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Rassegna stampa, così, per stimolare la discussione

Come dire, voi dite la vostra che io dirò la mia, ma soltanto dopo. Mentre ci stiamo ‘godendo’ questa tipica estate mediterranea (che non significa sole da giugno a settembre come insegnano gli annali climatologici), impazza la discussione sull’affidabilità delle previsioni. Anche questo è tipico dell’estate e dei periodi di festa, cioè di quelle situazioni in cui le redazioni si svuotano e riempire le pagine è un po’ più complicato.

Ciò non toglie che se ne parli. Ci sono interessi in gioco, ci sono affari da fare, c’è un servizio da rendere ai cittadini. Circa il come sembra che non ci sia molta chiarezza, del resto, se da un lato chi di Caronte ferisce di Caronte perisce, dall’altro se c’è un interesse così acceso dovrà pur esserci chi lo soddisfa.

Ma, forse ho anche già detto troppo. Perciò, ecco la rassegna (breve). Attendo le vostre impressioni.

Il Giornale Hotel messi in ginocchio dal meteo-terrorismo Il presidente di Federalberghi: il nostro è il Paese del turismo non può essere danneggiato da tante previsioni sbagliate

Internet andrebbe maneggiato con maggiore cautela. D’accordo, social network, posta elettronica e giocherelli vari ci fanno sentire meno soli. Ma certe notizie in tempo reale mettono tutti in comune allarme anche quando non sarebbe il caso. Prendiamo il meteo, il settore che tira di più. Due siti, IlMeteo.it e 3BMeteo.it hanno acquisito notorietà a forza di previsioni quindicinali e avvisi di mitologiche perturbazioni: bravi loro a conquistarsi uno spazio importante. Il problema è che alla fine prendiamo i bollettini per oro colato, invece che cum grano salis. Del resto oltre i cinque giorni le probabilità che le previsioni siano confermate dai fatti non superano – di regola – il 50 per cento. Ma siccome siamo in Estate, e ci piace sapere una settimana prima se splenderà il sole in spiaggia, se il web dice che sabato piove noi restiamo a casa fino a mezzogiorno. Un servizio per qualcuno, «meteoterrorismo» per altri, tipo gli albergatori. I quali la stanno prendendo malissimo, anche perchè gli affari (come tutti gli inizi d’estate) non vanno come dovrebbero. Sanno bene che è una battaglia persa prendersela troppo. Questa è la tecnologia del sempre connessi e informati, tornare indietro è impossibile.Prova ad alzare la voce il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca. «Affrontare una stagione turistica con lo spettro di previsioni meteo fuorvianti non fa bene alla nostra economia che è già in crisi. Questa cattiva abitudine fa pagare il prezzo ai cittadini e all’intero comparto delle imprese ricettive». La premessa di Bocca è che certi toni allarmistici nelle previsioni non sono carini, anche perché l’Italia, paese turistico, «non può né deve essere messo in crisi da previsioni inesatte». «Le errate notizie meteorologiche hanno inferto il colpo più duro al mercato dei week end – prosegue Bocca – e degli alberghi situati nelle varie località marine, soprattutto perché ormai le notizie arrivano una decina di giorni prima del fine settimana. Per una previsione approssimata in negativo seguono, a cascata, numerosissime, troppe cancellazioni alberghiere. Così è successo recentemente in Versilia, ma come abbiamo visto dalle cronache di questi giorni, potrebbe succedere ovunque». «Purtroppo – conclude – tutto ciò rappresenta un danno economico enorme per l’Italia».L’umore è nero un po’ ovunque. Nei giorni scorsi erano stati gli imprenditori turistici del Veneto a sbottare. Gli stessi che accusano da anni un «meteo sempre favorevole alle Dolomiti Trentine e avverso a quelle Bellunesi…». Anche da Jesolo il presidente degli albergatori locali Massimiliano Schiavon aveva usato toni duri. «Gli errori meteo di quest’estate, soprattutto degli ultimi fine settimana si sono tradotti in un disastro in termini economici per le imprese che operano nel litorale. Ormai siamo diventati tutti meteodipendenti: non si esce nemmeno a comprare il giornale senza aver prima consultato le previsioni del tempo. Se poco interessa delle nostre imprese, cerchino di essere più seri almeno nell’interesse dei turisti».Insomma, un problema al quale sarà bene fare il callo: i web metereologi che sparano la previsione a lungo termine (sennò che gusto c’è) e gli esercenti che li aspettano al varco… quando toppano. Comunque, tanto per gradire pare che nel fine settimana arrivi «Caronte». Fonte Sanò de Il meteo.it. É cattivissimo e ci farà schiattare dal caldo, sosterà in Italia almeno fino a fine luglio disturbato solo da qualche temporale al nord. Scommettiamo?

