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Be ready!

Ci siamo, la musica è cambiata. E non veniteci a dire che non ve l’avevamo detto. Lo so, non si dovrebbe mai bearsi delle proprie intuizioni, anche perché quando c’è di mezzo l’evoluzione delle dinamiche atmosferiche nel medio e lungo periodo c’è sempre il rischio di fare pessime figure.

Con la pubblicazione del nostro Outlook dei primi di gennaio, accompagnata dalla pubblicazione di una mappa delle anomalie del geopotenziale alla media troposfera, però, qualcuno aveva sottolineato il carattere scherzoso che accompagnava la trattazione, considerandoli degli amiccamenti inopportuni, quasi a voler sottendere che celassero una scarsa professionalità nell’afforntare l’argomento.

Il fatto è che non bisogna mai prendersi troppo sul serio, neanche quando si è convinti di aver ragione. E ora i fatti dimostrano che le cose stavano esattamente così.

Le teleconnessioni stratosfera-troposfera, ben lungi dall’essere comprese nella loro interezza ovviamente, sono un ambito disciplinare estremamente complesso. Immaginarne l’evoluzione praticamente al buio, senza poter ricorrere ad alcun supporto oggettivo – non esistono infatti modelli che affrontino il problema alle necessarie scadenze temporali – è frutto di un lavoro di analisi e osservazione che dura anni, ove non decenni.

Ma, alla fine, questo lavoro sta dando i suoi frutti, pur con le inevitabili e dovute riserve. In pratica, gira tutto intorno alla possibilità di immaginare il comportamento degli indici teleconnettivi di cui sono noti gli effetti sul breve e medio periodo. Tra questi, certamente il segno dell’Oscillazione Artica. Semplificando al massimo, infatti, una AO positiva è indice di elevata zonalità, cioè di flussi che scorrono da ovest a est impedendo che l’aria delle alte latitudini possa scendere verso sud. Diversamente, una AO negativa implica un rallentamento della circolazione emisferica, una amplificazione delle onde troposferiche e la discesa di aria fredda verso meridione. Per quel che riguarda l’Europa, che questi flussi, zonali o meridiani che siano, possano essere umidi o meno, dipende poi dal segno dell’Oscillazione Nord Atlantica (NAO). Se positiva, i sistemi frontal viaggiano alti, se negativa, arrivano sul Mediterraneo.

Ebbene, dal momento che tanto l’AO quanto la NAO sono di fatto indici barici, il loro segno è definito dalla posizione e dal carattere dei sistemi barici dinamici a scala continentale. Immaginare questo carattere e queste posizioni equivale a definire il valore degli indici barici, cioè a capire quale sarà il pattern atmosferico medio di un certo periodo. Da questo discende il tipo di tempo.

Con le nostre analisi stratosferiche e degli indici teleconnettivi cerchiamo di fare esattamente questo. E in questo caso, cioè con riferimento a questa stagione invernale, questo lavoro sta dando decisamente i suoi frutti.

Il 20 dicembre del 2011, infatti, abbiamo scritto così:

[success]
Attorno alla metà della seconda decade di gennaio è attesa una disposizione dell’alta pressione atlantica con asse sudovest-nordest verso l’Europa nord orientale. Ciò favorirà la discesa di impulsi freddi orientali associati a possibile ciclogenesi sull’Italia meridionale ove si instaurerebbe una fase fredda ed instabile. In questi casi il nord Italia rimarrebbe con tempo freddo ma secco.

Un ultimo accenno alla possibile evoluzione successiva lo merita l’eventuale possibilità che si realizzi uno stratwarming causato dal nuovo regime dei venti equatoriali alla quota isobarica di 50hPa ma ovviamente si rimanda a bollettini successivi la valutazione del caso.

[/success]

A livello troposferico è andata esattamente così, mentre in stratosfera, quella che era stata indicata come una possibilità è divenuta una realtà. La mappa qui sotto rappresenta l’andamento della temperatura in zona polare alla quota stratosferica di 10 hPa.


http://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/stratosphere/temperature/10mb9065.gif

Successivamente, l’8 gennaio scorso, abbiamo aggiornato la prognosi:

[success]
Il rallentamento previsto del VPS provocherà un graduale rallentamento del VPT con una netta riconfigurazione del pattern circolatorio emisferico. L’indice AO è previsto in deciso calo con particolare riferimento all’ultima decade di gennaio.

Il mese di febbraio è atteso proseguire con una fase mediamente negativa della AO come rilevabile dalla nostra mappa di prognosi delle anomalie del geopotenziale alla quota isobarica di 500hPa. E’ probabile inoltre una fase piuttosto negativa dell’indice AO tra il 10 e il 20 febbraio. L’istaurarsi di tale pattern circolatorio favorirà una seconda parte invernale con anomalie termiche negative e maggiori probabilità di precipitazioni anche se a oggi e in questa trattazione l’evoluzione specifica è di difficile prognosi e rende necessario rimandandare gli approfondimenti alla valutazione degli output dei modelli deterministici.

Con tale configurazione è lecito attendersi l’instaurarsi di condizioni favorevoli a blocchi atlantici alla circolazione zonale alle medio-alte latitudini favorendo un cedimento dei geopotenziali nell’Europa meridionale e mediterranea.
[/success]

Diamo un’occhiata all’indice AO:

http://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/precip/CWlink/daily_ao_index/ao.sprd2.gif
La discesa in territorio negativo, la prima significativa dalla fine dell’estate, è iniziata proprio dopo la metà di gennaio. E’ anche molto interessante notare che i due precedenti episodi di diminuzione o neutralità dell’indice, abbiano coinciso con l’arrivo delle perturbazioni molto intense della fine di ottobre e dei primi di novembre. In quel caso, però, il collegamento è parecchio meno solido, anche per i valori neutri assunti dalla NAO nel periodo.

Tornando all’attualità, ora non solo il rallentamento della circolazione è assolutamente evidente, ma si sono generate le condizioni per la saldatura tra l’alta pressione dinamica dell’Atlantico  e l’anticilone termico siberiano, una figura che tecnicamente si chiama Ponte di Vejkov. Quel che ne consegue è un’altra configurazione nota ma piuttosto rara, per intenderci una di quelle che fanno crollare sia i termometri che i barometri in area mediterranea, lo Scandinavian Pattern positivo (dai valori di pressione elevati che vanno ad occupare l’area scandinava).

Quello che ci aspetta a breve ve lo risparmio, perché lo trovate già sui giornali, ed è strettamente riferito al titolo di questo post. Prima di chiudere, però, direi che valga la pena parlare del futuro a medio termine. Come detto in apertura, la musica è cambiata. Febbraio sarà quasi completamente in anomalia termica negativa, perché prevarrà una circolazione bloccata, solo saltuariamente interrotta da temporanee riprese dell’indice di zonalità. Una di queste fasi arriverà già tra una decina di giorni, un segnale che tra l’altro riverbera la ripresa della zonalità in stratosfera discussa nel nostro ultimo Outlook e trova conferma nella previsione di lieve ripresa (seppur con spread elevato) del segno dell’indice AO. Ma saranno fasi brevi, perché i flussi medi tenderanno con ottima probabilità ad assumere invece una elevata componente retrograda.

In poche parole e senza voler trovare alcun collegamento che non sia di ordine filosofico, dopo un’estate tardiva ma lunga e un autunno altrettanto tardivo e lungo, è arrivato finalmente l’inverno. In ritardo, certamente, ma non abbastanza perché gli effetti non siano significativi.

Sicché, per gli appassionati del freddo, ma anche per tutti gli altri, vale quanto detto in apertura: be ready!

