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Nostalgia del Made in Italy

[photopress:schermata16.png,thumb,alignleft]Non ci sono più le stagioni di una volta ma, a dire il vero, neanche le previsioni sono più le stesse. Il cliché si ripete con straordinaria precisione: o soffriamo di caldo africano o peniamo per il freddo polare. Poco o niente ormai è più meteorologia di casa nostra, come dire, indigena. E’ inevitabile che questo susciti qualche moto d’orgoglio e risvegli un po’ di sano campanilismo, di voglia di Made in Italy.

Una recente dimostrazione l’abbiamo avuta alla conferenza sul clima tenutasi a Roma il mese scorso, dove ci siamo vantati di un riscaldamento “nostrano” superiore a quello di tutti gli altri paesi del mondo. Indubbiamente abbiamo esagerato. La smentita ci ha lasciato delusi, il primato era in effetti accattivante, ma l’esaltazione è durata lo spazio di poche ore. Del resto non siamo i soli a peccare di campanilismo. L’Ansa nei giorni scorsi ha riportato la notizia di una corsa al record di riscaldamento appena partita in Australia. In questo caso gli amici del “down under” se la sono giocata di fino, perché si tratta di proiezioni e quindi la smentita non arriverà, se non in modalità postuma, quando chi scrive (ahimè) e buona parte di chi legge, cercherà compagnia al circolo delle bocce e non ci farà molto caso. Del resto direi che i cattivi australiani, che non hanno ratificato il protocollo di Kyoto, possono stare tranquilli: la probabilità che l’aumento di temperatura superi un grado o possa arrivare fino a quattro è compresa tra il 10, il 20 ed il 50% non la giocherei alla Sisal. Anche perché sarebbe difficile spiegarla a chi prende la giocata.

Preferirei scommettere su un Made in Italy collaudato, anzi, prima che qualcuno gridi all’ennesimo do di petto del riscaldamento globale, celebriamo la più classica, antica e beneaugurate delle ottobrate romane. Nella capitale fioccano le iniziative cultural-gaudenti a testimoniare una abitudine consolidata al calduccio del decimo mese dell’anno. Ma l’aggettivo “romana” non indica diritti esclusivi, è soltanto segno di carattere incline agli aspetti ludici della vita. Meteorologicamente parlando, se fa caldo a Roma, con ottima approssimazione fa caldo anche nel resto del belpaese (ottima approssimazione non è né il 10, né il 20, né il 50%). E infatti così è, anzi, oserei dire che, i puristi del clima mi scuseranno, ciò avviene “di rimbalzo” da un settembre alquanto fresco. Con questa ultima affermazione spero di non aver prestato il fianco ai seguaci dell’incontrollabile avvicendarsi di eventi estremi…

Buona ottobrata!

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Published inAmbienteAttualitàClimatologiaMeteorologia

3 Comments

  1. Raffaele

    Purtroppo l’analisi della realtà meteorologica si è trasformata in una caccia agli estremi. Spesso si pecca anche di scarsa memoria e si riporta un passato con caratteristiche che non sono poi così diverse dal nostro quotidiano. Il clima ha subito un cambiamento, è vero, ma spesso questo cambiamento viene osservato isolatamente, come se fosse fine a se stesso, estrapolato dalla continuità temporale. L’evento estremo viene presentato come la “bandiera” utile a giustificare le tesi e le ipotesi dei singoli. In una situazione del genere basta un solo giorno più caldo per sbandierare la catastrofe del GW e un giorno solo più freddo smontarla.

  2. gurrisi salvatore

    Il ritornello che sento ripetere ogni anno è quello che le stagioni sono scomparse, cosa assolutamente falsa.
    Si può affermare che vi è un certo sfasamento al normale avvicendarsi delle stagioni di circa quindici giorni come del resto è sostenuto, se mi ricordo bene, dall’IPCC, ma non si può continuare a dire che le stagioni non esistono più.
    Inoltre,quello che ha sostenuto il nostro Ministro dell’ambiente alla conferenza sul clima, fa parte della consolidata abitudine di certi ambientalisti ad estenazioni sempre piu roboanti a sostegno delle loro tesi, contribuendo così a screditare tutta una categoria di studiosi ed ad alimentare un falso allarmismo tra la gente comune.

  3. Davide Depaoli

    Ottimo Guido Guidi,condivido in pieno tutto ciò che ha scritto

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