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Apocalypse Now

Quel pazzo furioso di William “Bill” Kilgore, il comandante della Cavalleria dell’Aria del cult movie da cui ho immeritatamente rubato il titolo di questo post, avrebbe saputo cosa fare: suonare la Cavalcata delle Valkirie a manetta e fare surf in mezzo ai colpi di mortaio. Al diavolo il nemico, al diavolo l’AGW, al diavolo tutti. Colonnello Kurtz compreso ovviamente.

Invece ci tocca leggere l’ennesimo pistolotto spaventevole fresco di stampa da Le Scienze:

L’Apocalisse dietro l’angolo: abbiamo superato i limiti dello sviluppo?

Per carità, non che manchi di spunti gradevoli questo pezzo, specie all’inizio, quando fa il paragone tra Will Coyote e l’umanità. Sospesi entrambi sul baratro, in attesa di precipitare nel canyon, subito dopo aver preso coscienza dell’ultima fesseria. Un’abitudine per Will, che tra l’altro ne esce sempre malconcio ma incolume, un punto di non ritorno per noialtri, nell’incoscenza dei più nonostante i moniti dei giusti.

Un articolo ripreso da quanto uscito su Scientific American il 23 maggio, rivista che appena due giorni dopo ribadisce il concetto, passando dall’Apocalisse all’Armageddon, tanto per gradire. In questo nuovo monito si ricorre all’opinione del guru ambientalista inventore dell’ipotesi di Gaia, James Lovelock, che qualche anno diceva molte cose che si possono però facilmente riassumere in un secco “moriremo tutti”. Peccato che si sia recentemente ricreduto. Quest’ultimo particolare deve essere sfuggito alla solerte redazione di SA.

Per la verità avevo pensato di intitolare questo post “Arsenico e vecchi merletti” in omaggio alla ripetitività dei concetti espressi nell’articolo in questione, tra l’altro con palese approssimazione. Sarebbe stata una deroga al suggerimento dell’amico Max, che si è preso il disturbo di segnalarmelo.

Poi ho scoperto che in realtà c’è addirittura un nuovo libro, chiaramente sulle orme dei “Limiti dello Sviluppo”, a vaticinare l’imminenza del disastro. Ma, tranquilli, ci arriveremo convinti di averla fatta franca, perché le cose sembreranno andare verso un miglioramento, quando poi “alluvioni e desertificazioni prenderanno il sopravvento, riducendo le aree coltivate e con ciò la disponibilità di grano. Nonostante gli sforzi umani per mitigare il cambiamento climatico”. Prima di allora però, pare che potrebbe arrivare una guerra, così, tanto per rallegrar lo spirito. Tenete pronti gli altoparlanti e scaldate l’ugola delle Valchirie.

Alluvioni e desertificazioni. Wet gets wetter, dry gets dryer, estremi sempre più tali, uno dei mantra dei fanatici dell’AGW. Evidentemente passano troppo tempo a scrivere e poco tempo a leggere, per non parlare poi della possibilità che si guardino intorno.

Quanto segue è una notizia fresca di ANSA, gentilmente segnalataci da un altro amico, anche lui si chiama Max, che curiosa analogia.

Deserto africano cede il passo al verde – Riscaldamento clima provoca aumento precipitazioni

Mantra da rivedere, Dry gets wetter, quel che è secco diventa più umido, che è meglio, molto meglio. Si potrebbe dire però che il nostro vate di qualche riga più su abbia colto nel segno, le cose sembrano andar meglio, ma chi lo sa se poi arrivano le alluvioni e le desertificazioni?

Beh, potremmo far ricorso ai modelli climatici e magari li potremmo condire con gli scenari di emissione, di modo che si possa ottenere una bella (si f per dire) immagine del futuro che ci aspetterebbe. Peccato che quello che queste simulazioni prevedono per l’area in questione è una diminuzione delle precipitazioni (IPCC AR4 – WG1 – Capitolo 11), non un aumento. E una progressiva ulteriore desertificazione, non un ritorno del verde.

