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Il valzer del nucleare

E così, ormai la notizia è di pubblico dominio. Per la seconda volta nella sua storia, l’Italia rinuncia ad avvalersi della produzione in proprio di energia dal nucleare. La precisazione è d’obbligo perché non risulta che sia allo studio uno stop all’importazione di detta energia da chi la produce con questo sistema al di là dai nostri confini. Per quello, comunque, c’è sempre tempo.

Non è assolutamente mia intenzione entrare nel merito di questa scelta, anche perché ne scaturirebbe un interminabile dibattito politico che su queste pagine non vogliamo affrontare.

Prendiamo atto però di una differenza rispetto all’86, anno del famoso referendum che abolì senza abolirlo l’impiego dell’energia nucleare nel nostro Paese. Allora si fermò qualcosa che esisteva. Oggi si ferma qualcosa che non esiste. Non è una differenza banale.

Ad ogni modo, fedeli alla linea dettata dal motto “nulla è più definitivo del provvisorio”, stiamo assitendo probabilmente ad un’altra scelta provvisoriamente definitiva. E così, il prof. Veronesi, di fresco incarico alla guida di un’Agenzia per il nucleare che non c’è, si augura che pur fermandosi il programma, non si fermi la ricerca nel settore. Auguri.

13:39 – Nucleare, Veronesi: “non si fermi”

20.04.2011

Milano, 20 apr. (Adnkronos/Adnkronos Salute) – “Rimango convinto che per risolvere il drammatico problema energetico del futuro dovremo pacatamente valutare i rischi e i benefici di tutte le fonti di energia, senza escludere il nucleare”. Lo afferma l’oncologo Umberto Veronesi, presidente dell’Agenzia per la sicurezza sul nucleare, dopo la frenata del Governo sul tema, con l’emendamento al decreto Omnibus in discussione al Senato, che di fatto potrebbe portare alla cancellazione del referendum di giugno. L’ex ministro della Sanita’ auspica inoltre che “la ricerca italiana non si fermi, e non rimanga cosi’ esclusa dall’evoluzione scientifica del mondo civile”. “La decisione del Governo e’ comprensibile – commenta Veronesi – anche se in controtendenza rispetto alla preponderante strategia mondiale del dopo Fukushima. Io pero’ mi occupo di ricerca scientifica e protezione della salute – precisa – e, come uomo di scienza, devo affrontare gli eventi con razionalita’ e obbiettivita’ e non con l’emotivita’ indotta dalla paura”. Il presidente dell’Agenzia per la sicurezza nucleare fa notare infatti che, “alla luce dell’incidente giapponese, la scienza nel mondo sta studiando nuovi elementi di sicurezza e nuove soluzioni, come i reattori di quarta generazione (autofertilizzanti e quindi senza scorie) o le reti di minireattori, piu’ flessibili e sicuri”. Da qui l’augurio che la ricerca italiana in materia di nucleare non subisca una battuta d’arresto.

Intanto, per non alimentare scelte compiute sul piano emozionale piuttosto che razionale, il Segretario Generale delle Nazioni Unite è andato a visitare la centrale di Chernobyl (perché si possa andare a Fukushima ci vorrà un po’).

13:30 – Ban Ki-Moon commosso visita Chernobyl

20.04.2011

Chernobyl, 20 apr. (Adnkronos/Dpa) – Si e’ detto “estremamente commosso” dalla sua prima visita sul luogo dell’incidente nucleare di Chernobyl il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon che ha ribadito il suo appello ad una revisione mondiale degli standard di sicurezza nucleare. “Si tratta per me di un’eperienza particolarmente toccante”, ha affermato Ban parlando con i giornalisti mentre si trovava vicino all’impianto. “Una cosa e’ infatti sentire e leggere su Chernobyl. Vederlo e’ un’esperienza totalmente diversa”. Il segretario generale dell’Onu e’ stato accompagnato sul luogo del disastro del 1986 dal presidente ucraino Viktor Yanukovych e da Yukiya Amano, capo dell’Aiea. Le lezioni di Chernobyl e del piu’ recente disastro nucleare in Giappone, ha affermato Ban, impongono alla comunita’ internazionale di condurre una revisione mondiale delle norme di sicurezza e di seguire standard significativamente piu’ alti in futuro. Ban e’ a Kiev per una serie di incontri e conferenze dedicati al nucleare e agli aiuti internazionali per gestire e sostenere la ripresa nelle zone piu’ colpite dall’incidente del 1986.

