Questo (per ora) ci piace

Una nuova iniziativa mediatica sul web. Sebbene sia l’ennesima, specie in ambito climatico, sembra di respirare un’aria nuova. Voglia di condividere, ascoltare, soppesare e, se del caso, giudicare opinioni diverse su argomenti topici in materia di clima e affini.

A giudicare dai commenti ai post visibili, l’iniziativa é presa sul serio da gente che ha saputo guadagnarsi la fiducia dei lettori a suon di raziocinio. Judith Curry, invitata alla discussione sul primo topic – il ritiro dei ghiacci artici – spiega anche sul suo blog come dovrebbe funzionare.

Gli amministratori scelgono l’argomento e lo introducono. Poi invitano degli esperti a confrontarsi a suon di commenti, rispondendo agli argomenti portati dall’interlocutore. Quando gli amministratori, pare a loro insindacabile giudizio, decidono che si è raggiunto un punto in cui c’è accordo o, viceversa, non c’è possibilità di raggiungerlo, scrivono un sunto di quanto è scaturito dalla discussione, lo sottopongono all’approvazione degli intervenuti e chiudono il topic.

Sono ammessi anche commenti di terze parti ma per non confondere le cose questo avviene in un TD  a parte. Lo scopo non è quello di raggiungere il consenso, quanto piuttosto di stimolare la discussione. Una iniziativa molto interessante. Se si riuscirà a mantenere le discussioni equlibrate, scommetto che scopriremo che c’è un livello di apertura mentale molto superiore a quello che traspare dai dibattiti a senso unico che avvengono sui blog climatici con format differente (spesso anche sul nostro).

Si chiama Climate Dialogue. La trovate qui. Speriamo che duri.

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Author: Guido Guidi

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18 Comments

  1. Ho esaminato il format di Climat Dialogue e mi è sembrato molto interessante.
    L’articolo che ha stimolato la discussione, dedicato alla fusione dei ghiacci marini artici, è stato seguito dai commenti, a mio avviso molto equilibrati, di tre glaciologi marini (J. Curry, W. Meier e R. Lindsay). In tutti e tre i commenti emerge chiaramente una forte incertezza nell’individuare le cause delle dinamiche che regolano la fusione dei ghiacci marini artici: i tre scienziati concordano nel ritenere che le cause siano naturali e antropiche, ma non sono in grado di stabilire con certezza la percentuale degli effetti antropici e di quelli naturali. Curry, come sappiamo, è dell’avviso che i contributi antropici e naturali oscillino intorno al 50%, ma con un’incertezza enorme +/- 20%. Gli altri due scienziati non si discostano molto da questa stima.
    Molto interessante anche la discussione che ne è seguita ed a cui hanno preso parte i curatori del blog, gli scienziati ospiti ed altri interlocutori.
    Alla fine, come dovrebbe accadere in tutte le discussioni di carattere scientifico, non potendo trarre delle conclusioni definitive, ognuno è rimasto con le sue convinzioni e, cosa estremamente importante dal mio punto di vista, io ho avuto a disposizione tutta una serie di elementi per farmi la MIA opinione (che non è molto diversa da quella che già avevo e questo mi è di molto conforto 🙂 ). In ultima analisi un bell’esempio di dibattito: qualificato, pacato ed istruttivo.
    Chiudo con una domanda: perché qualcuno reputa che i comuni mortali non debbano conoscere le incertezze insite nelle varie ipotesi scientifiche e ad essi debbano essere ammannite solo certezze in quanto incapaci di discernere il bene dal male?
    Ciao, Donato.

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    • Vuoi che la gente si renda conto che le cose sono una scala di grigio? I predicatori del bianco e nero sarebbero messi molto male, e gli spin doctor di tutti gli schieramenti dovrebbero essere pagati molto di più, perché dovrebbero comunicare in modo molto più sofisticato.

    • E’ proprio vero! Come si dice dalle mie parti, ormai, “tutti vonno lo cocco ammonnato e bòno” (tutti vogliono l’uovo [sodo] già sgusciato) 🙂
      L’idea che sono sempre di meno coloro che si confrontano con la complessità delle cose (scientifiche, politiche, sociali, economiche, ecc. ecc.) e cercano di capirci qualcosa, ragionando con la loro testa e non con quella dei vari imbonitori in giro per il mondo, però, mi rattrista sempre di più. Mah, che Dio ce la mandi buona!
      Ciao, Donato.

  2. Da non perdere assolutamente la visione di “Leonardo” che avete giustamente citato (http://leonardo.blog.rai.it/2012/11/19/puntata-di-lunedi-19-novembre-2012/) E’ il NO PLUS ULTRA della correttezza dell’informazione (e qualcuno paga pure il canone per sentire queste baggianate) Dicono “loro” (i banchieri?!?) che a non credere nel riscaldamento globale antropico, non è rimasto più nessuno!!!! Mi chiedo: mi sono perso qualcosa? Altro che “Climate dialogue”; con chi dialogare se tutti la pensano uguale? 🙂

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  3. Vorrei proprio vedere il commento di valery, ora che la rubrica Leonardo di RAI3 ha riportato l’opinione dei bancari, manco fosse uno studio scientifico di climatologi.
    Vi prego a questo scopo di verificare la trasmissione Leonardo di oggi.
    Allora, valery, gli ingegneri, i geologi, i meteorologi NO, e i bancari sì ?
    Non so quanti qua dentro hanno fatto i bancari. Io ho lavorato (anche) per il Banco di Napoli, quindi posso essere considerato un climatologo ? 🙂

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    • I bancari SI perché nella UE fanno “il bello ed il cattivo tempo”….e non solo nella UE.

