trovo e segnalo un secondo art. sempre sulla CO2  :
    “EX scienziato della NASA dimostra che non esiste l´effetto serra antropico!”

    Lo scienziato fisico matematico con applicazioni climatologhe Ferenc Miskolczi ha lavorato per anni alla NASA, fino al 2007 quando ha lasciato il suo datore di lavoro perché ha visto che le equazioni a base della teoria dell´effetto serra erano errate. ecc.ecc.

    FONTE:
    http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=3&ved=0CCAQFjAC&url=http%3A%2F%2Fdaltonsminima.wordpress.com%2F2010%2F06%2F11%2Fex-scienziato-della-nasa-dimostra-che-non-esiste-l%25C2%25B4effetto%25C2%25A0serra%2F&ei=XRiITJH9FsOQswaqqMzMCg&usg=AFQjCNFMpUPd9uiPOHXa4KLLqD6LiCaajw&sig2=sE2Q1Bh1RbrCFm0xaraOag Vogliate perdonare, la mia insistenza, ma è solo desiderio di conoscenza..  

    Un “dato” è certo: dietro si muovono capitali che sarebbe eufemistico dichiarare spaventosi, naturale la grande mistificazione in atto.

    Piero Iannelli

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