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L’acqua calda e la luce accesa

Acqua calda e illuminazione sono indici di benessere. La prima ha un pregio in più, si può anche scoprire. E infatti un team di ricercatori ha appena scoperto che i paesi che nelle mappe satellitari del dipartimento della difesa americano risultano essere più illuminati durante la notte, sono anche quelli più ricchi. Che poi ci si viva meglio o peggio dipende da dove mettete l’asticella, ma non è questo il punto.

Direi piuttosto che val la pena riflettere, in tempi di magra energetica e di prospettata accentuazione della stessa, quanto sia importante l’energia abbondante e a basso costo per migliorare la qualità della vita. Di qui al fatto che una riduzione della disponibilità di energia accompagnata da un aumento del suo costo possa condurre ad un peggioramento delle aspettative il passo è breve.

Ma non è ancora questo il punto. Almeno non è quello che cercavano i ricercatori. Il loro studio infatti si proponeva di stabilire una correlazione tra l’illuminazione notturna e il benessere di una nazione allo scopo di raccogliere informazioni aggiornate altrimenti difficilmente ottenibili con gli standard valutativi attuali. Aree depresse o teatro di difficoltà sociali, aree appena uscite o in procinto di uscire dal terzo mondo, dove applicare gli abituali criteri di valutazione è difficile o proprio impossibile, ma in alcuni casi aree dove la crescita economica – e dunque il benessere- stanno avanzando velocemente.

Una conferma se ci riferisce al titolo del post, uno strumento utile se, come è giusto che sia, si valutano i risultati di questa ricerca.

Qui il PDF dello studio pubblicato sul PNAS

Qui l’articolo su New Scientist

Qui la notizia su corriere.it

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28 Comments

  1. Donato

    Effettivamente abbiamo perso di vista l’argomento del post. La foga della discussione ci ha portati del tutto fuori strada!
    Ad ogni buon conto l’equazione maggiore illuminazione = maggiore benessere è reale: più disponibilità economica si ha, maggiore è la propensione a spendere in termini di tasse (per pagare la maggior illuminazione pubblica) e di bolletta (per pagare la maggiore illuminazione privata). La ricerca e, quindi, il post fotografano una situazione reale: c’è poco da commentare. La questione di cui si è discusso, però, non è delle più peregrine (pur essendo OT, ne convengo). Illuminare tutto ed in modo selvaggio è indice di benessere o di stupidità? Mi spiego meglio. Se io illumino una zona intensamente urbanizzata per consentire alle persone di vivere la città in condizioni di maggior sicurezza anche nelle ore serali la spesa può valere l’impresa. Illuminare, però, l’aperta campagna (come sempre più spesso mi capita di vedere) è utile e saggio? Non credo. Chi ha scelto di vivere in campagna lo ha fatto non per obbligare il Comune a portare la pubblica illuminazione fin davanti alla porta di casa, ma per ragioni molto più complesse che non è il caso di esaminare in questa sede. E che dire dei milioni di kw che si sprecano nelle ore notturne per illuminare le strade e le piazze quando la stragrande maggioranza delle persone dorme? Non sarebbe opportuno attenuare in modo radicale l’intensità dell’illuminazione notturna in modo da evitare inutili sprechi? Nessuno vuol togliere l’enegia elettrica a chi sta affacciandosi ora al suo utilizzo. Si vorrebbe che essa non venisse sperperata da chi la usa da tempo e ne abusa in modo spropositato. A me sembra che tutti siamo d’accordo sul fatto che maggior energia si produce e si consuma, maggiore è l’inquinamento che ne consegue e più velocemente si procederà verso l’esaurimento delle risorse energetiche disponibili a costi più bassi.
    Ecco le ragioni di questa vis polemica (fuori tema).
    Ciao, Donato.

  2. Sì, diciamo che l’illuminazione selvaggia è stata alimentata dall’equazione più luce = meno crimini notturni. Ovviamente il principio è valido, ma come in tutte le cose non bisogna esagerare.

