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Va’ dove ti porta il Sole

Già, il Sole. Dovrebbe portarci per qualche altro miliardo di anni. Più o meno tanti quanti ne sono passati da quando ha iniziato a brillare. A spanne si conoscono anche le modalità con cui questo potrà avvenire, mentre tra gli esperti non c’è molto accordo su quello che può essere accaduto in passato, specie quello più recente.

Che il Sole abbia a che fare con il clima è certo, almeno nel lungo periodo, resta da capire se possa avere un ruolo anche per periodi brevi, che comunque nel campo del clima si attestano sempre nell’ordine di decine di anni.

La scienza ufficiale, quella che ha avuto la buona sorte di essere presa in considerazione dall’IPCC, il panel intergovernativo delle Nazioni Unite che ogni tot anni tira le somme della salute climatica del Pianeta, è al riguardo categorica. L’Irraggiamento Solare Totale (TSI) ha subito oscillazioni troppo piccole perché il forcing solare possa essere ritenuto significativo nel trend che le temperature medie superficiali globali hanno assunto nel periodo post-industriale. Sul fatto che questa affermazione sia propedeutica all’individuazione delle emissioni di CO2 in atmosfera come unico forcing di questo trend per ora sorvoliamo.

Non si può sorvolare però sul fatto che l’inizio dell’era industriale abbia incidentalmente coinciso anche con la fine di un era climatica ben nota, la Piccola Età Glaciale. Stiamo parlando più o meno della metà del XiX secolo.

E’ proprio da lì infatti che partono gli autori di una ricerca di fresca pubblicazione su Astronomy & Astrophysics, cercando di ricostruire le oscillazioni della TSI per i periodi antecedenti alle misurazioni satellitari.

A new approach to the long-term reconstruction of the solar irradiance leads to large historical solar forcing – Shapiro et al. 2011

Qui l’abstract

Qui l’intero documento in pdf

Di queste ricostruzioni, alcune anche in forte disaccordo, se ne sono viste parecchie. Attorno ad esse c’è stato anche un acceso dibattito scientifico, prima di giungere alle conclusioni fatte proprie dall’IPCC cui ho accennato poco fa. Secondo Shapiro e soci però, le cose no starebbero proprio così. E’ noto che la PEG abbia coinciso con una fase di scarsa attività solare, con macchie solari pressoché assenti per numerosi cicli solari. Pur tenendo conto di come avvenivano le osservazioni allora, si sa che i cicli solari hanno comunque continuato a susseguirsi e sono stati caratterizzati da variazioni anche significative della TSI. La loro ricostruzione, per la cui metodologia vi rimando al testo integrale, ha un dettaglio temporale annuale dal 1610 ai giorni nostri e un dettaglio pari alla durata media di un ciclo di Hale (22 anni) per il periodo dell’Olocene (circa fino al 7000 AC).

La parte più interessante e intrigante dei loro risultati riguarda però il periodo più recente. Secondo i loro dati il forcing solare dalla fine della PEG ai giorni nostri è stato decisamente più forte di quanto stimato fin’ora. Queste sotto sono le conclusioni del loro articolo:

We present a new technique to reconstruct total and spectral solar irradiance over the Holocene. We obtained a large historical solar forcing between the Maunder minimum and the present, as well as a signi?cant increase in solar irradiance in the ?rst half of the twentieth-century. Our value of the historical solar forcing is remarkably larger than other estimations published in the recent literature. We note that our conclusions can not be tested on the basis of the last 30 years of solar observations because, according to the proxy data, the Sun was in a maximum plato state in its longterm evolution. All recently published reconstructions agree well during the satellite observational period and diverge only in the past. This implies that observational data do not allow to select and favor one of the proposed reconstructions. Therefore, until new evidence become available we are in a situation that di?erent approaches and hypothesis yield di?erent solar forcing values. Our result allows the climate community to evaluate the full range of present uncertainty in solar forcing.

Presentiamo una nuova tecnica di ricostruzione della radiazione solare totale e spettrale nell’Olocene. Abbiamo ottenuto un largo forcing solare storico tra il minimo di Maunder e i giorni nostri, così come un significativo aumento della radiazione solare nella prima metà del ventesimo secolo. Il nostro valore del forcing solare storico è consistentemente più elevato di altre stime pubblicate nella recente letteratura. Segnaliamo che la nostra ricostruzione non può essere testata sulla base degli ultimi 30 anni di osservazioni solari in quanto, secondo i dati proxy, il Sole era in uno stato prolungato di massimo nella sua evoluzione di lungo periodo. Tutte le recenti ricostruzioni pubblicate sono in buon accordo con riferimento al periodo di osservazioni satellitari ma divergono per il passato. Ciò implica che i dati osservati non consentono la scelta di una delle ricostruzioni proposte, Per cui, sino a quando non saranno disponibili nuove evidenze, siamo in una situazione per cui differenti approcci e ipotesi giungono a valori diversi per il forcing solare. I nostri risultati consentono alla comunità climatica di considerare tutto il range dell’attuale incertezza sul forcing solare.

Ultimamente ho letto il libro del prof. Tommasino “Cambiamento Climatico, e se fosse il Sole?“. Nella bibliografia ci sono decine di pubblicazioni scientifiche delle quali non v’è traccia nel 4° rapporto dell’IPCC, nel quale si dice sia riassunto lo stato dell’arte della conoscenza scientifica sul clima. Chissà se questa, qualora dovesse reggere al confronto con la comunità scientifica troverà un posticino nel prossimo rapporto del panel. Staremo a vedere.

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Published inAttualitàClimatologiaNewsSole

4 Comments

  1. Piero

    io penso che guardando questo grafico non servono tante parole
    http://www.3bmeteo.com/html/images/immaginigiornale/10890_2.jpg
    il docente di matematica e fisica, Marco Pagani ha mostrato risultati davvero stupefacenti. Utilizzando i dati di temperatura oceaniche, consultabili in un file di testo del CRU, ed i dati relativi al numero medio annuo di macchie solari, reperibili presso la NOAA, ha elaborato un nuovo grafico che mostra come dopo il 1960-1970 tra attività solare e temperatura sia intercorso un vero e proprio divorzio. Se l’attività solare è fortemente diminuita per contro le temperature sono schizzate verso l’alto. Ecco così che la sentenza emessa dai ricercato svedesi viene completamente ribaltata. Il docente sostiene che il divorzio è spiegabile col fatto che all’inizio del 20° secolo il forcing radiativo dei gas serra era poco più di un settimo dell’attuale, quindi il sole la faceva da padrone. Nel 1960 il flusso era la metà dell’attuale, per cui si iniziano a vedere gli scostamenti tra attività solare e clima terrestre. Oggi, il forcing è talmente elevato da continuare a fare salire le temperature nonostante la bassa attività solare. Pertanto egli sostiene che i cambiamenti in atto siano da attribuire più ad una forzante antropica che naturale.

    • Staordinario. Con tutto il casino che succede nel Sole, e tutte le interazioni che ha con l’atmosfera terrestre, a noi interessa solo il conto delle macchie solari.

      Continuiamo cosi’.

    • Maurizio Rovati

      Sul Forcing occorre stare attenti perchè rischia di essere un argomento circolare dato che lo si usa all’ inizio per il presupposto e alla fine per validare se stesso. Il forcing da gas serra è il frutto di una teoria più che una misura sperimentale, se cade la teoria cade anche il forcing ad essa connesso.
      Bisogna anche stare attenti ai record storici dato che i metodi di raccolta dei dati nel tempo possono portare errori.

      Ho fatto una prova con excel a partire dai dati di T.O. riportati qui:

      ftp://ftp.ncdc.noaa.gov/pub/data/anomalies/annual.ocean.90S.90N.df_1901-2000mean.dat

      Nel grafico di Pagani la polinomiale delle macchie solari è di 6° grado mentre quella delle T.Oceano è di 5°. Se fosse di 6° grado anche la T.O. vedremmo che negli ultimi 5 anni sarebbe in atto un’inversione di tendenza… mah?

    • il “forcing” non e’ comunque un’entita’ misurabile.

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