Salta al contenuto

Domande difficili, risposte altrettanto difficili, ovvero, assenti.

Ci abbiamo provato. Abbiamo lanciato un appello. Opinionisti, esperti, specializzati in incursioni da altre branche della scienza. Niente da fare, ai quesiti posti ai seri professionisti che hanno sgomitato sulle pagine dei giornali in occasione degli eventi in Liguria e Toscana nessuno si è degnato di rispondere.

Forse allora non sono così le tante le prove del cambiamento (ovviamente in peggio) del regime delle piogge e della frequenza e intensità degli eventi estremi in Italia. Forse sono ancora inferiori le prove che questo cambiamento sia attribuibile ad una modifica delle dinamiche del clima di origine antropica. Allora dobbiamo immaginare che affermarlo con tanta sicurezza non sia esattamente una buona pratica di divulgazione scientifica. Nè lo è di divulgazione in senso più generico. Semplicemente parlare con scarsa cognizione di causa non è una buona pratica.

Eppure qualche giorno fa lo ha detto anche Mario Tozzi a Linea Notte su Rai3: “il regime delle piogge e’ cambiato”.  Allora non ho più dubbi.  Deve essere necessariamente vero. Però rispetto a quando e rispetto a cosa non è dato saperlo. L’informazione è considerata accessoria.

Ma tanto vero che, confermando la famosa massima di Schopenhauer secondo la quale non esiste assurdità che gli uomini non siano disposti a credere se percepiscono che sia accettata universalmente, ieri lo ha detto tout court anche il corriere. Una volta si diceva lo ha detto la TV. Oggi si dice lo dicono i giornali. Domani si dirà lo dice internet. Ma la musica non cambia. La verifica è considerata accessoria.

Questo il contesto. Esce una ricerca sul Journal of Climate che mette in relazione le siccità invernali nel Mediterraneo con il riscaldamento globale. Guarda un po’ proprio quanto previsto dalle simulazioni climatiche, nonostante l’abstract chiarisca che in realtà soltanto la metà del segnale di aumento di questi eventi è spiegabile con il riscaldamento. Non è possibile non notare che una buona parte del predetto bacino ha le sponde allagate, specie quelle nostrane. Per cui il corrierone gigioneggia, e dichiara candidamente che non si tratta di un controsenso, perché, in realtà, tanto le siccità quanto le alluvioni condividono un elemento sostanziale: sono causate dai cambiamenti climatici.

Mission accomplished. Gli esperti di cui sopra, i seri professionisti impegnati a spiegare cosa è accaduto alle telecamere hanno raggiunto il loro scopo. Il messaggio è arrivato. L’alluvione in Liguria e’ stato causato dal global Warming. Oggi come le decine di altre volte che e’ arrivato nel corso dei secoli. Poco importa che nessuno abbia prodotto uno straccio di prova. Non ce n’è bisogno, quelle servono solo se si vogliono confutare le fantasie degli esperti, se le si sostiene si può fare e dire di tutto, le credenziali non sono considerate necessarie.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...Facebooktwitterlinkedinmail
Published inAttualità

5 Comments

  1. Mi sono accorto del tuo appello ieri nel giro domenicale dei blog (la prossima volta avvisa con una mail se mi chiedi qualcosa, la mai mail ce l’hai).
    Non so se ti avrei risposto, più che altro per motivi di tempo; comunque sabato su questo tema sono riuscito a scrivere un post che uscirà oggi su Climalteranti, in cui troverai come vedo io la questione.
    Vedo che ora fai sarcasmo sui … seri professionisti che hanno sgomitato sulle pagine dei giornali.
    C’ero anche io nell’elenco quindi ne deduco che ti riferisci anche a me. Ma non sei tu che dici sempre di voler tenere bassi i toni senza metterla sul personale? Boh..
    Mi sa che la prossima volta non ti rispondo comunque.
    Sul fatto che poi arrivi a dedurre che se nessuno ti risponde è perché non sa rispondere e quindi parla senza cognizione di causa, ti faccio notare che hai fatto tutto da solo; contento tu…

    Reply
    Mi dispiace Stefano, ma hai frainteso. Nessun sarcasmo. Che si tratti di seri professionisti è innegabile. Che ci sia stata una pioggia di dichiarazioni pure. Alcune di queste, tra l’altro, a margine di un evento che andava sostenuto (giustamente dal punto di vista di chi lo ha promosso o vi ha partecipato). Non è sempre detto che dire le cose come stanno sia sarcastico.
    Ad ogni modo, Massimiliano ha sollevato la stessa eccezione: se volevi sapere qualcosa potevi chiederla direttamente. E’ vero in parte. A dichiarazioni pubbliche può capitare anche di ricevere domande pubbliche su mezzi più o meno simili (o come nel caso specifico molto più piccoli). Certo, ho corso il rischio che non fossero ricevute, ma, come vedi, non è andata così.
    gg

  2. cd

    sarà mica che non vi considerano degni di considerazione?

    Reply
    Può darsi. Anzi, ne ero certo, finché non è arrivata la prima risposta. E rispondo a questo commento prima di leggerla. Arrivi fuori tempo massimo per la tua pillola di inconsistenza quotidiana. Buon we.
    gg

  3. Dopo l’ennesima tragedia da alluvione, aspettiamoci che i soliti sproloquiatori approfittino per dire le loro fesserie. Nel frattempo “consoliamoci” con La Stampa:

    Perché una alluvione ogni anno?
    Perché una alluvione ogni anno? (Dal nostro inviato speciale) Genova, 10 ottobre. E’ possibile trarre dalle cronache dei disastri e dai primi dati certi alcune indicazioni sulle cause e sulle responsabilità delle alluvioni che si ripetono con tanta frequenza. Da quella del Polesine (1951) a quella…

    Edizione dell’11.10.1977 – numero 231 pagina 1

  4. donato

    Veramente credevi che ti avrebbero risposto? Io non avevo dubbi circa l’esito finale.
    Ciao, Donato

    Reply
    Beh, un po’ di bibliografia esiste, peccato che il segnale sia contraddittorio e tutt’altro che robisto, e che i dati siano scarsi e farraginosi. Sarà per questo che non si fidano?
    gg

    • Massimiliano

      Caro Donato,
      se qualcuno mi avesse avvertito “direttamente” delle domande poste nell’appello “direttamente” a me, avrei risposto, come ho iniziato a fare stasera, ben prima. Invece ho trovato le “domande” solo 2 giorni fa e durante un normale giro di navigazione, finendo qui per caso.

      Massimiliano

Rispondi a donato Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Categorie

Termini di utilizzo

Licenza Creative Commons
Climatemonitor di Guido Guidi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso info@climatemonitor.it.
scrivi a info@climatemonitor.it
Translate »