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General Motors sospende la produzione della Chevy Volt

La notizia è ufficiale: l’ufficio stampa di General Motors ha annunciato lo stop per 5 settimane della produzione del proprio autoveicolo a propulsione elettrica, la Chevy Volt. La motivazione principale è la necessità di riallineare lo stock fin qui prodotto alla domanda debole (oltre ogni previsione). Nel corso del 2011 sono state vendute 8000 unità, in ogni caso al di sotto della previsione di vendita, fissata a 10000.

Dal momento che non tutti siamo appassionati delle quattro ruote, ecco una breve descrizione della Chevrolet Volt. Il modello in questione è estremamente complesso: è dotato di ben tre motori, due elettrici e uno endotermico a benzina. Il motore a benzina non è un vero propulsore, ma interviene a supporto di uno dei due propulsori elettrici. Insomma, la tecnologia non manca (d’altronde è un prodotto americano). Teniamo conto inoltre che questo mezzo ha (avrebbe) una autonomia di ben 1000 chilometri e vanta una velocità massima di tutto rispetto: quasi 200 Km/h. Ce n’è per soddisfare il pilota più incallito.

A ciò si aggiunga il prezzo, circa 41000 dollari e il fatto che negli USA, se acquistate la Volt, ricevete un sussidio.

Eppure non vende.

Come mai?

La risposta degli esperti è la seguente:

The price premium on the Volt just doesn’t make economic sense for the average consumer when there are so many fuel-efficient gasoline-powered cars available, typically for thousands of dollars less.

In italiano, il differenziale di prezzo sulla Volt non ha alcun senso per l’acquirente medio, soprattutto in un mercato nel quale sono presenti numerose auto con motori a benzina sempre più efficienti e di svariate migliaia di dollari più economiche.

Quindi emergono due riflessioni. Da un lato, come sempre, il prodotto Green, Eco, Bio si posiziona sempre e comunque per una fascia economicamente alta di acquirenti. Questo avvalora il concetto che vivere Green è una cosa da ricchi.

La seconda riflessione è che laddove il prodotto venga lasciato “in pasto” al mercato (evidentemente i sussidi per la Volt non sono tali da drogare le vendite), dicevamo se il prodotto Green viene inserito in un contesto di acquisto in concorrenza, perde.

Per estensione, vi invito a riflettere su tutto ciò che di Green ci viene propinato (ovviamente a prezzo più caro), ogni singolo giorno della nostra vita.

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Published inAttualità

11 Comments

  1. max pagano

    “….il differenziale di prezzo sulla Volt non ha alcun senso per l’acquirente medio, soprattutto in un mercato nel quale sono presenti numerose auto con motori a benzina sempre più efficienti e di svariate migliaia di dollari più economiche…..”

    aggiungiamoci che un litro di benzina in USA costa circa l’equivalente di € 1,2 a fronte di €1,85 di media italiana….

    • Maurizio Rovati

      Dai miei calcoli il prezzo attuale della benzina USA dovrebbe essere circa 0,77 €/l , se non ho sbagliato i conti.
      1 [Gal] (pari a 3,79 [l]) = 3,793 [$]
      – 3,793[$]/3,79 [l/Gal] = 1 [$/l]
      ponendo 1 € = 1,3 $ circa
      1 [$/l] / 1,3 [$/€] = 0,769 [€/l]

      Questa è la fonte del prezzo USA.
      http://www.eia.gov/petroleum/gasdiesel/

  2. luciano mancinelli = licaone

    Ho mandato l’art. al dott. Togni del settimanale Tempi e al dott. Battaglia del Giornale e ad alcuni conoscenti che propendono per il VERDAME. Ho scritto in apertura di mail così:
    gradirei sapere se il sottostante art. da climatemonitor era di vs. conoscenza e se ritenete sia UTILE-necessario farlo girare sul web?
    l.mancinelli

  3. Maurizio Rovati

    E’ un gioco da ragazzi, basta aumentare il prezzo del carburante, aggiungere gli ecopassi, le targhe alterne, il blocco totale, il PM 10, il PM 1, il PM 0.1, l’Euro 5,6,7,8 e presto o tardi… compreremo anche un tram con tutto il pantografo, sono le rotaie che ci trattengono ancora per un po’.
    16 kWh di batterie al litio, per fare 40 km, sono “sostenibili” per tutti?
    La carica dovrebbe pesare sulla rete elettrica circa 4,5 kW per 4 ore (c’è il rendimento anche in carica e scarica) La rete ce la farebbe per tutti?
    La mia vettura percorre in media 18km/l (5,5 l/100km) di gasolio (misurati da me e in buon accordo col computer di bordo)
    Il costo di acquisto è improponibile, più del triplo della mia macchina, solo con la differenza e a i prezzi attuali del carburante percorrerei 265000 km “a gratis”, mentre la Volt o Ampera che sia mi costerebbe almeno altri 18/20 mila euro di energia.
    Tutto ciò è semplicemente pazzesco!