Nel frattempo, se possibile, spegnete più luci possibili. Non che c’entri molto con i recenti accadimenti, ma potrebbe rivelarsi utile come abitudine.

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16 Comments

  1. Giampiero Borrielli

    Spett. Lorenzo
    Lei testualmente scrive, tra le altre cose che:
    “Non c’entra niente la produzione di picco, la producibilità del fv si calcola su base annuale.”
    Leggere simili affermazioni mi hanno convinto del tutto che lei continua a confondere energia con potenza…pazienza.
    Nel post
    http://www.terna.it/LinkClick.aspx?fileticket=nyNERWCnSFY%3d&tabid=418&mid=2501
    sono indicati, a partire dalla pagina 84, i diagrammi di carico UFFICIALI giornalieri della potenza oraria richiesta sulla rete italiana nel 3° mercoledì di ciascun mese nel 2009. Fiducioso nella sua capacita di saper leggere tali diagrammi, che sono dei consuntivi e non proiezioni, noterà che normalmente è richiesta una POTENZA di base pari a circa 25.000 MW su tutte le 24 ore…Ma il fotovoltaico di notte per adesso non funziona e il vento soffia quando vuole Eolo. Come pensa che si possa risolvere il problema?
    Dire che “Per sopperire all’intero fabbisogno elettrico italiano invece è sufficiente una superficie pari circa alla Val d’Aosta. Non ci possono essere discussioni su questi calcoli elementari.” significa solo attestare il fatto che lei, al pari tanti altri più o meno in buona fede, nulla hanno capito di quale sia la particolarità dell’energia elettrica…I suoi calcoli elementari sono, per l’appunto, elementari ( giusto per rimanere neutrali) Lei può tranquillamente tappezzare tutta la penisola italiana, buona parte del Sahara e quant’altro,di pannelli fotovoltaici, ma resta il fatto che di notte lei non potrà accendere neanchè una lampadina con tutta quella Potenza installata! Oh, certo, ci sono gli accumulatori elettrici che possono ovviare alla bisogna…il che dimostra per l’ennesima volta che le sfuggono del tutto i termini della questione, ma tant’è.
    Facciamo cosi…Mi calcoli quanto deve essere grande un impianto a pannelli fotovoltaici in grado di garantire 24 h su 24h e per 365 giorni all’anno un carico di 1 MW, comprensivo di gruppo di accumulo ( con macchinari attualmente in commercio)…tanto il calcolo si fa su base annua, o no?

  2. Maurizio Rovati

    Lorenzo scrive: “non tutti… possono presiedere un organo preposto alla tutela della sicurezza dei cittadini se non hanno competenze specifiche in materia” “per un organo preposto alla sicurezza delle centrali nucleari ipotizzerei alla presidenza un esperto in ingegneria nucleare…ce ne sono ancora di validissimi all’enea”

    Lorenzo, mi dispiace ma ancora una volta trai delle conclusioni affrettate. Veronesi ha competenze scientifiche in un settore che ha connessioni dirette alla tematica della radioprotezione, la medicina nucleare, largamente impiegata nella cura e nella diagnostica delle malattie neoplastiche. Insomma non è un medico condotto qualsiasi, deve conoscere assai bene gli effetti delle radiazioni.
    Ad un ingegnere nucleare, ma anche un fisico, un ingegnere civile, mancherebbe (formalmente) tale competenza in ordine alla sicurezza delle persone. Questo non li rende meno competenti rispetto a Veronesi ma non svaluta a mio avviso la possibilità che egli possa gestire l’ente. Agggiungo una nota personale. A questo punto il tuo intervento sembra surrettiziamente volto ad escludere (screditandolo) Veronesi proprio perchè ha espresso una posizione non pregiudizialmente contro l’energia nucleare.

    (ri-postato da “promessa mantenuta”)

    • Lorenzo

      Non sono per niente d’accordo. Gli effetti delle radiazioni sono noti a tutti, non c’è bisogno di alcun esperto. Chi si occupa della sicurezza delle centrali deve appunto accertare che quest’ultime siano sicure, nel senso che le radiazioni non devono proprio uscire, nè durante il normale funzionamento, nè durante un incidente. E per garantire questo ci vogliono esperti della tecnologia, appunto ingegneri nucleari, che hanno studi specifici sia di ingegneria strutturale che meccanica di tutti i dispositivi coinvolti.

      Piazzare un oncologo 85enne ormai sulla via del pensionamento, già senatore dell’altra parte politica, può avere solo uno scopo d’immagine; è una cosa evidente a tutti, se poi vogliamo star qui a discutere del niente, facciamo pure 🙂

    • Maurizio Rovati

      Facciamo pure, però penso che qui non si stia discutendo del niente, che tra l’altro è un ottimo argomento della fisica e della filosofia, e poi penso anche che se tu facessi a meno di mettere le faccine sarebbe meglio, per te intendo.
      Dunque le radiazioni ed i loro effetti sarebbero noti a tutti (anche a mia zia con la V elementare?) e quindi sarebbe a malapena tollerabile l’emissione zero? Beh, l’emissione zero non esiste. E con gli Ospedali allora come la mettiamo? Lo sappiamo tutti, anche la zia, che sono emettitori di radiazione e che occorre la radioprotezione anche per quei macchinari, o no.
      Forzando la discussione alle estreme conseguenze concorderei con te, emissioni zero dunque Veronesi zero, ma anche ricerca sulla fisica delle alte energie (CERN et similia) zero quindi ricercatori dell’enea pagati per dire che le radiazioni sono pericolose a qesto punto non ne occorrono nemmeno, e via anche il materiale radiologico dagli ospedali.
      Non scherziamo dirai, gli ospedali sono necessari. E l’elettricità no? Con cosa funzionano 7/24 gli ospedali? Tanto per dire, quanta gente muore folgorata ogni anno? Stando ai tuoi criteri dovremmo discutere anche se vale la pena di tenere in piedi una rete elettrica che costa parecchie vite ogni anno? E il CERN (mi pare che consumi da solo 700 Mw)con cosa funziona? Tutto funziona con le centrali elettriche, dunque perchè queste non possono essere anche nucleari? O vuoi anche gli ospedali denuclearizzati? Perchè l’energia no e tutto il resto sì? Cosa c’è di più importante per la nostra civiltà dell’energia? Lo sai che sostengono anche che l’energia nucleare è obsoleta? Io lo trovo pazzesco, anche se so bene che serve a scaldare l’acqua, come in ogni centrale termica, per far girare turbine e generatori. Saranno nuovi i mulini a vento e ad acqua.
      Per finire è evidente che il nome di Veronesi salta fuori da un gioco politico, ed hai ragione a dire che 85 anni son tanti. Ma l’uomo oggi è integro ed in grado di affrontare il compito gestionale che gli è stato affidato. Purtroppo non si può avere tutto, mai sentito? Infatti noi purtroppo non abbiamo più centrali nucleari.

