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Media e verità scientifica

Ieri ho avuto la ventura di seguire al TG2 il resoconto di una delle tante indagini in cui i famosi RIS del carabinieri sono coinvolti per svolgere analisi chimico-fisico-biologiche su reperti provenienti dal luogo (pardon, “scena”) di un delitto.

Il servizio partiva dal laboratorio, mostrava quelli che il giornalista hanno indicato come “sofisticatissimi strumenti di analisi” per giungere alla conclusione secondo cui “ci vorranno mesi di analisi perché la verità scientifica finalmente emerga”, frase questa che rappresenta il classico “luogo comune” giornalistico quando si parla di attività di “polizia scientifica”.

Iniziamo allora a mettere i puntini sulle i: il parallelo fra l’indispensabile lavoro di “polizia scientifica” e l’attività scientifica non regge fino in fondo. Infatti la scienza, intesa come lavoro critico di valutazione di ipotesi e teorie si avvale sì di uno strumentario composto da apparecchi di misura più o meno sofisticati; tuttavia la scienza non si può ridurre allo strumentario o a chi lo gestisce in modo più o meno professionale. Il lavoro di polizia scientifica mi pare dunque un lavoro di supporto all’attività di valutazione di ipotesi accusatorie che sarà poi svolto dalla magistratura. In tal senso dunque a mio avviso mentre regge appieno il parallelo fra attività scientifica e attività della magistratura, lo stesso si attaglia un pò meno alle attività di “polizia scientifica”.

Vorrei però tornare alla frase “perché la verità scientifica finalmente emerga” per sottolineare che essa evidenzi il fatto che la nostra collettività ha da tempo assimilato l’idea che la scienza sia portatrice di una verità assoluta.

Vedete, molte delle nostre discussioni si incentrano oggi sulla teoria AGW1, che diversi di noi considerano una teoria che necessita di essere corroborata per svariati aspetti critici (ruolo del vapore acqueo, mancato riscaldamento della troposfera medio-alta in ambito tropicale, debolezza dell’approccio a GCM per previsioni a lunghissimo termine in un sistema turbolento, ecc.) su cui non starò qui a disquisire.

Ho l’impressione invece che di tutto questo dibattere la collettività (e con essa molti giornalisti) colga invece solo e unicamente il fatto che si sia di fronte a una sorta di “partita di calcio” fra vero e falso, con uno spirito manicheo che non si attaglia affatto alla scienza ma viceversa ad una religione. E’ da tale atmosfera “ideologicizzata” che deriva ad esempio il fatto che la pubblicazione di articoli scientifici da parte dei sostenitori di altre teorie risulti attività tutta in salita (come dimostrano alcune delle famose e_mail del Climategate) mentre viceversa iniziare un articolo scrivendo “Le temperature globali stanno salendo per effetto delle attività umane (IPCC, 2007)” si riveli un utilissimo viatico per una pubblicazione rapida e senza problemi.

Si noti comunque che, nonostante tali palesi mancanze in termini di fair play scientifico, dobbiamo a mio avviso augurare di cuore ai sostenitori della teoria AGW di riuscire a corroborarla risolvendo gli elementi critici che ancora la caratterizzano e che da parte nostra abbiamo il dovere di far rilevare; e lo stesso dobbiamo augurare ai sostenitori della teoria solare nelle sue diverse varianti che a tutt’oggi a mio avviso non è affatto “fuori gioco”. Infatti sia la teoria AGW sia quella solare si basano su forzanti relativamente piccole (il forcing radiativo da CO2, il forcing legato alla variabilità dell’attività solare) che possono tradursi in effetti macroscopici in termini di temperature globali solo a condizione di ipotizzare un amplificatore adeguato. E’ sulla ricerca di un tale amplificatore e sul suo reale sussistere che si incentra oggi la ricerca ed il dibattito scientifico ed il mio auguro è che tale ricerca vada a buon fine.

Dimenticavo: a valle della ricerca e del dibattito scientifico deve ovviamente esistere chi prende decisioni e questo è il compito che spetta alla politica.

Ricapitolando: abbiamo delineato un sistema composto da attività di misura, attività scientifica, collettività, media e politica. Tale sistema in una società democratica è chiamato:

  • a gestire i rapporti fra i sostenitori delle diverse teorie, evitando che la conflittualità degeneri
  • a gestire i risultati della ricerca scientifica, apprezzandone appieno potenzialità e limiti
  • ad indirizzare i fondi verso i settori di ricerca più interessanti in termini di ricadute per la collettività nel breve e nel medio-lungo termine.

Penso che quando riusciremo a trasferire queste considerazioni ai media, alla collettività e alla politica avremo fatto un passo enorme in termini di progresso scientifico e culturale.

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  1. Global Warming di origine antropica []
Published inAttualità

Un commento

  1. Guido Botteri

    Credo che questo post meriti di essere messo in rilievo.
    Ne riporterò i due punti che hanno di più scatenato la mia attenzione:

    [ Ho l’impressione invece che di tutto questo dibattere la collettività (e con essa molti giornalisti) colga invece solo e unicamente il fatto che si sia di fronte a una sorta di “partita di calcio” fra vero e falso, con uno spirito manicheo che non si attaglia affatto alla scienza ma viceversa ad una religione. ]

    …partita di calcio in cui anche la terna arbitarle e il quarto uomo sono, a mio parere, accesi tifosi della parte predominante, e l’arbitro non si vuol toglier da mezzo, neanche dopo tante critiche, ma si ostina a fare…l’indiano.
    Non credo comunque che la tifoseria faccia bene alla Scienza.

    Ma ancora di più mi colpisce questo passo

    [ Infatti sia la teoria AGW sia quella solare si basano su forzanti relativamente piccole (il forcing radiativo da CO2, il forcing legato alla variabilità dell’attività solare) che possono tradursi in effetti macroscopici in termini di temperature globali solo a condizione di ipotizzare un amplificatore adeguato. E’ sulla ricerca di un tale amplificatore e sul suo reale sussistere che si incentra oggi la ricerca ed il dibattito scientifico ed il mio auguro è che tale ricerca vada a buon fine. ]

    Mi sembra una visione equilibrata e che in fondo ricalca la posizione di molti “scettici”.
    Ricordate quando qualcuno, qui su CM, ci rinfacciava di essere “schierati” ?
    Ecco quello che NON capisce chi fa il tifo per una squadra o per l’altra, e cioè la ricerca di una posizione equilibrata, priva di condizionamenti pregiudiziali, ma aperta alle motivazioni e alle argomentazioni di ogni parte (perché le parti non sono “due”, ma le parti, e le convinzioni, sono tante e differenziate).
    Il tifoso capisce solo “muro contro muro” e denigrazione dell’avversario, visto come “nemico”, ed odio verso di lui (come si può leggere in qualche sito a cui non farò pubblicità).

    Per questo apprezzo molto questo post, che in fondo ci dice che ci si differenzia da un tifoso non perché si dice la cosa tifosa opposta, ma perché si ragiona con mente libera ed aperta, pronta al riconoscimento delle altrui argomentazioni, quando queste si rivelassero valide, e pronta a portar argomenti non tanto per portarli, ma perchè rispondono ad una propria convinzione.

    Personalmente non mi sento impegnato in una partita di calcio. Vedo tante motivazioni diverse da una parte e dall’altra, e mi limito a credere a quelle che mi convincono di più.
    Riconosco che, fondamentalmente, Mariani ha ragione a porre la questione su un piano di equilibrio, anche se la mia personale opinione, ora come ora, è di sempre più profondo scetticismo verso l’ipotesi AGW.

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