  3. Donato

    Quando ho acquistato le lampade per illuminare i dintorni della mia casa ho scelto in modo da evitare il più possibile ogni forma di inquinamento luminoso. Abito in periferia (quasi in campagna) e, di tanto in tanto, mi soffermo a guardare il cielo stellato. Ho potuto notare, però, che, nonostante tutto (e nonostante le centinaia d’euro spese), se non spengo del tutto le luci, la vista della volta celeste è ostacolata dalla luce emessa dai miei lampioncini (studiati per ridurre l’inquinamento luminoso). La luce riflessa dal terreno, dalle pareti e dalle pavimentazioni, infatti, offusca la luce delle stelle e degli altri corpi celesti. Ciò non toglie che riacquisterei ancora le lampade per esterno pensate per limitare l’inquinamento luminoso (sky guard): non sono affatto pentito dell’acquisto in quanto, in ogni caso, ho migliorato un po’ la situazione.
    Non sono d’accordo con chi preferisce guardare dove mette i piedi piuttosto che ammirare il cielo notturno. Io preferisco guardare dove metto i piedi e, contemporaneamente, perdermi nella contemplazione del cosmo. Le costellazioni, i loro nomi, i riferimenti storici e mitologici testimoniano la grande importanza che il cielo notturno ha avuto nella nostra evoluzione. Le domande che, ancora oggi, noi ci poniamo, sono le stesse a cui hanno cercato di rispondere i nostri avi. Guardare il cielo notturno, secondo me, rappresenta un modo per ripercorrere le tappe del percorso che ci ha portato dalla savana al mondo che conosciamo. Non dobbiamo rinunciare a nessuna delle comodità che la civiltà ci offre ma, dobbiamo utilizzarle in modo da non perdere traccia delle nostre radici culturali ed antropologiche.
    Ciao, Donato.

    • Maurizio Rovati

      Sono astrofilo da sempre e mi sono imbattuto nei combattenti astrofili contro l’inquinamento luminoso (IL). Non c’è verso, sono fanatici, non tutti ma buona parte sì.
      All’epoca della famosa cometa Hale-Bopp sono andato a Valcava per fare delle foto e da lì si ha un panorama dell’ IL della pianura padana, era il 1997.

      Dopo 10 anni dall’applicazione della legge sull’IL che risale al 2000 in lombardia, il panorama notturno di Valcava non è cambiato, probabilmente si è aggiunta nuova luce per illuminazione stradale a norma di legge mentre la vecchia è stata sostituita in parte con corpi illuminanti, a norma ma anche più potenti.

      L’illuminazione riflessa dal suolo è predominante e non sopprimibile, la legge ha tenuto conto delle dispersioni verso l’alto e dello spettro luminoso dal lato della norma di costruzione, ma l’applicazione passa attraverso le decisioni dei comuni dove si pensa, non senza qualche ragione, che più luce uguale più sicurezza.

      Così abbiamo tangenziali e grandi strade extraurbane illuminate a giorno e piano piano anche le strade secondarie seguono, abbiamo gallerie illuminate di giorno per evitare l’accecamento all’ingresso ed all’uscita che poi provocano lo stesso fenomeno a fasi invertite di notte, quando entri sei abbagliato e quando esci devi riadattare gli occhi all’oscurità (vedi per es. la Milano-Meda), come se non esistessero i sensori crepuscolari, ed il buon senso.

    • Donato

      Concordo pienamente. Stasera, mentre (a piedi) mi ritiravo a casa, guardavo le lucciole che illuminavano i campi e ogni tanto alzavo gli occhi al cielo. Un chiarore diffuso proveniente dalle abitazioni, dall’illuminazione pubblica e dai fari delle macchine, rendeva praticamente invisibile buona parte dell’orizzonte. Una vista accettabile (sic!) era limitata alla porzione zenitale della volta celeste e ad una calotta immediatamente prossima ad essa. Ricordo, qualche lustro fa, delle notti in cui si poteva ammirare un cielo stupendo. Non credo che oggi esistano zone dove siano possibili simili esperienze (almeno nella nostra parte di mondo).
      Voglio precisare che vivo in un piccolo paesino di circa tremila anime, non in una metropoli. Ormai tutte le strade, anche quelle in aperta campagna, sono illuminate con intensità luminose al suolo paragonabili a quelle di un centro urbano (i corpi illuminanti e le lampade, del resto, sono gli stessi). Tutta questa luce, ovviamente, viene riflessa verso la volta celeste e produce il famigerato IL.
      Tutti i corpi illuminanti, ovviamente, sono orientati verso il basso ma l’inquinamento resta perché il problema, come già detto, è la luce riflessa, non quella diretta.
      Ciao, Donato.

