Questi danno i numeri! – Aggiornamento

E’ solo questione di numeri in fondo. Serie di temperatura, concentrazione di CO2, livello del mare, estensione dei ghiacci, dimensioni dei ghiacciai etc etc. Un movimento interamente fondato sulla capacità di assemblare questi numeri e dar loro un senso compiuto, non importa che questo senso poi non corrisponda alla realtà, quel genere di senso si costruisce con il…consenso.

Per cui la divulgazione e la pubblicità che si prefiggono lo scopo di estendere questo consenso alla gente comune devono necessariamente puntare sui numeri. Frequenti entrate a gamba tesa nel campo dei media da parte di esperti del settore magari un po’ dimentichi del fatto che il loro ruolo esigerebbe quanto meno un po’ di moderazione, provvedimenti normativi interamente incentrati sul raggiungimento di obbiettivi numerici, leggi 20-20-20 ad esempio, promesse di tagli con l’accetta alle emissioni nelle sedi internazionali, interventi sul termostato del pianeta pianificati per i decenni a venire etc etc, fino ad arrivare all’anima del commercio vera e propria, la pubblicità.

E’ già capitato su queste pagine di dar conto di campagne di sensibilizzazione di dubbio gusto e dal dubbio risultato, messe in atto ad esempio dal WWF con l’immagine di innumerevoli aerei che puntano tutti insieme sul cuore di Manhattan, oppure da Greenpeace con il video in cui un minaccioso adolescente mette in guardia chi ascolta sul fatto che da grande non avrà nessuna pietà per chi ha messo a repentaglio il suo futuro, o addirittura con le Nazioni Unite che hanno aperto i lavori della conferenza di CO2penhagen con un altro video al limite della violenza sui minori, ma quello che stiamo per vedere ha veramente dell’incredibile. Come incredibili e sinceramente inascoltabili sono le spiegazioni di chi lo ha ideato e realizzato, non già inquinate dall’atteggiamento ideologico -che di per sé sarebbe già troppo-, quanto piuttosto chiaramente schizofreniche.

Non è un bel vedere, vi avverto. Si tratta di un video decisamente cruento, che in un primo momento avevo pensato di non pubblicare. Ma questi pazzi furiosi meritano di essere conosciuti per quello che sono. Si tratta di un movimento, di una gruppo che ha lanciato un’iniziativa chiamata 10:10 che si prefigge di chiedere a tutti i settori della società civile un taglio del 10% delle emissioni nel corso di quest’anno, appunto il 2010. Il classico movimento bottom-up, cui ognuno dovrebbe dare il proprio contributo dell’ordine della singola decina. Lasciate l’auto in garage e prendete il treno, andate a scuola a piedi, consumate meno corrente, servizi, acqua calda etc etc. Lodevole non è vero?

Bene, ecco come si pensa di dare maggiore visibilità possibile a questa campagna di sensibilizzazione (attenzione, il video contiene immagini espressamente violente e cruente, ne è sconsigliata la visione a chi ritiene di essere impressionabile o comunque ai bambini).

Piaciuto? Non è finita, ci sono anche i commenti di alcuni veri geni della comunicazione. Franny Armstrong finanziatrice del film “The Age of Stupid“: “Non far nulla per il cambiamento climatico è ancora un atteggiamento comune, anche ai giorni nostri. Cosa fare con questa gente, che sta minacciando l’esistenza di tutti noi su questo pianeta? Chiaramente non pensiamo veramente che si debba farli saltare in aria, questo è solo un gioco per questo corto, ma forse una piccola amputazione sarebbe un buon punto di partenza”. Tranquilli, pare stesse scherzando la simpaticona.  Per cui poi, più seriamente, quando le viene chiesto perché correre il rischio di urtare la sensibilità della gente aggiunge: “Perché abbiamo avuto circa quattro anni per stabilizzare le emissioni e non stiamo andando da nessuna parte. Le nostre vite sono minacciate, e se per questo non vale la pena saltare sulla sedia non so per cosa lo si debba fare. […] abbiamo ‘ucciso’ cinque persone per realizzare ‘No Pressure’, niente in confronto alle 300.000 che muoiono ogni anno per il cambiamento climatico”. Questo dice, avallando la balla colossale messa in giro alcuni mesi fa dalla potente ONG Global Humanitarian Forum.

Ma l’oscar va al giovin attore che interpreta la parte di quello che salta in aria per primo: “Sono stato molto contento di saltare in aria per salvare il mondo.”

E per finire l’opinione tecnica del regista: “I componenti del team 10:10 sono una compagine energetica e senza paura, completamente dediti a coinvolgere il pubblico sul cambiamento climatico. Si sono anche rivelati sorprendentemente bravi a far saltare in aria le cose.”