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Published inAttualitàMeteorologia

25 Comments

  1. Max

    Ecco, come sospettavo e mi auguravo. C’è un abisso di differenza tra la definizione delle griglie di Ecmwf e quelle del modello americano.
    Sembra, quindi, che febbraio voglia riprendersi lo scettro di mese freddo e nevoso. Io, da amante dell’inverno, me lo auguro.
    La speranza è di vedere finalmente il belpaese ammantato (certo, a più riprese) dalla dama bianca. Poi, se è alle porte un nuovo 1956, lo accoglieremo con piacere.
    La ringrazio davvero tanto per la disponibilità dimostrata.
    😉

  2. Max

    Stamani nel guardarla in tv non ho notato ustioni di sorta! ;)))
    Comunque, diplomaticamente non mi ha risposto: secondo lei chi la spunterà? Il sud sarà coinvolto da neve e freddo come indicato da Ecmwf ancora stamani? E il gelo sul belpaese sarà davvero estremo e duraturo?
    Grazie per la eventuale risposta.
    Le rinnovo la grande stima e simpatia.
    😉

    • Allora, il mio punto di riferimento è ECMWF. Raramente il GFS. Non me ne voglia, ma potendo girare in Ferrari non vedo perché si dovrebbe usare altro. Attenzione, questa non è una critica, ma una oggettiva valutazione della differenza di definizione tridimensionale tra i prodotti da te citati e quello europeo, che fornisce tra l’altro le boundary conditions ai modelli ad area limitata più sofisticati.
      Le misure occuperanno molto probabilmente gli estremi della distribuzione statistica. Come, dove e quanto, lo sapremo a cose fatte. Se sono antipatiche le classifiche a posteriori, quelle ex-ante sono ridicole. Circa la durata, penso che questo impulso non sarà l’unico. Febbraio sarà un mese difficile.
      gg

  3. giorgio

    Buongiorno, cn l’accodamento d GFS pare scaontata la fase epocale del gelo anche qua a Roma.. penso che Roma stando a queste carte avrà a più riprese importanti nevicate e nelle giornate d fine settimana temperature record!! ;)che evento alle porte!!

  4. Max

    Colonnello, così, a brucia pelo: chi la spunterà Ecmwf-Ukmo-Gem o Gfs? I primi vedono target italico, i secondi iberico-marocchini. Grazie. La stimo molto.

    • I previsori non hanno pelo da bruciare. Le scorte si esauriscono nei primi anni di lavoro. 🙂
      gg

  5. Roberto Breglia

    Gentile Guido,volevo complimentarmi per la precisione con la quale avevi previsto,con largo anticipo,il verificarsi di tale cambio circolatorio,pur essendo una situazione estremamente delicata e complessa.E’un sito veramente molto interessante,ancora complimenti.
    Cordiali saluti
    Roberto Breglia

    • Roberto,
      gli Outlook sono frutto di un lavoro di gruppo, ma l’anima di queste analisi è Carlo Colarieti Tosti. E’ quindi a lui che devono andare i complimenti.
      gg

  6. Simone

    Salve volevo chiederLe se come molti sostengono si potranno avere precipitazioni nevose sull’abruzzo anche su piano e coste da giovedì a data da destinarsi, ringrazio anticipatamente dell’ascolto.
    Simone

    • Simone,
      questa è forse una delle poche certezze. Il flusso post frontale sarà settentrionale per parecchi giorni, e le temperature più basse arrivano proprio allora (ovviamente). Temo che tutto quello che verrà giù da quella parte sarà neve per un bel po’.
      gg

  7. E’ possibile ipotizzare un febbraio molto freddo, o c’è solo spazio per l’evento di questo prossimo fine settimana?

    Grazie.

    Pitta

    • Luca,
      l’anomalia termica dovrebbe riguardare tutto il mese. Penso ci sia spazio per altri episodi.
      gg

  8. Fabio

    Certo, ricordo l’anno scorso quando lo SW non produsse nulla di concreto “i modelli fiutano la preda” alla fine avete “sottoscritto” l’errore e questo vi fa onore.
    Nel post http://www.climatemonitor.it/?p=23201 non ho espresso i miei più sinceri complimenti per la riuscita della “previsione” dell’8 gennaio e non ho visto nessun altro farlo, tantè che ve li siete fatti da soli.
    Ora, sicuramente a nome mio, mi scuso per non avervi fatto i complimenti subito.