  4. Roberto Z

    Sinceramente trovo strano che ci si preoccupi tanto del cosiddetto inqunamento luminoso (o lo si “inventi” , succede comunque e sempre con la luna piena) del quale a me importa men che meno. Non si vedono le stelle o se ne vedono meno? Bah, preferisco vedere dove metto i piedi di notte.

    • antistrafalcione

      appunto; per vedere dove si mettono i piedi occorre usare la luce proiettandola verso il basso e non verso l’alto e migliorandone la tipologia; in molte regioni italiane non esiste alcuna regola in proposito e potete rendervi conto da soli che i lampioni illuminano il cielo o i muri e non il suolo; non solo anche le lampade sono di tipologie non opportune

    • Tore Cocco

      Ora oltre a postare un articolo. il famoso articolo 1 (uno) dovresti anche mandare una foto di un lampione che illumina il cielo i muri ma non il suolo…ma quante sciocchezze puo dire un essere umano? …questa domanda era per il resto del mondo!

      P.S. Ah strafalcione guarda che ogni ditta al mondo che installa, scegli gli apparecchi da un catalogo e sono gia a norma perchè le aziende li costruiscono con tutti i crismi…ergo smettila di frequentare siti di gente che si lamenta di tutto e non conosce la realtà delle cose.

    • Scusate mi fate vedere un foto di un lampione che illumina il cielo, ma non il terreno?

    • antistrafalcione

      cocco e gravina ma avete mai guardato una foto di una città dall’alto? le luci dei lampioni e delle vetrine o delle finestre o delle luci al neon di quel che volete le vedete riflesse o dirette? pensateci bene:

      [omissis]

      La sua educazione è davvero commovente.

      CG

  5. antistrafalcione

    troppe nel senso che le gestiamo male lanciando verso il cielo un messaggio di spreco; meglio meno ma meglio

  6. antistrafalcione

    per me la cosa interessante è proprio che Guidi non colga il senso; Guidi per lei c’è la logica del più luce, più calore più benessere; ma non è cosi’; il mondo non è lineare, non sempre; ad un certo punto le cose si invertono; funzionano fino ad un certo valore cosi’ , poi cambiano direzione; ed è cosi’ per noi ora; troppa luce e troppa acqua calda non sono buone sono cattive

    • antistrafalcione

      cosa c’entra il paradosso di jevons che è un fenomeno economico con le regole tecniche da aplicare in caso di illuminazione, regole da imporre con la legge non con il mercato?

    • cosa c’entra il paradosso di jevons che è un fenomeno economico con le regole tecniche da aplicare in caso di illuminazione, regole da imporre con la legge non con il mercato?

      L’uso dell’illuminazione non e’ un fenomeno economico? oh poffarbacco…

  7. Abbiate pazienza ma non ho capito la piega che hanno preso i commenti. Il concetto è più luce (più energia) più benessere. Chiaro e semplice. Questo perché ci sono evidentemente alcune realtà la cui accessibilità al benessere non si può misurare con gli standard usuali. Tutto ciò indipendentemente dalle considerazioni che si possono fare circa l’uso più o meno efficiente dell’energia. Quanto all’acqua calda devo fare ammenda perché era una semplice metafora (evidentemente poco chiara) circa il fatto che i risultati di questa ricerca erano scontati (appunto la scoperta dell’acqua calda), ma sono comunque interessanti perché forniscono degli strumenti di valutazione del benessere. Se e quando dovesse (si auspica e spera) cambiare l’uso dell’energia luminosa verso sistemi più efficienti, questi indici non saranno più validi e se ne dovranno cercare altri, ma questo non c’entra nulla con il post.
    gg

    • Tore Cocco

      Guido, veramente a me pareva chiara l’espressione della scoperta dell’acqua calda, bastava leggere il prosieguo per togliersi i dubbi, ma manco a farlo apposta il nostro strafalcione ha fatto uno pseudo trattato dell’acqua calda!! mizzega se capisce cosi i lavori scientifici (in inglese per giunta) siamo proprio messi bene.

