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Sì, sì, certo certo

Tranquilli, anzi no, agitatevi, perché è fresco di pubblicazione un lavoro che mette finalmente fine alla spinosa querelle dello stop all’aumento delle temperature medie globali. Infatti, che l’arresto del global warming ci sia o no, che sia da imputare alla variabilità naturale o no, questo non avrà nulla a che fare con quello che ci attende a fine secolo, ossia, l’arrosto climatico.

Robust warming projections despite the recent hiatus

Innanzi tutto una breve riflessione. Mentre c’è ancora qualcuno tra quelli bravi che dice la temperatura non ha mai smesso di crescere e che quella sullo ‘iato’ è una discussione inutile, su Nature Climate Change pubblicano articoli sull’argomento. Evidentemente il mainstream è da qualcuno considerato tale solo a corrente alternata.

Dell’articolo appena linkato però sono sicuro che ne parleranno, perché il messaggio è chiaro. Sì, ci sarà pure stato un rallentamento del global warming, ma questo non avrà alcun effetto sul triste futuro che ci aspetta. A questa considerazione gli autori dello studio ci sono arrivati, tanto per cambiare, attraverso un’attenta analisi delle simulazioni climatiche e degli scenari di emissione ad essi collegati. Pare infatti che nella moltitudine di modelli impiegati per mettere a punto l’ultimo report IPCC ce ne sia qualcuno che ammette la possibilità che ci siano dei periodi in cui la temperatura non cresce e pare inoltre che tra questi ce ne sia qualcuno che aveva previsto che questo sarebbe accaduto ora, cioè dall’inizio di questo secolo.

Nonostante ciò, una volta incrociati con gli scenari di emissione, sia quello più peggiorativo, cioè con emissioni che crescono senza sosta, sia quello di metà strada cioè con azioni di mitigazione che le rallentano e poi le abbattono a partire dal 2040, anche i modelli che hanno previsto lo iato prevedono un riscaldamento per fine secolo ben oltre i fatidici 2°C in più rispetto all’era pre-industriale.

Di qui l’inutilità di concentrarsi sull’attualità della latitanza del global warming, perché si rischia di perdere di vista l’obbiettivo.

Si rende necessaria un’altra considerazione. La prima di queste sembrerà banale. Se ci sono dei modelli che prevedevano che le temperature avrebbero smesso di crescere, perché lo scopriamo soltanto ora? Forse perché è una previsione casuale?

Comunque, andate pure al link all’articolo. Ovviamente per leggerlo ci vogliono parecchi Euro, però in fondo alla pagina ci sono le informazioni supplementari che spiegano parecchie cose. E poi, su Science Daily, ci sono le dichiarazioni degli autori.

Buon week-end e buona lettura.

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Published inAttualitàClimatologia

4 Comments

  1. Giacomo

    Io credo che ci sia troppa fretta nel dire “il riscaldamento si è fermato”, il “global warming si è fermato”, io ci andrei cauto. Tirare già conclusioni e dire che i modelli sono carta straccia perchè non saliamo nettamente da un decennio, mi pare quantomai azzardato e poco serio: soprattutto se il 2014 è stato il 1° o il 2° anno più caldo da quando rileviamo i dati. Di cosa stiamo parlando? 😉

    • Giacomo,
      la tua prudenza è condivisibile. Comunque gli anni non sono dieci ma oltre quindici, per l’esattezza diciassette, con particolare riferimento ai rilevamenti satellitari. Ad ogni modo, ripeto, è giusto essere prudenti. Aspettiamo.
      gg

    • Guido Botteri

      Quello che dici è giusto, ma vorrei vedere in te la stessa prudenza nel parlare di un GW in corso, quando ancora tanta parte della climatologia ha ancora molto da insegnarci.
      Allora, prudenza, sì, ma in entrambe le direzioni, non credi ?
      E’ vero che per definizione un evento è giudicato “climatico” sulla base dei 30 anni, ma è anche vero che ci sono cicli che vanno ben oltre i 30 anni, molti fattori potrebbero essere stati calibrati male (primo fra tutti la sensibilità climatica), alcuni non sono presi in considerazione e altri magari manco sappiamo che ci siano.
      Secondo me.

  2. Guido Botteri

    Per forza, se hanno giocato la tripla, vada come vada la partita, diranno che ci hanno azzeccato.
    Ma se davvero ci avessero azzeccato, avrebbero dovuto dirlo prima, come fai notare anche tu.

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