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Risposta tardiva ma significativa

Alcuni giorni fa questo nostro post ha ricevuto un commento al quale ho pensato fosse davvero impossibile rispondere, non senza un significativo margine di approssimazione e una massiccia dose di tempo speso sul web. Si chiedevano “i dati sulle precipitazioni medie sull’intero pianeta negli ultimi venti anni“.

Poi mi è capitata per caso sotto agli occhi una presentazione di Demetris Koutsoyiannis che ha tra l’altro attirato la mia attenzione per tutt’altra ragione, ovvero perché contiene la frase qui di seguito (dal blog Bishop Hill).

Even a fully deterministic system is fully unpredictable at climatic timescales when there is persistence

Cioè, anche un sistema pienamente deterministico è completamente impredicibile a scala climatica quando c’è persistenza (slide 24).

E’ una lettura interessante che, se volete, potete fare a latere di questo breve post. Ma veniamo alla risposta al commento. La troviamo nella slide 12, riportata qui sotto.

koutsonnians_ppt

Uniamo l’utile al dilettevole. La curva sopra rappresenta proprio le precipitazioni sulle terre emerse. E’ limitante, lo so, ma se ci dovessimo mettere dentro anche il mare la serie sarebbe limitata al solo periodo più recente, ossia da quando è possibile avere una stima delle piogge tramite le sonde satellitari e ci sarebbe comunque un livello di incertezza enorme. Le curve in basso sono il tentativo di riprodurle attraverso i modelli climatici. Il confronto parla da se.

Che ne dite? Quale tra gli infiniti mondi possibili stiamo simulando?

PS: la vignetta è di Massimo Cavezzali

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Published inAttualitàClimatologia

2 Comments

  1. Fabio Vomiero

    “Anche un sistema pienamente deterministico è completamente impredicibile a scala climatica quando c’è persistenza”.
    Frase apparentemente bella, ma di cui, perdonatemi, non riesco a cogliere il reale significato. Non riesco a capire se l’autore voglia riferirsi in generale al processo di “caos deterministico”, oppure all’impredicibilità intrinseca dei sistemi complessi. Perché mi sembra che le due cose siano perlopiù diverse, il caos deterministico infatti riguarda sistemi deterministici in teoria ma non in pratica, ed è più tipico per esempio delle previsioni meteorologiche che vanno oltre un certo lasso di tempo (previsioni a lungo termine), mentre nel caso del concetto di clima come fenomeno complesso e di natura statistica e probabilistica credo sia invece più corretto parlare di impredicibilità intrinseca del sistema complesso, in quanto probabilmente, per sua natura storica, non può essere regolato soltanto da leggi deterministiche. O almeno, questo non lo sappiamo ancora, che io sappia infatti non esiste (ancora) l’equazione e del clima. Peraltro, in questo senso, veramente ben poche cose in natura sarebbero quantitativamente prevedibili. E poi non riesco a capire la pertinenza e il significato del termine “persistenza”. Insomma mi sembra una definizione solo apparentemente logica, ma in realtà un po’ confusa e fuorviante. Non so se intendo male io, ma sarei interessato se eventualmente qualcuno fosse in grado di spiegarmela meglio…
    Saluto cordialmente.

  2. Bellissimo post, Guido, ricco di molte informazioni. Grazie.
    Le slide vanno rilette con calma e penso anche gli articoli citati.
    Il link della slide 12 (precipitazioni mondiali) non funziona: i dati si trovano a https://crudata.uea.ac.uk/cru/data/precip/ fino al 1998. Dataset più estesi (al 2014) di molte variabili, con dati mensili e annuali si trovano a
    https://crudata.uea.ac.uk/cru/data/hrg/cru_ts_3.23/crucy.1506241137.v3.23/countries/
    divisi per nazioni (non trovo l’Italia).
    Le slide sono ricche anche di spunti storici: penso alla numero 9, quella sulla Pizia e il santuario di Apollo a Delfi. Qualcuno ha scritto che quel santuario (e i suoi sacerdoti; la Pizia era probabilmente un’esaltata le cui parole venivano “tradotte” dall’entourage) era come il Vaticano e la CIA messi insieme e conosceva ogni granello di sabbia del Mediterraneo Occidentale. I marinai che si recavano a Delfi per avere informazioni sulle rotte da seguire per esplorare o fondare nuove colonie venivano “costretti” (minacciando maledizioni varie) a tornare ogni 4 anni per i giochi e per riferire al tempio tutto ciò che avevavo scoperto, nei dettagli. Credo che lì ci fosse ben poco di casuale…

    E, comunque, hai ragione: Chissà quale dei mondi possibili stiamo simulando?

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