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Che tristezza…

Una volta avrei scritto che viviamo tempi interessanti, oggi quello che sto per raccontarvi mette solo tristezza. Il genere umano, intendendo con esso tutte le sue sfaccettature oggi più che mai libere di mostrarsi nelle forme più assurde, mettendo a nudo tutti i limiti del nostro essere e del sistema di scambio delle informazioni che ci siamo dati, decisamente non merita tante possibilità.

Se il prezzo da pagare per essere continuamente informati, per ragionare su ogni cosa e per fare proprie le opinioni e le idee che diversamente non avremmo mai conosciuto é quello di dover leggere assurdità come quelle che vi proporrò tra poco, penso decisamente che sia troppo alto.

Certe cose, inevitabilmente, ci portano indietro di secoli, anzi, potremmo anche scoprire che prima certi limiti non sarebbero stati superati. Alcuni mesi fa ho letto al riguardo un commento interessante di uno dei top manager di google, persona che evidentemente di comunicazione se ne intende, che approssimativamente suonava così: ormai dobbiamo renderci conto che il mondo é pieno di pazzi disadattati, una volta le loro madri gli portavano da mangiare nelle loro camerette, ora invece hanno l’adsl.

In questa occasione dobbiamo aggiungere che ai pazzi disadattati capita anche di ottenere il privilegio di insegnare all’università e da quella posizione di diffondere ogni genere di pensiero pericolosamente intrecciato che gli passa per una testa evidentemente inutile.

É storia di qualche giorno fa. Il campione si chiama Richard Parncutt, professore di Systematic Musicology (?) all’università di Graz. Evidentemente, malgrado le sue capacità professionali del tutto avulse dal mondo della fisica dell’atmosfera e quindi del tempo e del clima, egli ritiene di aver capito tutto. Questo lo colloca di diritto tra quanti aderiscono al consenso, cioè tra quelle menti considerate eccelse cui in ragione di opinioni conformi al mainstream é concesso parlare, anzi, é dato ampio spazio per sostenere la causa del clima-che-cambia-e-cambia-male, senza che una sola voce si levi a sottolineare che quello che dice sono assolute assurdità.

 

Tagliamo corto. Dalle pagine web ufficiali dell’università il nostro eroe dichiara apertamente di essere sempre stato contrario alla pena di morte, anche per i crimini più efferati, ma di essere anche convinto che per i “negazionisti climatici” il discorso sia diverso, in quanto costoro si sarebbero già macchiati del crimine di provocare già e soprattutto provocare in futuro la morte di milioni di persone, ove non miliardi.

Avete letto bene, pena di morte. La faccenda, portata alla luce da Jo Nova, é rapidamente approdata sulle pagine di WUWT, da dove ovviamente si é alzato lo sdegno di quanti leggono e sostengono le opinioni dei primi candidati al trattamento suggerito da Parncutt. L’università, dal canto suo, ha prima fatto orecchio da mercante, poi ha sostituito la pagina con concetti un po’ più morbidi e poi, finalmente, ha obbligato l’autore a pubblicare una pagina di scuse rigettando in toto la follia di Parncutt. Le fonti da lui citate per sostenere le sue opinioni in materia di saggezza climatica, invece, tacciono, non é dato sapere se sia perché condividono o perché sanno di poterne uscire solo malconcie. Di fatto peró tacciono, molto colpevolmente.

 

Ma non é neanche questo il problema. La sostanza infatti é altrove, non certo nell’astio e negli estremismi assurdi che può aver raggiunto il dibattito – ammesso che questo si possa definire tale – circa le presunte origini antropiche delle dinamiche recenti del clima, nè la si può trovare disquisendo della adeguatezza o meno della pena. Il punto é che questa banda di scalmanati che ha deciso di perseguire le proprie fortune e i propri interessi in questo pazzo mondo attraverso la diffusione di notizie circa un pericolo sin qui completamente congetturale, trovando tra l’altro anche molta fortuna, in assenza di sostanza reale per le proprie congetture, ora ha spostato il tiro verso una colpevolezza della controparte ancora più assurda e congetturale. Ma colpevoli di che? Di aver detto che non c’è una sola previsione di questi signori che stia trovando conferma? Di aver sottolineato che quello che l’arrosto climatico prospettato da due decadi é oggi un timido tepore? Di aver fatto notare che l’ideologia é nemica della scienza e della conoscenza? Di essere delusi dal fatto che le risorse letteralmente buttate al vento e cotte al sole per curare un malato immaginario dovrebbero essere impiegate per altri e ben più reali problemi?

 

Bene, se é di questo che sono colpevoli lo siamo anche noi e non importa se Parncutt finirà in manicomio (ne dubito) dopo queste affermazioni, quel che conta e che pesa molto di più é il silenzio di quanti in cuor loro pensano di poter trarre beneficio dalla sua follia e sotto sotto la condividono, dietro le loro maschere di perbenismo e impegno per un futuro migliore.

Chissà che aver portato questi fatti anche nel nostro sistema di informazione e nella nostra lingua (anche se siamo piccoli qualcuno ci legge sapete?) non susciti il desiderio di tirarsi fuori da questo modo di fare e di pensare in qualcuno di loro. I commenti sono aperti e di tempo ne abbiamo prima che il disfacimento climatico si manifesti, attendo qualche segnale di rinsavimento, mi basta anche una timida presa di distanza.

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Published inAttualità

2 Comments

  1. Il manager di Google aveva ragione. Poi ci sono anche quelli in cerca dei loro 15 minuti di celebrità e che sanno benissimo come ottenerla sul web.

  2. Gianluca Fusillo

    Finchè non ci verrà tolto il libero arbitrio, finchè ci sarà gente davvero appassionata al proprio lavoro e soprattutto appassionata della scienza, quella con la lettera maiuscola, finchè questi amanti della Scienza avranno modo di poter discutere “liberamente” come accade sul vostro blog….riesco a nutrire ancora qualche piccola speranza a che non si cada nella disfatta totale!
    ahimè le regole del mercato, economia e finanza assieme, sembrano sempre più forti e prepotenti delle semplici regole non scritte del buon senso, della morale e di quelle invece scritte (bene) della Scienza. Siamo immersi in una società che vive di sospesa nella paura di complotti a destra e a sinistra….qualcuno sarà vero, realmente esistente e probabilmente ci starà fregando in silenzio, ma la stragrande maggioranza dei complotti, sotterfugi, atti distruttivi sono solo immaginati, chissà per quale logica? la mia risposta sono loro….i soldi! la moneta!
    Scusatemi del piccolo sfogo, magari OT, ma mi sembrava intonato al titolo del tuo post Guido.

    Gianluca

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