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Una speranza vana…

Qualcuno avrà il coraggio di dire “ho sbagliato”?

Ieri mi sono imbattuto in un tweet della World Bank che rilanciava un press release dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Titolo:

Malaria deaths are down, but progress remains fragile.

Nel corpo leggiamo che in totale nel mondo le morti per malaria sono diminuite del 25%, un dato che sale al 33% per la sola Africa.

Sicché invito tutti i nostri lettori abituali o occasionali a far mente locale sul numero di volte che hanno sentito dire che il riscaldamento globale avrebbe generato un aggravamento e recrudescenza di questo problema. Al Gore ne ha fatto una bandiera nel suo “An Inconvenient Truth”, sono stati fatti convegni, pubblicate centinaia di pagine e i portavoce delle multinazionali dell’ambiente lo ripetono ogni volta che possono. Qui la voce dell’UNEP, che naturalmente dipinge a tinte fosche il futuro in termini di diffusione della malaria, con tanto di cartina (la stessa in testa a questo post), su cui sono indicate aree dove si espanderà, salvo la candida ammissione che ci sono anche zone da dove sparirà, ma per comodità di lettura non sono indicate sulla stessa mappa. Il tutto grazie ai soliti magici, infallibili scenari di emissione e conseguente cambiamento climatico.

Dal blog di Franko Petri, fedele reporter del WWF internazionale per la COP17 di Durban, leggiamo il diario del 6 dicembre:

[success]
Cosa succede se non riduciamo i gas serra? In caso di due gradi di aumento della temperatura, ci saranno 200 milioni di persone in più affette da malaria. Se i gradi saranno tre, il numero degli ammalati salirà a 300. Ma c’è di più, da cinque a sei milioni di persone in più saranno a rischio di contrarre la febbre emorragica. La malnutrizione e la competizione per le risorse cresceranno in ogni caso. L’Europa non sarà risparmiata.
[/success]

Volendo applicare lo stesso criterio di scienza spannometrica si potrebbe dire che la correlazione è lineare. Due gradi, duecento milioni, tre gradi trecento e così via.

Nel programma “Climate Witness” del WWF, che ha avuto la brillante idea di raccogliere le impressioni soggettive di perfetti sconosciuti in giro per il mondo e farne fare poi la scientific review a scienziati assoldati alla bisogna in cambio di onori e gloria, troviamo anche la malaria. E gli studiosi di turno naturalmente confermano:

[success]
Le osservazioni di casi di malaria sono consistenti con la diffusione della malattia verso aree dove non era presente prima di un generale aumento delle temperature. Tutte le osservazioni sono quindi consistenti con la letteratura peer reviewed che descrive l’influenza dell’uomo sull’ambiente, sui pattern atmosferici che ci si attende prevalgano in un clima più caldo e sui relativi impatti del cambiamento climatico sperimentati in molti settori come l’agricoltura e la salute.
[/success]

Che dite ritratteranno? E restituiranno anche onori e gloria?

 

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Published inAttualità

3 Comments

  1. Uberto Crescenti

    Sul tema è interessante la relazione tenuta da Umberto Tirelli in occasione del Convegno “Clima, Energia, Società” organizzato nel 2010 presso il CNR di Roma da parte della Associazione Galileo 2001, le cui relazioni sono pubblicate su un volume di 21.mo secolo 2011, curato da Angela Rosati. La relazione di U. Tirelli, pagg.345-348 dal titolo “Cambiamenti climatici e salute” dimostra i vantaggi sulla salute umana del riscaldamento globale. Vi si legge :” In conclusione, tutti sanno che i ricchi americani e i ricchi europei che vivono in paesi freddi tendono durante i periodi invernali e molto freddi a recarsi nei paesi puù caldi, in particolare gli americani in Florida e gli europei in Costa Azzurra, tutto questo perchè soprattutto per gli anziani è più benefico il clima caldo che non quello freddo a cui invece sarebbero esposti rimanendo nelle loro abitazioni usuali. E’ infatti ben conosciuto che per le malattie reumatiche ed artrosiche, per le malattie cardiorespiratorie, per la depressione un clima più temperarto e caldo è molto migliore che un clima freddo”.
    I catastrofisti non sanno più cosa inventarsi. Ma prima o poi finiranno all’angolo!

  2. Filippo Turturici

    “Le osservazioni di casi di malaria sono consistenti con la diffusione della malattia verso aree dove non era presente prima di un generale aumento delle temperature.”

    Cosa intendono, l’Antartide? Hanno una pur vaga idea di cosa fosse e dove fosse la malaria nel XIX secolo, con 1°C (globale e stimato) in meno di oggi? Certe cose le insegnavano alle elementari (una volta qui c’erano le paludi, c’era la malaria, le bonifiche ecc.) Adesso sembrano dimenticate persino nelle università.

  3. Luigi Mariani

    In merito al rapporto fra Global Warming e malaria segnalo il seguente lavoro scientifico, recentemente pubblicato su una delle principali riviste internazionali di malariologia:

    Gianni Gilioli, Luigi Mariani, 2011. Sensitivity of Anopheles gambiae population dynamics to meteo-hydrological variability: a mechanistic approach, Malaria Journal Malaria Journal, 10:294 doi:10.1186/1475-2875-10-294

    Il lavoro per chi desiderasse consultarlo è disponibile gratuitamente online al sito http://www.malariajournal.com/content/10/1/294.

    Mi limito qui a riportare le conclusioni:

    “Conclusions
    The non-linear temperature-dependent response is in agreement with the non-linear patterns of temperature-response of the basic bio-demographic processes. This non-linearity makes the hypothesized biological amplification of temperature effects valid only for a limited range of temperatures. As a consequence, no simple extrapolations can be done linking temperature rise with increase in mosquito distribution and abundance, and projections of An. gambiae s.s. populations should be produced only in the light of the local meteo-climatic features as well as other physical and biological characteristics of the landscape. ”

    Segnalo infine che la nostra ricerca, che ha visto l’impiego di un modello meccanicistico del tutto innovativo, ripondeva alle interessanti sollecitazioni espresse da Paul Reiter nel suo lavoro “Globbal warming and malaria: knowing the horse before hitching the cart, Paul Reiter Malaria Journal 2008, 7(Suppl 1):S3 (11 December 2008)”.

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