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NOAA: la siccità eccezionale del 2012 è da attribuire alla variabilità naturale

Si è proprio rivoltato il mondo. Ma come, qui da noi hanno già rispolverato la fonte battesimale assegnando un bel nome epico al primo anticiclone della stagione tra gli equinozi e, negli USA, invece di cavalcare la tigre del caldo sempre più caldo ammazza che caldo, la NOAA tira fuori un report in cui si attribuisce l’eccezionale fase di caldo e siccità con cui hanno avuto a che fare l’anno scorso al tempo e non al clima disfatto?

 

Però, mica male come notizia per una soleggiata domenica d’aprile. Vediamo un po’. Si tratta di un corposo studio pubblicato sia in forma integrale che in forma di poster, nel quale, fatti due conti, si arriva a dire che il contributo del global warming antropico, se mai c’è stato, è stato minimale.

 

 

E per di più pare che un tale evento, che dovrebbe avere tempi di ritorno dell’ordine del secolo, proprio per questa sua rarità non fosse prevedibile. Bene, la categoria dei meteorologi è salva. Ma è salva pure quella dei climatologi? Beh, ad essere sinceri non saprei. Diciamo che il climatologo catastrofista generico medio in quei giorni ripeteva che si trattava di prove generali dell’arrosto climatico, spettacolo già in cartellone sulle previsioni centenarie. Però, i modelli climatici a breve scala temporale, quelli per intenderci che dovrebbero dare una mano con le previsioni stagionali, si sono accorti della siccità quando è tornata la pioggia. Se tanto mi da’ tanto, per fine secolo, ma che dico, per la prossima estate conviene lanciare la monetina! I dadi no, per carità, che se se ne accorge Hansen ci dice subito che li abbiamo truccati.

 

La siccità tra maggio e agosto 2012 per le Great Plains centrali è stata generata principalmente da variazioni naturali del tempo atmosferico.

  • L’aria umida del Golfo del Messico non si è spinta a nord nella tarda primavera perché l’attività ciclonica e frontale hanno deviato verso nord.
  • I temporali estivi sono stati poco frequenti e quando hanno avuto luogo hanno prodotto poche precipitazioni
  • Né la situazione degli oceani, né il cambiamento climatico indotto dall’uomo, fattori che possono fornire predicibilità di lungo periodo, sembrano aver avuto ruoli significativi nel causare il forte deficit precipitativo sulla principale regione di produzione del granturco delle Great Plains centrali.

 

Che dire? Se, come pare accertato, la siccità ha avuto un ruolo importante per i prezzi delle commodities agricole, il fatto che si sia trattato di tempo e non di clima dovrebbe far riflettere più di qualche menagramo climatico.

 

A proposito, visto che le siccità rientrano tra quei pochi eventi estremi per cui l’IPCC, nel suo report speciale sull’argomento, ha individuato un certo livello di confidenza circa il fatto che siano aumentati causa AGW, varrà la pena ricordare che lo stesso report dice che il segnale di trend positivo di cui sopra, se portato dalla scala spaziale globale a quella regionale, diventa parecchio disomogeneo. Pare infatti che ondate di calore e siccità siano aumentate da qualche parte, diminuite da qualche altra e rimaste com’erano da qualche altra ancora. Beh, monetina o dadi truccati che siano, è bene sapere che gli USA sono tra quelle regioni in cui gli eventi sono diminuiti e noi tra quelle in cui sono aumentati.

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Published inAttualitàClimatologiaMeteorologia

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