  3. Filippo Turturici

    In Germania, caro Lorenzo, non sono state propriamente spente 7 centrali a fine vita: sono state fermate per 3 mesi di controlli straordinarii. I quali non dovrebbero trovare nulla fuori posto, dato che il prolungamento della vita operativa prevede già controlli molto approfonditi di ogni “pezzo” dell’impianto. Invece sono stati spenti, definitivamente, 2 reattori largamente obsoleti: che avrebbero potuto essere efficaciemente rimpiazzati negli ultimi 20 anni da unità più moderne, potenti e sicure, se non ci fosse stata la moratoria de facto sulle nuove centrali (un problema non solo tedesco, beninteso).
    Il voto del Baden-Wüttemberg non è stato tanto sul nucleare, quanto su vari temi nazionali e non: ai liberali (FDP) ed ai socialdemocratici (SPD) conviene far passare questa idea, per non dover endere conto dei voti persi in massa verso i verdi, ma è un’analisi politica molto limitata e poco corretta. Il partito di maggioranza relativa in quela land, inoltre, rimane saldamente la CDU, pur se spinta all’opposizione dalla coalizione rosso-verde.
    Quanto alla smart-grid…se non c’è potenza, mica può inventarla; e se ce n’è troppa, mica può sopprimerla. Va bene rendere efficiente il sistema, ma non possiamo travalicare i limiti della fisica! Come dici tu, intanto potenzieranno le importazioni di gas…spendendo molto denaro che finirà in Russia o nei paesi arabi…e poi, forse, chissà, magari in un domani “dei sogni” gireremo tutti ad energia rinnovabile (cosa fisicamente impossibile, per ragioni fisiche elementari già accennate, ma tant’è). La competizione, caro Lorenzo, non è nucleare/rinnovabili, ma nucleare/fossili: queste ultime sono le uniche che possono garantire la “potenza di base” necessaria alla rete elettrica, quella che deve essere garantita 24/7 (vi sarebbe anche l’idroelettrico, ma è limitato dalle condizioni geografiche); l’eolico ed il solare, invece, sono ottime fonti integrative, ma assolutamente inadatte a reggere la griglia elettrica, a meno di non accettare gravi e frequenti scompensi.

    Sarebbe anche bene precisare tre cose, in generale:
    – i reattori di ultima generazione (III+) hanno già requisiti di sicurezza molto spinti, ben superiori a quelli delle normative vigenti, ed auto-imposti dallo stesso mondo nucleare nel corso degli ultimi anni;
    – fare ricerca nucleare di alto livello senza avere una filiera industriale nucleare è pura utopia; non possiamo formare ed istruire un sufficiente numero di tecnici e scienziati, per non parlare del know-how industriale e delle infrastrutture, per essere davvero protagonisti nel nucleare che verrà; in questo momento l’Italia, patria di Enrico Fermi, è potenzialmente più indietro della Romania;
    – è altrettanto utopico sperare in un nucleare futuro (IV generazione, fusione) senza scorie né rischi, dato che un minimo di “rifiuti” (prodotti di fissione “inutili”, materiali strutturali irraggiati ecc.) ci sarà sempre; comunque sia, avremo operativamente queste centrali (forse) tra 30-50 anni, e non possiamo metterci in stand-by energetico, nella loro attesa.

    • Lorenzo

      Io invece avevo letto addirittura che 7 sarebbero state spente nell’immediatezza (con immediatezza si intende i tempi necessari da un punto di vista autorizzativo e tecnico) e che in aggiunta altre 3 sarebbero state fermate per controlli.
      Ma mi fido di quello che dici tu. Questo naturalmente non cambia di una virgola la questione centrale, ovvero che, come sostenuto ormai da ambo gli schieramenti politici, la germania uscirà completamente dal nucleare entro il 2022, come prevedeva il suo piano originario.
      Ovunque in Germania e anche in Italia gli esponenti politici e gli analisti hanno commentato il voto nel baden come un voto contro il nucleare, la tua opinione secondo la quale dipenderebbe invece da altri fattori, direi che lascia un pò il tempo che trova 🙂
      Riguardo invece i limiti fisici che impedirebbero di fornire in toto l’energia da fonti rinnovabili, se si tratta degli stessi limiti fisici che ti portarono ad affermare che non sarebbe bastato ricoprire tutte le terre emerse di pannelli fotovoltaici per sopperire alle necessità energetiche, quando invece io ed altri su queste pagine ti abbiamo facilmente dimostrato, conti alla mano, che è sufficiente ricoprire soltanto un terzo del sahara per soddisfare l’intera richiesta di energia primaria dell’umanità, beh, allora sono abbastanza fiducioso che questi limiti fisici verranno superati 😉
      forse ti sfugge che smart grid non significa solo ottimizzare la distribuzione istante per istante in modo da gestire sbalzi di potenza di fonti incostanti, che pure è la sua principale e più economica funzione, ma anche integrare la rete con delle cose chiamate accumulatori 😉
      la tua visione è rimasta ingabbiata agli 70, quando il fotovoltaico era confinato ai satelliti e costava l’ira di dio e una delle soluzioni migliori era proprio quella nucleare…fortunatamente il mondo va avanti, la Germania si mette alla testa, io mi accontenterei di essere in coda, al suo seguito 🙂

