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Scampato pericolo, l’era glaciale può attendere

Viviamo su di un pianeta freddo. Riscaldato dai gas serra quanto basta, ma tendenzialmente freddo. In assenza dell’azione di contenimento del calore operata da vapore acqueo, anidride carbonica, metano e altri gas serra minori, che tutti insieme ci portano a circa 14°C sopra zero, la temperatura media della Terra sarebbe circa -18°C. Tuttavia, le oscillazioni all’interno di questa differenza, sono quasi sempre al ribasso. Con cicli che durano circa 100.000 anni – scoperti e descritti da Milutin Milankovic ed essenzialmente legati a fattori astronomici – il Pianeta passa dal freddo al meno freddo, cioè dallo stato di glaciazione a quello interglaciale, con il primo che dura circa 70-80.000 anni e il secondo 20-30.000.

Tuttavia, uno dei misteri più appassionanti e che nessuno è mai riuscito a chiarire, è come questo accada. Quali siano cioè le dinamiche del sistema pianeta che si innescano in presenza della corretta combinazione di fattori astronomici e che portano alla glaciazione o alla deglaciazione. Almeno fino alla comparsa del pensiero unico CO2centrico.

Accade così che su Nature, appena pochi giorni fa, sia stato pubblicato un lavoro in cui si sostiene che appena prima dell’inizio dell’era industriale, cioè alla metà dell’800, il pianeta fosse lì lì per andare in glaciazione, ma che questa sia stata mancata di poco anche per l’aiutino che ci avrebbe messo il forcing antropico. Saremmo comunque stati in uno stato di delicato equilibrio per alcune decine di migliaia di anni, scrivono, ma l’immissione di altra CO2 in atmosfera posporrà ulteriormente la prossima era glaciale per almeno altri 100.000 anni.

Critical insolation–CO2 relation for diagnosing past and future glacial inception

L’esperto di turno su Bloomberg, tal Andrew Watson, professore di scienze della Terra all’università di Exeter (che non ha firmato l’articolo), annuncia tragicamente che i sospetti si sono avverati…abbiamo alterato il clima del pianeta per decine se non centinaia di anni e, ora, ufficialmente, gli esseri umani controllano il clima del pianeta.

Il tutto, su Nature, con un modello definito “mediamente complesso” che mette in relazione la radiazione solare e l’anidride carbonica assumendo che la prima controlli naturalmente la seconda, ma che con il contributo delle attività umane l’equazione sia saltata, facendo saltare al pianeta un intero ciclo glaciale.

Sinceramente ci credo poco…ma se così fosse direi che abbiamo fatto proprio bene!

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Published inAttualità

6 Comments

  1. “il primo che dura circa 70-80.000 anni e il secondo 20-30.000”
    Permettimi di correggerti….

    L’Era Glaciale e quindi il relativo periodo, dura MILIONI DI ANNI. E l’ultimo è iniziato circa 1 milione di anni fa.
    L’Era Interglaciale è più simile.
    Il primo si ha quando c’è ghiaccio allo stato solido sul pianeta, il secondo quando non c’è ghiaccio.

    L’Era Glaciale, poi, è suddivisa in PERIODI INTERGLACIALE FREDDI e CALDI (e sono quelli cui fai riferimento tu nell’articolo).

    Il primo dura 120.000 anni circa… il secondo 12.000 circa. non uno di più.
    L’alternanza è ciclica… e per quello caldo la durata è sempre la stessa… 1 periodo interglaciale caldo di 12.000 anni circa, seguito da 2 periodi interglaciali caldi di 8000 anni circa… a volte anche meno.

    E purtroppo per gli amanti e seguaci de pensiero CO2centrico, la causa di tutto è sempre e solo astronomica… E agisce in 2 modi ben precisi….
    il primo… provocando la variazione dell’inclinazione dell’asse terrestre di quel tanto che basta a favorire un raffreddamento dell’emisfero boreale….
    il secondo… provocando lunghi periodi di bassa e bassissima attività solare.

    Combinando insieme questi fattori, la TSI (Total Solar Irradiance) REALE cala del 50-60% alle nostre latitudini…

    Ne ho scritto un mesetto fa circa sul nostro blog!

  2. Totore

    Il clima fa quello che gli pare, come e sempre successo perche vi sbracciate tanto per dare spigazioni inensate poco dimostrabili, chi crea “el nino o la nina ” chifa sciogliere i ghiacciai chi l anno dopo li fa crescere ad un ritmo dieci volte superiore, cho fa raggiungere record di caldo ed una settimana dopo siamo al polo ecc ecc ecc. L’uomo? Mma.toto^

  3. Fabrizio Giudici

    Capite bene che questa è proprio la dimostrazione che gli esseri umani sono un virus che ha infestato l’organismo Terra. Infatti non solo si sono moltiplicati a sue spese, ma sono addirittura riusciti a modificare il suo metabolismo a proprio vantaggio. Caratteristiche tipiche dei virus. Tutto torna.

  4. Giovanna Franchi

    Notizia ottima direi. Anch’io sono fra quelli che preferiscono un clima un po’ caldino ad una glaciazione. Permettimi però di dubitare che l’influenza umana cambi realmente il clima, sia in un senso che in un altro. Siamo su un minuscolo pianeta in un immenso universo di cui non raggiungeremo mai, per definizione, i confini; conosciamo un milionesimo delle forze che sono in gioco e, per quanto illusi dal sogno prometeico, rimaniamo un attimo del tempo. Come dice Nietzsche, “una luce che si accende e subito si spegne”.

  5. Guido Botteri

    Ma non pensate, ingrati, alla mancanza di guadagni dei venditori di igloo ? E i venditori di stufe, cappotti e roba pesante ?
    E al disastro delle imprese funebri che avrebbero potuto certamente contare su tanti clienti, dato che i periodi freddi aumentano di molto la mortalità?
    Siete insensibili al grido di dolore dei produttori di impianti di riscaldamento!
    Chi vi paga ? La lobby dei bikini, forse? O la lobby dei gelatai, malvagiamente intenta a produrre CO2 per prolungare la vendita di coni e vaschette alla fragola ?
    😀

    ps
    scusatemi, è un po’ di tempo che ne leggo fin troppi di commenti che, seriamente, dicono cose del genere, e mi è scappato di scherzare

  6. Donato

    A volte ritornano! Questa storia della CO2 che ha evitato la glaciazione non è affatto nuova: oltre 10 anni fa fu proposta da William F. Ruddiman ed ha conosciuto sorti alterne.
    http://www.lescienze.it/news/2005/05/01/news/quando_iniziammo_ad_alterare_il_clima-585004/
    L’unica differenza tra le due tesi è che secondo Ruddiman la cosa avvenne qualche migliaio di anni prima rispetto alle date di cui si parla nel nuovo lavoro segnalato G. Guidi.
    Per me non è tanto peregrina, comunque, come ha scritto G. Guidi, non tutti i mali vengono per nuocere: ci troveremmo di fronte ad un evento di geoingegneria (involontaria) di portata eccezionale che coronerebbe il sogno di Prometeo. 🙂
    Ciao, Donato.

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