Moriremo tutti, bolliti come le rane!

sette greenE’ uscito un numero speciale di un magazine abbinato al Corriere della Sera che si chiama Settegreen. Un tripudio di catastrofismo climatico. Per capirlo basta il titolo in copertina : Aiuto, il nostro mondo va in tilt. Il clima impazzisce. La terra reagisce come può. E l’uomo? Se non corre ai ripari fa la fine dei dinosauri”.

Ne sentivate la mancanza vero? Il mondo non è in tilt, il clima non è impazzito, la terra o meglio, la vita sulla terra si adatta come sempre e l’uomo non si estinguerà come i dinosauri.  Non c’è da stupirsi che un giornalista che probabilmente nulla sa di clima visto ciò che scrive, faccia quattro errori di fila in una sola frase e affermi che l’uomo rischia l’estinzione a causa del riscaldamento antropogenico. Del resto la stessa scemenza l’ha scritta uno dei climatologi più importanti ed influenti del mondo e cioè James Hansen. Ma all’interno del settimanale c’è l’intervista a Vittorio Canuto che di errori non dovrebbe farne perché  è un climatologo. Lo citerò in corsivo con in grassetto le domande:

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Nessun dubbio sulle colpe dell’uomo?

Non conosco climatologo sulla faccia della terra che riesca a spiegare due fatti senza l’effetto antropico. Perché gli oceani si stanno scaldando e perché stanno diventando sempre più acidi. Il sole che scalda le acque dall’alto, non ha cambiato dimensioni o intensità, il calore che viene dal centro della terra cioè la radioattività non è cambiata. Resta come unico sospettato, l’uomo. Nei film di cowboy avrebbe in mano una smoking gun, la pistola fumante.

[…] perché l’umanità corra verso questo destino non lo so. Forse è come la rana che se entra in una pentola bollente se ne accorge e salta fuori, ma se la immergi quando l’acqua è fredda e poi viene lentamente portata a bollore, resta dentro e finisce lessa.

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Insomma moriremo tutti! Estinti come i dinosauri per il continuo riscaldamento che ci bollirà come le rane.

Ma non vi viene da ridere?

Vittorio Canuto lavora alla NASA al centro GISS diretto per tanti anni proprio da James Hansen (putacaso). La stima delle forzanti attuale di Hansen (putacaso) è enormemente sbagliata come già visto qui, perché si sta sottovalutando la forzante solare indiretta responsabile di circa il 60% del riscaldamento degli ultimi 150 anni e, come già più volte mostrato, i modelli climatici non sono in grado di ricostruire il clima degli ultimi mille anni, quindi tutte le proiezioni climatiche del futuro che ci vedrebbero bollire come le rane non hanno alcun valore, sono completamente sbagliate.

Inoltre gli oceani si sono senza dubbio scaldati, ma non proprio come ci hanno fatto credere.

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[…] Il ghiaccio dell’artico è ai minimi storici, almeno da quando abbiamo iniziato a misurarlo. Non è una teoria, è un dato di fatto. Come direbbe Sherlock Homes, un indizio inequivocabile. E il numero di footprints, o impronte digitali, che l’uomo ha lasciato è inequivocabile.

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Inequivocabile manco per niente, il fatto che i ghiacci artici si stiano sciogliendo non prova in alcun modo che sia corretta la stima delle forzanti con l’attribuzione all’uomo del 96% del valore delle riscaldanti, anche perché altrettanto inequivocabile dovrebbe essere l’azione dell’uomo sulla massima estensione dei ghiacci antartici. Le dinamiche dello scioglimento dell’artico in atto dal 1650 (e non certo da allora a causa dell’uomo) sono molto legate alle fluttuazioni oceaniche come già visto qui.

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Qualcuno che non ci crede ancora c’è

Il credere o meno appartiene alla religione non alla scienza. Finora nessuno è stato in grado di dare una spiegazione migliore. E l’altro grande problema è che gli oceani si acidificano – più CO2 immetti più diventano acidi – e lentamente si atrofizzano le barriere coralline, alla base della catena alimentare.

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Ma non è vero: le barriere coralline protette da pesca e inquinamento stanno benissimo non hanno nessun segno di atrofia, e quando la concentrazione di CO2 atmosferica era 7 volte più alta di ora, con le temperature molto più alte di ora, le barriere coralline alla base della vita erano 4 volte più estese. Per chi volesse approfondire qui e qui.

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“Se gli oceani aumentano di volume – e qualsiasi corpo riscaldato lo fa – le coste di vari paesi finiranno sott’acqua…..può diventare un problema biblico”

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Già! Finalmente cala le carte dell’apocalisse biblica “…e venne la bestia dal mare”. Il livello del mare sta crescendo mediamente 3 mm anno. Un problema? Forse, ma direi nulla di catastrofico!

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I cambiamenti climatici sono ormai sotto gli occhi di tutti: alluvioni, siccità, eventi sempre più estremi. Difficile ignorarli. Sì pretendere di essere ignoranti è molto difficile. Ma manca la decisione politica.