      Per la luce, vero argomento del post, vorrei far notare che la maggior parte è luce riflessa, se guardate le curve fotometriche dei lampioni, la componente verticale è spesso zero o vicino a zero (non mi riferisco ovviamente alle luci da giardino sferiche), anche perchè nella parte sommitale c’è il proiettore. Sono anni che si tiene conto di questo fatto, e c’è anche una precisa normativa che bisogna rispettare.

    • Tore Cocco

      La girerò ai miei cari amici e vecchi compagni di classe (elettrotecnici) che per conto dell’enel realizzano gli impianti diilluminazione pubblica, e la girerò pure alle aziende che producono lampade e proiettori, erano tutti all’oscuro dell’esistenza delle leggi…ovviamente se lei avesse letto quel che ho scritto si sarebbe accorto che avevo gia citato la cosa, ma lei deve comunque contraddire, lo dimostra la spassosa pseudo scienza dell’acqua calda che si è inventato per contraddire Guidi, un vero tocco da maestro troll!

  8. antistrafalcione

    lo stesso vale per la luce; se si individua dai sateliti è perchè viene usata male e si disperde nel cielo notturno impedendo di guardare le stelle; a parità di qualità dela vita con accorgimenti semplici si avrebbe la stessa acqua calda ma meglio isolata e la stessa luce ma meglio diretta e si consumerebbe meno avendo il medesimo risultato pratico; questa è l’idea mia e di molti come me; e credo potrebbe essere pure la tua o no? spiegami in cosa non saresti d’accordo con me rude cambioclimatista

    • Giampiero Borrielli

      Infatti, nell’immagine satellitare che fotografa i due paesi, quello più sprecone e quello che sta a sud ( e ti pareva, il solito sud sprecone), mentre al nord, paradiso delle rinnovabili e dei lavoratori, già da tempo hanno implementato una sana economia di risparmio energetico, utilizzando accorgimenti tecnici per limitare la dispersione del flusso luminoso verso l’alto ( cosa che tra l’altro, con grande ritardo, stiamo implementando anche qui in Italia) e dando la possibilità, ai fortunati abitanti, di rimirare le stelle di notte…Ovviamente questo ha comportato dei problemi alla sua classe dirigente, in quanto ha dovuto affrontare il grave problema dell’immigrazione dei popoli vicini, provenienti sopratutto dal sud sprecone, brillantemente risolto solo da poco con l’elevazione di un muro eco-sostenibile !!!

    • Credo di aver capito cosa è successo. È tutta colpa di una svista, uno spazio mancato, per cui il Sig. Anti Strafalcione (quello che è contrario per principio a quanto venga scritto qui, e passa il suo tempo a commettere un errore dopo l’altro), si firma “antistrafalcione” che è proprio il contrario di ogni sua caratteristica.

      ps l’inquinamento luminoso è una cosa seria ma non abbastanza grave da essere stata affrontata anche nei Paesi più ricchi.

    • Piero Iannelli

      ..impedendo di guardare le stelle.

      Molto eco-poetica come descrizione.
      /——-/

      VILLA VERDE. Anche il piccolo centro del Monte Arci ha aderito a “M’illumino di Meno”, giornata del risparmio energetico lanciata dal programma Caterpillar.
      http://lanuovasardegna.gelocal.it/cronaca/2011/03/03/news/giornata-del-risparmio-energetico-lampioni-spenti-anche-a-villa-verde-3595132
      /————/

      A me di guardare le stelle mentre mi schianto su un palo spento, caro Antistrafalcione, per il risparmio psico-energetico mi ineressa poco.

      Meglio illuminare il cielo che vivere come eco-talpe.

      Meglio scorie nucleari nel cuscino che un pannello fotovoltaico sul tetto.

      Meglio un morto in casa che un “ambientalista” alla porta.

      Ambientalisti che risparmiano “ENERGIA” e ci propongono CENTRALI A CARBONE!!!

