Numbers

Ieri ho fatto una scoperta interessante, cui – e qui rivelo una buona dose di ignoranza – ne sono seguite altre che alcuni troveranno sconcertanti altri forse riusciranno a stento a trattenere uno sbadiglio. Forse perché si tratta di cose note.

La prima scoperta è un blog nuovo. Lo cura Tom Fuller, già noto agli ambienti meteo-climatici per aver fornito parecchi contributi sulle interfaccia tra le problematiche climatiche e quelle energetiche. Il suo è il punto di vista di un credente nell’AGW. E’ quindi certo che il fattore antropico porterà il sistema alla rovina. Bontà sua, questo potrebbe già frenare non poco l’entusiasmo dei lettori. Il fatto però che ne sappia di energia e lavori nel settore delle rinnovabili (solare fotovoltaico), fa tornare verso l’alto il termometro dell’interesse.

Le scoperte successive sono in uno dei suoi ultimi post. Sono numeri, i numeri da cui è costituita l’infrastruttura mondiale della generazione di energia. Eccoli qua:

  • A seconda che si usi un limite o l’altro per definire cosa sia effettivamente una centrale elettrica, al mondo ce n’è un numero che varia da 50.000 a 75.000.
  • Le unità di generazione sono invece 160.000
  • Le centrali a carbone sono circa 2.300
    • 600 di queste sono in Cina (cui se ne aggiungono continuamente di nuove)
  • Le centrali nucleari (operative o in costruzione) sono 435
    • 124 104 sono negli USA
    • 85 58 in Francia
  • Al mondo ci sono 800.000 dighe, ma solo 45.000 di queste sono abbastanza grandi da poter generare energia a scopo commerciale
  • I generatori eolici sono circa 200.000 (ma il numero cresce rapidamente)
  • Le centrali a gas, a ciclo singolo o combinato sono circa 8.500

Numeri impressionanti tuttavia evidentemente insufficienti, se si tiene conto della fame di energia che c’è in una vasta porzione del Pianeta.

Numeri destinati a cambiare in favore di quale delle modalità di generazione indicate? La logica dell’impatto sul sistema preferirebbe quelle rinnovabili. Se infatti l’effetto dei gas serra sul clima è da dimostrare, il fatto che le fonti fossili prima o poi si esauriranno è una certezza.

Allora girando per la rete ho trovato un altro post in tema. Lo ha scritto Roger Pielke jr mettendo a paragone il percorso nobile di riduzione delle emissioni che gli USA si sarebbero dati, con l’assai poco nobile sentiero che stanno percorrendo (e con loro tutti gli altri, naturalmente).

La differenza tra i buoni propositi e la realtà implicherebbe un rateo di decarbonizzazione, ovvero chiusura di centrali a carbone e sostituzione con energia nucleare in numero di:

  • 103 (13 all’anno per il conseguimento del target di riduzione del 17% per il 2020
  • 226 (17 all’anno per il conseguimento del target di riduzione del 30% per il 2025
  • 355 (20 all’anno per il conseguimento del target di riduzione del 42% per il 2030

Se piuttosto che di impianti nucleari si dovesse trattare di centrali a gas i numeri dovrebbero crescere di circa il 40%. Se invece si volesse ricorrere a vento e sole i numeri non entrano nel foglio.

Produrre meno energia negli USA e nei paesi europei che ne consumano un sacco ma sono comunque meno voraci, non fornirà più energia a chi già attualmente non ne ha. Quindi il fabbisogno mondiale non potrà che aumentare, e anche molto.

Un bel problema, con numeri che aiutano a comprendere quanto possano essere scollegati dalla realtà quanti immaginano un mondo carbon free nel giro di qualche decennio.

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NB: le correzioni sono state fatte dopo verifica delle fonti e segnalazione nei commenti.

gg

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Author: Guido Guidi

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6 Comments

  1. I reattori operativi negli USA dovrebbero essere 104, i reattori francesi sono 58 raggruppati se ricordo bene in sole 19 centrali.
    Mi scusi Tom se sono pedante ma quando si danno i numeri bisogna essere rigorosi altrimenti si perde di credibilità…. come succede quasi sempre a chi narra delle magnifiche sorti e progressive delle rinnovabili.

    Sorry Tom, but France has 58 nuclear reactors, USA counts 104 operative reactors.

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    • Tom ha scitto ‘in esercizio e in costruzione’. Aspettavo il tuo commento per avere una conferma. C’è forse un po’ di confusione tra il numero delle centrali e quello delle unità da cui sono costituite?
      gg

    • Di solito si contano solo i reattori (vedi link che avevo indicato nel mio precedente commento)… poi ci sono centrali che ne contengono anche più di uno.
      Il fatto è che di reattori in costruzione se non si va a guardare verso oriente ce n’è proprio pochi e a 85 (F) e 124 (USA) non ci si arriva neppure con quelli pianificati.

    • Ok, 124 è un refuso di 104. 58 è 85 invertito. Io getto la spugna.
      gg

  2. Grazie per le parole gentile–cosi ho scoperto anche il tuo blog, che e anche molto interessante. Purtroppo non sono piu padrone della linqua italiano quindi non posso fare un dialogo complesso, ma posso leggere a ce molto di leggere qui.

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