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La siccità peggiore di sempre? E’ quella prevista, naturalmente…

Stanchi dei record meteorologici osservati? Niente paura, la spettacolare galassia della deriva catastrofica del clima ha appena messo sul mercato un nuovo prodotto derivato, il record previsto.

Il riscaldamento spinge gli USA occidentali verso il periodo più secco degli ultimi 1000 anni: Rischio senza precedenti nel ventunesimo secolo.

Trattasi, leggiamo da numerosi lanci d’agenzia, di uno studio messo a punto dalla Columbia University. Non c’è scampo per gli Stati Uniti meridionali, nella seconda metà di questo secolo infatti ci sarà una siccità al confronto con la quale anche l’evento peggiore mai registrato sembrerà una passeggiata nel Giardino dell’Eden (sic!). Ovviamente, tutto per colpa del riscaldamento globale e della deriva incontrollabile che prenderà il clima, da quelle parti ma non solo. Parola di modello climatico.

Ora, per quella porzione del pianeta la norma è la siccità; la differenza tra periodi siccitosi e periodi molto siccitosi la fanno le oscillazioni dell’ENSO tra il territorio positivo o negativo, ossia l’alternarsi di eventi di El Niño, de La Niña, o di nessuno dei due (in questo caso l’ENSO si definisce neutro e le condizioni sono simili a quelle de La Niña ma meno accentuate). Con ENSO negativo o neutro c’è siccità, perché l’acqua calda è tutta a est del Pacifico, sulle coste sudoccidentali USA c’è upwelling di acqua fredda di profondità, non si formano nuvole e non piove. Con ENSO positivo l’acqua calda si sposta verso est, raggiunge le coste suddette e favorisce le piogge, spesso anche alluvionali, attenuando così le condizioni di altrimenti endemica siccità. Il fatto che su tre stadi possibili due favoriscano la siccità fa capire perché siano quelle le condizioni prevalenti.

Quindi, se la zona è destinata a terribili siccità, vuol dire che si prevede che prevalgano condizioni di ENSO negativo o neutre. Al di là del fatto che tra i tanti problemi che hanno le simulazioni climatiche c’è quello non banale di non riuscire a simulare le oscillazioni dell’ENSO (e c’è da chiedersi quindi da dove salti fuori il segnale), la faccenda mi suonava strana perché ricordavo di aver letto un’altra cosa circa l’ENSO, El Niño e La Niña per i prossimi terribili anni di disfacimento climatico. Ecco qua:

Increasing frequency of extreme El Niño events due to greenhouse warming

C’è bisogno della traduzione? Aumento della frequenza di eventi di El Niño estremi a causa del riscaldamento da gas serra. Mettiamoci d’accordo, a meno di non voler finire nella sezione “In un modo o nell’altro” del sito climatechangepredictions.org. O ci saranno più El Niño, quindi meno siccità, o ce ne saranno di meno, quindi sarà più secco. Tutte e due le cose insieme sullo stesso luogo nello stesso periodo non possono accadere neanche nel fantastico mondo del disfacimento climatico. Perché è semplice, o chiove o nun chiove!

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Post Scrittum: al di là di questa mia personale opinione, se avete voglia di vedere come i modelli climatici replicano a livello regionale l’andamento di parametri fondamentali come le precipitazioni e la temperatura andate qui. Se non l’avete ve lo dico io: negli hindcast (previsioni per il passato a scopo di verifica) le piogge sono più che raddoppiate e il trend delle temperature idem.

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Published inAttualità

2 Comments

  1. Guido Botteri

    Le due cose assieme possono coesistere finché non interviene l’osservatore. Solo allora il sistema si realizza in una delle due. Dunque, l’osservatore, troppo impegnato a giocare con i modellini, si dimentica di osservare, e le due cose, quantisticamente, rimangono vere entrambe; vere, finché qualcuno non andrà a dare un’occhiata alla realtà. 😀
    (scherzo, naturalmente)

  2. Filippo Turturici

    Leggendo gli articoli su quello studio, non sono rimasto tanto perplesso dalla previsione di una mega-siccita’: si citano infatti eventi precedenti dei secoli XII e XIII d.C. Opinabile certamente, ma comunque nel solco dei precedenti storici. Quello che mi lascia perplesso, invece, e’ che si preveda che il prossimo evento sara’ ancora peggiore, dopo aver appena detto che negli ultimi 800 anni non e’ capitato nulla di paragonabile: in parole molto povere, la definirei una forzatura bella e buona, a puro uso (ed abuso) mediatico.

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