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L’effetto serra al tempo dei dinosauri: L’asteroide

L’ipotesi che l’estinzione dei Dinosauri di 65 milioni di anni fa sia stata innescata dall’impatto violento di un asteroide è sta originariamente proposta dallo scienziato Walter Alvarez nel 1980. L’estinzione di massa dei grandi rettili e di oltre la metà delle specie animali sulla Terra, coincide infatti con la caduta di un asteroide di dimensioni enormi, ben 15 chilometri di diametro, a Chicxulub in Messico nelle vicinanze della penisola di Yucatan. L’impatto avrebbe avuto una potenza milioni di volte superiore rispetto alla bomba atomica e causato terremoti, incendi, tsunami, una pioggia di detriti, ceneri e gas (solfati, CO2 e CH4) nell’atmosfera. Secondo Joanna Morgan, scienziata dell’Università tedesca di Norimberga nel giro di pochissimo tempo:

“la Terra è stata completamente avvolta da una nuvola di polvere e sul pianeta è diventato buio e molto, molto freddo”.

La ricerca fatta dalla Morgan e molti altri ricercatori è stata pubblicata su Science e secondo gli autori l’impatto dell’’asteroide ha segnato, dopo 160 milioni di anni, la fine dei dinosauri uccisi dal crollo della temperatura in seguito all’esplosione e alla nube che ha ridotto la luce sulla terra dando anche luogo alla liberazione di acido solforico e conseguenti piogge acide massive.

asteroide

Invece secondo Michael Prauss, un altro studioso tedesco, l’estinzione dei dinosauri, non può essere motivata solo dall’impatto di un asteroide precipitato sulla Terra ma fu il risultato di un lungo processo di sconvolgimenti climatici. Lo rivelano i risultati di uno studio secondo il quale l’impatto dell’asteroide, non è stato che

“l’ultimo elemento catastrofico dopo almeno 500.000 anni di cambiamenti climatici massicci che hanno notevolmente indebolito l’ecosistema”.

Il gruppo di ricerca di M. Prauss ha analizzato le rocce e i carotaggi nel sottosuolo in Texas, negli Stati Uniti, a mille chilometri di distanza dal cratere dell’asteroide. Le operazioni hanno permesso di dimostrare l’esistenza, ben prima della collisione dell’asteroide, di considerevoli cambiamenti climatici probabilmente provocati dall’attività vulcanica di Deccan in India. Secondo M. Prauss, “i cambiamenti climatici di lunga durata” e anche l’impatto del meteorite, “motivano la crisi della biosfera e l’estinzione di massa” del periodo Cretaceo-Terziario1.((Michael L. Prauss. The K/Pg boundary at Brazos-River, Texas, USA — An approach by marine palynology. Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology, 2009; 283 (3-4): 195 DOI: 10.1016/j.palaeo.2009.09.024))

Si parla in entrambe le ricerche, di bruschi abbassamenti di temperatura dovuti alle eruzioni vulcaniche del Deccan, e alla sovrapposizione dell’impatto meteorico. A questo vanno aggiunti i fenomeni tossici certi delle emissioni vulcaniche cha hanno caratterizzato le grandi estinzioni di massa.
Altri impatti di meteoriti sembra che coincidano con almeno due estinzioni di massa, alla fine del Devoniano (circa 360 milioni di anni fa) e alla fine del Jurassico (circa 148 milioni di anni fa), ma in questi casi le incertezze sul loro effetto sono maggiori.
Alla fine del Jiurassico si estinsero i grandissimi dinosauri erbivori i più grandi “mangiatori di piante” mai vissuti sul pianeta, come già analizzato per le altri estinzioni di massa, i dati paleoclimatici indicano un coincidente brusco ed improvviso raffreddamento del pianeta dovuto ad un’intensa attività vulcanica, forse aggravata dall’impatto di un asteroide.
Aggiungo una frase del geologo Giovanni Pascoli che trovo interessante perchè non bisogna trascurare l’effetto del buio nelle estinzioni che hanno riguardato i dinosauri.

