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Azioni del clima: nel dubbio, vendi!

Non ho mai giocato in borsa, essenzialmente per due motivi. Non ci capisco un accidente – e sono troppo stupidamente rigido per affidarmi alle conoscenze altrui, e non ho mai avuto sufficienti risorse disponibili, anche se questo è proporzionale all’idea che si ha del ‘gioco’.

 

Il suggerimento del titolo di questo post infatti non è mio, ma chi lo ha fatto sa essere convincente. Perciò, se avessi investito in azioni sul cambiamento climatico di origine antropica, nel dubbio venderei. Certo, questo genere di commodity non esiste, ma di gente che ha investito, spontaneamente o ‘spintaneamente’ nel settore ce n’è parecchia. C’è chi ci ha investito la propria carriera di scienziato o di opinionista o di decisore politico, per esempio. Ma ci sono anche parecchi che ci hanno messo su dei soldi veri, alcuni facendo affari d’oro come chi si è gettato sulle rinnovabili, altri rimettendoci l’osso del collo, come chi ha puntato sul mercato del carbon trading (e molti di questi ultimi appartengono alla categoria degli ‘spintanei’).

 

Guardate l’immagine in testa al post, si tratta di una pratica che pare sia molto usata nel settore finanziario per decidere all’impronta quando è il momento di entrare o uscire da un investimento (vendi o compra per intenderci). Semplici medie mobili sovrapposte calcolate su periodi differenti, uno tipicamente lungo e altri più brevi. Quando una media mobile breve interseca quella lunga è il momento della decisione. Applicando questo concetto alla serie storica delle temperature medie superficiali globali dell’Hadley Centre inglese, il suggerimento è chiaro: veniamo da un periodo in cui conveniva decisamente comprare, con tutte le medie allineate sul segno positivo del trend. Poi le temperature hanno smesso di crescere, indicando una possibile inversione del trend.

 

Se hai azioni del clima in portafoglio, nel dubbio, vendi!

 

PS: si scherza eh? Se c’è un settore in cui nutro meno fiducia di quanta ne ripongo nella catastrofe climatica è quello finanziario, ma, nel dubbio…

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Published inAttualità

Un commento

  1. Guido Botteri

    Una banalità, ma a volte è bene sottolinearla, per coloro che non hanno dimestichezza con i grafici.
    L’asse orizzontale è il tempo, la sua lunghezza è circa 2010 – 1850 = 160 anni
    L’asse verticale invece riporta l’anomalia termica, cioè lo scostamento da quella che viene presentata come la “temperatura media globale”…ed è misurata in “zero virgola qualcosa” gradi centigradi.
    Si tratta di circa un grado su 160 anni.
    Questo vuol dire che tutto il babau del clima, il terrore che ci hanno trasmesso nei cartoni animati ( i bimbi vanno plagiati da piccoli), nelle scuole (anche i ragazzi vanno plagiati, con l’autorità dell’indottrinamento scolastico), in tv (“tutti” vanno ricondotti al pensiero unico, in un modo o nell’altro), in ogni luogo dove hanno potuto e saputo imporre il loro potere mediatico, spaventando persone disinformate e disinformandole ancora di più… si riduce ad un misero aumento di un grado in 160 anni !
    Oh, è vero, hanno vantato una sensibilità climatica così alta, che è bastato che passasse quel gentiluomo del tempo cronologico…almeno un po’, per costringerli a ridurre quei valori a parametri più miti…
    Perché poi, se ci dicono che la sensibilità del clima sarebbe tanto alta, il ché vuol dire che all’aumentare della CO2 la temperatura dovrebbe salire di molto (se salisse poco vorrebbe dire che è poco sensibile alla CO2…), e poi ci si accorge che la CO2 sale, ma la temperatura no… allora questa è prova inconfutabile che questa teoria fa acqua, da tutte le parti.
    E così, per il momento hanno ridotto, un poco, la sensibilità climatica…
    Ma se guardiamo quel grafico, senza sapere che la pendenza del grafico si misuri in gradi/anni, da un punto di vista del puro impatto visivo, sembra che abbiano ragione e che, davvero, ci sia stato un aumento vertiginoso di temperatura… ma… un (solo) grado in 160 anni vi pare una velocità mai vista prima ? Vi pare una velocità tale da portarci a quanti gradi in più nel 2100 ?
    2100 – 2014 = 86 anni
    vuol dire che il 2100 è grossolanamente alla metà del tempo rappresentato in quel grafico
    e quindi
    per avere due (soli) gradi di aumento, in metà della lunghezza dovrebbe alzarsi di due volte la sua altezza
    e allora provate a riportare questo grafico su un foglio, poi aggiungete una metà della lunghezza (per arrivare intorno al 2100), e segnate un punto (a partire da dove è ora la temperatura) alla distanza di due volte l’altezza del grafico (= 2 gradi)
    e provate a congiungere il punto finale con il punto che avete individuato…
    Ecco, queste sono le xxxxxxxxx che vorrebbero farci credere
    Naturalmente, ho suggerito 2 gradi, ma c’è chi va ancora più di fantasia e parla di aumenti di temperatura da 3 a 5 gradi (nel garfico che farete, vuol dire aggiungere da tre a 5 volte l’altezza di questo grafico, sempre rispetto ad una lunghezza aggiunta di metà….)
    Credo che se qualcuno fa un grafico del genere, l’impatto visivo sarebbe davvero convincente, tra quello evocato, e quello reale…
    http://www.greenstyle.it/riscaldamento-globale-temperature-maggiori-del-previsto-nel-2100-67115.html
    da cui:
    “(…) il professor Steven Sherwood e il suo team dell’Università del New South Wales, in Australia, (…) Ora, con la variabile delle nubi introdotta dallo studio australiano, si riducono le incertezze e il range di incremento della temperatura viene ridotto tra 3 e 5 gradi.”

    Secondo me.

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