Il Giornale Da noi “libera espressione” per le previsioni

Premessa. In Italia l’informazione meteorologica non è regolamentata, ed è pertanto disciplinata dalle leggi sull’esercizio del diritto della libera espressione. Questo per capire meglio come vano le cose da noi. Dunque si può fare liberamente informazione meteorologica. Per gli albergatori questa libertà si è trasformata in meteoterrorismo. Soprattutto di questi tempi che si spende in maniera più oculata il denaro.In ballo, dicono loro, c’è la gestione del tempo libero degli italiani condizionata dalle previsioni meteorologiche e le conseguenti ricadute sulle attività economiche. Mica bruscolini. Non a caso l’Aeronautica Militare sul proprio sito internet presenta previsioni fino a tre giorni, ed una tendenza – senza pittogrammi – fino a cinque giorni. Non si va oltre. I siti più noti (Ilmeteo.it, 3BMeteo.it) invece mandano in rete previsioni del tempo e informazioni sui prossimi 15 giorni, addirittura su base oraria. Non solo. Fino a qualche mese fa il Meteo.it rischiava previsioni su base mensile. Ma quando sbagli (del resto solo quando toppi ti fai notare…) sono dolori. Lo scorso 20 giugno la pagina Facebook di Ilmeteo.it era stata oggetto di critiche feroci da parte degli utenti, delusi dalle previsioni meteo. E pensare che sbagliava pure Bernacca.

Il Corriere del VenetoConfturismo, rivolta sulle spiagge «Basta con il meteoterrorismo» Sole al posto della pioggia. E operatori su tutte le furie: «Così disastro economico». Michielli: «E’ ora di finirla»

VENEZIA – «Non ne fanno una di giusta. E ci guadagnano pure». Le previsioni meteo, giudicate sbagliate, mandano su tutte le furie gli operatori del turismo. veneto E mentre imperversano i siti dedicati al tempo che farà, gli imprenditori turistici del litorale hanno un diavolo per ogni granello di sabbia, e non sono meno quelli della montagna, che negli anni passati hanno provato l’esperienza «del meteo sempre favorevole alle Dolomiti Trentine e avverso a quelle Bellunesi, quasi sempre “fuori bolla”». Da Jesolo il presidente degli albergatori Massimiliano Schiavon chiede che i proventi della tassa di soggiorno vengano impiegati per potenziare le centraline di rilevamento e fornire così un servizio più affidabile e puntuale. «Gli errori meteo di quest’estate, soprattutto degli ultimi fine settimana, si sono tradotti in un disastro in termini economici per le imprese che operano nel litorale – accusa – .Ormai siamo diventati tutti meteo-dipendenti: non si esce nemmeno a comprare il giornale senza aver prima consultato le previsioni del tempo. Se poco interessa delle nostre imprese, cerchino di essere più seri almeno nell’interesse dei turisti». La pensa così anche Walter De Cassan, presidente degli albergatori di Belluno: «capisco che in montagna le variabili legate al tempo siano più difficili da intercettare, ma chi gestisce certi siti dovrebbe avere un maggior senso di responsabilità – dice – .I turisti si affidano completamente e sempre di più al web e se qui noi siamo un po’ più “fortunati” della spiaggia perché abbiamo il Centro Valanghe di Arabba che funziona piuttosto bene, ricordo che in passato siamo stati danneggiati da altri noti siti che nel fine settimana davano, sbagliando, bel tempo sulle Dolomiti Trentine e pioggia a catinelle su quelle Bellunesi. Il fatto è – conclude De Cassan – che molti di questi siti raccolgono attorno alle previsioni un sacco di pubblicità, che ci azzecchino o meno, mentre per noi una previsione avversa sbagliata significa perdita economica certa».Il presidente di Federalberghi-Confturismo Veneto, Marco Michielli, tuona contro chi ha «cannato» anche i pronostici dell’ultimo fine settimana: «che dietro gli errori ci sia pressapochismo o intenzionalita’ poco importa – afferma – .Il fatto è che, e i grafici lo dimostrano, mentre alcuni tra i più cliccati siti web dedicati al tempo riportavano nuvoloni neri, lampi, tuoni e pioggia a dirotto, sulle nostre spiagge splendeva il sole, come dimostra la foto scattata da un collega del litorale. È ora di finirla, chiediamo un meteo serio, magari su misura». Il presidente di Federalberghi-Confturismo Veneto annuncia che a settembre verrà fatto un bilancio della stagione anche con il presidente della Regione Luca Zaia, «che è esasperato quanto noi – conclude – rendendosi conto del danno economico provocato da quello che definirei meteoterrorismo».

Si attendono commenti.

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Published inAttualità

6 Comments

  1. giovanni p.

    Vorrei fare 2 commenti
    1) La tipica estate mediterranea qui in piemonte la si è vista solo in foto o cartolina. Pioggia in grandi quantità temperature primaverili, nebbia autunnale, questo il tempo che ho visto fino a 2 giorni fa. Se poi le testimonianze umane sono opinabli basta vedere piante e ortaggi quanto hanno patito, indietro con lo sviluppo, spesso attaccati da muffe e funghi, quando non marcite completamente. Nei campi fatica a mietere grano e fieno, visto ceh è stato impossibile trovare un giorno di sole caldo per la mietitura, ancora piu impossibile trovare qualche giorno consecutivo di sole per farli seccare. Per fortuna i piu anziani, fortunatamente non ancora pervasi dalla demenza che caratterizza la nostra socetà mi raccontavano che un tempo del genere lo avevano già vissuto varie volte quando erano giovani ( una cinquantina di anni fa) visto che ricordavano quando aiutavano i genitori che avevano gli stessi problemi metereologici.
    2) LA questione delle previsioni metereologiche a breve e lungo termine nonchè la loro affidabilità è un tema che mi sta molto a cuore visto che per lavoro attraverso le Alpi quasi settimanalmente. Non so se avessi già commentato a questo proposito, nel caso ribadiro’ alcuni concetti che si ricollegano al tema del post. Nel periodo freddo ( autonnu-inverno -primavera) consulto le previsioni metereologiche per sapere di eventuali nevicate e problemi alla circolazione , zona Frejus Mte Bianco Gran St. Bernardo.Diciamo che tra siti dei trafori, regionali locali nazionali le previsioni abbondano ( come il riso sulla bocca degli stolti). Peccato che fare affidamento su queste previsioni oltre i 2-3- giorni è come affidarsi a una cartomante poco preparata per farsi predire il futuro. Visto che a serve sapere come sarà il tempo tra 5-6-giorni, facci sempre molto attenzione a cosa viene previsto, bene posso dire che è praticamente sicuro che il tempo reale sarà diverso da quello previsto. Quindi se tra 5 giorni le previsioni sono di neve sicuro che cisarà il sole. Se nevicherà lo farà1-2- giorni prima o dopo di quelli previsti. Nel caso contratio se è previstosole meglio montare le catene. La cosa scandalosa è inoltre che se ci si fissa su un giorno ex un martedi 10 gennaio e si cominciano a guardare le previsioni per quel giorno una settimana o 15 giorni prima, si notarà che ogni fiono che passa le previsioni per quel 10 gennaio cambiano. tipo
    2 gennaio previsioni per il 10 sole
    3 gennaio previsioni per il 10 sole e nuvole
    4 gennaio previsioni per il 10 neve forte
    5 gennaio previsioni per il 10 neve e schiarite
    6 gennaio previsioni per il 10 nuvoloso
    7 gennaio previsioni per il 10 sole e nuvole
    8 gennaio previsioni per il 10 sole e nuvole
    9 gennaio preisioni per il 10 pioggia debole
    10 gennaio tempo reale pioggia e schiarite.
    questo è il tenore medio di queste previsioni, affidabilità pari a zero.
    IL punto è che a gran parte della popolazione vivendo in queste isole extraterrestri che si chiamano metropoli non giene frega proprio niente delle previsioni meteo, tanto tra trasporto ta casa auto ufficio auto casa si resta esposti alle intemperie forse 10 minuti , per il resto tra climatizzatori e ariscaldamento che fuori ci siano 50 gradi o una nuova era glaciale poco importa.
    QUindi per me a conti fatti tutti questi sistemi previsionali metereologici basati su modelli sempre piu complessi che elaborano sempre piu dati che fanno previsioni a 15 o piu giorni valgono meno della carta igienica o della spazzatura. Poi avendo lavorato un po con gis e altri stumenti previsionali mi sento di dire la stessa identica cosa in tema di clima e previsioni a 20-50 anni. Tanta spazzatura.
    Aggiungo ancora una cosa. Per esperienza diretta posso dire che da 10 anni a questa parte nessun evento metereologico estremo ( neve, pioggia) è mai stato predetto in maniera chiara ed efficace. Aggiungo con questo che le previsioni oltre a non essere in grado di azzeccare oltre i 2 giorno il tempo ( sole pioggia neve) non è nemmmeno in grado di dire se un evento metereologico sarà estremo o leggero. Questo lo dico perchè mi è sempre ma proprio sempre successo che “neve debole” fosse in realtà una nevicata da 20-30 cm e neve forte fosse qualche fiocco volante che non si posa mai.
    Concludo dicendo che di spazzatura a questo mondo ce n’è già tanta, bisgnerebbe cercare di essere piu morigerati.
    RIspetto alle previsioni e alla loro attendibilità mi piacerebbe sentire un opinione di Guido Guidi visto che è sicuramente un esperto del settore e mi sembra anche essere una persona estremamente obbiettiva.
    Grazie.
    Buon estate mediterranea a tutti.