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Non si può proprio ignorare che i climatologi sono vent’anni che ci raccontano balle in salsa catastrofista.

Pretendere di ignorarlo è davvero difficile!

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Author: Claudio Costa

veterinario zootecnico tecnico AIA e emissioni zoogeniche

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45 Comments

  1. I giornalisti dovrebbero astenersi dallo scrivere di cose che non conoscono e/o non capiscono. Così come i direttori si dovrebbero astenere dal pubblicare simili plichi disinformativi che si fanno beffe delle Scienze, quelle vere.

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  2. Canuto ci racconta che nell’Artico il ghiaccio è ai minimi storici, vero, ma c’è l?Antartide che al contrario ha un massimo storico di ghiacci.
    Ecco come la cosa viene raccontata dagli “experts”:
    http://bigstory.ap.org/article/experts-global-warming-means-more-antarctic-ice
    “The Arctic ice responds more directly to warmth. In the Antarctic, the main driver is wind”
    cioè l’Artico si scalderebbe a causa dell’AGW, mentre in Antartide il ghiaccio aumenterebbe a causa del vento.
    Ma tra gennaio e maggio di quest’anno c’è stato, nel mare di Bering, un aumento anomalo di ghiaccio.
    recent365.anom.region.2.jpeg
    Contemporaneamente però c’era stata una mancanza di ghiaccio nel mare di Barents.
    Allora, se 2+2 fa 4, c’è da pensare che un unico fenomeno abbia causato lo spostamento del ghiaccio dal mare di Barents a quello di Bering. Chi ? Il vento, secondo il climatologo Tim Ball.
    Inoltre, la NASA ci informa che:
    http://www.link2universe.net/2012-08-14/nasa-fotografato-gigantesco-ciclone-nelloceano-artico/
    un ciclone ha causato quest’anno una perdita considerevole ed anomala di ghiaccio artico
    http://www.youreporter.it/video_Ciclone_Artico_rompe_il_ghiaccio_marino
    Allora, questo vento ? Mi pare evidente la faziosità degli “experts”, prove alla mano.

    Post a Reply
  3. Diego, io non sono il sito, ci scrivo come ci scrive Lei. Esprimo opinioni personali, che mi auguro e penso siano giuste, ma che non posso garantire che lo siano. Sono, appunto “opinioni”, non sentenze.
    Lei esprime tutta una serie di ansietà sull’influenza dell’uomo su questo pianeta.
    E domanda se l’uomo – in sintesi – con la sua presenza e la sua opera non stia modificando il pianeta.
    La risposta sarebbe banale, “sì”, ovviamente, come anche le balene, ingurgitando quantità enormi di cibo, e respirando (anche loro hanno questo vizio) modificano il pianeta Terra. 🙂
    La questione non è quindi “se”, ma “quanto”.
    La visione dell’ambientalismo è come se il pianeta Terra fosse una pallina in vetta ad una montagna, e bastasse una piccola variazione, anche minima (ci stanno ripetendo da anni e anni che la fine sarebbe dietro l’angolo) per far precipitare questa pallina-Terra nell’abisso. Paura del cambiamento.
    http://psicologiaroma.myblog.it/archive/2010/12/03/la-paura-del-cambiamento.html
    Ma questo pianeta ha vissuto tragedie ben più grandi, glaciazioni, temperature più alte, livelli di CO2 non di 393 ppm ma di 7000 ppm, e negli ultimi 600 milioni di anni, in media la CO2 è stata di media oltre le mille ppm
    http://www.geocraft.com/WVFossils/Carboniferous_climate.html
    interi continenti si sono uniti e divisi, ed ora distano anche migliaia di km, asteroidi giganteschi hanno causato (dicono) la fine dei dinosauri, malattie, eruzioni, terremoti, tsunami, diluvi, e chi più ne ha più ne metta.
    A fronte di tante disastrose prove, e senza i mezzi moderni, i nostri antenati (e quelli dell’orso polare) hanno superato prove difficilissime. L’Artico è stato senza ghiacci, ma gli orsi polari sono ancora qui (evidentemente sono più intelligenti di come li credono, o dipingono, gli ambientalisti).
    Tutto questo per dirle che il sistema Terra NON è critico, ma è ben capace di trovare diversi punti di stabilità.
    Quindi, lasciamo stare questo “se”, che non vuol dir niente.
    Pago le tasse, consumo energia, consumo cibo, ecc. ecc. ma quando morirò, la Nazione Italia manco se ne accorgerà, non andrà in crisi il fisco italiano perché non avrà più il mio contributo.
    Voglio dire, quello che manca agli ambientalisti è una sana visione delle dimensioni dei fenomeni. Un mercato non crolla perché mancano gli acquisti di Guido Botteri. Se chi ha una villa si riempie la piscina, non scenderà il livello dei mari. Insomma, non si domandi tanto “se”, ma si domandi piuttosto “quanto”.
    Secondo me.
    Ah, dimenticavo, lo studio e l’imitazione degli animali NON è una scienza nuova, ma una delle più antiche, che si perde nella notte dei tempi. Non ce la presenti quindi come chissà quale novità, per favore. Anche dallo studio delle piante (altra scienza antichissima) possiamo sperare grandi progressi. In fondo le piante sanno nutrirsi di minerali e difendersi da molti attacchi.