    • Filippo Turturici

      – Non è una mia opinione, ma quella degli osservatori più attenti e meno miopi; i verdi non sono certo “esplosi” da un giorno all’altro all’indomani di Fukushima, come vorrebbe il leader dei liberali tedeschi per giustificare la sconfitta (stranamente solo della FDP e non della CDU) ma erano in forte crescita da tempo, in parte soppiantando la SPD come “partito popolare” ma benvisto anche dalla borghesia;
      – Di dimostrato, sui tuoi/altri calcoli sul solare, non ho ancora visto nulla, se non parole; io invece ho messo tutti i miei conti, i fattori astronomici, i consumi energetici e via dicendo; certamente, se tu confondi la produzione di picco delle h12 di una giornata di mezza estate, con la produzione necessaria 24h al giorno, per 365 giorni l’anno, non posso farci nulla;
      – Ricoprire vastissime aree di pannelli solari avrebbe comunque un impatto ambientale inaccettabile e completamente dimenticato, nonché un costo industriale spropositato che probabilmente nemmeno t’immagini;
      – E’ attualmente tecnicamente impossibile accumulare con successo grandi quantità di energia elettrica, come è fisicamente impossibile inventare/eliminare l’energia: siamo tra la fantascienza e la totale impossibilità.
      Mi spiace che questo sia un dialogo tra sordi, ma io ragiono sui dati, sulle basi fisiche e tecniche che ho, e su ciò che ho imparato dagli esperti dei settori energetici; non sugli slogan politici.

    • Filippo Turturici

      P.S. Se proprio dobbiamo parlare di politica, scienza ed energia, perché non parliamo dell’Amministrazione Obama, ed in particolare di Steven Chu:

      http://en.wikipedia.org/wiki/Steven_Chu

      http://www.rawstory.com/rs/2011/03/16/us-still-wants-to-expand-nuclear-energy-chu/

      http://www.csmonitor.com/USA/Politics/monitor_breakfast/2011/0406/Energy-Secretary-Steven-Chu-Imprudent-to-close-US-nuclear-plants

      P.P.S. Se prendiamo la sola elettricità, e non l’intero fabbisogno energetico, magari il Sahara ci basta anche, ovviamente fermi restando i limiti ed i problemi già accennati e senza considerare il fabbisogno in continua crescita sul lungo periodo.

    • Lorenzo

      Dialogo tra sordi, ma il sordo sei tu. Ben 3 persone, io, Bettanini e non mi ricordo chi altri ti mostrarono, con i calcoli, ripeto, con i calcoli che avevi sbagliato. Ma ancora non te ne sei fatto una ragione. Il tuo atteggiamento è davvero poco scientifico. Vai pure a ricercarti il post con i relativi commenti, io non mi ricordo più qual era, tu dovresti, dato che il post l’avevi proprio scritto tu, lì troverai tutti i numeri di cui hai bisogno e che ti abbiamo fornito.
      Per sopperire all’intero fabbisogno di energia primaria dell’umanità, energia primaria, non soltanto quella elettrica, è sufficiente ricoprire un terzo del sahara. Non c’entra niente la produzione di picco, la producibilità del fv si calcola su base annuale.
      Per sopperire all’intero fabbisogno elettrico italiano invece è sufficiente una superficie pari circa alla Val d’Aosta. Non ci possono essere discussioni su questi calcoli elementari.

