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Le Previsioni di CM – 21 / 27 Dicembre 2015

La previsione di questa settimana è di Flavio

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Situazione ed evoluzione sinottica

Continua incontrastato il dominio anticiclonico sull’Italia, e con esso anche la mancanza di precipitazioni e l’accumulo di inquinanti, specie nelle zone interne e in Val padana.

La debolezza del geopotenziale in Atlantico tra il 15° e il 30° Ovest si associa alla penetrazione di saccature di origine nord-atlantica fino a latitudini subtropicali, con la conseguente risposta dinamica stabilizzante sul Mediterraneo occidentale.

É proprio la stazionarietà dell’onda di Rossby in Atlantico, piuttosto che la forza del vortice polare (fatto, per altro, non certo anomalo all’inizio dell’inverno) a provocare la persistenza dell’anticiclone subtropicale sull’Italia e sull’Europa sud-occidentale. Durante la settimana appena trascorsa, infatti, l’indice di oscillazione artica (AO) si é mantenuto su livelli di sostanziale neutralità, in decisa diminuzione rispetto a quelli che hanno caratterizzato l’ultimo mese (Fig.1).

Fig.1: AO Index. Fonte: http://www.cpc.ncep.noaa.gov
Fig.1: AO Index. Fonte: http://www.cpc.ncep.noaa.gov

La situazione sinottica non mostrerà sostanziali modifiche nel corso della prossima settimana. É atteso, infatti, un ennesimo affondo perturbato sul medio Atlantico, con una saccatura che riuscirà a penetrare fin sulle isole Canarie innescando una prepotente rimonta del geopotenziale in quota sul Mediterraneo occidentale sul finire della prossima settimana (Fig.2).

Fig. 2. GFS, Natale 2015: depressione in approfondimento tra Azzorre e Canarie e rimonta anticiclonica sul Mediterraneo. Fonte: www.wetterzentrale.de
Fig. 2. GFS, Natale 2015: depressione in approfondimento tra Azzorre e Canarie e rimonta anticiclonica sul Mediterraneo. Fonte: www.wetterzentrale.de

Su scala sinottica più larga non si possono notare variazioni significative rispetto al pattern prevalente. Ancora circolazioni depressionarie sulla Russia europea e pulsazioni anticicloniche ad est e ad ovest degli Stati Uniti. Prevalgono condizioni anticicloniche anche sull’Artico, sebbene con massimi che tenderanno a spostarsi verso il Mare di Beaufort e il Mare dei Chukchi (Fig.3).  É interessante sottolineare come, per tutta la prossima settimana, prevarranno anomalie termiche negative proprio sull’Artico, a favorire ulteriormente il recupero dei volumi di ghiaccio tuttora in corso (Fig.4).

Fig.3: GFS, vigila di Natale 2015. Depressioni all’interno del flusso principale tra Groenlandia e Siberia centrale. Alta pressione su Mare di Beaufort e dei Chukchi. Flusso anticiclonico secondario esteso dai Caraibi al Pacifico. Fonte: www.climatereanalyzer.org
Fig.3: GFS, vigila di Natale 2015. Depressioni all’interno del flusso principale tra Groenlandia e Siberia centrale. Alta pressione su Mare di Beaufort e dei Chukchi. Flusso anticiclonico secondario esteso dai Caraibi al Pacifico. Fonte: www.climatereanalyzer.org
Fig.4. Anomalie dei volumi di ghiaccio marino sull’Artico. Evidente una trendline nettamente positiva negli ultimi 5 anni. Fonte: PIOMAS (http://psc.apl.uw.edu)
Fig.4. Anomalie dei volumi di ghiaccio marino sull’Artico. Evidente una trendline nettamente positiva negli ultimi 5 anni. Fonte: PIOMAS (http://psc.apl.uw.edu)

Alla luce di quanto esposto, la settimana entrante si confermerà del tutto in linea con le precedenti: prevalenza di alta pressione, assenza di precipitazioni, cieli sporchi e visibilità ridotta nelle pianure e zone interne, abbondanza di sole in montagna. E inquinamento, inutile dirlo, a livelli ancora estremamente elevati nelle aree urbane, in particolar modo del nord Italia.

Previsioni del tempo sull’Italia

Lunedì e Martedì: nuovo, sensibile aumento del geopotenziale sull’Italia, con temperature mitissime in quota associate ad una isoterma di -15°C a 500 hPa sull’Italia settentrionale.  Generali condizioni di tempo stabile ovunque, con transito di nubi stratiformi associate all’invasione calda in quota. Intensificazione dei fenomeni nebbiosi al Nord e nelle valli e zone interne del resto d’Italia.

Temperature generalmente stazionarie, mitissimo in montagna con temperature in aumento e zero termico che nella giornata di martedì si porterà al di sopra dei 3000 m sulle Alpi occidentali.