    Post a Reply
  4. Ma chi è questo “Diego” e cosa può mai contribuire uno che inizia con “Valéry, non abbia timore: lei ha ragione e la gran parte di quelli che scrivono qui hanno torto”. Un preconcetto così totale (manco Valéry fosse la sua mamma) che c’è da pensare a una comunione di intenti.

    Curioso poi come il mio commento sulla “palla chiamata acidificazione” abbia suscitato così perentorie levate di scudi da parte di chi è presto offeso, ma nessun argomento contrario a quelli da me elencati.

    Nel Mondo di Parole al Vento di chi quaqquaragia sulla “acidificazione degli oceani”, quando chiudo una carta di credito mi sto immiliardando, quando mangio prodotti salùbri mi sto eternizzando, quando leggo due-parole-due di Dostoyevsky mi sto acculturando, e quando smetto di picchiare cuccioli e vecchiette mi sto nobelperlapacizzando.

    Post a Reply
    • Guardi Morabito che se lei non fosse il […] che è avrebbe il buon senso di rileggersi e di capire quanta ‘quaqquaragia’ ci sia in ogni suo post e in ogni suo pensiero. Ma evidentemente è pretendere troppo chiederle anche solamente un pò di moderazione e di buona educazione. Ma chi mai pensa di essere? Se c’è comunione di intenti è qui in queste pagine dove mai e poi mai è stato concesso un pò di spazio a commenti non allineati senza assistere a risposte derisorie e insulti mascherati. […]

      Commento moderato. Ti serve uno bravo, e qui non c’è, per cui ti puoi anche accomodare.
      Admin

    • …Ehm….
      Mi chiedo se Diego e Valery sanno che ad ogni contatto sale il nostro rating. Nella fattispecie l’unione fa la forza. Nostra.
      gg

    • Niente da fare. Argomentazioni in favore dell’esistenza della fantomatica “acidificazione” non se ne leggono.

      Chissà cosa verrebbe detto a un omicida seriale che, avendone ammazzati quattro quest’anno invece che i cinque dell’anno scorso, chiedesse di essere lasciato libero perché si sta “normalizzando”.

    • @ Maurizio
      sai che non è gravissimo dire acidificazione degli oceani, perchè se a una sol basica si aggiunge acido si può dire che si acidifica, anche se alla fine la sol rimane basica. Correttamente si dovrebbe dire dealcalina, o azione acidificante.
      Quello grave di Canuto è il messaggio di catatstrofismo, perchè il pH degli oceani è cambiato cmq pochissimo e non affatto influito sulle barriere coralline che tra l’altro non sono la base della vita, nè terrestre nè marina, casomai quello è il plancton

    • Claudio – qui non si tratta di discettare fra addetti ai lavori. Qui si tratta di dire al pubblico come stanno le cose. Acidificare=Rendere acido. Quindi conchiglie molli, distruzioni di habitat, moría di fauna e flora. Il resto non conta.

      Analogamente se hai un grosso debito e ti metti d’accordo con la banca per ripagarlo, la banca ti potrà se vuole classificare subito fra i “debitori con ammontare in via d’estinzione”. Ma tu resterai un grosso debitore lo stesso, almeno finché il debito resterà grosso.

      Il problema della reificazione è come un virus antirealistico che rischia distruggere ogni scienza che tocca. Perchè quando si riempiono la bocca della “palla della acidificazione” poi chiunque si informi sull’argomento capisce che è solo una palla catastrofista, e allora comincia a pensare che la climatologia tutta ne sia piena.

    • Sono con te Maurizio. Il parossismo meteorologico di queste ore rientra perfettamente nel concetto che hai espresso.
      gg

  5. Diego, tra l’altro Lei ha scritto:
    “Sono stato più volte in Africa, in zone malariche, e le dico che forse adesso sarebbe meglio bonificare e provare a migliorare la salute e l’istruzione delle popolazioni colpite.”
    ok, ma con chi vuole prendersela per questa cosa, con chi è per il progresso ? Sono certi ambientalisti che si oppongono alle bonifiche, alla manutenzione dei fiumi, e via dicendo. E magari arrivano a tagliar alberi perché fanno ombra ai pannelli, o svelano che il livello del mare alle Maldive non è poi cresciuto come si va cianciando.
    http://www.cremonaoggi.it/2012/10/05/quei-pioppi-fanno-ombra-al-fotovoltaico-via-quaranta-piante-allex-soldi-cosi-limpianto-rendera-di-piu/
    http://www.ravenna24ore.it/news/lugo/0028606-lugo-alberi-abbattuti-perche-fanno-ombra-ai-pannelli?page=0,1
    http://www.svipop.org/sezioniTematicheArticolo.php?idArt=554
    Lei ha scritto: “Deforestazione: non ci sarebbe nemmeno da discutere”
    Personalmente ho sempre sostenuto l’importanza degli alberi per la cattura dell’atomo di carbonio che si trova nella molecola della CO2 (per cui la pianta si pappa il carbonio, e ci dà ossigeno, O2, al posto di anidride carbonica, CO2). Credo che la funzione delle piante sia essenziale per la vita del pianeta.
    Ma so di ambientalisti che tagliano gli alberi per produrre biocarburanti. Le risulta ? Vuole qualche link ?
    http://www.nonsprecare.it/news/la-diffusione-biofuel-mette-a-rischio-foreste.html
    http://www.salvaleforeste.it/biofuel