      Sì, certo, i verdi erano già in progresso perchè anche prima di fukushima i tedeschi erano contrari al nucleare!

  4. Fabio Spina

    Una volta si diceva che non esiste scienza applicata ma applicazioni della scienza, su certi argomenti tutti possono dire cose interessanti. Metto sotto due recenti comunicati sulle scelte nucleari di Cina e Giappone che sono molto più vicini alle centrali colpite dal terremoto di noi:
    11:15 – Cina approverà piano nuove centrali nucleari
    22.04.2011 PECHINO, 22 APR – Ad agosto il governo cinese dovrebbe approvare il progetto per le nuove centrali nucleari, progetto sospeso lo scorso 16 marzo dopo la crisi nucleare giapponese seguita al disastroso terremoto e allo tsunami. Lo scrive il China Daily, riferendo quanto detto da Lin Chengge, esperto dell’ente di stato nucleare. La settimana scorsa il gruppo di revisione ha completato l’ispezione ad un impianto nucleare, quello di Daya Bay nella provincia del Guangdong, una delle ultime ad essere ispezionate. Quattro reattori in costruzione, secondo quanto detto da Lin, saranno equipaggiati con un reattore di terza generazione. La Cina aggiungera’ 12 gigawatt di capacita’ nucleare annua, nel breve termine e pensa di aumentare a 70-80 gigawatt entro il 2020. (ANSA)

    15:40 – Giappone, “impossibile rinunciare al nucleare”
    22.04.2011 (ANSA) – TOKYO, 22 APR – ’’Il Giappone non puo’ fare a meno dell’energia nucleare ’’: Katsuya Okada, segretario generale dei Democratici, partito al potere in Giappone, e’ convinto della validita’ di una fonte che fornisce fino al 30% del fabbisogno elettrico del Paese, pur se ’’apre a una verifica’’. In un incontro con la stampa, Okada ha spiegato che prima di ogni cosa ’’bisogna capire cosa e’ accaduto’’ quanto alla crisi della centrale di Fukushima e poi ’’vedere cosa fare in futuro’’. A circa 6 settimane dall’incidente all’impianto di Fukushima, Okada ha aggiunto che ’’abbiamo una lunga battaglia davanti per risolvere la crisi’’. I controlli, ha aggiunto, ’’dovrebbero essere effettuati in tutti gli impianti. Non possiamo fare a meno dell’energia nucleare, ma dobbiamo considerare se costruire nuovi impianti. Questo e’ quello che dobbiamo fare’’.

    • Lorenzo

      Certo, tutti possono dire cose interessanti e sicuramente tutti possono esprimere la loro opinione. Ma non tutti, come ho replicato a Rovati, possono presiedere un organo preposto alla tutela della sicurezza dei cittadini se non hanno competenze specifiche in materia.

      Ecco invece l’aggiornamento recente della politica energetica della Germania, quarta potenza economica mondiale, treno d’europa, lontana quanto noi dalle centrali colpite dal terremoto:

      http://www.qualenergia.it/articoli/20110418-germania-ecco-la-strada-uscire-dal-nucleare

      😉

      Reply
      Lorenzo, leggi anche questo dai…
      http://www.climatemonitor.it/?p=16663
      gg

    • Fabio Spina

      Secondo te per presiedere “un organo preposto alla tutela della sicurezza dei cittadini” in campo nucleare la competenza in quale materia serve: sulla fisica delle radiazioni, impianti nucleari, legislatura al riguardo, effetti biologici, epidemiologia media in particolare tumori, geologia? Per dirigere la Parmalat non è indispensabile, e non è negativo, saper mungere le mucche. NOn consoco Veronesi, ma in generale per alcuni incarichi serve il buon senso, saper scegliere un ottimo staff di tecnici, l’onesta, etc. Essere portati ad approfondire una sola faccia di un problema complesso non è detto che poi sia la scelta migliore.
      Per quanto riguarda la Germania, misembra che al momento delle 17 centrali che già doveva aver chiuso per fine ciclo vita ha sospeso attività in 7. Per il futuro io aspetterei che passi il periodo elezioni. Per la produzione di energia elettrica la Germania fa uso massiccio del carbone, come rinnovabili se non è meno è simile all’Italia. In Italia useremo il carbone come la Germania che tutti dicono di voler emulare?

