Le ultime dal Corriere della Serra

Crollo delle borse? Terrorismo? Bufera sulle banche Italiane? Macché, la vera e unica minaccia planetaria è il pianeta che si scalda. Attento come sempre a quello che succede sul red carpet climatico, il Corriere della Serra raccoglie l’appello congiunto di NOAA e NASA, che condividono ovviamente gli stessi dati ma li presentano come diversi e rilancia la ferale notizia: il 2015 è stato l’anno più caldo di sempre per le temperature di superficie.

NOAA_NASA 2015

Attenzione, la precisazione circa lo strato superficiale è aggiunta, perché il corrierone dimentica di riportare che nel documento congiunto di NOAA e NASA, si legge chiaramente che che per i dati satellitari il 2015 è tutt’altro che da record e per quelli dei radiosondaggi è alla pari con il 1998.

Sat

 

Ma, si sa, un sistema di misura che osserva tutto il pianeta con lo stesso sensore è meno rappresentativo di una serie composta da misure a terra tra i palazzi, sul mare mare nella sala macchine delle navi e basata sul lancio dei dadi sui poli. Quindi teniamoci il record, anche se, né più né meno come accaduto per gli altri primati recenti, gran parte del calore in eccesso viene da El Niño, evento del tutto naturale.

Altra precisazione. Per una ragione che non si riesce a comprendere, l’anno meteorologico di NOAA e NASA non va da gennaio a dicembre, ma da dicembre a novembre, forse per evitare di mettere due inverni boreali nella serie e limitare il rischio di inquinamento da freddo.

Nel frattempo The Guardian riporta che a Davos, dove si stanno confrontando i big money, il clima che cambia è appena all’undicesimo posto nella lista delle priorità.

Davos

Sono pronti però altri sondaggi, ben più informati, che rimettono le cose a posto.

Tutto questo però durerà solo un anno perché, fa sapere sempre il Corriere, il prossimo farà segnare un altro record. E poco importa se questo accadrà perché letteratura e logica insegnano che l’anno successivo a un El Niño risente del rilascio di calore dal mare verso l’atmosfera più di quello in cui l’evento ha avuto luogo, è comunque colpa del clima che cambia.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail
Licenza Creative Commons
Quest'opera di www.climatemonitor.it è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso info@climatemonitor.it.

Author: Guido Guidi

Share This Post On

14 Comments

  1. Buongiorno, mi complimento per questo blog che tenta di spazzare via tanti luoghi comuni in fatto di clima che cambia ed che ovviamente lo fa nella maniera peggiore possibile. Seguo da un pò di tempo CM e trovo quasi tutti i post interessanti ed a volte anche molto approfonditi. La varietà degli articoli presentati può a mio avviso solo arricchire il lettore interessato. Andate avanti così , in un mondo giornalistico (ovviamente mi riferisco al dominio climatico-meteorologico) in cui imperversa una sottocultura spesso faziosa.
    Buon lavoro a tutti.
    Ciro Ricco

    Post a Reply
    • Grazie Ciro,
      la qualità di questo blog l’hanno fatta nel tempo soprattutto i lettori.
      gg

  2. Mah, più che di dati faziosi secondo me si tratta di serie di dati ancora parzialmente discordanti tra di loro. Perché se ad esempio prendiamo le serie dei dati termometrici satellitari, la situazione appare decisamente molto meno preoccupante, il trend del riscaldamento è sicuramente meno accentuato e lo iato degli ultimi 14-15 anni è senz’altro più evidente. Non dimentichiamoci però che anche queste serie di dati presentano grossi problemi di affidabilità e presuppongono importanti e costanti interventi di correzione, calibrazione e omogeneizzazione, a parte il vantaggio teorico di poter sondare (in modo peraltro indiretto in quando misurano la radianza a varie lunghezze d’onda e non la temperatura) tutti gli strati d’aria della bassa troposfera. Se prendiamo invece le serie GHCN (anche queste certamente con i loro problemi), il quadro, almeno secondo me, si fa decisamente più allarmante. Con l’inserimento del valore record del 2015, come previsto, la dinamica delle temperature globali permane quantomeno inquietante, con uno iato grossolano ridotto al massimo ad una dozzina d’anni e con gli ultimi anni in cui il riscaldamento globale è tornato a ruggire. Da non sottovalutare neanche il fatto che una dinamica di riscaldamento continuo, oramai multidecadale, riguarda inoltre anche il contenuto di calore degli oceani. Certamente il valore del 2015, anche questo ampiamente previsto, è stato favorito da un episodio di Nino strong, paragonabile come durata ed intensità a quello del 1997-1998. Tuttavia il dato del 2015 ha fatto segnare un valore di circa 4 decimi superiore a quello del 1997 e di oltre 2 decimi superiore a quello del 1998. E il precedente record, quello del 2014, è stato registrato in un anno con indice ENSO sostanzialmente neutro. Il tutto poi, avvenuto in una fase di attività solare che mediamente è in leggero decremento oramai da diversi decenni. Perché poi, indipendentemente da tutti i discorsi, sono anche questi i dati che personalmente mi fanno riflettere (insieme ai dati sugli indicatori climatici e alle conoscenze teoriche e sperimentali, poche o tante che siano, di cui disponiamo) e che mi pongono in una situazione stabile di cauta, ma giustificata e razionale preoccupazione.
    Saluto sempre cordialmente.