    Post a Reply
  6. Canuto riporta una serie di affermazioni tipiche dei sostenitori dell’AGW, come se fossero verità bibliche.
    L’Artico è ai minimi storici, vero, ma solo da quando viene misurato. Nella storia del pianeta mi risulta (confermino o smentiscano gli esperti in materia) che l’Artico è stato più volte privo di ghiaccio. Ciò nonostante l’orso polare esiste, e questo mi fa pensare che non si sia estinto 🙂
    Giunge notizia invece (dal WWF) che l’orso austriaco si sia estinto:
    http://www.geapress.org/ambiente/austria-estinto-lorso-bruno/24902
    Evidentemente (scherzo) non aveva trovato foche, manco una, dannazione, in tutta l’Austria, e così si è estinto per fame. Quelli del wwf avrebbero però potuto portargli qualcuna delle foche che stanno salvando, per salvare l’orso 🙂
    A me pare che qualcuno ragioni come se gli animali non possano mangiare altro. Se l’orso bruno può fare a meno delle foche perché dovrebbe estinguersi l’orso polare, visto anche che qualcuno dice che “l’orso bianco è un adattamento ambientale di plantigradi bruni” ?
    fonte:
    http://uavarese.altervista.org/galileouniverso.html
    notizia però smentita da altri.
    Smentita anche l’estinzione dell’orso bruno in Austria
    http://www.cdt.ch/la-fattoria-degli-animali/altri-animali/59576/l-orso-austriaco-e-vivo-viva-l-orso.html

    Post a Reply
  7. Valery, non abbia timore: lei ha ragione e la gran parte di quelli che scrivono qui hanno torto. Si inseriscono in una lunga e ingloriosa tradizione che risale ai primi tentativi di negare o minimizzare i danni del fumo attivo e passivo, per poi passare a negare o minimizzare i danni delle piogge acide, del DDT, del buco nell’ozono e, tanto per non farsi mancare niente, del riscaldamento globale (l’elenco è tratto da Merchants of Doubts, si attendono smentite di quanto scritto dai due autori). Si tratta di fossili di un’era che, per un motivo o per l’altro, è destinata a concludersi, un’era basata sull’amata triade carbone petrolio gas (e una spruzzatina di nucleare, tanto sicuro, affidabile, economico e altri bla bla bla…). Fossili, che per mille ragioni fanno finta di non capire che l’unica cosa che dovrebbero fare è dimostrare in maniera convincente al mondo che le attività umane NON stanno interferendo con i processi che regolano il funzionamento del sistema terra. Invece di accanirsi (invano, peraltro, vista la lunghissima serie di topiche inanellate) sulla sensitività al raddoppio della co2, sul ghiaccio artico o antartico, sui raggi cosmici, sul periodo caldo medioevale, la piccola era glaciale, sulle email trafugate, provino a fare una cosa più semplice. Dimostrino che non stiamo intereferendo con i grandi cicli biogeochimici, dimostrino che non stiamo alterando composizione chimica e fisica e processi di funzionamento della litosfera, dell’atmosfera, dell’idrosfera e della biosfera (e, probabilmente, anche dell’eliosfera). E spieghino perché gli impatti combinati, crescenti e sempre più rapidi di queste attività non dovrebbero essere motivo di preoccupazione, specie a fronte del fatto che siamo 7 miliardi e che, grazie anche all’operosa dedizione di signori che condividono gran parte delle idee di molti di quelli che scrivono qui, abbiamo tutti più o meno in mente di vivere nel dorato e iperlipidico sogno americano.

    Lo ammetto, è uno sfogo, ma sentirmi dare dell’ignorante, del disinformato e dell’ingenuo da qualcuno che evidentemente non ha mai sentito parlare del ciclo del carbonio e con eterea disinvoltura pontifica sulla “palla chiamata ‘acidificazione'” non mi rende granché incline al dialogo.

