Salta al contenuto

La potenza delle immagini

Un paio di settimane fa abbiamo parlato del movimento del polo nord magnetico di rotazione, ovvero di una ricerca che ipotizza che il suo relativamente recente spostamento sia da attribuire a variazioni del ciclo dell’acqua, cioè della massa liquida disponibile, e del volume dei ghiacci, naturalmente entrambi mutati recentemente per effetto del riscaldamento globale.

L’ho chiamata “La madre di tutte le conseguenze“, grazie al sagace suggerimento dell’amico che mi ha segnalato la notizia. Nei commenti al post, qualcuno che ne sa parecchio più di me sull’argomento ha chiarito i termini del problema che…non è un problema.

Infatti, sempre gironzolando per il web, mi capita a tiro un’altro articolo su un argomento molto prossimo e molto dibattuto, l’inversione di polarità del campo magnetico terrestre:

Deciphering Records of Geomagnetic Reversals

In questo studio, sono state analizzate delle serie di dati di prossimità, soprattutto sedimenti marini, per identificare quante volte e con quali modalità sia avvenuta questa inversione. Se vi interessa l’argomento, dal momento che il paper è a pagamento, potete andare a leggerne la spiegazione su EOS:

Polarity Reversals in the Earth’s Magnetic Field

Quel che ha attirato la mia attenzione, è l’immagine con cui EOS apre l’articolo, che poi è la figura 2 del paper:

 

figure_2
Apparent motions of the north geomagnetic pole recorded in sequences of lava flows during several reversals. Each colour corresponds to a distinct reversal record. Also shown in the center of the planet is the solid inner core (red) surrounded by the conducting liquid outer core (orange).

Sono i movimenti apparenti del polo nord geomagnetico registrati in serie di flussi di lava nel corso di numerose inversioni. Ogni colore corrisponde ad un singolo record di inversione, per cui, tutti i punti dello stesso colore individuano le posizioni del polo nord magnetico in un periodo tra due inversioni. Ovviamente, sono tutte ‘passeggiate’ del polo magnetico che hanno avuto luogo in passato per chissà quale concomitanza di fattori. Ne manca uno solo in questa storia, quello antropogenico. Lo aspettiamo.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...Facebooktwitterlinkedinmail
Published inAttualità

2 Comments

  1. max pagano

    PS: qualche settimana fa abbiamo parlato dello spostamento effettivo del polo geografico di rotazione, non di quello magnetico;

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Categorie

Termini di utilizzo

Licenza Creative Commons
Climatemonitor di Guido Guidi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
Permessi ulteriori rispetto alle finalità della presente licenza possono essere disponibili presso info@climatemonitor.it.
scrivi a info@climatemonitor.it
Translate »