    • Giovanni,
      cerco di rispondere al punto 1 mentre parlo del punto 2. Comunque, sempre circa il punto 1, qualcosa mi dice che tra qualche anno sarà possibile fare similitudini tra il penultimo quarto del secolo scorso e i giorni nostri. Ma questa, per ora, è solo speculazione.
      L’attendibilità. E’ un concetto che trattato genericamente non ha senso. Certo, un utente, per dirla con Luigi Mariani (la cui opinione mi vede d’accordo) si aspetta un servizio da un professionista e nel caso delle previsioni l’unico servizio possibile dovrebbe essere quello corretto. Che però non esiste.
      Si può infatti parlare di attendibilità solo dopo aver definito la scala spaziale e quella temporale, dopo aver compreso i limiti del sistema in uso e dopo aver condotto delle verifiche oggettive. Il modello di ECMWF, per esempio, ha guadagnato un giorno di previsione ogni dieci anni, nel senso che per raggiungere un’attendibilità (come descritta sopra) soddisfacente al limite della previsione, ci vogliono dieci anni per guadagnare 24 ore. E questo nonostante si parli del miglior modello in circolazione (testato oggettivamente) e di una scala spaziale (15km di passo di griglia) che ne fanno di fatto quasi un modello ad area limitata (sul loro web tutte le info necessarie). Ma non lo è, perché non nasce con quello scopo. I LAM veri e propri, e qui si deve distinguere tra quelli che usano ECMWF per le condizioni a contorno a quelli che non lo fanno per ragioni economiche, non scendono comunque più giù di 6-7km di passo di griglia. Ce ne sono anche a 2-3km, ma in quel caso il rumore indotto dall’orografia fa più danno che guadagno. Ad ogni modo, anche un LAM a 7km non è verificabile oggettivamente, perché non esiste una griglia di osservazioni che abbia quella densità, almeno non sull’intero territorio dove sarebbe necessaria la verifica, e inoltre molti processi atmosferici avvengono a una scala molto inferiore, si pensi per esempio alla differenza tra piogge avvettive e convettive e alle relative dinamiche spazio-temporali della nuvolosità. C’è di più, il sistema terra-oceani-atmosfera è tale da non poter essere oggi riprodotto con efficacia (e sufficiente conoscenza), già al momento dell’analisi, per cui la previsione, oltre un certo range temporale (diverso per le diverse scale spaziali) si allontana inevitabilmente dalla realtà. E’ per questo che dal sistema puramente deterministico si è passati per l’ampia scala spaziale a quello probabilistico tramite i sistemi di ensemble. A livello locale, questo è fattibile ma molto più difficile, soprattutto in termini di tempi di calcolo, perciò ancora non si fa. Per avere un sistema probabilistico, infatti, devo avere un clima di riferimento, e costruire un clima di riferimento a livello locale digeribile per i modelli ad area limitata è un’operazione enorme. Forse ci si arriverà, ma non prestissimo. Perché dico questo? Perché se invece di dire piove/non piove, si dirà che c’è una certa probabilità di pioggia o meno, il messaggio, magari meno diretto, sarà però molto più gestibile dall’utente in termini decisionali.
      Oggi, che le previsioni sono deterministiche, a livello locale sono buone le 24 ore, accettabili le 48, a volte guardabili le 72. Oltre c’è la cabala, come giustamente descrivevi nel tuo commento circa i passi alpini. Se dal locale si passa ad una scala più ampia, regionale e poi nazionale, ci sono situazioni in cui si può arrivare anche a 7-10gg, ma dire che pioverà nel tal posto tra 10gg è al limite dello scherzo. Se poi si arriva a 15 è uno scherzo…da prete!
      Questo mio commento, anche se prolisso, risponde solo in parte al quesito del post, sul quale però conto di tornare quando avrò raccolto eventuali altre vostre opinioni.
      Grazie del contributo,
      gg