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    • Diego,
      interessante carrellata di dogmatismo ideologico. Spiccano l’inversione dell’onere della prova e l’avversione per il grande satana. Quanto al primo, faccio notare che non é molto corretto chiedere spiegazioni alternative quando la propria si rivela insufficiente, altrimenti non staremmo qui a parlarne. Quanto al secondo (satana) faccio notare invece che gli USA sono tra quei pochi paesi che le emissioni le hanno ridotte a suon di policy e senza obblighi legali, mentre noi, efficacemente protetti dall’ombrello normativo, invece le abbiamo aumentate. E se non fosse arrivata la crisi, anche se temo che tu la possa considerare un’opportunità piuttosto che un problema, questa differenza sarebbe ancora più evidente.
      Comunque la tirata sui mercanti del dubbio é storia vecchia. Visto che peró il buco dell’ozono é ancora lí e per effetto del divieto sul DDT continuano a morire milioni di esseri umani di malaria, un dubbio sorge a me: nel mercato del dubbio, sei dalla parte di chi vende o di chi compra?
      gg

    • Guidi,
      comincio dal fondo: “Per effetto del divieto sul ddt continuano a morire milioni di esseri umani di malaria”. Non credo sia così. Piuttosto, è più probabile che i vettori della malaria abbiano sviluppato resistenza al ddt. Continuare la corsa agli armamenti fa comodo a parecchi (tranne a quelli che contraggono la malaria). Sono stato più volte in Africa, in zone malariche, e le dico che forse adesso sarebbe meglio bonificare e provare a migliorare la salute e l’istruzione delle popolazioni colpite. Ma è la classica risposta sistemica, che richiede tempo e denaro: sui tempi brevi, i risultati migliori si ottengono con zanzariere e repellenti, e non con dispersioni massicce di insetticidi.
      La tirata sui mercanti del dubbio sarà anche storia vecchia, ma non è mai stata smentita e si arricchisce ogni giorno di nuove strabilianti avventure. Che ne so, il frenetico attivismo dei Koch Bros, o le somme spese in spinning sui media americani (ci sono le elezioni, let’s drill!). Nel vostro repertorio cosa avete?
      Sul buco nell’ozono, se fosse per i mercanti del dubbio adesso con ogni probabilità sarebbe molto più ampio. Per loro, la scienza non era certa, se lo era il buco non costituica un problema, e se anche lo fosse diventato sarebbe stato troppo costoso rimadiarvi (e avrebbe comportato la perdita di un bel po’ di posti di lavoro: le ricorda qualcosa?)
      La crisi è un problema eccome, glielo dice un precario con una figlia piccola e un mutuo da pagare. Nonostante ciò, rimango ottimista e fiducioso nella capacità delle persone di capire che potrebbe in effetti essere un’opportunità. Magari di ridiscutere un po’ la storia degli ultimi 40 anni, da Reagan e Thatcher in poi, una storia di ultraliberismo, deregolamentazione, privatizzazioni e influenza delle plutocrazie, globalizzazione etc. etc che, guarda caso, hanno condotto esattamente al punto in cui siamo. E per provare, perché no, a ragionare di green economy (ecco, l’ho scritta la bestemmia suprema qui su CM).
      Arrivo poi all’inversione dell’onore della prova. Chissà perché, ogni volta che chiedo a uno scettico di rispondere alle domande che ho posto (riassumo: la Terra è un sistema? Se sì, le attività umane stanno interferendo con le sue modalità di funzionamento? Se sì, se cioè siamo entrati nell’Antropocene, siamo proprio sicuri che queste interferenze – e non parlo solo dell’anidride carbonica – non siano pericolose?) mi sento rispondere che sto, appunto, invertendo l’onore della prova. Perché, e l’elenco potrebbe essere assai più lungo, non abbiamo modificato i cicli dell’azoto e del fosforo (oltre a quello del carbonio, va da sé)? Non abbiamo deforestato a tutto spiano? Non abbiamo sovrasfruttato gli stock ittici? Non abbiamo acidificato i suoli (gli oceani quelli no, sono salati e non si acidificano…)? Non abbiamo scavato miniere da cui ogni anno esce una quantità di detriti superiore a quella che fluisce in tutti i fiumi del pianeta? Quanto lungo deve essere l’elenco per poter avere il diritto di porre le domande che ho posto senza sentirmi dire che sto ribaltando l’onore della prova?
      Per il grande satana, il mercato (qualunque cosa sia) permette cose splendide di cui beneficiamo tutti. Tipo edifici iperefficienti (il mutuo l’ho fatto per una casa in classe A), innovazioni a getto continuo (come le celle solari che captano l’infrarosso), riduzioni degli impatti (mai sentito parlare di biomimesi?)… Ma nelle economie di mercato avvengono anche cose pessime… Non so, faccia lei: a me pare che vedere entrambe le facce della medaglia sia la cosa meno dogmatica e ideologica che ci sia.
      Con rispetto, Diego

    • Diego, a me sembra che di facce lei ne veda una sola. La greeneconomy non è una bestemmia, la caricatura che se ne sta facendo invece si.
      In tutto il suo articolato commento, non una delle cose che hai nominato è riferibile al clima, nostro ambito di discussione. Tutto il resto è un suo pensiero. Mi auguro che sappia cosa dice. Se magari lo vuol condividere con noi smettendo di parlare di massimi sistemi facciamo un passo avanti.
      gg

