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Climategate 2.0: Se c’è un precedente abbiamo buone speranze

Guarda cosa ti trovo tra le mail del climategate atto secondo:

Kevin Trenberth, Lead Author dell’IPCC scrive a proposito delle dimissioni presentate da Chris Landsea dal gruppo che doveva scrivere di influenza del global warming sugli uragani (mail 3896.txt):

[blockquote]”Apprendo ora che si è dimesso da CA [Contributing Author] del nostro capitolo. Ho risposto al suo precedente messaggio in modo abbastanza educato. Credo che si sia comportato da irresponsabile e debba essere cacciato dalla NOAA per non avere un’apertura mentale sufficiente da considerare che il cambiamento climatico potrebbe avere effetti sugli uragani.”[/blockquote]

Che dire, l’apertura mentale di colui che guidava la stesura di quel capitolo è esemplare. Quelli che non la pensano come lui devono essere cacciati, non dal gruppo di lavoro (che tra l’altro avrebbe dovuto vedere rappresentate tutte le opinioni), ma dal loro lavoro.

Un po’ di contesto. Dopo aver dovuto rinunciare a malincuore al contributo di Landsea, che evidentemente non avrebbe fornito adeguato supporto alla causa, si ruppero gli indugi e si scrisse così:

[blockquote]Sulla base di un range di modelli, è probabile che i cicloni tropicali (Tifoni e Uragani) diverranno in futuro più intensi, con picchi di velocità del vento più elevati e precipitazioni più forti associati all’attuale aumento delle temperature di superficie delle aree tropicali {9.5, 10.3, 3.8}.[/blockquote]

Ora che l’IPCC, naturalmente a posteriori, è sceso a più miti consigli, non sarebbe il caso di far fare un giretto di ferie a Kevin Trenberth e soci? Il precedente lo hanno fornito loro, è solo questione di apertura mentale no?

Ma attenzione, viviamo comunque tempi interessanti, per cui ritengo sia il caso di dare un’occhiata al record del giorno, un risultato che però dubito possa essere oggetto di comunicati stampa o sessioni speciali dell’adunata di Durban:

Si tratta del record storico del numero di giorni intercorsi tra “l’atterraggio” di due uragani di categoria 3 o superiore sulle coste degli Stati Uniti. Attualmente 2.232. Come fa notare Roger Pielke jr, autore del grafico, l’ultima volta che c’è stata una ‘quiete’ di pari lunghezza è stato tra il 1900 e il 1906. Dato che la stagione degli uragani 2011 è bella che finita, si arriverà certamente a 2.500 giorni e più. Non male per eventi che dovevano diventare sempre più intensi e frequenti.

Naturalmente questa è solo cabala, questa fortunata e fortunosa situazione non durerà. Però sarebbe interessante chiedere al gruppo di ‘esperti’ che dopo l’uragano Katrina ha fornito alla compagnia assicurativa RMS gli elementi per alzare i premi della copertura da questo genere di eventi guadagnando 82 miliardi di dollari, quali fossero nelle loro elucubrazioni modellistiche le probabilità che di lì in avanti non ci sarebbe stato alcun danno da risarcire.

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Published inAttualità

2 Comments

  1. Guido Botteri

    Credo che il povero Kevin Trenberth sia troppo occupato nella infruttuosa ricerca del calore che sarebbe scomparso per poter avere lui stesso aperture mentali verso chi, a giudicare da ciò che è successo dopo, aveva ragione. 🙂
    Credo anche che per giudicare Trenberth si debba tener conto di questo calore che manca ai suoi conti.
    Se uniamo le due cose, intransigenza e discordanza dai fatti reali, non posso che unirmi a quanto detto da Scienza1, sia per aver costretto un validissimo scienziato a dimettersi ingiustamente, sia per formulare scenari catastrofici che non trovano riscontro nella realtà.
    Secondo me.

  2. Scienza1

    Kevin Trenberth dovresti dimetterti.

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