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Il buco è sempre più blu

Ahi ahi, l’impoverimento dello strato di ozono stratosferico sull’area polare dell’emisfero sud, meglio noto come buco dell’ozono, è stato quest’anno molto più vasto e più duraturo degli ultimi anni. In termini di dimensioni, pare prossimo al record del 2006, come quantità di ozono, anche di più.

L’azione globale contro i CFC (clorofluorocarburi), gas di origine antropica banditi dal Protocollo di Montreal del 1987 le cui reazioni chimiche con la radiazione solare sono all’origine della distruzione delle molecole di ozono, tarda a dare i suoi frutti.

L’OMM (Organizzazione Meteorologica Mondiale) dice di attendersi una tendenza al miglioramento della situazione per il 2050, ma, per la stratosfera antartica, anche 2070. Questo perché, scrivono, benché ormai non più emessi, questi gas continueranno ad avere effetti nel tempo a causa del loro lungo periodo di decadimento. La colpa del quasi record di quest’anno, pare sia di un anomalo raffreddamento della stratosfera polare, dinamica dalle origini ignote ma probabilmente naturali. Sorge il dubbio quindi che anche la natura c’entri qualcosa, oltre che i gas refrigeranti di prima generazione.

La lettura delle dinamiche recenti è condivisibile, ma invita alla prudenza, perché in effetti il 2070 è lontanuccio! Sicché, cosa avrà spinto il Segretario Generale dell’OMM a dichiarare l’anno scorso che: «L’azione internazionale sullo strato d’ozono è uno storico successo ambientale. Questo dovrebbe incoraggiarci ad adottare lo stesso livello di unità e di urgenza per affrontare l’ancora più grande sfida del cambiamento climatico». Forse il fatto che l’anno scorso il buco era parecchio meno blu?

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Published inAttualità

4 Comments

  1. Maurizio Rovati

    Secondo alcune fonti è ancora controversa l’attendibilità delle prove scientifiche che identificano i freon come agenti responsabili dell’assottigliamento dello strato di ozono. Ad esempio, il premio Nobel Kary Mullis esprime qualche dubbio sul fatto che la messa al bando dei freon abbia coinciso con la scadenza del brevetto che li copriva. I nuovi ritrovati chimici adottati al posto dei freon sono ancora oggi coperti da brevetto in USA.

    « Non ho potuto fare a meno di notare una bizzarra coincidenza. Il brevetto americano sulla produzione del freon, il più importante clorofluorocarburo utilizzato nei frigoriferi e negli impianti di condizionamento, è scaduto più o meno nel momento in cui il freon è stato messo fuorilegge. I Paesi che avevano cominciato a produrlo senza dover pagare per questo privilegio sono stati invitati a fermarsi. E tra poco sarà possibile sostituire il freon con un nuovo composto chimico, un prodotto industriale che sarà protetto da un brevetto e farà guadagnare molto denaro all’azienda che lo produce. »
    https://it.wikipedia.org/wiki/Discussione:Freon
    https://it.wikipedia.org/wiki/Kary_Mullis

  2. Luca Maggiolini

    Mauro, se non ricordo male proprio intorno al 1987 scadeva il brevetto industriale per la produzione di quei gas, che vennero sostituiti da altri sotto (nuovo) brevetto; chiunque avrebbe potuto produrli ed ecco che salta fuori il divieto perchè dannosi.
    Oltre tutto Cfc sostituiti da altri composti meno efficienti e che vanno rinnovati più spesso, la cui non dannosità è tutta da dimostrare.

  3. mauro

    ma siamo sicuri che la colpa sia dei cfc, se le misure satellitari mi sembra partano dal 1979, magari negli anni 40 o prima si era messi peggio, con fluttuazioni più o meno marcate di questo gas

  4. Luca Maggiolini

    Ormai siamo al “liberi tutti”. Ognuno si sente investito del diritto di sparare sentenze a caso, soprattutto quando non dovrebbe.
    Di fronte ad eventi con cause ancora tutte da verificare, con scale temporali di millenni se non ancora più dilatate, ecco i fenomeni che: “siccome quest’anno o l’altr’anno o, addirittura, per due anni di seguito!!!, ha fatto questo ha fatto quello” sparano previsioni per il 2070…. Questo pianeta ha oltre 4 miliardi anni e questi saccentano su due lustri scarsi di dati.
    A Milano dicono: andate a ranare….

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