    • Lorenzo

      …per un organo preposto alla sicurezza delle centrali nucleari ipotizzerei alla presidenza un esperto in…..attimo di suspense…ingegneria nucleare!…che stramberia eh?! 🙂 ce ne sono ancora di validissimi all’enea e alla sogin…

      ti sbagli, in Germania le centrali a fine vita sono 7 e sono appunto che quelle che hanno spento immediatamente. Le altre 10 saranno spente gradualmente entro il 2022 come prevedeva anche il piano originario di Shroeder del 2002, poi sospeso dal Governo Merkel prima di Fukushima e che adesso è tornato pienamente in auge.
      Le elezioni ci sono già state, almeno quelle amministrative, ed il risultato è stato questo:
      http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2011/03/27/AOlm97H-nucleare_battuta_elezioni.shtml

      dopo 60 anni i conservatori perdono un land cardine come il Baden Wuttemberg, al cui capo siederà un verde!…un pò come se la Lombardia fosse presieduta da Pecoraro Scanio 🙂
      Estrapolo i commenti salienti:
      «È stato un voto sul futuro del nucleare. Abbiamo capito»: il leader della Fdp e vice cancelliere tedesco, Guido Westerwelle, ha commentato così i risultati delle elezioni regionali nel Baden-Wuerttemberg (Sud) e nella Renania-Palatinato (sudovest), dove il suo partito è uscito dal Parlamento del Land”
      il leader della Spd, Sigmar Gabriel. «Oggi, è stata presa la decisione definitiva sulla fine dell’energia nucleare in Germania», ha commentato il leader della Spd. In entrambe le regioni, la Spd si prepara a formare governi di coalizione con i Verdi.

      In Germania non torneranno indietro, questo è sicuro. Ed impareranno a gestire ottimamente la generazione da fonti rinnovabili, implementando al meglio una smart grid che unisca le ventose pianure del nord all’assolata baviera. Diverranno dei leader nel settore, facendo da locomotiva tecnologica per tutto il continente, potenziando nel periodo di transizione la loro fornitura di gas dall’est. E’ un’opportunità che potremmo cogliere anche noi in Italia, se per una volta guardassimo in avanti invece che indietro ad una tecnologia superata come quella nucleare.

  5. Lorenzo

    Se Veronesi si comportasse da uomo di scienza come sbandiera ad ogni occasione, allora dovrebbe occuparsi di ciò che conosce, non di ciò che non conosce…
    le luci, magari a led, tenetele ben accese, chissà che non ci illuminino la tortuosa via verso l’indipendenza energetica 😉

    • Maurizio Rovati

      Che disgrazia tutti sti incompetenti che si occupano di cose che non conoscono… Pachauri è ing. ferroviario, s’occupasse di treni, macchè di clima si occupa. Al Gore si laurea in scienze politiche (ma voleva fare letteratura) ad Harward, per non parlare di Rifkin, l’economista all’idrogeno e del suo amico Krugman, l’economista apocalittico. E la Hack, la mitica magamagò dell’astrofisica… e Zichichi? s’occupassero di stelle e particelle, altro che energia nucleare! 😉

    • Lorenzo

      Esattamente! Grazie per aver portato altri esempi 🙂
      Salverei in parte solo Magamagò che solitamente interviene su argomenti quali il rapporto tra scienza e fede, argomenti non tecnici e simil-filosofici e in ogni caso, anche quando parla di nucleare, sempre in veste di opinionista e non di presidente di un organo preposto alla sicurezza dei cittadini. Idem per Zichichi 😉

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