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Febbraio 2012: Climate4you aggiorna i suoi dati

I lettori più affezionati avranno notato che ci siamo avvalsi molte volte dei grafici pubblicati su www.climate4you.com per rappresentare le serie storiche ora di questo ora di quel parametro climatico.

Pagine web curate da Ole Humlum, 85 pubblicazioni scientifiche all’attivo, con l’obbiettivo di fornire ai visitatori gli strumenti per far funzionare il proprio senso critico. Vi consiglio caldamente di leggere la pagina ‘about’ del sito.

Perché questo post? Perché tutti i grafici e quindi tutte le serie sono appena state aggiornate con i dati dello scorso febbraio. Tutto riassunto in un documento diffuso sulla newsletter del sito oppure consultabile direttamente serie per serie.

Molte serie sono analizzate in forma di anomalia , ma prendendo a riferimento il periodo più recente, 1998-2006, piuttosto che il classico ’61-’90. Potrà sembrare un artificio, ma è un’operazione intelligente. Infatti questo è innegabilmente il periodo più caldo delle ultime decadi. Una anomalia positiva persistente sarebbe quindi certamente un inequivocabile segnale di tendenza all’aumento delle temperature, viceversa un’anomalia negativa metterebbe subito in risalto una eventuale tendenza alla diminuzione. Senza alcuna pretesa di sconvolgere le ‘abitudini’ della scienza ufficiale, che normalmente prende a riferimento il periodo più freddo del secolo scorso e trova quindi anomalie sempre o quasi sempre positive, né più né meno per le stesse ragioni di cui sopra.

Non è certo l’ultimo mese a far cambiare la musica, benché le anomalie del febbraio scorso (qui su) siano state piuttosto significative. Quel che mi preme e che credo valga la pena sottolineare, è come in tutte le serie – tutte – il periodo dal 1998 ad oggi sia in termini di trend molto diverso dalle ultime tre decadi del secolo scorso. Non so se si sia fermato il global warming, non so se si debba parlare di oscillazioni naturali, di forcing solare, di rumore nel trend di lungo periodo etc etc. Quello che so, perché si vede, è che è successo qualcosa di diverso, qualcosa che nessun modello aveva previsto. Forse prima di lanciarsi nel de profundis del clima e quindi del Pianeta e quindi del genere umano, sarebbe il caso di capire cos’è.

Qui il pdf arrivato con la newsletter. Buona lettura.

 

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Published inAttualitàClimatologia

Un commento

  1. donato

    Rispetto alla media 1998/2006 le anomalie sono in buona parte negative. Fanno eccezione le aree intorno al polo nord ed al nord-America.
    La cosa interessante, come faceva notare G. Guidi, è che tutte le serie esaminate mostrano un trend diverso tra il 1998 ed oggi (pur con riferimento al periodo 1979/1990).
    Particolarmente interessanti i grafici relativi alle
    Global surface air temperature and atmospheric CO2, updated to February 2012
    riportati a pag 20 e 21 del pdf segnalato da G. Guidi. Dal loro esame si può notare che dal 2003 circa il trend delle anomalie delle temperature superficiali globali ha invertito il proprio segno: è diventato negativo. Notizia molto, molto interessante.
    Ciao, Donato.

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