    • No! Perché tu sei scettico e i climatologi (quelli veri) non lo sono: bancari si, ma non scettici. 🙂
      Ciao, Donato.

    • E va bene, non si può avere tutto nella vita. Mi consolo sapendo che la prossima volta che voglio sapere se ci sarà un terremoto, se pioverà o ci sarà una siccità, se mi devo operare o no, so dove rivolgermi… una bella banca. Loro sì che sanno tutto. 🙂

  4. …vero!i pro AGV sono alla frutta!fra meno di due anni spariranno (spero)
    dalla tv specie quella di stato gli elementi precedentemente citati.
    P.S. la “gente comune” NON crede più a questi soloni!

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  5. Concordo pienamente: l’iniziativa “Climate Dialogue” è interessante e ricca. Speriamo possa reggere.

    Circa la RAI credo invece che non ci sia speranza, nel senso che alla RAI il “comitato scientifico” della BBC è in seduta permanente da anni.
    Piccolo esempio: oggi alle 6.45 l’ultima notizia del GR3 era: secondo la Banca Mondiale le temperature saranno più alte di 4°C nel 2050 (alla faccia dei dubbi e delle colossali incertezze nei modelli). E si noti che l’ultima notizia in un GR breve come il GR3 delle 6.45 è quella che si imprime di più negli ascoltatori.
    Altro che “climate dialogue”, qui siamo al minculpop!
    Luigi

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    • Luigi, questo ultimo capolavoro della WB sta rimbalzando ovunque, deve esserci stato qualche lancio d’agenzia che ha acceso un paio di neuroni (solo due eh?). Comunque Antony Watts ha commentato l’uscita con il titolo “Quando i banchieri fanno i climatologi”, noi abbiamo persino un climatologo che parla toscano che è diventato banchiere…. Come si dice, stiamo un pezzo avanti!
      gg

    • From 1989, World Bank policy changed in response to criticism from many groups. Environmental groups and NGOs were incorporated in the lending of the bank in order to mitigate the effects of the past that prompted such harsh criticism.
      Secondo una regola non scritta, il direttore del Fondo Monetario Internazionale è designato dai governi europei, mentre il presidente della Banca Mondiale è nominato dal governo degli Stati Uniti, che sono il più grande azionista della banca stessa. Il 23 marzo 2012 il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha deciso di nominare per il quinquennio 2012-2017 il medico e antropologo di origine coreana, naturalizzato americano, Jim Yong Kim.

      World Bank in accordance with its Six Strategic themes has taken more various policies into effect since 1989 up until today. It has taken various policies to preserve the environment while promoting development. In 1989, World Bank named an implementing agency in Montreal protocols to stop the ozone damage with the target of 95% phase-out of substances that deplete the ozone layer by 2015. Moreover, in order to prevent deforestation especially the Amazon, announced that it would not finance any commercial logging or infrastructure projects that do harm to the environment in 1991.
      per i dattagli il libro è http://www.amazon.com/Imperial-Nature-Struggles-Globalization-Agrarian/dp/0300119747

      Se si va sulla storia del WWF si vedono i rapporti stretti ad es.:
      World Bank President James Wolfensohn in 1997 introduces a partnership with WWF to bring 500 million acres of forest under independent certification as sustainably managed by 2005, and to establish an additional 50 million acres of new forest protected areas.

      In a pledge developed through the WWF-World Bank Alliance, the president of Brazil in 1998 commits to provide legal protection for 10 percent of the Brazilian rain forest, an area greater than all of the national parks in the contiguous United States combined
      http://worldwildlife.org/about/history
      Può darsi che WB abbia necessità del “greenwashing” per far “digerire” i suoi investimenti in carbone senza che ci siano lamentele: http://www.climatemonitor.it/?p=13410 (qui link documento 2008 di WB su AGW)
      http://www.climatemonitor.it/?tag=banca-mondiale o http://www.climatemonitor.it/?p=13450

  6. Suvvia, caro GG, ascolta Claudio Costa …
    E quando sei lì, chiedi al piccozzasempreinmano se è riuscito a trovare le evidenze scientifiche del maremoto che ha spazzato via la reggia di Barumini !!!

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  7. Guido lo so mi manderai al diavolo perchè già te l’ho chiesto tante volte, ma sei la persona giusta per proporre questo tipo di confronto alla RAI, proponilo!Possibile che di clima possano parlarne solo Mercalli,Tozzi, V Ferrara, Lombroso, la Maugeri, la Colò, per non parlare della Gabanelli e di Cecchi Paone?
    Tieni presente che il Guru di Grillo cioè Casaleggio predica che ci sarà un innalzamento del mare di 12 mt e la Maugeri e la Gabanelli che la carne è la prima causa di riscaldamento globale ingannando milioni di persone!

    Post a Reply
    • Sarebbe un bel format Claudio, chissà.
      gg

    • Proponi una riedizione di Orazi e Curiazi mediatica, un “CO2-factor show”? Secondo me è tutto tempo perso, “falce e piccozza”&Co ormai, per come sta andando l’economia europea, purtroppo, hanno ancora 1-2 anni da pontificare….la realtà tra non molto riprenderà il sopravvento sull’ideologia (come sempre avvenuto nella storia).

    • Concordo, siamo ai botti finali. Hai presente la malinconia che ti prende subito dopo? Ecco, sì, proprio quella. 😉
      gg

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  1. Climatemonitor - [...] subito il tormentone del Report della World Bank sui cambiamenti climatici, una faccenda che ha sfiorato anche CM in…

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