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Un venerdì di rassegna

Il tempo, spero non così breve, che normalmente passate sulle nostre pagine, oggi lo passerete in rassegna, ovvero, se ne avrete voglia, scorrendo qualche articolo che ho recuperato qua e là in materia di clima, tempo e affini. Al termine della rassegna, probabilmente avrete voglia di rassegnarvi per l’appiattimento totale che l’informazione (generalista e non) sta mostrando su questa materia. Ma, come disse qualcuno, resistere, resistere, resistere, perché l’isteria da clima passerà… certo, poi ce ne sarà un’altra – e qui si potrebbe aprire un sondaggio – ma almeno potremo tornare a parlare della materia che tanto ci appassiona per quello che è, senza troppi patemi.

Cominciamo con l’annuncio al megafono che NOAA e NASA hanno fatto il 16 gennaio scorso circa il fatto che il 2015 sia stato l’anno più caldo di sempre. Noi ne abbiamo parlato qui, commentando la notizia rilanciata dal Corriere della Sera. Beh, ieri notte è uscito un post su WUWT in cui, fatti due conti, salta fuori che il proclama dei giorni scorsi smentisce quelli degli anni precedenti, che i conti non tornano e che, se si va avanti così, le serie storiche della temperatura media superficiale saranno coperte dal segreto di stato, tanti sono gli “interventi di manutenzione” cui sono sottoposte perché torni un conto solo, quello del caldo sempre più caldo.

Poi continuiamo con il carico da 11, ossia con la ferale notizia che, vada come vada, per i popoli del Mediterraneo, cioè anche per noi, comunque andrà anche peggio. Nel 2030, con 2°C in più di temperatura media, nel Mediterraneo l’aumento sarà di 3°C rispetto al passato pre-industriale. Verrebbe da dire siamo fritti ma forse è più opportuno dire siamo arrosto.

Però saremo anche ricchi, perché le stime dicono che la lotta al clima che cambia e cambia male per l’Italia vale un punto e mezzo di PIL. Le opportunità che si apriranno con gli investimenti, fa sapere all’ADN Kronos Carlo Carraro, vice presidente del WGIII dell’IPCC, saranno tali da produrre dei gran benefici. Quanti punti di PIL valgano i 220 miliardi di incentivi alle rinnovabili che stiamo pagando e pagheremo di qui al 2020 non è dato saperlo, ma meglio non domandare…

Direi che può bastare… Enjoy.

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Published inAttualità

3 Comments

  1. Gianni Pettinari

    Vi è sfuggita anche la padina di ieri su LaStampa dedicato all’arme sul riscaldamento globale… Li c’era pure l’aggravante per la preoccupazione per i ricci che escono dal letargo troppo presto… Poveri noi…

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