“Va inoltre ribadito che l’estinzione (a fine cretaceo) coinvolge organismi sensibili alla luce, al calore e alla fotosintesi rettili, piante, (fito)plancton, mentre risparmia quelli indipendenti o più adattabili funghi, felci, pesci (e piccoli mammiferi). Quindi senza voler tirare conclusioni frettolose, mi sembra più che plausibile oltre che ragionevole indicare alla base di quest’estinzione un effetto di acidificazione e nel contempo di raffreddamento (dovuto all’oscuramento).”

Quindi il buio potrebbe aver fatto mancare ai grandi dinosauri erbivori l’enorme biomassa vegetale di cui avevano bisogna quotidianamente di conseguenza sarebbe venuto a mancare il cibo anche ai grandi dinosauri carnivori.

Un’altro fattore da non sottovalutare è la presenza di una quantità enorme di fango tossico dovuto al deposito di ceneri vulcaniche e polveri da impatto, la paleontologa G. Keller al congresso 2007 della società geologica americana ha affermato infatti che l’India in quel periodo fu coperta da 3 mt di ceneri. Il fango potrebbe aver favorito l’estinzione di specie dalle grandi dimensioni rispetto alle altre.

Nel periodo in cui vissero i dinosauri la terra era coperta da una fitta e ricca vegetazione lussureggiante e vi era un’esplosione di vita in tutte le sue forme dagli insetti ai grandi rettili ma anche mammiferi, pesci e uccelli. Questo malgrado la concentrazione di CO2 atmosferica fosse molto alta dai 1500 a più di 2000 ppm per cui è difficile credere ad un’azione tossica da parte del CO2 a queste concentrazioni, che mai l’uomo potrà raggiungere anche bruciando tutti i combustibili fossili, quindi ritengo l’ipotesi di una possibile estinzione di massa dovuta alle emissioni antropiche fantascienza catastrofista.

In conclusione dopo 4 articoli di approfondimento si può affermare che il mistero dell’estinzione dei dinosauri è risolto e che non ha nulla a che fare con i picchi di caldo dovuti all’effetto serra.

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  1. Michael L. Prauss. Marine palynology of upper Maastrichtian to lowermost Danian strata from the Mullinax-1 core, Brazos River, Texas, USA — evidence for palaeoenvironmental changes. Palaeogeography Palaeoclimatology Palaeoecology, 2010; DOI: 10.1016/j.palaeo.2010.03.035 []
Published inAmbienteAttualitàClimatologia

5 Comments

  1. Donato

    Bella serie di articoli. L’argomento è affascinante e, dopo la lettura degli articoli e dei commenti, credo di poter inquadrare questa parte di storia del nostro pianeta in modo diverso.
    Ciao, Donato

  2. Claudio Costa

    @ Max Pagano

    Grazie Max delle precisazioni ( se giri sul web sono in molti a sostenere che l’estinzione fu ad opera dell’effetto serra, spero che almeno questo sia risolto perlo meno per le setinzioni dei dinosauri )

    certo che le estinzioni non sono in tempi brevi, sapevo che a a fine giurassico si estinsero i grandi dinosauri erbivori presenti ( sempre sauropodi) cioè brachiosauridi, euelopodidi e diplodocidi che erano diffusissimi in tutto il pianeta, e che scomparvero alla fine del giurassico

    Però forse si ridussero solo di numero, o solo qualche specie, si parla più correttamente di estinzioni di specie più che di famiglie, ho trovato infatti questo

    However, most of these extinctions are of marine animals (shellfish), and are not the extinctions of major groups of animals, but only particular species of them.
    Dr. Robert T. Bakker does talk about an end-Jurassic extinction. However, more recent evidence has shown that there doesn’t seem to be a big extinction of families at the end of the Jurassic, although many species may have died out. Almost every important dinosaur family, superfamily, or other group of the Jurassic is found in the Early Cretaceous: megalosauroids, allosaurids, coelurosaurs, titanosaurians, brachiosaurids, camarasaurids, diplodocids, dicraeosaurids, stegosaurids, polacanthids,nodosaurids, ankylosaurids, hypsilophodontids, iguanodontians, and the
    common ancestor of pachycephalosaurs and ceratopsians.

    About the only groups that are in the Late Jurassic but not in the Early Cretaceous are sinraptorids and euhelopodids, both primarily (if not exclusively) Chinese.

