Il posto più freddo del mondo

La notizia ha del sensazionale, un gruppo di ricercatori impegnati da anni a raccogliere dati in Antartide, avrebbe misurato la temperatura più bassa mai registrata sul Pianeta, tra -92 e -94°C, al minimo circa 3°C più bassa del record della stazione antartica di Vostok, del 21 luglio 1983. Qui sotto, il comunicato stampa dell’NSIDC:

 

 Landsat 8 helps unveil the coldest place on Earth

 

Si tratta però di misurazioni satellitari ovvero di dati provenienti dalla sonda MODIS del satellite Aqua e dal satellite Landscat 8, appena entrato nella sua vita operativa. Il paragone, quindi, rischia di essere piuttosto difficile.

 

 

ColdestPlaceRecords

 

E’ però molto interessante la spiegazione che i ricercatori hanno dato del fenomeno, così come lo sono le caratteristiche spaziali dello stesso. Si tratterebbe di qualcosa di simile a ciò che gli appassionati di meteorologia, microclima e, soprattutto freddo, conoscono molto bene, ovvero le caratteristiche microclimatiche delle Doline carsiche, i luoghi dove sono stati registrati i record di freddo nostrani.

 

Si tratta comunque di accentuazione del processo di raffreddamento radiativo, ovvero di ‘fuga’ del calore verso l’alto tipica delle notti con cielo sereno. Attenzione però, sia la scala spaziale che quella temporale differiscono molto. Se infatti le Doline per quanto piccole hanno comunque dimensioni che vanno da pochi a qualche centinaia di metri, le depressioni nel ghiccio – veri e propri spacchi – dove sono state osservate quelle temperature sono sempre molto ridotte e poco profonde, da 2 a 4 metri. Circa i tempi poi la differenza è macroscopica, perché il raffreddamento radiativo dell’inverno polare australe dura mesi e, con persistenti condizioni di cielo sereno, c’è parecchio più tempo a disposizione di una singola notte perchéla temperatura scenda davvero oltre il limite dell’immaginabile.

 

Per chi fosse interessato all’argomento, merita una menzione il Progetto Doline Trivenete, cui partecipano anche gli amici dell’UMFVG. Da vedere infine il video pubblicato su youtube che riproduce i dati raccolti dai ricercatori.

 

 

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NB: la foto in testa al post viene da qui.

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Author: Guido Guidi

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1 Comment

  1. Certo, si tratta di tempetature ricavate da misure radiattive ma c’è anche da dire che i satelliti in questione hanno orbite eliosincrone, quindi può darsi benissimo che i veri minimi non siano stati registrati per mancanza di coincidenza con i passaggi satellitari.

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