      Leggiti questo:
      (Legambiente azionista nelle centrali di De Benedetti)
      “La pericolosità radiologica delle centrali a carbone”, sulla rivista “Scientifica American”. Nel paper si sostiene che le centrali a carbone emettano nell’atmosfera materiale radioattivo in quantità (di radiazioni, non di materiale) circa 100 (CENTO) volte maggiore di quello di una centrale nucleare (?).

      Legambiente, che si oppone strenuamente alle centrali a carbone di Genova e La Spezia, ritiene però misteriosamente ecocompatibili le sue a Savona, Vado, Val Bormida, Modugno. Lodi…

      Non solo: alla luce del paper scritto DA LORO STESSI (e non si dica quindi che non sapevano) Legambiente starebbe “INTENZIONALMENTE” compartecipando all’inquinamento con materiale RADIOATTIVO l’ambiente che per statuto dovrebbe proteggere…
      FONTE:http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2011/04/legambiente-azionista-nelle-centrali-di-de-benedetti.html

      Di questo “risparmio”, di questa IPOCRITA e CRIMINALE “decrescita infelicissima” mi auguro possano benificiarne gli eco-figli della verde sinistra disoccupati (delocalizzano le aziende) accampati in eco-grotte o sui rami degli alberi.

      Piero Iannelli

    • antistrafalcione

      mi attengo all’argomento del post: ma chi ha detto di voler rinunciare alla luce e al calore: ho solo detto che si possono usare meglio e senza sprechi; la stima del risparmio energetico è del medesimo ordine di parecchie centrali di qualsiasi tipo; bastano azioni semplici; per esempio lampioni che direzionano bene il fascio e che usano sorgenti ad alta efficienza; sul resto sorvolo perchè credo che lei abbia informazioni alquanto confuse e non ho tempo; sto ancora scrivendo la risposta a Cocco

    • max pagano

      “…Meglio scorie nucleari nel cuscino che un pannello fotovoltaico sul tetto.

      Meglio un morto in casa che un “ambientalista” alla porta……”

      Iannelli, meriterebbe da parte mia una risposta con gli stessi toni, terminologie e ignoranza, suggerendole di mettere in pratica la prima delle sue frasi da me riportata, sono sicuro che in men che non si dica anche la seconda diverrà realtà, ma siccome a volte riesco a controllare le mie reazioni, la chiudo qui….

      @Guido Guidi: mi sfugge una cosa, ma forse ho letto male il post: a mio personale parere, la correlazione corretta è “più benessere=> più illuminazione notturna” (per disponibilità di strutture, tecnologia, soldi); mi è sembrato di cogliere sia nel post che nei commenti di altri (quelli interessanti), una correlazione in direzione opposta….. ho capito male?
      ciao
      🙂

      Reply
      Ciao Max, come avrai letto, sono intervenuto nei commenti solo per dire proprio che non ne ho compreso la direzione. Il post forse no, ma la ricerca è chiara: + energia quindi + luce quindi probabile maggiore benessere, un benessere che in alcuni casi non è misurabile con i metodi standard. La luce quindi è indice di benessere. Quanto alle pur dotte digressioni sull’inquinamento luminoso e sull’uso poco efficiente dell’energia (illuminazione notturna compresa) con questo post non c’entrano un fico secco. A meno che qualcuno non pensi di impegnarsi a insegnare a chi all’uso dell’energia ci sta arrivando ora di togliergliela. Ma forse sì, qualcuno la pensa così veramente. 🙂
      gg

  9. antistrafalcione

    Guidi scusami ma quello che i satelliti individuano è solo la dispersione del calore, quindi diciamo che non è solo quanta acqua calda si ha ma quanto male è isolata; ne convieni? se fosse a parità di quantità meglio isolata non se ne individuerebbe alcuna ma ci sarebbe lo stesso; in soldoni bene l’acqua calda, male la dispersione

  10. Giampiero Borrielli

    Nel paese a Nord stanno usando molto le energie rinnovabili e dando il loro fattivo contributo alla riduzione della CO2 e conseguente salvezza del mondo…tant’è che hanno costruito un muro per evitare l’emigrazione selvaggia entro il loro paradiso….
    http://www.ilfoglio.it/zakor/695

    • Che bello! Ma ti immagini…ogni giorno, festeggiano il Giorno della Terra! Un esempio da seguire!!!

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