    • giovanni p.

      G.G.
      innanzitutto grazie della risposta e dei contenuti, spunto sicuramente di ulteriori approfondimenti. Intanto mi faccio un giro sul sito di ECMWF.dove ho visto ci sono dati e pubblicazioni interesanti ( che non conoscevo, ma da geologo mi sia concessa questa ignoranza). bernacca degli anni ottantaIL punto della percentuale di affidabilità della previsione mi sembra inoltre fondamentale per ricollegare la stessa ad un risultato di un calcolo probabilistico ( o anche deterministico). Cosa che raramente si trova, soprattutto sui siti della regione dell’arpa e simili. IN definiiva mi sembra di capire non siamo molto piu avanti rtispetto alle previsioni di Bernacca solo che oggi c’è molto meno pudore e vergogna …. Vado che devo lavorare. Avrei comunque molte cose da chiedere sul tema delle previsioni. COmunque per fare un parallelo vedo bene la previsioni dei terremoti. A grande scala spazio temporale tutto è molto charo zone sisimiche tempi di ritorno lineamenti tettonici sismici ecc.ecc. quando poi pero si deve prevedere un evento sismico singolo e locale tutto si complica. Dalle previsioni stagionali basate sullla circolazione globale di correnti e masse d’aria mi sembra che il clima sia stato compreso, poi alivello locale tutto cambia e si complica e mi sa che la fila di computer mostrata sul sito ecmwf non è ancora sufficiente a dare risultati completamente affidabili.
      Grazie

    • Molto in tema, molto condivisibile, solo un po’ troppo ‘nostalgico’, vi segnalo questo bel pezzo di Angelo Ruggeri su Meteoweb

      http://www.meteoweb.eu/2014/07/torna-caldo-esso-i-deliri-battesimali-anticiclone-sensazionalismo-ringrazia-sentitamente/300995/