Ora il mio di commento, per il quale stento a trattenermi, ma lo faccio per il rispetto che ho dei lettori di CM. Credo che il genere volutamente splatter scelto per questo “corto”, non sia la cosa peggiore, né lo sia aver com’è ormai consuetudine aver usato dei bambini, praticando ad esempio al protagonista una autentica violenza morale. La cosa peggiore sono quelle due paroline che gli “esecutori” di turno pronunciano prima di premere il bottone: “Your choice” (una tua scelta). E’ lì l’assurdità di tutto questo, in quel voler punire la scelta ergendosi a giudici incontestabili di cosa si debba fare, pena, l’eliminazione. E tutto questo per qualcosa che non è, mentre la gente muore di fame davvero o si scanna nelle decine di conflitti mai sopiti.

Non è solo un’assurdità, è una autentica vergogna.

NB: qui per i virgolettati dei nostri eroi.

Addendum

Sul sito del movimento il video non c’è più ed al suo posto ora c’è un messaggio di contrizione con una alquanto ipocrita presa di coscienza del fatto che sbagliando si impara. Il problema è che probabilmente non hanno imparato che messaggi di questo genere sono paranoici, quanto piuttosto che che hanno fatto un pessimo servizio alla loro causa, per cui c’è da scommettere che la tecnica sarà affinata. Nel frattempo il video è ovunque. Se questa non è ipocrisia non so cosa sia.

Aggiornamento

Come volevasi dimostrare, ora il video non è più nemmeno su Youtube, ovvero c’è, ma viene cancellato alla velocità della luce ogni volta che qualcuno lo posta di nuovo. Il titolo è “No Pressure”, ma non vi consiglio di darvi pena per vederlo.

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Author: Nuvola

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10 Comments

  1. Ripeto qui una battuta che è piaciuta al mio amico Ron Albertson:
    “Always worse and worse…from “Al Gore” to “all gore”…”
    cioè
    “sempre peggio…da “Al Gore” a “tutto sangue” (quello dei film horror)

    Post a Reply
  2. Dopo Mein Kampf, ecco Mein Klima.

    Post a Reply
  3. La dolce meta’, che segue poco la questione climatica, e’ arrivata quasi al vomito e ha dichiarato…”il messaggio iniziale e’ troppo atroce per comunicare alcunche'”

    Post a Reply
  4. Sì è Gillian Anderson, certo sono passati tantissimi anni da X-Files, e infatti è piuttosto cambiata.

    Post a Reply
  5. Non possiamo ridurci al livello da IQ vicino allo zero di chi si e’ fatto coinvolgere in questo schifoso progetto pubblicitario. Dobbiamo quindi fare uno sforzo e cercare di capire cosa girasse in quelle testoline di rapa, al di la’ delle ovvie analogie con Osama e Adolf.

    Ecco, sono allora due giorni che cerco di spiegarmi quel video, e l’opinione che preferisco in questo momento e’ che l’autore, forse diremmo noi sceneggiatore Richard Curtis, noto per aver raggiunto (non scherzo) il massimo della comicita’ all’inglese in TV nella serie Blackadder (che immagino in Italia non sia mai stata doppiata), insomma Curtis abbia deciso di giocare uno scherzo cosi’ malvagio da essere sublime, ai danni di tutti questi benpensanti che vogliono risparmiare il 10% nel 2010, prodigando soldi e tempo per un obiettivo insensato, giusto “per fare qualcosa”.

    Curtis sapeva evidentemente quali “tasti” premere, e non solo figurativamente parlando, e le persone che credono a ogni parola di Gore, Romm, Hansen e McKibben lo avrebbero seguito in qualunque direzione, incluso fare la figura degli idioti integrali.

    Tre hurrah per questo (di Curtis) esempio praticamente inarrivabile di “arte dello scherzo”.

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    • Interessante, ma come facciamo a sapere le vere intenzioni di Curtis?
      No, io temo che si tratti di un lampo di creatività che ha illuminato, involontariamente, le vere intenzioni e l’arroganza fanatica che pervade certo ambientalismo. Un autogol d’autore.
      PS Mi associo, complimenti per il Mein Klima.

  6. Per il momento non commento, rapidamente, invece segnalo un altro link, sempre su Youtube:

    Non mi piace la censura, e la finta autocensura propagandistica mi piace ancora meno. Il video non andava proprio prodotto, la questione di metterlo in rete è del tutto irrilevante.

    La visione è sempre e comunque consigliata ad un pubblico molto adulto.

    CG

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