    Bravi e grazie per aver creato questo sito.

    Fabio

    • Fabio,
      fare previsioni significa spesso sbagliarle. Il successo è abbassare la percentuale di errore. E siccome le previsioni a breve (giuste e sbagliate) sono ovunque, preferiamo esplorare un territorio ancora piuttosto desolato, quello del lungo termine. Questo esclude la possibilità di dire se farà bello o pioverà (con l’unica eccezione ludica della famosa neve a Roma), ma consente di fare valutazioni ‘soltanto’ sui pattern medi e sulle caratteristiche che questi possono avere. In termini strategici questa potrebbe comunque essere un’informazione preziosa, se solo si riuscisse a far capire che ad oggi non c’è verso di dire con un minimo di credibilità “che tempo farà dove e quando” nel lungo periodo.
      gg

    • Alessandra

      Io voglio fondare il Guido Guidi fa club!!!!! o già esiste?

      Davvero, l’ammiro moltissimo Guido!
      Grazie

      Alessandra

    • Per pietà, parliamo di tempo che è meglio 🙂
      gg

    • Alessandra

      ma era solo per dirle che apprezzo molto io suo lavoro 🙂

      Reply
      Grazie.
      gg

    • Fabio

      Che relazioni ci sono con gli eventi del ’56 e, dal mio punto di vista con l’85 ? (se del caso anche quello del ’78)

      Grazie

  9. giorgio

    ciao Colonello Gudi 😀 si ricorda d me quando il 12 febbraio avevamo fatto una scommessa che nevicava a Roma?? lei era pessimista e io vinsi la scommessa.. bè rieccoci qui 😀 come la vede x ROMA?? io penso sia il caso di dare L’ALLARME sia per le temperature a seguire che saranno a doppia cifra negative sia dalle importanti nevicate che si avranno!! dalle carte io vedo parecchi annessi col fatitico anna 1956.. lei che ne pensa?? 😀 aspetto la sua risposta buonasera.

    • Giorgio, le probabilità sono molto alte. Ma il termine ‘allarme’ chi fa questo lavoro deve usarlo quando la confidenza nella previsione è sufficientemente elevata, cosa che per ora non si può dire. Tecnicamente, dal punto di vista termico non ho dubbi, circa le precipitazioni ne ho qualcuno in più. Aspettiamo di entrare nel range del breve-medio termine.
      gg

    • giorgio

      😀 bè si in un certo senso le precipitazioni finchè non si entra nelle 48/72 ore meglio non sbilanciarsi.. dal punto di vista termico penso che si eguaglieranno paerecchi record o addirittuara si supereranno specialmente al nord e centro non pensa?? 😀 le chiedo lei come vede la situazione al momento stando cosi le carte?? faccia conto che a 24 ore dall’evento le carte erano qst.. quale era la situazione? 😉

  10. Vittorio

    Bè a dire il vero non è proprio andata così. Il minimo si è formato sul mar liguire e non al sud. E per settimana prossima il nucleo freddo sembra dirigersi più verso il centro europa con un’alta pressione da ovest verso est, piuttosto che con asse sudovest/nordest. Questo vuol dire che con gli indici non si può fare assolutamente nessuna previsione. FOrse qualche linea di tendenza, ma mooolto grossolanamente.

  11. owluca

    “In poche parole e senza voler trovare alcun collegamento che non sia di ordine filosofico” “domani” di 6 anni fa’ sono nati i miei gemelli.

    Era il periodo delle olimpiadi invernali di Torino e ricordo che c’era molta preoccupazione per la mancanza di neve:

    Come 6 anni fa durante il fine settimana (del 28/29) gennaio 2006
    nevico copiosamente,
    e io mi congratulai con la moglie non solo per il lieto evento
    ma anche per aver “aspettato” il lunedi (cioe’ domani) quando invece splendeva il solee la viaiblità per raggiungere l’ospedale era ottimale.

    la storia si ripete, addirittura con le stesse date e addirittura negli stessi giorni della settimana.

    • Luca che dire?
      Auguri ai gemelli!
      gg

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