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Molti adulti credono a “Babbo Natale” tutto l’anno

Chi ha detto che gli adulti non credono più a “Babbo Natale”? Analizziamo perché i bimbi  credono che esista davvero:

  • scrivono una letterina in cui sono riportati i regali che desiderano, in realtà non fanno altro che una previsione/pronostico/presagio/profezia di ciò che gli sarà portato la notte del 24 Dicembre;
  • il 25 mattina verificano la coincidenza con ciò che hanno scritto e quello che hanno ricevuto.
    Risultato finale: “Babbo Natale” esiste.

Questo accade ogni anno, quindi la stretta “correlazione” tra quanto richiesto e quanto ricevuto diventa, più o meno inconsapevolmente, la prova “scientifica” dell’esistenza di “Babbo Natale”. Anzi la convinzione è tale che spesso vengono trascurati molti dettagli che potrebbero indurre a diverse conclusioni. Inoltre, ciò che è accaduto nel passato diviene quasi automaticamente “trend” per il futuro, mentre in realtà sappiamo che non dovrebbe esser così .

In realtà sappiamo bene tutti che la notte del 24 nessuno scende dal camino a portar doni. L’errore nasce dall’assuefazione ad un uso scorretto della statistica, la correlazione tra richiesta e doni ricevuti avrebbe senso e valore “scientifico” solo nel caso di rigetto dell’ipotesi, ovvero i doni e richieste non coincidono quindi “non esiste”, mentre nel caso in cui ci sia un’alta correlazione nulla si dovrebbe dedurre.  Statisticamente, infatti , questo tipo di test devono essere detti correttamente “test di reiezione” mentre purtroppo spesso sono conosciuti come di “correlazione”.

Questo perché l’osservazione che due fenomeni accadano in modo correlato non avviene, se e solo se, uno è causa dell’altro, invece può esserci solo coincidenza (come il famoso “canto del gallo” con il sorgere del sole) o solo una condizione (come l’apertura della finestra con la luce in stanza). Due fenomeni che crescono sono sempre correlati, come può essere l’aumento della temperatura globale con l’aumento della concentrazione dell’anidride carbonica, ma la stessa temperatura potrebbe essere correlata con eccellenti risultati anche con il numero di lavatrici o TV vendute annualmente nell’ultimo secolo. Il prof. Roberto Vacca in un suo testo dimostrò che la  Correlazione fra numero malati di AIDS e numero PC in Italia dal 1983 al 2004  è altissima, pari a 0,99. La statistica è uno strumento utilissimo nella scienza, ma da sola non è scienza.

In passato, Galton, con l’uso sbagliato della correlazione come dimostrazione scientifica, dette iniziò all’eugenetica. Oggi sui quotidiani si possono leggere, con l’etichetta di scientifici, risultati del tipo “la pizza aiuta a prevenire il cancro”, “allevare mucche protegge dai tumori”, “tumore al seno: mancine attente rischiate il doppio”, “sorpresa: il rumore della strada fa bene ai bambini rafforza la memoria”, “se sei alto ti pagano meglio”. In alcuni casi sui mass media si è di fronte a previsioni in cui tutto è possibile, si può leggere che il cambiamento climatico causerà desertificazione ed alluvioni, onde di calore e “bolle fredde” artiche, siccità e tropicalizzazione del clima, uragani mediterranei e calme “mucillose”, la diminuzione dei ghiacci dell’Artico ed l’aumento di quelli dell’Antartico, la coltivazione dell’ulivo in Gran Bretagna ed il verificarsi d’inverni più freddi del secolo, etc.

Tutti, prima o poi, saranno indotti a costatare “sperimentalmente” la correlazione tra quanto previsto e ciò che accade. Analogamente alla verifica del bimbo la notte di Natale i grandi potranno osservare che il “Babbo Natale climatico” esiste, in alcuni talk show questa sarà la “dimostrazione scientifica” che la catastrofe è arrivata. Invece l’eventuale “nesso di causalità” dovrebbe essere dimostrato in modo diverso e veramente scientifico.

Il rischio è che, con gli stessi processi conoscitivi, i bimbi credono al “Babbo Natale” che porta doni un giorno l’anno, i grandi possono credere al “Babbo Natale” che porta risultati scientifici tutto l’anno.

Auguri di un sereno e Santo Natale a tutti.

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Published inAttualità

5 Comments

  1. Piero Iannelli

    “se sei alto ti pagano meglio”?
    Mi chiedevo se alcuni climatologi usassero trucchi a tale scopo.
    Ho “statisticamente” scoperto che nelle scarpe portano delle “ZEPPE”!
    Come peraltro giustamente fate notare nei vostri articoli più volte.
    Un altro Trick, questa volta di James Hansen?
    http://www.climatemonitor.it/?p=10834

    Dunque trucchi innocenti ? Semplici “errori” o c’è dell’altro?

    Ecco i sessanta miliardi di dollari al “WWF”:
    http://www.criticamente.it/ambiente/18306-le-speranze-del-wwf-di-trovare-60-milioni-di-dollari-che-crescono-sugli-alberi

    Ma i miliardi di dollari in questo climatico-giochino sono migliaia all’anno. Peraltro da varie fonti confermati.

    http://www.pieroiannelli.com/?p=8

    Cordialmente.

    Piero Iannelli
    pieroiannelli@gmail.com N. Cell.:3398513962

    Reply
    Piero ma passi la vita al telefono?
    Per cortesia, se con i commenti resti nei canoni (intendendo anche non andare OT) non c’è bisogno della firma, con la quale o senza la quale, se i commenti non vanno bene, semplicemente li moderiamo.
    gg

  2. Fabio Spina

    Grazie della segnalazione del saggio e Buon anno a tutti

  3. Alvaro de Orleans-B.

    Bellissimo post!