  4. matteo

    a me questa macchina non dispiace. Il costo di acquisto e’ affrontabile anche senza incentivo. Ma quanto costa al km? Quanto costano tagliandi e manutenzioni? Con la mia macchinina di carburante spendo oggi 13 euro ogni 100 km . L’ibrida quanto costa??

    • gbettanini

      In Europa quest’auto dovrebbe essere commercializzata come Opel Ampera… e si parlava di un costo di circa 45.000 euro (senza contare poi il costo di sostituzione della batteria). Quindi se un’auto media normale ha un costo diciamo di 50 c€/km con questa saremo sui 70-80 c€/km… ma con questa posso entrare nel centro delle città senza problemi.
      Il costo è sicuramente ancora eccessivo e c’è una certa incertezza sull’affidabilità del mezzo… ma a differenza delle auto puramente elettriche è un’auto ‘seria’ che volendo potrebbe diventare la prima auto di una famiglia. L’auto puramente elettrica è per adesso una terza auto da città per più che benestanti.

  5. A me piacerebbe sapere a quanto ammontano i contributi statali, cioé quanto costerebbe senza contributi.

    Comunque qui c’è un articolo che da’ vari numeri sulle vendite di altri modelli ecologici.

  6. Guido Botteri

    Diceva mio zio, che di mestiere faceva l’inventore, che il vero brevetto è il costo di produzione.
    Alla fin fine, ogni utopia ed ogni progetto serio si confrontano su quel piano.

  7. Prima si devono asciugare i pozzi neri poi, forse, la tecnologia la fanno funzionare….e al momento non vedo un futuro green, nel vero senso del termine.
    Se poi penso alle zattere dette anche “navi”, come la COSTA Concordia che si fa ancora il pieno con il BTZ……ecco li mi viene il brivido….

    Pitta

  8. gbettanini

    Beh, un altro motivo è che la Chevy Volt in vendita è molto meno ‘fica’ del prototipo raffigurato nell’immagine.
    http://www.chevrolet.com/volt-electric-car/

    Comunque la Volt è un “ibrido serie” e funziona così: Il motore a combustione interna è collegato ad un generatore elettrico che carica delle batterie che a loro volta alimentano un motore elettrico collegato con le ruote. Il motore a combustione gira sempre a regime ottimale minimizzando i consumi. Quindi di motore elettrico ce n’è uno solo.

    Comunque sia, trascurando momentaneamente l’inevitabile componete di greenwashing, di una vettura come la Volt ha un’autonomia puramente elettrica di circa 40 km e quindi, nel limite di una percorrenza giornaliera ragionevole, non inquina il centro delle nostre città. Quando la batteria è quasi esaurita il motore a combustione entra in funzione può comunque funzionare come un’auto normale.
    Quindi molto molto meglio delle auto puramente elettriche ed un acquisto molto più ragionevole anche della Prius classica che di ecologico ha poco o nulla… per me tutto sommato questa Volt è una gran macchina.

  9. donato

    La notizia non mi meraviglia più di tanto. Molti economisti ed esperti del mercato sostengono che è inutile “drogare” il mercato con gli incentivi. Appena essi terminano o divengono scarsamente remunerativi, il prodotto incentivato viene “buttato” fuori dal mercato e si riduce ad un prodotto di nicchia. In altri termini due sono le possibilità per un nuovo prodotto per sfondare sul mercato: essere profondamente innovativo ed abbattere i costi o migliorare una soluzione preesistente in modo da ridurre drasticamente il suo costo. Non mi sembra che la tecnologia green sia riuscita a raggiungere nessuno dei due traguardi. I più ottimisti sostengono che aumentando i volumi dei prodotti green i costi crolleranno ed essi diventeranno lo standard del mercato. Io sono piuttosto scettico, mai mettere, però, dei limiti alla divina provvidenza.
    Ciao, Donato.

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