    Since there are no well-dated early Early Cretaceous dinosaur-bearing
    formations in China, even these two families may not have gone extinct at the end of the Jurassic, but instead at some point in time in the Early Cretaceous.

    Thomas R. Holtz, Jr.
    tholtz@geochange.er.usgs.gov
    Vertebrate Paleontologist

  3. giovanni pascoli

    grazie x la citazione e per il post chiaro ed esaudiente. Appena avrò un po di tempo cercherò alcuni link a pubblicazioni scientifiche sul tema.

  4. max pagano

    beh, di sicuro non ha nulla a che fare con i picchi di caldo dovuti all’effetto serra, ma dire che “è risolto” è forse un tantino esagerato;

    recentemente (fine gennaio) un articolo di 3 ricercatori ha posto una “possibile vita dopo la morte” di alcune specie (adrosauro, per la precisione) dopo aver testato nuovi metodi di datazione che hanno dato come risultato un’età dei fossili analizzati di circa 64,8 milioni di anni (+/- 900.000), quindi, TEORICAMENTE, circa 950.000 anni dopo la soglia dell’estinzione di massa;

    http%3A2F%2Fwww.nd.edu%2F~asimonet%2FPublications%2FFassett_et_al_2011_Geology_UPb_dating_dino.pdf&rct=j&q=Direct%20U-Pb%20dating%20of%20Cretaceous%20and%20Paleocene%20dinosaur%20bones%2C%20pdf&ei=PRB9TYrkMYiYOubypZUH&usg=AFQjCNEoco2Np4aizo16Dod2YEgNLk1o2g&sig2=ziv2GM29DjdHZjrvXKMw7A&cad=rja

    ricordo infatti che, ricercatori dell’Università della California a Berkeley e del Berkeley Geochronology Center, capeggiati da Paul Renne, direttore del centro, sostengono di aver abbassato i limiti di incertezza del metodo di datazione Argo/Argo allo 0,25%, stimando quindi la la datazione del limite Cretaceo-Terziario, o K/T, a 65,95 milioni di anni, più o meno 40.000 anni.

    la presenza, se accertata, di grandi sauri quasi un milione di anni dopo dovrebbe far riflettere quanto meno sui tempi in cui si svolge un’estinzione, troppo spesso immaginata come una catastrofe istantanea che nel giro di poche settimane elimina l’80 % di forme di vita dal pianeta;

    Che l’impatto di asteroide ci sia stato è noto e ampiamente dimostrato, così come le grandi eruzioni vulcaniche di cui si è parlato negli articoli precedenti ;

    è giusto anche ricordare però che entrambe le ipotesi hanno ricevuto serie obiezioni.
    All’ipotesi dell’asteroide possono essere fatte alcune critiche metodologiche.
    Infatti i margini di errore dei metodi di datazione e la documentazione geologico-paleontologica incompleta rendono impossibile stabilire se un’estinzione sia avvenuta in 10000 anni o tantomeno in 1000, e quindi come si può sostenere che le estinzioni siano avvenute in un periodo di tempo quasi istantaneo?
    D’altro canto, anche l’ipotesi del vulcanismo è soggetta a critiche: un fenomeno di questa portata dovrebbe aver lasciato tracce fossili estese su tutto il pianeta negli strati di roccia formatisi 65 milioni di anni fa. In realtà, i rinvenimenti di queste tracce non
    sono così numerosi. È probabile che un insieme di queste diverse
    cause, come l’oscuramento atmosferico provocato da asteroidi o eruzioni, le piogge acide e la grande regressione dei mari alla
    fine del Cretaceo abbiano contribuito a fiaccare le specie che si sono poi estinte. Inoltre, queste cause vanno inserite in un quadro di frammentazione continentale, che provocava una maggior attività vulcanica e rendeva difficili le migrazioni. I dinosauri riuscivano
    a adattarsi bene, come dimostrano i resti trovati a latitudini un tempo polari: un raffreddamento solo temporaneo non avrebbe potuto
    cancellarli, e forse essi sono sopravvissuti a lungo, anche al di là del fatidico limite Cretaceo-Terziario.

