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Dagli al meteorologo!

Cari professionisti della previsione, è giunta l’ora del giudizio. Non già per quello che avete sempre pensato che vi avrebbe portato al pubblico ludibrio, cioè l’ennesima previsione sbagliata, quanto piuttosto per il vostro scetticismo impenitente. Voi disinformati disinformanti, voi specialisti di serie B, voi minus habens, sarete sottoposti alla seguente procedura:

  1. Iniziale accurata selezione attraverso le segnalazioni dei vostri utenti scontenti;
  2. Schedatura;
  3. Corso di indottrinamento intensivo;
  4. Esercizio della professione di fede attraverso accurata diffusione del verbo sui media che occupate in modo tanto immeritato;
  5. Salvezza (forse…e comunque mescolati al popolo bue) grazie all’intervento di color che tutto sanno.

Questa in realtà è la conclusione. Ora la storia.

Tutto inizia dal consenso, da quell’aberrazione scientifica che vorrebbe racchiudere in un pensiero uniforme la capacità degli specialisti di un determinato settore di formare una propria opinione. Da quella questione di fiducia posta dal governo della scienza a quanti a vario titolo la rappresentano.

Un consenso che sta scemando, un pensiero di gruppo che sta perdendo colpi, non già per l’azione disinformante di alcuni, ma semplicemente perché l’armageddon climatico tarda ad arrivare. Sicché come correre in soccorso della suddetta abberrazione? Come assicurarsi la fiducia degli elettori? Semplice, con l’azione di lobbing.

Indurre una delle innumerevoli organizzazioni scientifiche, magari opportunamente blasonata, a produrre un statement fondato sul consenso, ottenere per questo una vasta eco sui media e risalire la china nella classifica dei temi cari alla psicologia della società, appunto il terrore da clima che cambia.

Siamo fritti, color che tutto sanno si sono accorti che fare le previsioni del tempo sui media può essere uno strumento di diffusione di opinioni, al pari di tutte le attività ad elevata visibilità. Al tempo stesso, però, si sono anche accorti che molti di quelli che esercitano questa professione sono scettici, chissà perché. Proviamo a capirlo. Sarà perché seguono magari da qualche decennio l’evoluzione delle dinamiche atmosferiche e sanno che non c’è un giorno uguale all’altro? Sarà perché sanno che in ragione di questo la media è un concetto che ci siamo inventati per semplificare e descrivere un sistema complesso e fa efficacemente il suo lavoro ma non rappresenta affatto il sistema? Sarà perché lottano tutti i giorni con sistemi di simulazione che migliorano sempre ma continuano a sbagliare spesso e volentieri e quindi non sono mai da prendere come il verbo divino? Ma no, niente di tutto questo. E’ solo che sanno che essere contro fa tendenza. Per cui, con una sana dichiarazione di consenso da parte, ad esempio, dell’American Meteorological Society, la tendenza sarà invertita.

Come fare? Anche questo è semplice, basta mettere su una pagina web avvalendosi di qualcuno che sa come far sentire la voce dei più deboli, che sa come veicolare e far giungere i messaggi, che sa, in una parola, come fare lobbyng. Uno slogan mirato (Forecast the Facts) e un bel modulo con cui potete unirvi all’iniziativa, segnalare eventuali meteorologi dissenzienti e riportare le loro affermazioni, che si tratti di semplice esercizio della professione o di blogging, partecipazione a eventi o, magari, di chiacchiere al bar. L’importante è sapere. E l’importante è che chi da’ loro impiego sappia.

Tutto chiaro, tutto alla luce del sole. C’è anche una procedura (simpaticamente definite methodology):

[success]
Forecast The facts definisce negazionista chiunque apertamente non aderisca al soverchiante consenso scientifico sul cambiamento climatico: che è reale, largamente causato dagli uomini e sta già avendo un profondo impatto sul nostro mondo. Forecast the fact include anche meteorologi che abbiano suggerito che le ondate di freddo intenso o le tempeste di neve smontino la scienza del clima. Seguiamo l’opinione dei meteorologi attraverso le loro affermzioni in onda, i post sui blog, l’attività sui social media, le apparizioni pubbliche, le interviste e l’interazione con gli spettatori.
[/success]

Inutile precisare che se invece andate dicendo che un’ondata di calore conferma la scienza del clima ottenete il lasciapassare…

Naturalmente, c’è una petizione da sottoscrivere per sollecitare l’AMSa compiere i suoi obblighi:

[success]
Il nuovo statement dell’AMS sul cambiamento climatico fa eco al diffuso consenso scientifico circa il fatto che il cambiamento climatico stia avendo sempre maggiore impatto sul nostro pianeta. Esorto il Consiglio dell’AMS ad approvare questo nuovo statement immediatamente e promuoverlo vigorosamente con i suoi membri.
[/success]

E non poteva mancare l’animazione. La pubblicità è l’anima del commercio, si sa.