Insomma, Come va va, tanto per tornare in ambiente cinematografico con il Cavallo di Mandrake e soci. Con le simulazioni ci spiegano che ci aspetta il disastro, quando questo si attarda altrove e alcune delle zone più inospitali del Pianeta tornano lentamente ad essere vivibili (saranno mica dei cicli eh?), scopriamo che le stesse simulazioni suggeriscono di non farsi illusioni.

Una vera mandrakata. Ma non sarà che questa gente porta jella?

Pensavate che la carrellata di media fosse finita? Neanche per idea, c’è dell’altro e viene nientepopòdimeno che dal Corriere della Sera.

Meno culle meno CO2 – L’ultima ricetta green.

Trattasi di triangolo della stabilizzazione. Una figura divisa in nove fette, ognuna delle quali corrisponde ad una misura da prendere per risparmiare 25mld di tonnellate di CO2. E tra queste, naturalmente, la stabilizzazione della popolazione, antico, irrinunciabile cavallo di battaglia dell’eco-consapevole generico medio.

Insomma, tra chi vede il disastro nonostante gli sforzi di mitigazione, chi suggerisce di dare una sfoltita al genere umano e chi vada come vada è colpa dell’AGW, pare sia ripreso il tam tam della disperazione planetaria. Ma se organizziamo una colletta e distribuiamo un certo numero di pezzi del buon vecchio Risiko dite che ci lasceranno in pace per un po’?

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Published inAttualità

19 Comments

    • Guido Botteri

      Si, e il 21 dicembre la Terra finirà, parola dei Maya che però non hanno mai detto una cosa simile 🙂
      http://www.finedelmondo-2012.com/2012/05/calendario-maya-non-annuncia-la-fine.html
      Gianni, tu prendi per buono quello che afferma un Barnosky qualsiasi ?
      Ma hai idea di quel che ha vissuto e superato il nostro pianeta ?
      Guarda qui:
      http://www.geocraft.com/WVFossils/Carboniferous_climate.html
      c’è un capitolo intitolato: Similarities with our Present World
      in cui c’è un grafico molto interessante e che smentisce Barnosky.
      Noi saremmo vicini al punto di non ritorno ? (e perché il pianeta si ribellerebbe…questa poi…)
      E perché mai ? Perché avremmo temperature e concentrazioni di CO2 “senza precedenti” ?
      Ma ti rendi conto, basta dare un’occhiata al grafico che ti ho proposto, che sia le temperature che le concentrazioni di CO2 sono state, per tempi lunghissimi, molto più alte di quelle attuali ?
      Guarda, il grafico ci racconta la storia degli ultimi 600 milioni di anni, per temperatura e CO2.
      L’intera esistenza umana, in un grafico di 600 milioni di anni, si esaurisce in una linea, in fondo a destra, con valori di temperatura e concentrazioni di CO2 che si rivelano tra le più basse mai avute, e non certo le più alte.
      Non a caso qualche furbetto ti mostra gli ultimi 800 mila anni, che, in questo grafico, sono una linea sottile sottile.
      Vicini ad un punto di non ritorno ? Alla luce di questo grafico è la cosa più senza senso che si possa dire.
      E quanto al pianeta che si ribellerebbe, ti faccio notare che il pianeta fa più morti, con le sue catastrofi, nei Paesi sottosviluppati, che in quelli sviluppati. Per esempio, lo tsunami in Giappone ha fatto 26 mila vittime (non ho sotto mano il valore definitivo, ma non può essere molto diverso da questo) mentre quello in Indonesia ne ha fatto 260 mila, dieci volte di più.
      E allora, che dobbiamo concludere ? Che il pianeta si arrabbia con coloro che non sono abbastanza sviluppati ?
      Barnosky ? Ma per favore !
      Secondo me.