Mercoledì  effimero calo del geopotenziale sul Nord con transito di nuvolosità associata ad una debole saccatura in quota e poche, sporadiche e deboli precipitazioni. Stabile al Centro-Sud, con ampi spazi soleggiati. Temporaneo miglioramento della visibilità in Val padana. Venti deboli variabili con qualche rinforzo di tramontana sul basso Adriatico. Temperature in lieve diminuzione al Nord, stazionarie altrove.

Da Giovedì a Sabato nuovo aumento del geopotenziale con associate condizioni di stabilità e intensificazione dei fenomeni nebbiosi. Cieli sporchi sul Tirreno per scorrimento di aria umida dai quadranti sud-occidentali. Temperature generalmente stazionarie, in lieve aumento sabato sulle Alpi occidentali. Venti deboli variabili con qualche rinforzo di tramontana su basso Adriatico e Jonio.

Domenica possibile irruzione di correnti fredde e secche dai quadranti nordorientali per posizionamento di un massimo di pressione sull’Europa centrale. Addensamenti nuvolosi sui versanti orientali, prevalentemente soleggiato altrove con temperature in diminuzione sul versante adriatico e al Sud.

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Published inAttualitàLe Previsioni di CMMeteorologia

5 Comments

  1. Andrea

    Alessandro, purtroppo penso che una delle ragioni principali sia legata alla necessita’: le opportunita’ di lavoro sono concentrate nei grandi centri urbani e vivere in campagna spesso significa vivere da pendolari e sobbarcarsi centinaia di km a settimana di code in macchina, o passare infinite ore su treni fatiscenti.

    Quanto al discorso sull’isola di calore, sono d’accordissimo. Quanto vale l’effetto della riduzione di emissioni di SO2 e il decremento (in parte conseguente) della nebbia in Valpadana nell’economia generale dell’aumento di temperatura invernale al Nord Italia negli ultimi 20 anni?

    Proprio alcuni giorni fa ho avuto una discussione su un forum sui ghiacci artici (ovviamente pro-global warming) dove ho osato sostenere la possibilita’ che i global warming locali (da urbanizzazione) potessero contribuire a quello generale. Apriti cielo. Levata di scudi generale, penso saro’ bannato presto dal forum dopo un processo sommario per apostasia.

  2. Alessandro

    Come avete fatto notare volevo proprio mettere in evidenza il fatto che il territorio rurale è ben più esteso e che al contrario la popolazione è addensata nei centri urbani. Inoltre sembra che la popolazione apprezzi molto l’ambiente rurale, ma nonostante questo il BAU li ha “spostati” lì.
    Un modus vivendi che è lontano anni luce dalle tradizioni e dalle attività di nicchia che ha sempre vantato l’Italia e per cui è stata apprezzata in passato. Mi viene sempre da ridere quando sento la popolazione urbana lamentarsi a destra e a manca per quello e l’altro motivo meteorologico e ambientale. Ad esempio la zona urbana di Firenze per esempio, è sempre più calda di 2/3 gradi rispetto alla zona rurale e chiaramente l’aria è quella che è, ma è stato sempre così e quindi mi son sempre chiesto quale sia la spinta a vivere in zona urbana anzichè rurale. Sarà il BAU e l’illusione di una vita migliore creata dai mass media.

  3. Luigi Mariani

    Il commento di Alessandro mi porta a riflettere sul fatto che la prospettiva urbanocentrica sta portando ad una visione sempre più distorta della realtà meteorologica, nel senso che chi vive affogato nelle isole di calore (come sempre più spesso accade anche al sottoscritto) non si rende più conto che fuori dalla città c’è la nebbia, ci solo le gelate e la brina e così via.
    Peraltro questa condizione tocca una percentuale sempre più alta della popolazione mondiale (oltre il 50% già oggi) e si traduce in una più acuita sensibilità rispetto all’AGW, nel senso che si attribuisce all’AGW quello che è UHI. Insomma: ne vedremo delle belle….

  4. Alessandro

    Qua siamo in media termica per Dicembre 6,4°C e senza inquinamento e la zona rurale andrebbe rivalutata. Le previsioni e i commenti sulle previsioni sembrano sempre ed esclusivamente urbane. Sarà l’ora di informare gli italiani che il territorio è in gran parte rurale?

    • Alessandro, il territorio sarà pure per la maggior parte rurale, ma il 45% della popolazione vive in zone ad elevata urbanizzazione (500 abitanti per Km2, come media UE). Se si considera un’urbanizzazione media siamo al 61% (100 per km2, oltre media UE) e se invece si guarda all’urbanizzazione bassa, siamo al 16% (tutto ciò che non rientra nelle precedenti definizioni, circa la metà della media UE). Quindi siamo un Paese molto urbanizzato (dati ISTAT).
      gg

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