    • “In tutto il suo articolato commento, non una delle cose che hai nominato è riferibile al clima”: a me sembra invece l’esatto contrario. Ho scritto: “Perché, e l’elenco potrebbe essere assai più lungo, non abbiamo modificato i cicli dell’azoto e del fosforo (oltre a quello del carbonio, va da sé)? Non abbiamo deforestato a tutto spiano? Non abbiamo sovrasfruttato gli stock ittici? Non abbiamo acidificato i suoli (gli oceani quelli no, sono salati e non si acidificano…)? Non abbiamo scavato miniere da cui ogni anno esce una quantità di detriti superiore a quella che fluisce in tutti i fiumi del pianeta?” Azoto: in alcune sue forme, è o non è un gas serra? Gli NOx contribuiscono o no allo smog fotochimico? L’azoto contribuisce o no all’eutrofizzazione e all’acidificazione dei suoli? E le zone morte oceaniche è sicuro che non abbiano influenze sul clima? Il fosforo contribuisce o no all’eutrofizzazione? Deforestazione: non ci sarebbe nemmeno da discutere dell’influenza di questa attività sul clima: variazioni di albedo, dei ratei di evapotraspirazione, dei tassi di rilascio e di assorbimento e di stoccaggio del carbonio… Stock ittici: allargo il discorso: siamo sicuri di conoscere alla perfezione le catene trofiche e le loro relazioni con la chimica degli oceani e dell’atmosfera? Siamo così certi che un collasso delle riserve ittiche non modificherebbe la pompa biologica? Miniere: aerosol e polveri non influenzano il clima? E siccome ho parlato dell’azoto e del fosforo, mi permetta di aggiungere gli altri minerali implicati in innumerevoli processi biologici: zolfo, silicio, ferro e calcio. Stiamo interferendo con tutti questi grandi cicli: siamo certi di conoscere tutte le conseguenze delle nostre attività, magari anche sul clima?
      E tanto per aggiungere qualche altro elemento alla discussione: i CFC hanno o no influenze sul clima? Abbiamo o no alterato la struttura dei suoli, impoverendoli e rendendoli più inclini all’erosione da parte del vento e degli altri agenti atmosferici (e anche qui: non c’è nessuna influenza sul clima?) Ancora: non abbiamo interferito con i cicli idrologici? Le dighe proprio non fanno niente? Non abbiamo inquinato fiumi, laghi e corsi d’acqua? E per finire: di quante specie abbiamo accelerato l’estinzione? Pongo ancora la domanda: siamo sicuri che la biosfera non sia per niente implicata nei processi che governano il clima?

    • Diego, prima temevo che non avessi letto molti dei nostri post, ora ne sono sicuro.
      Tutte quelle che hai indicato come possibilità (siamo sicuri etc etc) hanno una cosa in comune: non hanno nulla a che vedere con l’aumento della concentrazione di gas serra, CO2 in primis. É tra l’altro di questi giorni la pubblicazione di un paper che attribuisce ai CFC e non alla CO2 il riscaldamento dei tempi moderni. Lo devo ancora leggere, per cui sospendo il giudizio. Ma tutte quelle che indichi sono ragionevoli perplessità circa il rapporto dell’uomo con l’ambiente, anzi, con il sistema. Peccato che quelli con cui ti identifichi, dichiarandoti in contrapposizione ai concetti esposti sulle nostre pagine che peró non hai letto, siano convinti che tutto quello che c’è da fare sia abbattere le emissioni. Mi sa che di pagine non hai letto nemmeno quelle.
      Ad ogni buon conto, una volta eliminati i pregiudizi che hanno animato il tuo primo commento, mi sa che non siamo così lontani. Tanto meglio.
      gg

    • Io vorrei sapere se Diego è uno che legge CM da molto tempo o è rimasto impressionato o indignato solo da una breve lettura.

    • Finalmente qualcuno con le palle!