    Credo che chiunque si occupi di scienza, anche come semplice lettore, dovrebbe vaccinarsi leggendo almeno una volta il saggio “Cargo cult” di Richard Feynman, disponibile qui:

    http://www.lhup.edu/~DSIMANEK/cargocul.htm

    Comunque, Buon Natale e Buon Anno a tutto il team di CM!

    Alvaro

    • Guido Botteri

      Qualsiasi cosa si studi, il comportamento dei topi, o quello dell’atmosfera, o il colore delle foglie, bisognerebbe farlo con lo spirito di quel Young che, per capire come facessero i topi a sapere dove stava il cibo non si fermò alla prima idea che gli venne in mente, ma la mise alla prova, la verificò, fino a trovare, dopo molti tentativi, quella giusta.
      Se ci si ferma alla prima idea che sembri giustificare un fenomeno, magari perchè non si trovano altre spiegazioni (l’allusione “è” voluta…) si possono prendere delle sbandate epocali, destinate a far molto danno a tutti, compreso gli autori dell’errore.
      Naturalmente questo errore può essere aiutato quando a motivazioni di ricerca scientifica pura e onesta, si aggiungessero altre motivazioni, ehm, diciamo…meno scientifiche, come quelle politiche, ideologiche, o di convenienza personale….nome sotto la quale va una tipologia assai diversificata di comportamenti, sui quali eviterò di indugiare.
      Dunque, se in un modo o nell’altro, una certa spiegazione sembri andar bene (magari forzandola un pochino, come quando si fa entrare un piede in una scarpa troppo stretta), soddisfacendo le aspettative del ricercatore (anche in termini di visibilità, di speranza di consenso o di ritorno economico e così via)…allora è purtroppo facile accettare conclusioni affrettate, anche perchè i ritmi moderni spesso impongono risposte immediate, là dove sarebbe più prudente e coscienzioso far approfondimenti, controlli e verifiche (come ben evidenziato da Richard Feynman).
      Ma le conclusioni affrettate o convenienti, come dimostra Feynman, non sono sempre quelle vere. E le conseguenze di questo errore possono essere disastrose.
      E, tanto per concludere con una banalità, se due studi diversi concludono l’uno che le foglie di uan certa pianta si scuriscono per colpa dell’AGW, e l’altro che le foglie della stessa pianta si schiariscono, per la stessa ragione… allora vien da pensare che questi ricercatori farebbero bene ad andare a lezione da quel Young che con pazienza, e senza fermarsi alla prima impressione, arrivò a capire la vera ragione del comportamento dei topi.
      Secondo me.

  4. Guido Botteri

    Mi trovo spesso d’accordo con Fabio Spina. Anche questa volta trovo particolarmente efficaci gli esempi per ricordare che la statistica è un’arte seria, che, messa in mano a chi non ne ha capito lo spirito, dà risultati miserevoli e contrari ad ogni logica.
    Il fatto è che non tutti arrivano a capire che una relazione può essere casuale, o comunque non un rapporto di causa-effetto.
    Se la relazione tra previsioni e doni effettivamente ricevuti non è certamente casuale, c’è da domandarsi se il simpatico Babbo Natale ne sia la vera causa, e quale sia il ruolo giocato dalle letterine 🙂
    Che il sole non si levi a causa del canto del gallo è evidente a (quasi) tutti. A quei pochi che ne dubitassero posso dar prova immediata. Si va insieme dal gallo che farebbe sorgere il sole. Ne faccio un bell’arrosto, e poi vediamo se il sole sorge o non sorge 🙂
    Ma io penso alla sfilza di studi che accusano la CO2 delle cose più strane e assurde (a mio parere).
    Ne potete avere una lista qui:
    http://www.numberwatch.co.uk/warmlist.htm
    Ora io vorrei che una Commissione Seria (e dico “seria”!) esaminasse questi pretesi e presunti risultati. Vorrei che di questa commissione facessero parte esperti della materia studiata sia scettici che sostenitori dell’ipotesi AGW (perché un processo è serio quando ci sono accusa e difesa, e non “solo la difesa”… tanto per essere precisi).
    Vorrei che facessero espressamente questa domanda:
    – Quali sono le prove che i danni attribuiti alla CO2 siano veramente attribuibili ad essa ? –
    …e vorrei che queste “prove”, se esistono, e quando esistono, fossero esaminate dagli esperti.
    Credo che rimarrebbe ben poco di tutte quelle accuse così generosamente attribuite alla CO2 !
    Trovare una presunta relazione non basta. Abbiamo visto che essa potrebbe essere del tutto casuale, oppure potrebbe esserci (il gallo e il sorgere del sole) e non essere un rapporto di causa-effetto, o magari abbiamo a che fare con l’effetto e non con la causa (come qualcuno dice accadrebbe con l’aumento della CO2 che segue, e non precede, quello della temperatura).
    In certi casi la relazione tra due parametri presi in considerazione potrebbe esistere, e non essere una causa-effetto diretta, ma potrebbero essere entrambi l’effetto di una stessa causa.
    Se consideriamo il canto del gallo e lo spegnimento delle luci, essi dimostrano una certa relazione, perché sono entrambi effetto della stessa causa, il sorgere del sole, ma non hanno una relazione diretta tra di loro.
    Potete rendervene facilmente conto anche voi…ma non barate, non insegnate al vostro gallo come spegnere le luci ! 🙂
    Giocando coi dati, saprei anch’io inventarmi relazioni tra le cose più strane. Ma trovare quelle vere richiede qualcosa di più che la semplice osservazione della somiglianza di due curve…
    Secondo me.

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