    • Gianni

      Grazie per l’attenzione ma mi sembrava chiaro che il mio post fosse ironico. Figuriamoci se credo a queste stupidaggini!

    • Guido Botteri

      Scusami, Gianni, con tutto quello che si legge in giro ormai si arriva a credere di tutto. Magari, se avessi messo la faccina 🙂 avrei capito meglio, comunque son felice di aver equivocato e di sapere che ragioni con la testa sulle spalle.

    • Gianni

      Caro Guido, lo riconosco, devo ancora imparare a destreggiarmi nella blogosfera. Comunque tutto è grazia e anche questo equivoco è servito a far circolare informazioni interessanti, quelle che hai messo nel tuo post e che rappresentano (almeno per me) un arricchimento. Auguri!

  1. max

    grazie per la citazione 🙂

  2. Marco85

    Per quanto siano incerte le vere cause del riscaldamento globale non mi sembra invece opinabile l’eccessivo consumo di risorse e i suoi effetti nel caso in cui comincino a scarseggiare. O secondo voi anche questa parte può essere una bufala? Almeno sulle risorse sono pienamente d’accordo con l’articolo “Apocalittico”

    • Guido Botteri

      Brevemente, perché se non esco entro cinque minuti, altro che maledizione Maya (che avverrebbe proprio oggi), una sciagura domestica ricadrebbe su di me 🙂
      Quando l’uomo cacciava, pescava e raccoglieva, e non coltivava ancora, non allevava, non aveva industrie, la popolazione era (stimata) un milione di individui.
      Queste stime possono essere contestate, ma credo che comunque i valori non possano essere molto diversi (pensa se domani, per intervento divino, fossero azzerate tutte le attività diverse da caccia, pesca e raccolta, e 7 miliardi di persone dovessero uscire a procurarsi il cibo….immagina la scena, perdi qualche minuto a fare uno sforzo per renderti conto).
      Dunque, le risorse a quei tempi potevano nutrire solo un milione di persone, non di più.
      Ora nutrono 7 miliardi di persone, e ne potrebbero nutrire molte di più.
      Cosa vuol dire questo ?
      Vuol dire che le risorse dipendono dalla tecnologia, e quindi non sono “statiche”, ma dinamicamente sono funzione delle tecnologie, che dinamicamente sono migliorate dal progresso (non dalle decrescite).
      Chi ha una visione statica, conservatrice, reazionaria del mondo tende a non cogliere questa dinamicità, e si inventa concetti sballati come l’impronta ecologica.
      Se fosse stata inventata prima della domesticazione di piante ed animali, quanti pianeti ci sarebbero voluti per nutrire gli attuali 7 miliardi di persone ? SETTE MILA !
      Marco85, pensaci, pensaci, rifletti a lungo su questo mondo mutevole, su questo clima mutevole (non da ora), e sulle profezie sballate dei maltusiani, perché, come la profezia Maya che scade oggi (in una sua versione “venusiana”) o a dicembre, se preferisci, anche tante profezie maltusiane sono miseramente fallite, ma questi insuccessi non sono bastati a far ragionare i maltusiani, che continuano a ripetere questa sciocchezza delle risorse, senza capire che esse siano dinamiche, e funzione delle tecnologie.
      Nel sistema solare c’è energia praticamente illimitata nel tempo (se 5 miliardi di anni ti bastano) e nella quantità (tenendo conto delle esigenze attuali, ed anche moltiplicandole di molte, molte volte).
      Non disponiamo, ora come ora, delle tecnologie adatte per utilizzare questa energia, ma quand’ero piccolo sarebbe stato impensabile che un privato potesse avere un computer tutto per sé, e potesse parlare con utenti sparsi per il mondo intero, come faccio io.
      La popolazione europea medievale non arrivava a cento milioni (risparmiami un controllo, non ne ho il tempo, adesso) e spesso hanno avuto fame e carestie…per quanto fossero numericamente molto meno numerosi di adesso. E le risorse ?
      Quanto si può produrre con la zappa, rispetto all’uso di un moderno e potente trattore ?
      Quanta energia elettrica si può produrre pedalando ? Quella che produci in un mese non ti basta per pagarti un solo pranzo !
      Marco85, vivi il mondo attuale, vivi proiettato nel futuro, non ancorato al passato, come fanno i maltusiani, e capirai che le risorse vanno viste con più ottimismo.
      Secondo me.