    • Diego, grazie dei “fossili”, spero di poter ricambiare 🙂
      Scherzo, non mi offendo, sa, quando qualcuno passa alle offese, e non porta argomenti, ma si limita a papagallare affermazioni apodittiche di altri, NON c’è nulla da offendersi, semmai si può sorridere, con garbo e signorilità.
      Lei si è limitato ad elencare una serie di affermazioni, senza dimostrane neanche una. Poca roba, da un punto di vista scientifico, poco contributo alla discussione, direi, praticamente zero.
      Son tutte cose su cui su queste pagine si è discusso a lungo, portando prove più che convincenti che la posizione dei sostenitori del CAGW sia assai debole, e non basterà appellarsi agli argumenta ad verecundiam (“noi abbiamo il consenso” – che vi sta scappando di mano, cosa di cui vi lamentate -, “noi abbiamo i titoli per parlare, voi no” – come se tra gli scettici non ci fosse il fior fiore dei climatologi -, “noi abbiamo scritto più paper peer review ed abbiamo anche più amici tra quelli che fanno passare i paper”; “l’ha detto Tizio, l’ha detto Caio”. e via dicendo.
      Perché non provate a portare qualche argomento serio e valido, invece ?
      Sarebbe eccessivamente lungo contestare tutto quello che ha elencato senza prove, perciò mi limiterò a porre l’attenzione su un solo argomento, per il momento, perché su questo si son dette troppe mezze verità che hanno fatto capire alla gente l’opposto del vero. Sarebbe ora, finalmente di fare un po’ di chiarezza.
      Dei sostenitori dell’ipotesi CAGW hanno scritto:
      http://bigstory.ap.org/article/experts-global-warming-means-more-antarctic-ice
      “The Arctic ice responds more directly to warmth. In the Antarctic, the main driver is wind, Maksym and other scientists say. (…) And the wind works in combination with the ozone hole, the huge gap in Earth’s protective ozone layer that usually appears over the South Pole. It’s bigger than North America.
      It’s caused by man-made pollutants chlorine and bromine, which are different from the fossil fuel emissions that cause global warming. The hole makes Antarctica even cooler this time of year because the ozone layer usually absorbs solar radiation, working like a blanket to keep the Earth warm.”
      Lo so, è detto in maniera un po’ (credo volutamente) contorto, per dire e non far capire troppo (non sia mai la gente capisse veramente cosa succede) ma in sostanza dice che l’ozono favorisce il GW, e quindi il buco dell’ozono si oppone al GW. Qualcuno è arrivato a dire che l’Antartide sarebbe fredda per colpa del buco dell’ozono, quindi (continuo io il loro ragionamento interrotto) chiudiamo il buco dell’ozono, così aumentiamo il GW.
      Guai far capire alla gente che si vuole chiudere il buco dell’ozono, ma che questo significherebbe necessariamente far aumentare il GW. La gente distratta, quella che lavora e non si occupa di scienza, ha capito che il buco dell’ozono e GW sarebbero concordi, e invece è vero il contrario.
      Io sono anni che lo vado ripetendo, ma finalmente anche qualcuno di voi mi dà ragione, seppure involontariamente.
      Sul discorso dei venti, se avessi tempo, aprirei un bel discorso, visto il ciclone, visti i ghiacci che mancavano nel mare di Barents e che invece abbondavano in quello di Bering…ma sarà per un’altra volta.

    • @ Diego

      mi spiace ma i giochino su chi ha preso cantonate tremende spacciandole per scienza sono ancora più numerosa le basti l’eugenetica.
      Forse lei non ha capito la mia posizione che non è quella di negare l’impatto dell’uomo sul clima ma quello di contestarne l’entità pari al 96% delle frozanti. Questo proprio non può essere come spiegato nell’articolo “Un bicchiere di sole”

  8. @valery, se tiene così tanto a criticare le castronerie climatiche pubblicate dal Foglio, può sempre segnalarle lei puntalmente e poi ne discutiamo. No?

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    • e come no, peccato che la quasi totalità delle info pubblicate dal foglio provengano direttamente da qui

    • Bene, rinfrescaci la memoria allora.
      gg

    • cerchi su google: parole chiave il foglio, cambi di stagione, climatemonitor.

      p.s. prima di censurare me chieda a quel genio incompreso del Morabito di limitare gli insulti diretti a chi non la pensa come lui. Mi scusi ho usato il verbo pensare , forse ho esagerato!

    • Ok facciamo quest’altro di gioco.
      Parola chiave: climate disruption IPCC.
      Io non l’ho fatto, ma penso possa risultare interessante.
      gg

    • Guido, non perdere tempo…come dimostrato in tema di acidificazione, per “valéry” è fonte di castroneria pensarla diversamente che i Beneamati Scienziattivisti. Qualunque post qui o di Vietti o di chiunque non si adegui completamente è ipso facto un crimine e un’offesa “diretta”.

      Prova a scrivere di Lomborg o Pielke Jr, vedrai che anche loro saranno classificati come “complici” ed “agenti del male”.

    • @ Valery
      non tergiversi, lei ha parlato di scemenze scritte sul foglio, quali sarebbero? e chi avrebbe decretato citando pubblicazioni peer review che sono scemenze? Lei?
      non credo proprio finora mai haparlato di clima di cui penso che ne sappia davvero poco

  9. Vede, Valery, il climatologo che è stato intervistato, tale Vittorio Canuto, sembra pensare che il Sole sia una costante, come mi risulta che facciano anche i modelli climatici che sono la sorgente di tanti studi che dimostrerebbero ecc. ecc. (se i modelli non contenessero essi stessi al loro interno l’idea AGW).
    Ma il Sole NON è una costante. La NASA ha sbagliato tutta una serie di previsioni su questo ciclo solare, che avrebbe dovuto essere più intenso e più breve, e invece si dimostra più fiacco e più lungo.
    Se il Sole fosse davvero una costante, come pensa Canuto, quegli esperti scienziati non avrebbero sbagliato le loro previsioni, le pare ?
    E’ più incisiva la CO2 o il Sole a modificare la temperatura ?
    Provi per esempio, a misurare, contemporaneamente, la temperatura al sole o all’ombra, e la CO2.
    Ci sono altri esempi, giorno-notte, giornata di sole- giornata senza sole, inverno-estate, poli-tropici
    in cui potrebbe segnarsi le temperature, e le rispettive ppm di CO2.

