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Cerchiobottismo climatico

La verità è sempre nel mezzo, su questo non c’è dubbio, anche se qualche volta ci piacerebbe leggere qualcosa di diverso. Così, tanto per cambiare. Aggiungo anche che una volta tanto -non ce ne vogliano i nostri detrattori- scoprire di aver avuto ragione è fonte di soddisfazione.

Queste le premesse, ora la cronaca.

L’Associated Press ha pubblicato un articolo sull’ondata di calore che ha colpito la Russia la scorsa estate. Sorpresa, secondo Randall Dole e Martin Hoerling, entrambi della NOAA (Hoerling è il capo dell’Attribution Team), l’evento “è in linea principale da attribuire alla variabilità atmosferica”, ergo, il riscaldamento globale, il cambiamento climatico, il disfacimento climatico e la sfida del clima (climate challenge è l’ultima moda della nomenclatura catastrofica ma potete scegliere quello che volete), non c’entrano.

“Di sicuro” dice Hoerling, “è stato un evento raro. Ma gli eventi rari capitano e la rarità di per se non implica le cause”. Ci sono indicazioni, inoltre, che quanto accaduto possa in qualche modo aver anche influenzato l’intensità dell’evento alluvionale accaduto in Pakistan nella stagione monsonica.

Bingo. Bene, sin qui il cerchio, ora passiamo alla botte.

Stessa spiaggia stesso mare, sempre Hoerling: “potremmo essere all’apice di un periodo in cui la probabilità di questi eventi cresce rapidamente, principalmente per effetto dell’influenza del prospettato aumento nella concentrazione dei gas serra”.

Hai visto mai che qualcuno si dovesse risentire per aver detto qualche verità, meglio metterci un po’ di sano presunto, previsto, possibile catastrofismo. E l’estensore del pezzo non si fa sfuggire l’occasione, concludendo con il paragrafo standard dell’informazione climatica:

Il Panel Intergovernativo sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite ha trovato delle evidenze che il riscaldamento globale ha contribuito ad ondate di calore in altre zone e probabilmente causerà in futuro più frequenti e più intense ondate di calore.

Tradotto: vabbè, questa l’abbiamo scartata, però ce ne sono state altre (mi chiedo quale evidenza possa esserci più evidente di una spiegazione meteorologica) e altre ce ne saranno. Parola dell’IPCC, che evidentemente si abbevera a fonti diverse da quelle di Hoerling e soci.

Qui trovate l’articolo di AP per interoqui invece quanto avevamo detto su CM in tempi non sospetti.

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