    • Marco85

      Non obbietto il fatto che in futuro potremmo anche riuscire a sfruttare altri tipi di energia, e lo spero vivamente. Dimmi come muovi i trattori che coltivano? Come raccogli, diserbi, concimi e poi distribuisci a tutti i supermercati il cibo che hai prodotto? L’universo in un millisecondo ha consumato energia come se tutta l’umanità attuale vivesse 100 miliardi di anni, e a me che me ne fotte dell’energia nell’universo se non posso usarla come mi serve… Non è una critica la mia quella che volevo fare, ma una riflessione sul fatto che anche noi abbiamo dei limiti e si, possiamo anche progredire, ma bisogna farlo in tempo per le nostre esigenze, se no è cacca per tutti. Forse sbaglio qual cosa?

    • Un tantino approssimativo forse….
      gg

    • Guido Botteri

      Marco85, innanzitutto mi rallegro di saperti ancora vivo, come tutti noi, grazie al cielo, nonostante stanotte qualcuno avesse profetizzato la fine del mondo. lo so, una profezia sulla fine del mondo non si nega a nessuno, e appena ne fallisce una ce n’è subito pronta un’altra. Finché la gente non capirà che il catastrofismo VA RIGETTATO.
      Purtroppo pare che buona parte della scienza ufficiale sia su quella linea, e infatti, a riprova che non dico il falso, siamo bersagliati ogni giorno da considerazioni che “è peggio di quel che pensavamo”. Di fronte all’innegabile fallimento delle catastrofi annunciate, i più prudenti (come Rubbia) se la cavano ammettendo che c’è sì una mancata catastrofe, ma, attenti, ti fanno capire che comunque la catastrofe sarebbe dietro l’angola, mascherata da aerosol (uh, che novità ! e gli scettici non l’hanno sempre detto ?) e da altri fattori vari che eccetera eccetera
      Direbbe il mio ispiratore, il grande Alberto, che si tratta di fumo, fumo buttato per nascondere il loro fallimento. Ma l’Alberto, si sa, non aveva peli sulla lingua, lui. Io che sono più prudente, mi astengo da questi giudizi taglienti. 🙂
      Tutto questo, caro Marco85, per dirti, con umiltà e rispetto, che forse sei su una visione sbagliata, troppo fosca.
      Il tuo post mi sembra un po’ confuso, ma forse perché sono io che non capisco. Cerco di capire. Ti ho parlato di energie che ci sono (e che nessuno può negare) e che sono praticamente infinite (nel senso umano della parola, non nel senso matematico, naturalmente). Ti ho detto che attualmente non disponiamo delle tecnologie per sfruttare questa immensa energia. Ma tu sai, vero, che le energie sono tante, di vario tipo, e che quindi già ci sono sufficienti risorse energetiche, senza scomodare il sole extraterrestre, per rifornire il mondo per secoli, forse millenni ? Si tratta quindi di sviluppare le tecnologie del futuro in due o tre secoli (o forse più). Credi davvero che tutto questo tempo sia insufficiente per risolvere un problema del genere ? Io, sinceramente sarei molto stupito, ma molto, se l’umanità si rivelasse incapace di sviluppare queste tecnologie nello spazio di un secolo o meno.