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    • La NASA ha già perduto lo Skylab alla fine degli anni ’70 perché lo Shuttle non era pronto in tempo _ma soprattutto perché_ l’atmosfera si era espansa a causa di attività solare maggiore del previsto.

      http://en.wikipedia.org/wiki/Skylab#Solar_activity

      Siamo alle solite…così come con la palla chiamata “acidificazione”, quando si parla di Sole gli ignoranti, disinformati, ingenui etc si incastrano con il termine “costante solare”, pensano che il Sole sia costante e non capiscono più niente.

  10. L’acidità è a mio immodesto parere il test del pensiero critico. Nel senso che chi parla di oceani in acidificazione è ignorante, stupido, bugiardo e/o poco avvezzo all’uso dell’italiano (magari, è vittima di un traduttore o giornalista poco professionale).

    1. Le acque dell’oceano sono leggermente basiche.

    2. Per via di tutto quel sale, è praticamente impossibile che diventino mai acide

    3. Al massimo, colossali quantità di CO2 che magicamente si trasferissero dall’atmosfera all’oceano stesso, lo renderebbero leggerissimamente meno basico.

    Parlare di “acidificazione” è dunque equivalente quasi a una truffa.

    Immaginiamo che uno ottenga dalla banca un prestito di un milione di euro. In quel momento sarebbe ovviamente in debito di un milione.

    Immaginiamo poi che restituisca 10 euro. Tutti direbbero che è adesso in debito di 999’990 euro.

    Immaginiamo invece che quel tizio vada dicendo: i dieci euro mostrano che sto diventando creditore della banca.

    È proprio questa palese millantazione, ciò che fanno i tristi figuri che parlano di acidificazione dell’oceano.

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  11. @ Valery

    ho letto diversi articoli del Vietti sul Foglio e li ho trovati pieni di buon senso…critico, quello che manca nel magazine sette green. A dire il vero sul corriere scrivevano cose molto interessanti sia Visconti sia Prodi che non sono certamente dei catastrofisti, ma l’anno scorso al corriere della sera i rampognatori di CA attribuirono il premio “a qualcuno piace caldo” http://www.climalteranti.it/2011/09/19/assegnato-il-premio-a-qualcuno-piace-caldo-2010/ che è dispregiativo, lo consegnarono al direttore che si impegnò ufficialmente a cambiare rotta sul catastrofismo climatico…abbracciandolo. Il risultato è settegreen: 20 pagine di catasrtofismo becero senza alcuna motivazione scientifica.

    Detto questo, non sono di centrodestra, anzi voto IDV, come più volte dichiarato, quindi non mi trovo concorde con la linea editoriale del Foglio, se mi capiterà di leggervi scemenze sul clima non mancherò di criticarlo.
    Purtroppo Di Pietro sui cambiamenti climatici, sulla necessità di mitigazione con le rinnovabili, e sull’efficacia di mitigazione climatica è decisamente male informato: si vede che legge settegreen!

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    • Resto deluso, ma non sorpreso, dal comportamento del direttore del Corriere. Trattano di clima come trattano di politica, sposando una causa. Non dovrebbe essere così…

    • Intendo dire che non capisco come si possa prendersela con un giornale, in quanto schierato con i catastrofisti, pubblicando su un sito altrettanto schierato ma dall’altra parte. Di questo poasso ci troveremo di nuovo a discutere se la pasta e fagioli è di sx la trippa di dx ecc..

    • Willy Signori (Francesco Nuti) diceva che la finocchiona é repubblicana.
      Ma siamo sicuri che parlare di muri ti conviene?
      gg

    • Mi spieghi: il post di morabito le pare il prodotto di una mente aperta al dialogo?

    • Perché, secondo te il mare é acido?
      gg

    • Peccato che a Damasco non l’abbiano ancora capita. Se invece di uccidere 30 mila persone nei prossimi 18 mesi ne uccidono 29990, potranno poi vedere chi è aperto al dialogo e voglia con loro affermare che si tratta di pacificazione.

    • […]
      Commento moderato. Valery, non ricominciamo per cortesia.
      Admin

  12. La crudelta’ al GISS e’ senza confini…adesso mentre si trastullano fra un modello climatologico falsato e un aggiustatina verso il basso delle temperature passate, giocano pure con le rane in pentola??

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  13. Scusi, sig. Costa, com’è che le scemenze quotidiane in fatto di clima e catastrofismo che pubblicano sul Foglio non le criticate mai?

    Post a Reply
    • Forse perché sul Foglio tutte queste scemenze non ci sono. E quando ci sono non sono mai ‘sul serio’ a differenza di quanto accade sui pomposissimi media proni alla catastrofe prossima ventura.
      gg

    • E’ facile, comodo, riduttivo ma soprattutto arrogante e supponente pensare di aver sempre ragione e che gli altri sono tutti in malafede! Questo è quel che fate voi e i vostri complici su giornali come il foglio tanto quanto le persone che criticate quotidianamente. Non credo che con il muro contro muro si vada da qualche parte.

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