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La relatività al supercomputer

Come ormai tutti sanno, circa un miliardo e trecento milioni di anni fa, due “buchi neri”, non molto grandi (solo una trentina di volte il Sole…), si scontrarono fondendosi l’uno nell’altro: in una frazione di secondo una quantità di materia pari circa tre volte la massa solare si trasformò in energia, generando una potenza di picco 50 volte superiore a tutta la potenza dell’Universo visibile (circa 100 miliardi di galassie, ciascuna con circa 100 miliardi di stelle).

Il rimbombo (gravitazionale) è arrivato da noi il 14 settembre u.s., ed è stato registrato dai due rivelatori LIGO, prima su quello dislocato a Livingston, Louisiana, e 7 millisecondi dopo su quello di Hanford, Washington: da questo sfasamento si deduce che l’evento si è verificato nell’Emisfero Celeste Meridionale.

Come noto, Einstein aveva previsto teoricamente la possibilità di questi eventi ben 100 anni fa, ma una simulazione numerica venne fatta solo nel 1975 da Larry Smarr nella sua tesi di dottorato dal titolo “The Structure of General Relativity with a Numerical Illustration: the Collision of Two Black Holes”, utilizzando un calcolatore CDC 7600, allora tra i più potenti, per centinaia di ore (qui per approfondire).

Anche a seguito di quel lavoro (fatto, si noti, in polemica con i fisici teorici che favorivano le soluzioni analitiche esatte), Larry Smarr è divenuto un grande promotore della scienza computazionale in tutti i settori scientifici e tecnologici, proponendo tra l’altro la costituzione del National Center for Supercomputing Applications (NCSA) (qui per approfondire).

Se poi volete vedere (sempre simulati su Supercomputer) i due buchi neri che si scontrano un miliardo e trecento milioni di anni fa, guardate qui sotto o al link di seguito (da WUWT).

The detection of gravitational waves – a triumph of science enabled by fossil fuels

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Published inAttualità

4 Comments

  1. Maurizio Rovati

    Mah… Io sono stupito i tutta questa sicurezza sull’origine del cosiddetto segnale gravitazionale.

    La distanza immensa e la vaga direzione di provenienza, mi fanno pensare a qualcosa di impossibile da verificare…
    La determinazione delle masse e del meccanismo sono frutto di calcolatori programmati con estrema speculazione .
    Il tutto presentato come se fosse l’unica spiegazione possibile, come se tutto il resto fosse noto e banalmente escluso.

    Mi manca del tutto la Fede per poter accettare questa “Verità Rivelata” come una scoperta scientifica.

    • A. de Orleans-B.

      Penso il contrario, forse per incurabile ottimismo: immagino come questo successo stimolerà una generazione molto più sensibile (e sopratutto una rete numerosa) di rivelatori a terra e nello spazio — e così come la rete di sismografi “usa” un terremoto per costruire una immagine dell’interno della Terra — o delle onde acustiche e un quasi-miracolo computazionale rendono ormai possibile ricostruire l’immagine del feto nella pancia della madre, chissà quali immagini oggi invisibili potremo generare della struttura dell’universo grazie a queste onde di natura così diversa!
      .
      Io non le vedrò, forse nemmeno i miei figli, ma sicuramente i miei nipoti — e spero solo che vivano la stessa emozione che provo quando vedo la foto dettagliata della superficie di un pianeta o satellite lontano rispedita da una sonda lanciata anni fa…

  2. teo

    CDC 7600…la mia giovinezza

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