      Per parte mia, non sono convinto che per fare un’informazione più corretta si debba poter contare su utenti più istruiti sull’argomento. Ognuno faccia il suo mestiere e goda della fiducia di chi legge. Del resto, penso anche che il problema sia molto trasversale. Leggevo non ricordo dove giorni fa, che quello che si trova in genere sui media è sempre vero, a patto che non si tratti di qualcosa di cui abbiamo conoscenza specifica. Non vedo perché, per diffondere informazioni meteorologiche (o, più difficile ancora, climatiche) si debba poter contare su un’utenza di meteorologi in erba.
      Forse è solo una fase di transizione, per ora condizionata dall’abbondanza di informazioni, anche urlate o eventualmente prive della necessaria dose di fondamento scientifico, domani, con una inevitabile presa di coscienza e consapevolezza, ricondotta su toni più sensati diffusi da chi saprà renderli tali. In poche parole, a furia di scrivere fesserie la gente si stuferà di leggerle. E a furia di provocare allarmi ingiustificati i decisori torneranno a sentire l’esigenza di una catena di informazione più solida e obbiettiva. Che, attenzione, oggi esiste, ma molti reputano sia allo stesso livello di tutto il resto. Questo naturalmente non è vero, ma non può essere imposto, almeno non nel sistema di autonomia decisionale che la nostra organizzazione sociale si è data. Personalmente, per esempio, non ho mai incontrato difficoltà ad accompagnare l’informazione con un adeguato livello di incertezza. Questo naturalmente, a meno di situazioni realmente eccezionali, per le quali però deve esserci una oggettiva previsione di eventi che si collochino agli estremi della distribuzione statistica, taglia fuori i toni sensazionalistici e, sicuramente, abbassa il livello di interesse di chi non è direttamente interessato. Ma questo è un problema di chi dovrebbe veicolare quell’informazione, cioè di un altro settore, quello mediatico, cui non ho nessuna pretesa di insegnare il mestiere.
      Infine, una cosa è certa, tra mille fonti più o meno affidabili, tra mille rivoli in cui si perdono le risorse in modo molto tipico per un sistema che in questo settore vede per dirla con l’articolo qui sopra la ‘libera informazione’, quello di cui veramente non c’è bisogno è l’ennesima fonte (o rivolo) espressamente dedicato e naturalmente autonomo che nasca per soddisfare esigenze particolari di uno dei mille (ottomila e passa per la verità) campanili di cui pare proprio che non si riesca a fare a meno dalle nostre parti. La meteorologia è la scienza più democratica e globalizzata che esista, perché l’aria non riconosce i confini amministrativi e perché le informazioni devono essere tutte disponibili perché si possa cominciare (neanche la guerra fredda le fermava), ma questo non vuol dire che debba essere anche anarchica ;-), non per imposizione, per carità, semplicemente perché altrimenti non funziona. E mi sembra evidente.
      gg

  2. Luigi Mariani

    Il classico testo di meteorologia di Sutton inizia con la frase magistrale che (cito a memoria) recita su per giù così “la meteorologia è una scienza, la previsione del tempo è una professione”.
    Un approccio professionistico implica l’obbligazione dei mezzi e la costante attenzione al cliente/utente. Come questo si riveli compatibile con le esigenze/aspirazioni dei media (approccio riduzionistico e fondato su informazioni urlate e drammatizzate) è il grande elemento di delicatezza con cui chi (come me, in passato) ha avuto occasione di lavorare in previsione, si scontra costantemente, con soluzioni non sempre ottimali per il professionista e per il cliente/utente.

  3. Modesta proposta: mettere le previsioni del tempo ai voti. Basta un sito internet realizzabile con modica spesa (magari il sito di Beppe Grillo ha già un plugin apposito). La democrazia diretta va di moda e, comunque, alle inevitabili critiche per via del fatto che le “previsioni” saranno inevitabilmente sbagliate si potrà rispondere che il popolo è sovrano, quindi state zitti.

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