      In fondo non si tratta di niente di proibitivo, le premesse ci sono tutte. L’unico intoppo potrebbe venire da ostacoli pretestuosi posti in essere dai soliti masochisti che sognano un mondo preistorico, in cui la specie umana sia preda dei grandi carnivori…oh, che emozione ! Voglio dire (scusami il tono un po’ polemico, ma che ha anche lo scopo di rendere meno noiosa la lettura di questi post) che se ci sarà la volontà di trovare una soluzione, si troverà. Solo la volontà politica di autodistruggerci potrebbe fermare il progresso. Non vorrei averlo dovuto scrivere, ma di autodistruzione, di autodecrescita, di maltusianesimo siamo sempre più pieni, in un soffocante abbraccio, che stupisce, perché dopo millenni di vittorie del progresso, è per lo meno bizzarro, che abbiano sempre più voce in capitolo proprio le voci più fretrive, più reazionarie, più conservatrici, più contrarie ad ogni cambiamento, anche a quelli naturali !
      Mi chiedi come muovo il trattore ? Frizione, poi ingrano la prima, e via ! Scherzo, ma la tua domanda è paradossale, visto che viviamo in un’epoca in cui miliardi di persone possono esistere proprio perché qualcuno ha inventato il trattore, e non siamo più all’epoca in cui il cibo esisteva solo se la natura lo cerava, e l’uomo si limitava a raccogliere quanto (poco) essa gli metteva a disposizione. Ora produciamo cibo per una umanità sette mila volte più numerosa… ti rendi conto di questo, o no ?
      Tu dici che a te non te ne… come hai scritto ? f… beh, diciamo che “non ti importa” dell’energia dell’universo 🙂
      Ok, ma guarda che io non sto parlando di qualche galassia lontana, sto parlando dell’energia che il Sole manda a noi e in una sfera don centro il Sole e raggio Terra Sole. Fermati un attimo a immaginarla.
      NO, pensaci ancora un po’, visualizza la sfera, l’immensa sfera e tutta l’energia che si diffonde nello spazio. Qunata parte di questa energia viene intercettata dalla Terra (e della quale usiamo una frazione infinitesima) ?
      L’energia totale è circa due miliardi e duecento milioni di volte maggiore. Non è praticamente illimitata ? E il sole non si spegnerà tra 5 miliardi di anni ? Non ti basta questo tempo ?
      Come vedi, non dobbiamo inventare un’astronave a neutrini, o sconvolgere il giusto sonno del mio Alberto, che Dio l’abbia in gloria.
      Si tratta semplicemente di trovare una tecnologia efficiente per sfruttare altre porzioni di questa immensa energia, che il Sole invia utilizzando un mezzo di trasporto molto economico, come i bagnanti sanno bene quando prendono la tintarella 🙂
      Noi abbiamo dei limiti ?
      Vedi, a me hanno insegnato a non fare il passo più lungo della gamba (ci si può stirare, e non pè una bella cosa), ma, attenzione, questo NON vuol dire fare PASSI INDIETRO.
      Cè differenza tra un progresso secondo le proprie possibilità (credi forse che lo Stato Italiano investa somme astronomiche nella ricerca ?) e una decrescita “felice” che di “felice” non può avere assolutamente nulla, perché, ricordati, il vero pericolo non è il pur deprecabile inquinamento, o i mille veleni della Società industriale (che però consentono una speranza di vita maggiore, mediamente doppia di quella di Paesi che vivono loro malgrado una maggiore “naturalità”), ma è la fame, la fame. La fame, amico mio, ecco il grande assassino in agguato. E le decrescite gli danno una mano.
      Secondo me.

    • Guido Botteri

      Chiedo scusa per i molti errori di digitazione. Me lo diceva, la segretaria “ingegnere, lei digita malissimo”…come aveva ragione, come aveva ragione !

    • Marco85

      Ed è qui che, secondo me, diciamo in un certo senso la stessa cosa. Non sarò tranquillo fino a quando queste maledette tecnologie del futuro saranno pienamente usate e dimostrate funzionanti. Tutto il resto è aria fritta, i progetti e le sperimentazioni sono fondamentali per le nuove tecnologie, ma come ben sai poi per usufruirne devono essere utilizzabili su larga scala, se no non servono. Non spero in un nuovo Medioevo o roba del genere. Ti dico soltanto che non è detto al 100% che riusciremo sicuramente a sopperire al petrolio e ogni altra energia fossile e non è neanche detto che se ci arriviamo, ci arriviamo in tempo. Il Medioevo come mi ha insegnato il libro di storia è finito con il rinascimento, ma è comunque stato un periodo buio per 400/500 anni, io ne ho 27 e se mi va vene ne ho ancora altri 60 di anni, non 400 o 500.

    • Guido Botteri

      Il discorso della visione statica è importante perché sono convinto che la maggior parte dei guai che sta passando questo pianeta siano causati da una visione statica, dall’incapacità di cogliere la dinamicità del mondo in cui viviamo.
      La cosa è vera, a mio modesto e personale parere, in tanti altri aspetti della nostra vita, di fondamentale importanza, come il lavoro, i diritti, la ricchezza e via dicendo.
      Mi sembra che qualcuno non abbia idea da dove provengano tutte queste cose, e magari pensa che siano un qualcosa che esista di per sé, e che i cattivi sfruttino queste risorse (includendo in questo termine anche i diritti, la ricchezza, il lavoro e tanti altri concetti del genere) togliendole agli altri.
      Vorrei evitare un discorso politico. Qui la politica non è gradita, ma sono anche io stesso che ne voglio stare fuori.
      Qualcuno mi ha obiettato che “tutto è politica” ed anche non voler far politica sarebbe un modo di far politica. Può darsi, ma in questo caso a cosa servirebbe la parola “politica” se non potrebbe delimitare alcun concetto ? Una parola distingue quello che è da quello che non è. “Albero” distingue (pur con una piccola zona grigia) ciò che capiamo essere tale, da ciò che albero non è. Ancora di più, “Abete” distingue un particolare tipo di albero anche da tutti gli altri alberi. Dunque, se tutto fosse politica, a cosa servirebbe quella parola ? A nulla, perché non distinguerebbe nulla, e quindi sarebbe inutile.
      La dovremmo buttare via. Se vogliamo darle un senso, allora dobbiamo distinguere ciò che è politica da ciò che non lo è. Io faccio un discorso non politico, e non ho nessun partito in mente. Il mio scopo è spiegare un concetto “scientifico”, NON un’idea politica. Questo concetto scientifico è la dinamicità delle risorse, che è sotto gli occhi di tutti, ma non tutti la vedono.
      Eppure, non mi si venga a dire che la popolazione è sempre stata la stessa. Lo conferma la paura stessa dei maltusiani per gli sviluppi della popolazione. Ma, se capiscono che la popolazione può variare, perché non capiscono che possono variare anche le risorse ? La storia del passato è qui a dirci che in altri tempi la popolazione è stat di gran lunga inferiore, e che a quei tempi le carestie erano frequenti e molta gente moriva di fame, nonostante fossero numericamente molto di meno. Questo dovrebbe far capire che le risorse non sono una costante, ma dipendono dalla tecnologia. Rispetto alla preistoria nutriamo una popolazione circa sette mila volte più numerosa, e non siamo andati su altri pianeti a prendere il cibo.
      La giusta risposta non è dunque tornare a tecnologie del passato, ma puntare decisamente sulla ricerca e sull’innovazione.
      Questa nostalgia del passato è un sentimento da nobili, nel senos che la vita dei nostri antenati poveri non era certo facile. Qualche nobile invece se la passava meglio, e quindi, di fronte alle incertezze del mondo moderno, poteva esclamare “il progresso è regresso”…sì, per chi aveva domestici e domestiche pagati due soldi… non per chi lottava per arrivare alla fine del mese.
      Per qualche miliardario, il problema delle risorse può sembrare assillante, meglio controllare le risorse, ridurre al popolazione, e qui si sprecano i numeri, da zero (di coloro che sono per l’estinzione della specie umana) a due miliardi di persone (per quelli di Rientro Dolce…di una dolcezza che non vorrei provare !)
      Ma, ipotizzando i 500 milioni di quelli che hanno scimmiottato Stonehenge in Georgia e i dieci comandamenti, di cui il primo è appunto che la popolazione non superi i 500 milioni, vorrei chiedere a quelli Italiani che condividono queste idee, secondo loro, quanti di questi 500 milioni di fortunati sarebbero Italiani ? Quanti, Africani ? Sinceramente…
      E mi fermo qui, sperando di aver mostrato che la scelta migliore è credere nel progresso. Che finora non ci ha mai deluso.
      Secondo me.

    • Ho letto. Ma se devo dire la verità non ho capito. Prima si parla di CO2 come non decisiva in qualità di forcing, poi di effetto schermante e immagazzinamento del calore negli oceani, poi comunque di necessità di riduzione delle emissioni. Non so se qualcuno ha un video, ma riportata così mi sembra senza senso.
      gg

    • gbettanini

      Appunto… un messaggio ‘cerchiobottista’ ma che secondo me lascia trapelare qualche dubbio sulla bontà di ciò che afferma il ‘carrozzone’ cambioclimatista.

    • Il senso è sempre lo stesso:
      1) Buttate via la civiltà occidentale, il capitalismo, il libero mercato, la libertà personale
      2) Tornate al Medio Evo (anzi, all’Antica Roma) con i nobili (noi), gli schiavi (voi), dove noi potremo controllarvi (per il nostro bene)

    • Guido Botteri

      Trovando ardua l’arrampicata sugli specchi, pur essendo un esperto di specchi (solari), il nostro premio nobel non se l’è sentita di “negare” almeno una parte della realtà, quella evidente e innegabile.
      Poi si è ricordato di… no, no, non voglio dire malignità (le penso soltanto 🙂 ), e allora, novello Messner, ha deciso di arrampicarsi lo stesso, e si è lanciato in una incauta difesa delle cause alternative alla CO2.
      http://www.ansa.it/web/notizie/specializzati/energiaeambiente/2012/06/01/Clima-Rubbia-e-riscontro-cambiamenti-emissioni-CO2_6968367.html
      [ Difatti, ha ricordato il fisico, dall’anno 2000 e’ stata osservato un calo della temperatura globale, nonostante non si sia fermata la crescita della CO2 immessa in atmosfera. ”Questo pero’ – ha aggiunto – e’ dovuto a un effetto di mascheramento, spiegabile con fenomeni come l’energia immagazzinata negli oceani, l’aerosol e il raffreddamento dovuto ai cambiamenti terrestri”. ]
      Guarda caso, argomenti usati da anni dagli scettici, che ora non sono più, evidentemente “negazionismi”, ma se servono alla Causa, allora vanno bene e sono sdoganati.
      Ma se ormai è assodato che la CO2 non governa (da sola) il clima, possiamo forse anche dire che la scienza climatica non è “settled”, e chi affermava questa “amenità” dovrebbe fornire pubbliche scuse, e fare atto di penitenza ?
      Sarà possibile discutere di nuovo di scienza su basi scientifiche ? Lo trovo difficile, ma la speranza è sempre l’ultima a morire.
      E intanto, quelli che volevano mandare dallo psichiatra, o direttamente in manicomio, o bruciargli le case a chi diceva le cose che ora anche i sostenitori autorevoli dell’ipotesi AGW riconoscono come vere… si faranno un esame di coscienza ? Lo trovo assolutamente improbabile. Se si è a quel livello, da voler imporre le proprie idee (sbagliate) con la prepotenza e la violenza… non credo che si abbia la coscienza e la capacità di riconoscere i propri errori. Per come conosco i fanatici, quando capiscono di aver torto, diventano ancora più aggressivi.
      Secondo me.

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