    Post a Reply
  3. Io ,il Corriere della Sera, non lo prenderei neanche più in considerazione quando parla di clima, così come non prenderei in considererei La Stampa per gli articoli dell’ agro-climatologo in farfallina .

    Post a Reply
  4. Non capisco dove vogliate parare con questi articoli. Buttate sempre tutto in caciara e in “ma va là che i dati sono faziosi, sbagliati, etc”. Ma voi le guardate le serie storiche di temperatura? Se avete dei dubbi ve ne passo alcune del Nord Italia. Vi brucia eh, il fatto che sia sempre più caldo?

    Post a Reply
    • Giacomo, ci saranno 100 articoli su questo blog di analisi delle serie storiche. C’è l’imbarazzo della scelta.
      gg

    • ..semmai i faziosi siete voi serristi;ogni articolo serio su questo argomenti viene sempre cassato!

    • … non vede ma rilANsIA

  5. Vorrei approfittarne per segnalare che ogni tentativo di inserire commenti sul Corriere ad articoli che trattano l’argomento, il commento viene prontamente censurato.

    Vengono pubblicati SOLO commenti a favore della tesi “moriremo tutti”. E infatti, i commenti sono pochissimi, statisticamente, rispetto agli altri articoli. Suppongo proprio perche’ la maggior parte di questi sono catalogati come “negazionisti”.

    La cosa e’ tanto piu’ stupefacente in quanto capita di leggere commenti ad articoli di politica o cronaca infarciti di invettive, imprecazioni, quando non frasi razziste o vere e proprie offese.

    Sul clima no, non si fanno sconti, non e’ ammesso il diritto di dissentire nemmeno sul forum di un quotidiano generalista.

    Visto come vanno le cose in ambito accademico, non e’ una sorpresa in se’. Ma si intuisce che su certi argomenti la linea politica di questo (ed altri) quotidiani non concede sconti. Vai a capire cosa c’e’ dietro.

    Post a Reply
    • Confermo: praticamente tutti i miei commenti sono stati censurati ed erano tutt’altro che offensivi.
      Almeno un tempo avevamo il diritto di essere insultati e additati come negazionisti e truffatori, mentre oggi ci hanno tolto pure quello.
      Onestamente sono un po’ preoccupato

    • Che strano Andrea, capitava anche a me con, come si chiamava il barbetta… Franco Foresta Martin?
      Vuoi capire cosa c’è dietro? Follow the Money.

  6. Anche a me piacerebbe sapere perché prendono in considerazione il periodo Dicembre-Novembre. Che diavolo c’entra Dicembre se fa parte dell’anno precedente? Non sarebbe meglio 1 Gennaio – 31 Dicembre? O al massimo, per esempio, 1 Dicembre 2014 – 31 Dicembre 2015. Dove si potrebbe approfondire la questione? A chi potremmo chiedere?

    Post a Reply
  7. e c’e’ gia’ chi dice che si aspetta un prossimo anno ancora piu’ caldo. Non si sa se lo faccia perche’ ha studiato fisica dell’atmosfera o per dimostrare che “mioddio visto che moriremo tutti bruciati”.

    Post a Reply

Trackbacks/Pingbacks

  1. Un venerdì di rassegna | Climatemonitor - […] fatto il 16 gennaio scorso circa il fatto che il 2015 sia stato l’anno più caldo di sempre. Noi…

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »