Il lupo perde il pelo…

Da Wired Money:

Carbon credit come commodity

Il mercato dei certificati verdi è in espansione ed entro il 2020 potrebbe valere oltre 3.500 milardi di dollari

La stima è della World Bank, che aggiunge anche un’altra preziosa informazione: il valore totale di questo mercato potrebbe superare quello del petrolio. Con una differenza. Il petrolio genera energia, l’aria no, almeno fino a che qualcuno non avrà rispolverato il segreto di Tesla.

Al massimo la si può friggere, proprio come stanno facendo i professionisti della finanza creativa. Nel breve articolo leggiamo anche che si tratta di una commodity ad altissimo rischio, più di ogni altro genere di derivati, sostanzialmente perché mancano ancora delle solide basi legislative (leggi perché ancora non si sono messi d’accordo su come fare).

Un articolo che in fondo non dice nulla di nuovo ma che nella sua semplicità potrebbe aprire molte menti, se non si preoccupasse di offuscarle definitivamente all’ultima riga, definendo ‘etico’ questo genere di investimento. Ma, del resto, è proprio la mancanza di etica a pesare, molto più di quanto non pesi l’incolpevole l’ignoranza su questi argomenti della maggior parte di quanti leggono.

Qui, per la lettura integrale.

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Author: Guido Guidi

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1 Comment

  1. Etico, un corno. Questa è la stessa identica storia vista per tutte le bolle speculative degli ultimi decenni: i furbi (banche d’investimento, grossi broker e speculatori vari fanno aumentare i rendimenti di titoli ad altissimo rischio (new economy, internet economy, mutui sub-prime, derivati vari); i gonzi (noi altri) corrono ad investire i propri sudatissimi risparmi e quando la bolla è bella grossa, “color che possono quel che vogliono” portano a casa i realizzi, scommettono sul crollo del mercato e, così facendo, ci guadagnano due volte (quando il mercato sale e quando scende). Gli altri, cioè i gonzi che hanno creduto all’eticità del mercato, ovvero noi altri? Se va bene riescono ad uscire dal mercato con il capitale, se va male perdono non solo i guadagni, ma anche parte del capitale (in genere, però, va sempre male 🙂 ). Un vecchio detto, sempre attuale, però, recita: in borsa quando uno ride, cento piangono. Scritto da uno che ha provato sulla propria pelle e che “non può ciò che vuole”! 🙂
    Ciao, Donato.

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