Questa gente è alla frutta.

Però, è bello iniziare ogni giornata con qualcosa di cui essere contenti. Oggi ne ho addirittura due:

  1. Non abbiamo e non avremo mai in Italia una associazione di categoria;
  2. Da noi fare lobbyng è una parolaccia.
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Published inAttualità

11 Comments

  1. donato

    L’avevo sempre sospettato: prima o poi cominceranno a schedare gli scettici, poi ad epurarli ed infine li richiuderanno in campi di sterminio sorvegliati dai caschi verdi. Qualche tempo fa CM inviò una lettera di solidarietà al prof. E. Bellone ferocemente attaccato dalle vestali dell’AGW per aver “osato” prendere in considerazione un blog scettico. Nel comunicato di condanna dell’operato del prof. Bellone, CM veniva definito come un gruppo di metereologi, ingegneri e qualche ricercatore. Meno male che hanno cominciato a prendersela con i metereologi lasciando in pace gli ingegneri 🙂 🙂 🙂 🙂
    Ciao, Donato.

    Reply
    Lo sapevo che finiva così! Bella solidarietà! 🙂
    gg

    • donato

      errata corrige: meteorologi e non metereologi. A certe ore bisognerebbe dormire non scrivere 🙂 .
      Ciao, Donato.

    • Guido Botteri

      Zitto, Donato, non farci scoprire !
      Se questi si accorgono di come sono scettici gli ingegneri, ci prenderanno di mira ! 🙂
      Ed in effetti, un ingegnere la dà qualche occhiatina ai costi, e sta coi piedi per terra, a differenza dei “salvatori del pianeta”. Perché un’azione, per sperare di essere efficace, non può trascurare l’aspetto economico.
      Poi, naturalmente, c’è sempre l’eccezione che conferma la regola.

  2. E’ incredibile! Ma sono in buona compagnia: questa storia mi ricorda la lettera degli archeologi delle università e delle sovrintendenze archeologiche contro l’ipotesi di Sergio Frau sulle Colonne d’Ercole e su Atlantide in Sardegna. Se questa ipotesi fosse stata così fasulla, avrebbero potuto smontarla con argomenti scientifici invece che con proclami…

  3. …non ci credo…..ma siamo alla follia…..

  4. Fra l’altro il contenuto del video e’ spaventosamente antiscientifico, perche’ non c’e’ uno scienziato serio che attribuisca i presunti “estremi” del 2011 all’azione umana…anche perche’ chi lo fa, praticamente sta dicendo che l’IPCC non capisce niente di clima.

    Insomma a “difendere la scienza” ci sono gli equivalenti di omeopati e astrologi.

    In altre notizie, ulteriori prove che ad essere bigoilisti sono in realta’ i cambioclimatisti.

  5. Tore Cocco

    Guido, se ci hai fatto caso, sono talmente padroni della disciplina che nel filmatino la tempesta che compare in mezzo ruota in senso contrario a come hanno disegnato la spirale…. e ovviamente il panico degli omini alle vicende meteo è il cosi detto principio di precauzione.

    • Marò, hai ragione, non lo avevo notato!
      gg

  6. Guido Botteri

    Quanto ci rimane di “scienza” quando un consenso debba affermarsi con questi metodi che sono tutto meno che scientifici ?

    • Giuseppe Cicotti

      Seguo questo sito da pochissimi giorni, ma sono proprio contento di averlo trovato. Pochi sono i meteorologi in TV con carattere, appassionati e soprattutto conoscitori della loro scienza (almeno così pare anche da come si esprimono). Guido Guidi è sicuramente tra quei pochi e aver letto alcune sue opinioni e/o osservazioni scientifiche (o meno) per quanto riguarda l’ambito climatico, non fa altro che incrementare la mia stima verso la sua professionalità e la sua persona.
      Detto questo, sarei molo interessato nel venire a conoscenza di studi (liberi da interpretazioni di parte) sulle evoluzioni climatiche degli ultimi 20 anni; inoltre, qual’è la vostra chiave di lettura? (P.S è da 25 dei miei 33 anni che sono appassionato di clima e meteorologia e tanti cambiamenti globali e locali li riconosco anch’io indipendentemente da stimatori statistici più o meno validi).
      Grazie per la vostra condivisione tramite questo bel sito.

      Giuseppe C.

      Reply
      Grazie. Detto questo, seguici e esplora queste pagine. Troverai qualche risposta alle tue domande.
      gg

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