    Si estinsero i dinosauri, le ammoniti, molti molluschi e buona parte del plancton marino; continuarono a vivere coccodrilli e tartarughe, insetti e mammiferi. Non scomparvero le piante, le cui forme moderne con fiori (angiosperme, mono e dicotiledoni) erano già presenti prima della fine del Cretacico.
    Tutto ciò, è difficile da conciliare con una causa principale quale il deciso raffreddamento del pianeta e un “buio” continuato: molti organismi che superarono la crisi erano, e sono, a sangue freddo (rettili e sauri), o comunque necessitano di luce e calore per svolgere le normali funzioni come ad es. sintesi clorofilliana;

    mi torna in mente tra l’altro, che il 90% e più delle valutazioni sulla storia geologica e biologica del pianeta, si fa sull’analisi dei fossili di organismi marini, per il semplice fatto che la quantità di fossili a disposizione è enormemente superiore a quella di organismi terrestri; forse è più utile ragionare sulle ammoniti che sui dinosauri…
    cito da wikipedia:
    “Gli eventi biostratigrafici ad ammoniti del Maastrichtiano[10] mostrano che le estinzioni a livello specifico (e quindi anche dei gruppi tassonomici di ordine superiore) sono distribuite in tutto il periodo, anche se principalmente nella parte superiore, e non localizzate alla transizione Cretaceo-Paleocene. L’evento finale di estinzione è dato dalla scomparsa delle ultime specie superstiti, un evento che come ordine di grandezza è inferiore a diversi altri riportati nella storia evolutiva degli ammonoidi e in altri piani stratigrafici dello stesso Cretaceo. La documentazione paleontologica indica quindi non un singolo evento, ma una serie di eventi diluiti in un arco temporale non trascurabile (circa cinque milioni di anni), con ricambio faunistico (comparsa di nuove specie) sempre più scarso, limitato alla parte inferiore dell’intervallo temporale, e infine nullo. Tutto questo appare più in accordo con un declino graduale del gruppo dovuto a ragioni di ordine paleo-ecologico a scala globale che con un singolo evento “catastrofico” alla fine del Cretaceo.”

    http://it.wikipedia.org/wiki/Estinzione_delle_Ammonoidea

    credo, opinione personale ovviamente, che sia più corretto inquadrare il tutto come un “rapido” avvicendamento di fenomeni geologici (definitiva apertura dell’Atlantico meridionale, grossi sistemi di dorsali oceaniche attive, documentati e ripetuti eventi di regressione marina, emissioni gassose tossiche in quantità, anossia dei bacini marini, drastiche modifiche e/o scomparse di ecosistemi, eetc etc ), in cui poi ci ha messo lo “zampone” un grande sasso precipitato dallo spazio a fare il botto finale….
    insomma, direi che è ancora tutto da decidere, ma quanto mai affascinante studiarlo e discuterne, e di questo, Claudio, ti ringrazio sentitamente 🙂

    PS: non è corretto dire che alla fine del Giurassico si estinsero i grandi dinosauri erbivori; intanto, la crisi biologica più rilevante del giurassico fu quella cosiddetta del Pliensbachiano-Toarciano, segnata da un evento anossico a diffusione mondiale; i grandi sauri erbivori (SAUROPODI) conobbero varie famiglie, sia nel Giurassico (brachiosauridi, euelopodidi e diplodocidi) che nel Cretaceo (Titanosauria), quindi, in concomitanza con noti cambiamenti ambientali dovuti al proseguimenti della frammentazione della ormai “vecchia Pangea”, probabilmente si è trattato di “normali” fenomeni di adattamento e evoluzione genetica, peraltro la classificazione e l’identificazione delle varie famiglie dei Sauropodi è tutt’ora motivo di accesi dibattiti….

    vabbè, vi ho annoiato abbastanza…. 😉

  5. Fabrizio Giudici

    Se mi consentite un po’ di mancanza di serietà, visto che siamo in fondo alla serie, faccio presente anche la teoria alternativa della strip “Dlibert” (molto popolare tra ingegneri del software ed informatici), per cui i dinosauri non si sono estinti, ma solo nascosti. Infatti il protagonista della strip ne trova uno nascosto dietro il divano di casa.

    http://en.wikipedia.org/wiki/Bob_the_Dinosaur

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