Salta al contenuto

Un modello climatico che funziona!

Rubo la frase all’amico che mi ha segnalato la notizia. Finalmente c’è un modello climatico che funziona. Prima che iniziate a far le capriole però devo raffreddare gli animi. Il modello in questione funziona sì, ma nel mondo della fantascienza, per cui o ci trasferiamo tutti lì o continuiamo ad avere che fare con le difficoltà di sempre.

 

La storia è questa. Un gruppo di ricercatori dell’università di Bristol ha impiegato un modello climatico simile a quelli usati per il 5° report IPCC per “investigare” o “ricostruire” le condizioni climatiche della Terra di Mezzo, cioè del paese dove hobbit, gnomi, elfi e orchi hanno intrecciato le loro storie nei romanzi di Tolkien.

 

Quale dato reale diverso da quelli generati dalla fervida fantasia dello scrittore abbiano usato per testare la validità delle simulazioni non è dato saperlo, ma questo, si sa, non rappresenta un problema. Finta la storia, finto il clima, sebbene simulato con un vero modello, il che è tutto dire.

 

Ad ogni modo, in quello che in realtà è un gioco, pare sia saltato fuori che The Shire avesse un clima simile a quello del Lincolnshire e del Leicestershire, in Inghilterra, mentre Mordor fosse più simile a Los Angeles e al Texas occidentale. Fantascienza, davvero. Ma il momento più alto è quello con cui si chiude il pur divertente comunicato stampa dell’università:

 

L’IPCC, e molti scienziati dall’università di Bristol, hanno dimostrato che i modelli climatici possono simulare efficacemente climi che vanno dal mondo congelato dell’ultima era glaciale, all’intenso riscaldamento della “serra dell’Eocene”, 50 milioni di anni fa. Questi stessi modelli sono quindi utilizzati per simulare il il futuro climatico del nostro pianeta.

 

Enjoy.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...Facebooktwitterlinkedinmail
Published inAttualità

2 Comments

  1. Fabio Vomiero

    Fino a pochi anni fa si parlava di “stato dell’arte”, per indicare in ambito scientifico, il livello globale di conoscenze raggiunto in un determinato momento storico in merito ad un preciso campo di ricerca. Questa definizione, naturalmente, implica tutta una serie di proprietà epistemologiche che caratterizzano la ricerca ed il progresso scientifico, introducendo concetti importanti come quelli di evoluzione o limiti delle conoscenze stesse. Bene, mi sembra che oggi sia stata completamente dimenticata, soprattutto quando si parla di scienze del clima e cambiamenti climatici. Oramai si tratta un campo di studi, ancora così incerto, approssimativo ed estremamente complesso, così come se si trattasse di fisica classica, vestendolo di una apparente precisione, che assolutamente non gli appartiene, almeno finora. Forse bisognerebbe cautamente parlare e ricordare di più le problematiche legate allo studio dei sistemi complessi, dei processi stocastici delle dinamiche non lineari e altro, ricollocando così la modellistica climatica ad un ruolo certamente importante, ma non ancora purtroppo determinante e così scontato.
    Saluto sempre tutti cordialmente

  2. Guido Botteri

    Ma i modelli climatici tengono conto di Sauron e degli orchi ?
    “Un Anello per domarli, un Anello per trovarli,
    Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli.
    Nella Terra di Mordor, dove l’Ombra cupa scende.”
    e l’effetto anello è calcolato correttamente nei modelli climatici ?
    😀

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Categorie

Termini di utilizzo

Licenza Creative Commons
Climatemonitor di Guido Guidi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso info@climatemonitor.it.
scrivi a info@climatemonitor.it
Translate »