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Un diamante è per sempre

Dal dipartimento “giocattoli per climatologi aspiranti Archimede Pitagorico” l’ultima frontiera della geoingegneria: sparare centinaia, no, migliaia, no milioni di tonnellate di polveri di diamante in alta atmosfera per raffreddare il pianeta schermando i raggi del sole. Meglio dei solfati, scrivono, perché di quelli si conoscono gli effetti collaterali, specie in relazione alle interazioni chimiche con l’ozono stratosferico ed al riscaldamento (mentre sulla Terra dovrebbe tornare il fresco) della stratosfera.

Polveri di diamanti industriali o più prosaiche polveri di alluminio, andrebbero meglio, soprattutto perché NON se ne conoscono gli effetti collaterali. Certo, le prime sono un po’ care, un chilo costa circa cento dollari e per mantenere il giocattolo ci vorrebbe qualche decina di miliardi l’anno. Ma la geoingegneria è pragmatica, in fondo si tratterebbe di soli 5 dollari a testa per tutti e sette i miliardi di esseri umani che popolano il pianeta. Poi, con una domanda così, una produzione tanto abbondante e, aggiungo io, la popolazione che nel frattempo aumenta, vuoi che il prezzo non scenda?

Pensate sia uno scherzo? Niente affatto, il paper è su Atmospheric Chemistry and Physics:

Solar geoengineering using solid aerosol in the stratosphere

Ma c’è anche una spiegazione su Nature News, per fortuna un po’ scettica… Che fine debbano fare poi quelle polveri non è dato saperlo ma, naturalmente, c’è bisogno di molti altri studi e molti altri finanziamenti per capirci di più.

Ah, per chi fosse interessato la LEGO ha fatto sapere un paio di settimane fa di temere di non riuscire a soddisfare tutti gli ordini ricevuti in tempo per il prossimo Natale. Deve essere per questo che qualcuno ha pensato di giocare col Pianeta invece che con i mattoncini…

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Published inAttualità

6 Comments

  1. Guido Botteri

    Volevo chiedere se è uno scherzo, ma leggo che non lo è. Magari lo fosse stato.
    Sbaglierò, ma credo che questa gente sia completamente staccata dal mondo reale.
    Sto già a compattere con coloro che credono alle scie chimiche (e son già stufo di leggere sempre le stesse sciocchezze). Ovviamente questi “ricercatori” non ci metteranno i soldini loro, per cui tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. In fondo il mondo è pieno di brevetti, invenzioni, progetti, del genere, che si possono trovare all’ufficio brevetti, o in una bella università, ma che non verranno mai finanziati da nessuno, finché i soldi verranno tirati fuori da chi decide.
    Il problema potrebbe sorgere se un giorno potessero obbligare “altri” a tirare fuori soldi per finanziare le loro utopie, creando rimedi distruttivi per problemi inesistenti, o poco significativi.
    Sono tutti generosi con i soldi altrui. Qui sta il punto.
    Diamanti ? Come no ? Basta che li paghi qualcun altro.
    Secondo me.

    • dnt

      Guido, il problema è che hanno intrapreso (purtroppo) la strada di chiederli a noi questi soldi e noi europei siamo quelli messi peggio: a nessuno è venuto in mente di assumere impegni impossibili da mantenere in termini di misure di mitigazione del clima, tranne che ai nostri governanti.
      Onestamente la vedo dura, molto dura: Parigi può anche fallire, ma per noi non cambierà nulla. L’obbiettivo 40/40/40 è una realtà così come i costi enormi che esso comporta. 🙂
      Ciao, Donato.

  2. Filippo Turturici

    Sarebbero contenti antivaccinisti e sciichimichisti vari, che finalmente avrebbero qualcosa di “reale” contro cui protestare. Non capisco però la preoccupazione per il riscaldamento della stratosfera: ma non si diceva che si era raffreddata, a causa del riscaldamento della troposfera?
    Ma non importa: non si capisce nemmeno su quali basi, tecniche ed economiche, si facciano progetti simili. Molto belli per un romanzo di fantascienza, molto costosi e dal successo incerto quanto probabilmente inutili nella realtà.

  3. Alessandro2

    Da biologo, la prima cosa che ho pensato è stata: un’altra micropolvere inerte da respirare, come se quelle che abbiamo in abbondanza – almeno qui in pianura padana – non fossero sufficienti. Poi, sull’effettiva efficacia del metodo, tutte le riserve possibili: costi, interazione con l’ambiente, effetti reali sul clima, ecc.
    Intanto però la notizia ha avuto grande risonanza su tutti i media, sempre avidi di str… ehm, novità.

  4. Maurizio Zuccherini

    Avevo letto l’articolo ieri, e volevo segnalarvelo, ma ovviamente l’avevate già visto. Se fosse stato pubblicato il 1° di aprile, l’avrei apprezzato come uno scherzo intelligente. Invece è tutto vero, e da i brividi. Ancora più rabbrividente è vedere chi sono gli autori:
    D. K. Weisenstein, D. W. Keith, and J. A. Dykema, appartenenti a:
    – School of Engineering and Applied Science, Harvard University, Cambridge, MA, USA
    – Kennedy School of Government, Harvard University, Cambridge, MA, USA
    E’ vero che non ci sono limiti alla stupidità umana, ma sembra tali limiti abbraccino ormai enti di ricerca che sembravano finora garanzie certe di razionalità.
    Verrà mai il tempo in cui ciascuno sia chiamato a rispondere delle proprie affermazioni, quando queste siano fatte non propriamente in occasione di una chiacchierata al bar?

  5. Gianluca

    Quanta presunzione quella dell’uomo di poter manovrare a proprio piacimento il clima, il meteo, la natura in genere…

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